La strage di Natale

Natale nel mirino. A cinque giorni dalla festa della natività il terrorismo colpisce nel cuore dell’Europa, a Berlino, dove un Tir travolge turisti e tedeschi ad un tipico mercatino. E’una storia pazzesca con tanti morti (almeno 12 e moltissimi feriti): il Tir veniva dall’Italia e il suo autista polacco è stato probabilmente ucciso dall’attentatore.

Come a Nizza sulla Promenade lo scorso 14 luglio. Un lupo solitario, un profugo rifugiatosi in Germania, un Tir impazzito. Un modo vigliacco di uccidere questo degli ultimi terroristi islamisti che mina profondamente la convivenza. Tutta la nostra convivenza si basa sulla fiducia reciproca negli esseri umani. Non si può far nulla per difendersi quando questa fiducia viene meno.

Il terrorismo è questo: toglierci la fiducia nell’altro essere umano che è la base psicologica normale delle nostre vite. Compriamo il pane, ogni mattina, neanche pensando che il panettiere potrebbe avvelenarci. Ci fidiamo del poliziotto che vediamo in uniforme, anche se è armato. Prendiamo l’aereo neanche immaginando che il pilota potrebbe suicidarsi schiantando il velivolo su una montagna o sulle twin towers…

Il mondo in cui viviamo è invece in guerra con se stesso, rischia di esplodere perdendo per sempre la fiducia alla base di tutte le nostre azioni.

Il Natale è la festa della fiducia. Anche per chi non crede, Maria stessa è la donna che si è fidata di più. Ma il Natale misteriosamente attira sempre la violenza degli Erode di turno.

Anche questa volta è capitata  una strage degli innocenti.