Due illusioni

Il caso Raggi a Roma ha mostrato che non basta chiamarsi Movimento per non avere comportamenti da partito. E da partitocrazia. La prima illusione è proprio quella di pensare che la diversità, l’onestà, la differenza cala dall’alto sul “nuovo” e non è invece qualcosa da verificare in pratica ogni giorno. Quando il Movimento 5 Stelle esce dagli slogan ed entra nell’applicazione pratica di un tentativo di governo, le cose cambiano radicalmente, piaccia o no. Da Pizzarotti a Parma fino a Roma e Livorno.

La seconda illusione è però proprio quella degli avversari-competitori dei 5 Stelle a cominciare dal Pd e da Forza Italia, Si illudono infatti che un caos come quello romano metta in cattiva luce e faccia perdere voti a Grillo e ai grillini. Il punto è che la gente non li vota per una proposta di governo, per la preparazione del loro personale politico (che spesso manco conosce). Quello è un voto CONTRO, non un voto PER.

Dunque il consenso non sarà mai scalfito da nessuna verifica di realtà. I sondaggi lo dimostrano. Con qualunque legge elettorale si voterà, finirà così e gli scandali non avranno alcun effetto.