I modi Gentiloni

Dunque adesso abbiamo anche i nuovi sottosegretari e un Presidente del Consiglio che, nella consueta conferenza stampa di fine d’anno fra Natale e Capodanno, ci spiega dove sta andando l’Italia. I modi sono tutto in politica e Paolo Gentiloni dimostra di avere modi molto diversi dal suo predecessore che pure non vuole criticare. Con una battuta potremmo dire che sono modi gentili, anzi Gentiloni.

Non c’è l’aggressività del rottamatore ma anzi la volontà di rassicurare il nostro Paese in un momento non particolarmente facile. Gentiloni dice poi di non avere paura di nuove elezioni politiche anticipate. Sì, ma quando si terranno?

Renzi non fa mistero di voler votare in primavera, massimo a giugno. Non può permettersi infatti di affrontare un altro referendum (chiesto dalla Cgil con 3 milioni e mezzo di firme) sul lavoro che lo vedrebbe sicuramente sconfitto. E senza elezioni politiche anticipate il referendum è inevitabile.

Berlusconi invece vorrebbe spostare più in là possibile le urne. Il centro destra non è ancora pronto e oggi rischierebbe di essere egemonizzato violentemente dai vari Salvini, con l’unica alternativa di dividersi, come accadde a Roma per il Sindaco.

Se poi si considera che la prossima Legge di stabilità dovrà tirar fuori 19 miliardi dalle tasche degli italiani, è ovvio che è più probabile il voto ad ottobre, difficilissimo arrivare a scadenza naturale, cioè al febbraio 2018.

Si potrebbe votare prima di una Finanziaria durissima e dopo il referendum sul lavoro.

Basteranno i modi gentili di Gentiloni?

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4 risposte a “I modi Gentiloni

  1. Questo è come l’altro governo!, cioè votato da nessuno, ma la cosa più grave è la continuazione dell’altro!………….quindi il nulla che viene ancora per fare più danni che altro!!!!!. Per l’italia non c’è bisogno di ” gentiloni “……………………ma fatti concreti e basta fannulloni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!. Ecco quindi che arrivo io con i miei 6 anni senza lavoro e l’odio che avanza verso un paese ove gli italiani vengono dopo gli immigrati!!!!!!!!!!!!!.

  2. Buonasera
    Caro dott. Banfi, ancora una volta gli Italiani costretti a subire l’arroganza e l’onnipotenza di una certa parte politica. Un Governo costruito in fretta e furia, sulle radici di quello precedente. In pratica l’esatta fotocopia. Sarà una coincidenza (io non ci credo) ma anche in questo caso, il Presidente della Repubblica ha giocato un ruolo fondamentale nell’intera vicenda. Mattarella ha deluso buona parte degli Italiani, non nascondendo la sua simpatia per un sistema obsoleto e ormai improponibile. Il suo silenzio durante le manovre di Gentiloni, hanno minato la poca fiducia che il popolo riservava nei suoi confronti. Senza dubbio il suo discorso di fine anno è stata la ciliegina sulla torta. “Bisogna avere rispetto per i giovani che decidono di cercare fortuna all’estero”. Una frase del genere, detta dal primo cittadino del paese, ci fa capire in che razza di mani siamo finiti. Invece di bacchettare i nostri politici, su come hanno ridotto questo paese, parla dei giovani che se ne vanno. Tutto questo non ha senso. Un capo di Stato, avrebbe dovuto comportarsi in modo diverso. Ma come il suo precedente collega (re Giorgio) ha pensato bene di tutelare principalmente il partito di appartenenza. Mi perdoni caro Alessandro, ma personaggi del genere non solo non dovrebbero sedere sulla poltrona più importante d’Italia, ma non dovrebbero nemmeno varcare la soglia dei palazzi del potere. Hanno la dittatura nel loro Dna, ma non hanno il coraggio di ammetterlo. Dopo quello che è successo, credo che parlare di elezioni, o di un radicale cambiamento dell’Italia sia tempo perso. Fino a quando avremo politici manipolati e incapaci di una pur flebile reazione, questo paese non potrà mai cambiare. L’intero pianeta è in mano a 200/300 persone e le decisioni vitali per il paese, vengono prese da un sistema globalizzato. Non possiamo muovere un € senza l’approvazione della CE. Mi riesce difficile pensare che la gente non se ne sia accorta. E per quelli che se ne sono accorti, sembra che la cosa non li preoccupi più di tanto. Non serve la finta gentilezza, ma la concretezza. Cosa che i nostri politici non hanno mai avuto. Ogni paese ha la sua storia e la propria cultura e pensare che tutto possa essere mescolato come un minestrone, in nome del dio denaro è una cosa che porterà danni irrecuperabili a tutto il pianeta. Un caro saluto e Buon Anno a lei e alla Redazione.
    Cordialmente.

  3. Mi ritorna in mente come il titolo della bella canzone di battisti.
    Appena fatto il governo Monti cominciò subito con la Fornero a tagliare i viveri al popolo italiano ma non toccando tutti i previlegi della casta. Ciò che mi torna in mente che in quel tempo gli avevo scritto sul suo blog caro Banfi che Monti per prima cosa doveva fare la legge elettorale e poi subito al voto dei cittadini, sono ancora convinto di questo! dopo questi anni passati nulla è cambiato non siamo arrivati ancora alla partenza, sempre speriamo, ma c’è un proverbio dalle mie parti che dice( chi vive sperando muore c……) mi scuso per la frase. Tanti auguri di buon anno caro Banfi e buon lavoro.

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