Lupo solitario o rete?

Più passano i giorni e più la vicenda della strage di Nizza si complica. Troppi dettagli non tornano. La domanda chiave resta: l’attentatore del Tir, il franco tunisino, era da solo? E se non lo era, chi lo ha aiutato e perché?

L’Isis ha rivendicato l’attacco sulla Promenade des Anglais, ma è esistito, prima dell’attentato, un coordinamento per compierlo? Oppure ci troviamo davanti all’opera di un lupo solitario? E se si trattasse di un uomo solo, isolato, quanto hanno pesato le vicende personali di depressione e di odio verso la ex moglie (che doveva presenziare ai fuochi del 14 luglio, quella sera)?

Non sono domande da poco. In gioco c’è la nostra convivenza. L’episodio di ieri notte a Wurzburg, dove un profugo afghano di 17 anni ha colpito indiscriminatamente i passeggeri di un treno con un’ascia, ne è una tragica conferma.

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3 risposte a “Lupo solitario o rete?

  1. Ha visto dott. banfi che ha risposto a certe domande scritte in questo articolo,mi riferisco a profugo e l’anno di età del ragazzo. Sono i 2 comuni denominatori che si cercano per il reclutamento!, ossia profughi facili da manipolare, e poi 17 anni l’età………………che più critica non può essere. Se uniamo il fatto che fosse solo e senza nessuno, abbiamo il profilo adatto da cui poter ottenere ogni cosa.Logicamente ogni caso è diverso in s’è……………….ma troppe volte questi 2 fattori combaciano. Poi come ripeto sempre ognuno è libero di pensare ciò che vuole.

  2. Buonasera
    Caro dott. Banfi, cani sciolti o rete bene organizzata di estremisti islamici, poco importa. Quello che importa è il fatto che dietro a tutto, c’è un evidente raggiungimento dello scopo. Lasciare dietro di se, una scia di morte e di atrocità. In tutti e due i casi, la missione è compiuta. Ora, indagare sul fatto di chi sarà la persona che mi ucciderà è solo tempo perso. Che sia un singolo o un gruppo di invasati, non mi interessa minimamente, quello che importa è il fatto che una cultura differente dalla mia, mi vuole morto. Personaggi che incrociamo nelle nostre città quotidianamente e spesso incrociamo i loro sguardi, inconsapevoli del fatto che potremmo trovarci difronte a un ipotetico terrorista. Lei ha totalmente ragione. In gioco c’è la nostra convivenza, ma non solo. C’è una cosa molto più importante, la nostra sopravvivenza. Il livello di guardia, dovrebbe essere al massimo dell’attenzione, purtroppo non è così. I fatti di Nizza, hanno trovato un paese completamente impreparato e questo non è certamente un buon segno. Ieri sera è toccato alla Germania. Un cane sciolto, ha colpito con un accetta le prime persone capitate a tiro, ferendone gravemente tre. Fortunatamente è stato sopraffatto dalla polizia. Continuando con questa assurda politica, anche il paese teutonico, pagherà un conto salatissimo. E’ notizia di oggi, i parenti delle vittime di Nizza, vogliono fare causa allo Stato francese, per una totale mancanza di attenzione della polizia e delle istituzioni. Giustamente il Comune di Nizza, sarà chiamato a rispondere come un camion di quelle dimensioni, abbia potuto entrare in una via chiusa al traffico. La responsabilità di quello che stà succedendo, in parte è da addebitare alle politiche dell’intera UE e della sua infinita tolleranza. Tale che se non verrà rivista, porterà a scenari catastrofici. Non voglio andare oltre. Il buonista di turno e amico dei musulmani è perennemente in agguato. In questi giorni, stò leggendo un libro sulla Prima Guerra Mondiale, che raccoglie le testimonianze di chi ha passato quei giorni. Ho letto una frase, molto attuale nonostante siano passati moltissimi anni. “Quando a una persona, viene tolta la libertà di movimento all’interno del proprio paese, quella persona diventa schiavo di se stesso”. Nulla di più attuale. Buona serata.
    Cordialmente.

  3. A volte mi chiedo in che mondo vivano certi commentatori,cosa c’é di strano se un tipo,apparentemente normale,all’improvviso compie una strage?Sarebbe strano se prima della strage circolasse urlando “Il giorno D farò una strage!”.Oltretutto la dissimulazione nella terra degli infedeli é non solo ammessa,ma addirittura consigliata,addirittura si ammette,se necessario per salvare la vita o la missione,assumere comportamenti contrari all’Islam, “purché il cuore resti puro!”.L’Islam é una religione estremamente pragmatica,punta al sodo.Inoltre anche al di fuori dell’islamismo radicale si notano comportamenti “catastrofici”,secondo la definizione di René Thom,sicuramente,caro Banfi,ricorderà parecchi casi di persone apparenemente irreprensibili che hanno compiuto reati anche sanguinosi,nello sconcerto generale,anche solo per soldi o per gelosia.Ora si pretende che gli atentatori siano per forza patologicamente alterati,ma non é così,chi uccide le donne senza velo,chi fucilava i kulaki,chi sterminava ebrei,zingari ed omosessuali ad Auschwitz,aveva il cervello perfettamente in ordine,lo fa,o faceva,perché fa comodo,perché pigro,perché vile o semplicemente perché malvagio,sì,il male esiste, eccome.L’attentato di Nizza é anomalo,ma,invece di deridere taluni comportamenti bislacchi dell’attentatore,sarebbe meglio cercare di capire cosa é successo,partendo da due considerazioni incontestabili:1,l’attentatore aveva dei complici,ci sono messaggi immediatamente prima dell’attacco. 2,lo scopo dell’attentato,nella lgoca tribale seguita dall’Islam terrorista,è di uccidere più gente possibile e di mostrare che ogni contromisura é inutile,al nemico va inflitto il terrore e va tolta la speranza. Alla luce di ciò azzardo un’ipotesi,secondo me l’attentato é malriuscito,attenzione,lungi da me l’augurarmi un risultato peggiore, ma qualcosa, per fortuna non é andato liscio. La lunga esitazione, l’attacco quando la gente stava già andandosene, una sola pistola calibro 7,65 , cartuccia debole, poco letale a distanza, mi fanno pensare che aspettasse altri che avrebbero dovuto salire sul camion per colpire la folla ammassata sul lungomare con armi molto più potenti, i risultati sarebbero stati raccapriccianti, molto peggiori, Dio ce ne scampi, rispetto agli esiti reali. Per qualche motivo costoro non sono arrivati e quindi ha deciso, alla fine, di agire da solo. E la bicicletta caricata sul camion non é un gesto irrazionale, alla luce della consapevolezza dei numerosi sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti secondo me l’intenzione dell’attentatore e dei suoi complici era di compiere una strage immane, eliminare i due poliziotti di guardia, sbarazzarsi del camion in un vicoletto buio dandogli fuoco, ed andarsene tranquillamente per poi scomparire, o, se identificati, spuntare “gloriosamente” fuori in qualche posto sotto il controllo di ISIS, Boko Haram o simili. Perché, ripeto, c’è solo una cosa migliore del gettare il nemico nella disperazione, colpirlo e poi deriderlo mostrando l’inutilità dei suoi sforzi. Noi non siamo sensibili all’etica del suicidio,quello che alla fine della missione si fa saltare in aria é odioso ma cretino, se invece uno fa una strage e poi compare sui social facendoci marameo da un qualche posto esotico, questo sì ci colpisce, ci fa sentire impotenti, ci toglie la speranza. Spero che gli investigatori battano anche questa pista, a me sembra plausibile. Le chiedo scusa dello sproloquio, concludo con una nota pessimistica, tutti i commentatori parlano dell’Islam come religione di pace, non é vero, ci sono alcune sure poeticamente concilianti, ma ci sono anche quelle palesemente aggressive, sanguinarie, totalizzanti, e sono più delle altre, ci sono i sufi, ma sono una minoranza, la maggior parte degli islamici appoggia o tollera ISIS, Boko Haram etc. , temo che in questo mondo sovrappopolato stia riemergendo il peggio delle esperienze dell’umanità, e che i contrasti Islam – Occidente, Islam – Induismo, Islam – CapitalComunismo Cinese si risolveranno nel sangue, vedremo di chi.

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