Un nuovo materiale per risparmiare energia

Dopo qualche settmana di assenza, ecco ancora Mr. Baltic:

Buongiorno a tutti,

per motivi professionali e per passione sono sempre attento alle novità. Spesso si tratta di cose riviste e corrette che di nuovo hanno ben poco, altre invece sono tecnologie di cui non si conosce ancora la reale validità.

Una pero’ ha attirato la mia attenzione. La conoscevo già in passato per tutt’altro utilizzo e  sono rimasto piacevolmente colpito quanto ne ho trovata  una versione per l’edilizia. Si tratta di un materiale rivoluzionario il PCM (acronimo di Phase Change Material ovvero Materiale a Cambiamento di Fase).

La peculiarità di questo materiale è di assorbire l’energia termica in eccesso, immagazzinarla e rilasciarla quando la temperatura interna in un edificio si abbassa sotto un determitato livello, e lo fa in modo meccanico. Il che significa avere un notevole risparmio energetico ed un elevato livello di comfort ambientale. Questa sorta di “batteria termica” si carica da sola con tutta l’energia radiante presente nella stanza: sole, calore corporeo, cucina ecc.

Ce ne sono di vari tipi: a base salina, paraffinosa o biologica.

E’ a mio avviso un prodotto che rivoluzionerà l’edilizia e che porterà notevoli vantaggi: economici, ambientali e qualitativi. Finalmente qualcosa di intelligente.

Mr. Baltic

Conversione ecologica

Che strana epoca stiamo vivendo… Possiamo attingere informazioni in tempo reale in tutto il mondo ma continuiamo ad avere paura della nostra ombra, da anni oramai si parla di case prefabbricate, di bio-edilizia, di rinnovabili, di risparmio energetico ecc., ecc. Continuiamo però in questo paese a rovinare tutto.

Non esistono linee guida, non esiste etica, non esiste una visione futura. Ci sono Paesi del 4° mondo che hanno piani strutturali per i prossimi 30 anni e sono Paesi poveri!!!

Mi verrebbero espressioni molto colorite ma non è il caso. Qui si è incentivato il fotovoltaico per gli speculatori e ora…. ora è stato distrutto un’indotto. La maggior parte degli edifici residenziali sono senza e nessuno ci pensa a metterlo (non se lo può permettere).

Si parla di detrazioni fiscali come un favore ai cittadini, senza pensare che in principio è un mezzo per evitare l’evasione fiscale (giusto combatterla, per carità). In un Paese con una tassazione REALE come la nostra, gli incentivi/detrazione/ecc. dovrebbero essere ben diversi. Si potrebbe riconvertire tutta quella grossa fetta di lavoratori dell’edilizia tradizionale, con qualche programma (copiandolo anche a all’estero), stimolare la Ricerca e Sviluppo, ma niente…

Le aziende si fanno una concorrenza spietata anziché collaborare, i clienti non sanno che pesci pigliare, le istituzioni (banche comprese) fanno solo dell’ostruzionismo. O ci convertiamo ecologicamente anche nel pensiero o non abbiamo un gran futuro come Paese.

Mr. Baltic

IN-DIPENDENZA ENERGETICA

Da tempo porto avanti la filosofia dell’indipendenza energetica.

Lo scorso 26 Dicembre, io, come altri 18mila abitanti delle vallate dell’Ossola ci siamo svegliati sotto un’abbondante nevicata e senza elettricità. Solo sulla valle dove vivo, ci sono state 36 differenti rotture della linea elettrica. 58 ore senza elettricità. Impianti di riscaldamento bloccati. Frigoriferi e Freezer (con le cibarie natalizie) che ovviamente non funzionavano. Dopo le 58 ore hanno collegato i generatori e si è ricominciato a vivere (sembrava di essere nel Medioevo).

Sei giorni senza linee telefoniche e connessione ad internet.

Naturalmente i computer non si potevano usare (la frequenza elettrica fornita dai generatori brucia i PC). Non è la prima volta che accade e non solo in montagna. Ricordo la nevicata in Veneto del 2003/2004 (pianura e non montagna)?

Mi rendo conto una volta di più che l’INDIPENDENZA ENERGETICA non è più una filosofia ma è diventata un OBBLIGO.

Le soluzioni ci sono: piccoli generatori (almeno per alimentare la caldaia, e con opportuna gestione di tempi anche frigo e freezer. Per chi ha il fotovoltaico basta posizionare un accumulo (batterie). Le caldaie potrebbero avere una batteria che fornisca energia per almeno 24 ore.

In situazioni come queste si vede il degrado del paese. Scarsa o addirittura nessuna manutenzione delle linee (alberi che cadono sulle linee non è concepibile), tralicci dell’alta tensione che crollano come birilli. Strade chiuse per i troppi alberi caduti. Sindaci desaparecidos. Protezione civile? Boh…

Ma chi di dovere sa fare i conti????

Ovviamente evitando la manutenzione ordinaria hanno risparmiato dei soldi, ma quanto è costato l’intervento ora??? Ed il disagio sociale dei 18000? E tutto il cibo buttato? Ed il mancato guadagno di tutte le attività commerciali? Già la crisi e la tassazione ammazza le aziende…

Basta, non è più possibile vivere così, 30 cm di neve non possono causare questi danni. E’ ora che si diano una svegliata e che facciano il loro dovere!

In ogni caso (considerando l’italico sistema) è meglio che chi può si organizzi per essere indipendente da tutte le lobbies energetiche.

Buon anno a tutti

Mr. Baltic

Ritorno alle origini

Ogni giorno che passa, nel pieno di questa crisi, intravvedo dei segnali.
Da anni ci si è rivolti verso un’edilizia eco sostenibile, al risparmio energetico, al mangiare più sano. Credo che da questa crisi che ci fa soffrire tutti, dovremmo prendere qualche insegnamento. Forse tornare a guardare agli esempi del passato (i nostri nonni) non sarebbe male.
Le costruzioni in legno o in pietra, i camini e le stufe (ovviamente il tutto attualizzato con le nuove tecnologie) e quindi l’utilizzo di legna /pellet (materiali rinnovabili e non dipendenti dalle lobby energetiche), il fotovoltaico, le parabole (mini) a concentrazione e quindi utilizzo del sole. Insomma, se riusciamo, ad essere indipendenti il più possibile da aziende (?) che hanno il monopolio, sono certo, conti alla mano, che non solo risparmiamo, ma che alla fine ci evitiamo il mal di stomaco nell’aprire le bollette ed avremmo un comfort abitativo decisamente migliore. Continua a leggere

Normativa più semplice = Maggior sicurezza e più lavoro?

Per tutti gli operatori del settore la legge 81 sulla sicurezza è una brutta bestia. Indirettamente lo è pure per chi decide di costruire/ristrutturare o modificare la propria abitazione (in termini di alti costi).
Non si discute che la sicurezza sui cantieri debba essere altissima, troppe volte si è assistito ad incidenti sul lavoro che potevano essere facilmente evitati.
Noto però che proprio a causa della grande mole di documentazione (con relativi costi) e di procedure da eseguire porta ad un’enorme stress sia per le imprese che per i dipendenti.
Mi sembra quasi che si sia passato dal nulla al troppo. Continua a leggere