Domenica si decide

Ha ragione il vecchio modenese, nel commento al precedente post. Anche nel referendum di domenica non c’è tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra. Verissimo. La riforma è piena di cose discutibili. E certe posizioni per il No sono più che rispettabili.

Tuttavia dev’essere chiaro che cosa si decide domenica. Al di là del merito del testo della legge. Si deve comunque scegliere fra due grandi opzioni e per una volta non fra destra e sinistra. La scelta di domenica 4 è fra riformisti e populisti. E questa divisione è trasversale. Chi vota la riforma, comunque sia, sceglie la strada del cambiamento democratico, del riformismo, del Paese che sa ripartire. Chi sceglie di bocciarla, spinge per un populismo radicale, guidato da Grillo e Salvini.

Già lunedì sapremo come finisce. Col NO ci sarà un nuovo governo o anche elezioni subito con due leggi elettorali diverse, per la Camera e per il Senato, alla vigilia di un cambiamento populista, tipo quello della Raggi a Roma (che è stata votata al secondo turno dal 67 per cento dei romani). Col SI’ si potrà riaprire la discussione su una legge elettorale proporzionale che garantisca tutti in attuazione della riforma appena approvata dal popolo.

Decidete voi.

 

Turatevi il naso

La riflessione di oggi è: com’è accaduto a molti statunitensi e forse anche ad alcuni inglesi, l’alternativa secca proposta dal voto del 4 dicembre, SI o NO, sembra sfavorevole in entrambi i casi.

Comunque vada, ci turiamo il naso. Basta pensare a che cosa dicono maggiormente i sostenitori del Si’: “La riforma non mi piace tutta, ma non voglio bloccare il Paese e togliere ogni speranza di cambiamento…”. O a certe argomentazioni di chi vota No: “Appena fatto il voto, bisogna accordarsi con tutti per fare una riforma migliore…”.

Per non parlare della compagnia che tocca condividere da una parte e dall’altra: con Berlusconi fianco a fianco di Grillo per il NO, e Santoro insieme a Verdini per il SI’.

Insomma nessuno (con un po’ di buon senso) sembra contento della scelta che fa nelle urne. E tuttavia dico: lo so, è dura ma andiamo a votare, turiamoci il naso. E scegliamo il meno peggio.

La Brexit globale e i rischi di domenica 4 dicembre

Innanzitutto mi devo scusare con tutti voi. Sono state settimane complicate ed è parecchio che manco con i miei commenti da questo Blog. Mi impressiona, a rileggerlo, l’ultimo post perché già prefigurava una possibile vittoria di Trump alle elezioni americane, in un clima di sondaggi favorevoli alla Clinton.

Ma è triste aver avuto ragione quando è l’ondata populista mondiale a salire ed a travolgere tutti i governi e gli establishment di questo mondo occidentale. Mi rifaccio vivo perché ci troviamo di nuovo in un momento chiave, che può essere di svolta in Europa e nel nostro Paese.

Fra due domeniche si vota per la riforma costituzionale voluta da Renzi. Ora, a prescindere da come la si possa giudicare nel merito, mi sembra evidente questa situazione: se vince il NO, vincono i populismi di Grillo e di Salvini, mentre se vince il SI’, vincono comunque i riformisti. Dunque bisogna riflettere bene prima di decidere se andare a votare e come votare, il 4 dicembre.