La strage di Natale

Natale nel mirino. A cinque giorni dalla festa della natività il terrorismo colpisce nel cuore dell’Europa, a Berlino, dove un Tir travolge turisti e tedeschi ad un tipico mercatino. E’una storia pazzesca con tanti morti (almeno 12 e moltissimi feriti): il Tir veniva dall’Italia e il suo autista polacco è stato probabilmente ucciso dall’attentatore.

Come a Nizza sulla Promenade lo scorso 14 luglio. Un lupo solitario, un profugo rifugiatosi in Germania, un Tir impazzito. Un modo vigliacco di uccidere questo degli ultimi terroristi islamisti che mina profondamente la convivenza. Tutta la nostra convivenza si basa sulla fiducia reciproca negli esseri umani. Non si può far nulla per difendersi quando questa fiducia viene meno.

Il terrorismo è questo: toglierci la fiducia nell’altro essere umano che è la base psicologica normale delle nostre vite. Compriamo il pane, ogni mattina, neanche pensando che il panettiere potrebbe avvelenarci. Ci fidiamo del poliziotto che vediamo in uniforme, anche se è armato. Prendiamo l’aereo neanche immaginando che il pilota potrebbe suicidarsi schiantando il velivolo su una montagna o sulle twin towers…

Il mondo in cui viviamo è invece in guerra con se stesso, rischia di esplodere perdendo per sempre la fiducia alla base di tutte le nostre azioni.

Il Natale è la festa della fiducia. Anche per chi non crede, Maria stessa è la donna che si è fidata di più. Ma il Natale misteriosamente attira sempre la violenza degli Erode di turno.

Anche questa volta è capitata  una strage degli innocenti.

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Una risposta a “La strage di Natale

  1. Buongiorno
    Caro dott. Banfi, non è assolutamente una storia pazzesca ma un dramma annunciato da tempo. Sono mesi che l’Isis dichiara che avrebbero colpito, durante le festività natalizie. Purtroppo per noi, loro mantengono sempre le promesse che fanno e che faranno. Che sarebbe finita in questo modo è una cosa chiara a tutti noi, il problema è capire quante vite verranno sacrificate in futuro. Siamo in guerra, ma i politici di tutta Europa non sembra che l’abbiano ancora capito. Hollande, la Merkel e molti altri, continuano imperterriti in quello che è il loro pensiero suicida. Credere in un integrazione che mai avverrà. Politici che andrebbero denunciati per alto tradimento nei confronti della Patria. Non che quelli Italiani, meriterebbero di meno. Il perchè il nostro paese sia immune da attentati, lo sappiamo tutti molto bene. Ma fare i portaborse al terrorismo, non credo che possa durare in eterno. Noi gli accogliamo, gli diamo un lavoro, una casa, diritti che molto spesso vengono negati agli stessi Italiani e diamo a loro il tempo di organizzarsi. L’attentato a Berlino, ha un significato molto preciso. hanno voluto dimostrare che possono colpire quando e come vogliono, non prima di avere annunciato il loro proposito. La facilità con cui colpiscono è la dimostrazione della totale inefficienza degli apparati antiterrorismo. Dopo l’attentato di Nizza, come ha potuto un bilico di quelle dimensioni, girare liberamente per le vie di Berlino ? dopo i controlli del Gps, le autorità hanno accertato che prima di colpire le bancarelle di Natale, lo stesso mezzo abbia girato per ben tre volte nello stesso punto. Se questa non è inefficienza da parte delle forze dell’ordine, mi chiedo di cosa stiamo parlando. Caro Alessandro, lei parla di fiducia negli esseri umani, per una convivenza che dovrebbe renderci partecipi all’interno di un mondo migliore. Questo le rende Onore. Purtroppo ci troviamo difronte a un problema che non potrà mai essere risolto. E questo non sono io ad affermarlo, ma la Storia ce lo ha insegnato. Dalle Crociate fino ai giorni nostri, avremmo dovuto capire che un integrazione con il mondo musulmano, non potrà mai esistere. Se non lo abbiamo ancora capito, dopo tutti gli anni che sono passati (e sono tanti) difficilmente lo capiremo. Per loro, la tolleranza è e sarà sempre una parola sconosciuta e quelli che vivono tra di noi, fingono di esserlo ma alla prima occasione, ci presenteranno il conto. Forse un giorno lo capiremo ma sarà ormai troppo tardi. Lo scontro fisico tra due culture completamente opposte è inevitabile, se così non fosse non esisterebbero le guerre. Anche se non siamo in prima linea, siamo in guerra e questo è un dato di fatto. Una guerra che presenterà un conto salatissimo a chi per paura o per convinzione religiosa, non l’affronterà. Un caro saluto.
    Cordialmente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *