Parisi a un soffio

Dopo una notte e quasi un giorno di commenti, c’è il vantaggio di ragionare sui dati certi. Le schede contate. Il Presidente del Consiglio insiste nel sostenere che non si può generalizzare: ogni città e ogni sindaco fanno storia a sé.

E tuttavia il risultato di Roma è clamoroso soprattutto sul fronte del centro destra che dividendosi regala la sfida con l’alternativa 5 Stelle ad un Pd  colpevole di Marino e “miracolato”. E’ notevole a Napoli e Bologna dove il Pd appare in crisi e i moderati arrivano al ballottaggio. Eppure a me pare che il dato davvero più nuovo sia quello di Milano.

Stefano Parisi è ad un soffio da Beppe Sala. Li divide uno 0,9 in percentuale, 41 a 40, che corrisponde in termini assoluti a meno di 5 mila voti. Sala è stato il grande organizzatore di Expo ed ha goduto di buona stampa per un anno. Parisi era invece un outsider, per la prima volta in politica. Se poi si considera che il grande argomento contro Parisi era quello di essere troppo condizionato da Salvini, la scarsità dei voti della Lega a Milano (doppiata da Forza Italia) balza agli occhi.

In realtà la gente sa scegliere e sa votare. La verifica l’avremo il 19 giugno, giorno del ballottaggio finale.

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3 risposte a “Parisi a un soffio

  1. Buonasera
    Caro dott. Banfi, sulle dichiarazioni di Pinocchio dopo la sconfitta riportata dal Pd a queste elezioni amministrative, non voglio spendere una sola parola. Vorrei solo puntualizzare un semplice fatto. In Italia, dopo lo spoglio delle schede elettorali, stranamente non c’è mai uno sconfitto. Vincono sempre tutti, o meglio, fingono di aver attutito il colpo. Chissà come mai ? nel mio precedente commento, che riguardava le elezioni, avevo dichiarato che non si sarebbe raggiunto il quorum. Mi sono sbagliato, ma di poco. In Italia ha votato il 62,14 % degli Italiani avente diritto e Milano ha raggiunto il 54,66 %. In pratica oltre il 40 % degli Italiani, ha deciso di dedicarsi ad altro. Se consideriamo la posta in gioco, non è certamente un fatto da sottovalutare. La rassegnazione del paese è evidente ormai da anni. A Milano si giocherà la partita Sala – Parisi e credo che ne vedremo delle belle. Assisteremo come al solito, allo scambio di favori, o i due pretendenti useranno le loro forze ? ancora una volta il popolo dei rassegnati, sarà testimone di strane manipolazioni, o tornerà a credere nella politica ? non so darmi una risposta. Aspettiamo il 19 giugno. I milanesi si aspettano un cambiamento e vogliono certezze. I problemi della metropoli, sono ormai diventati un vero e proprio calvario. Chiunque prenderà il posto di Pisapia, si troverà in una posizione molto scomoda e avrà gli occhi puntati addosso quotidianamente. Tra non molto, verranno pubblicati i dati riguardanti l’Expo e una certa parte politica, sarà chiamata a giustificare ogni singolo centesimo speso in maniera approssimativa. Caro Alessandro, mi scuserà ma non mi trovo d’accordo con lei, su una frase. “Sala è stato il grande organizzatore di Expo”. Nessuno vuole togliere allo stesso, un merito che sicuramente merita. Ma Sala e l’intera giunta Pisapia, hanno portato a termine un lavoro iniziato da una certa Letizia Moratti, che ha gettato le fondamenta per l’intera ristrutturazione della città. Molti cantieri, sono stati aperti dalla giunta di destra e portati a termine da Pisapia. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Comunque andranno le cose, mi auguro che la persona che siederà sulla poltrona di Palazzo Marino, abbia l’intelligenza e il buon senso, di lavorare per il cittadino e non per il partito. In una città come Milano, non si può rimanere inermi, difronte a una povera anziana, gettata letteralmente in strada e depredata della propria abitazione. Questo è un tipico comportamento da terzo mondo. Il Sindaco è il primo e unico responsabile di tutto questo. E’ facile promettere in campagna elettorale. La cosa difficile è mantenere le promesse durante il mandato. Un caro saluto.
    Cordialmente.

    • Caro Marco, sull’Expo ha ragione. Quanto al futuro sindaco, Sala è un uomo di partito, dipende dal Pd e da Renzi. Parisi no, è uno che ci vuole provare. I partiti che lo sostengono sono deboli e confusi. E’ una vera occasione per dare una svolta. A Milano e non solo.

  2. Buonasera
    Alla Redazione.
    Era quello che intendevo spiegare nel mio commento. Non ci vuole un uomo legato ai partiti per governare una città. Ci vuole una persona che agisca per il bene dei cittadini. La stessa, dovrà fregarsene altamente, degli ordini che gli arriveranno dalla politica. Dovrà mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Chi la darà la vera svolta ? caro Alessandro, perchè non si è presentato nella lista per diventare Sindaco di Milano ? una persona come lei, la vedrei bene. Molto bene.
    Cordialmente.

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