Obama a Hiroshima

Sarà perché i due candidati che si profilano non ci provocano grande entusiasmo, ma Barack Obama sembra convincere ogni giorno di più, proprio alla vigilia della fine del suo lungo mandato. Oggi ha compiuto un gesto storico: è diventato il primo Presidente degli Stati Uniti a recarsi ad Hiroshima, la città colpita dalla bomba atomica.

E’ un gesto simbolico coerente con quanto fatto in otto anni di presidenza. Basti pensare alle gravissime crisi che sotto la sua guida si sono risolte senza intervento armato: l’Ucraina nel 2014 e la Siria nel 2013, l’accordo di pace con l’Iran sul nucleare, il vero disgelo con Cuba. E al suo premio Nobel per la pace.

Il messaggio di Obama è chiaro: ora si devono eliminare tutte le armi nucleari nel mondo.

Yes, we can.

 

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3 risposte a “Obama a Hiroshima

  1. Partiamo dal presupposto che ormai nulla ha da perdere, poi la bomba non è stato lui a lanciarla e credo in cuor suo sia il primo ad esserne contrario verso quella decisione.Ma questo è il mio pensiero, dato che solo dopo il suo incarico finito magari un domani lo confesserà in qualche libro postumo. Gli altri conflitti evitati e siamo realisti………………….si è deciso di non avere problemi ad entravi, in virtù di accordi economici o strategici!.Chiaramente in politica nulla viene per caso,se non il ritorno di qualcosa ove poter trarre vantaggi come i 2 citati prima. Trovo però l’apertura verso cuba un capitolo importante oltre che storico, da cui l’america e un domani il resto del mondo; possano cambiare radicalmente molte cose. Ma da qui, e ottenere un mondo più coeso ce ne passa ancora!!!!!!!!!!!!………………però da qualcosa si debba pur iniziare.

    • Grazie. Comunque non perdetevi domani su Rete 4 in seconda serata “Il Presidente” dedicato proprio al commander in chief degli Stati Uniti. Sono sicuro che vi sorprenderà.

  2. Buonasera
    Yes,we can. Tutto si può fare ma secondo come la vedo io, Obama ha sbagliato. Se nessun altro Presidente degli Stati Uniti si è recato a Hiroshima, ci sarà stato un valido motivo. L’infame attentato di quel triste 7 dicembre del 1941, che i Giapponesi hanno portato a termine a Pearl Harbor, costato la vita a quasi 2500 soldati Americani, non può e non potrà mai essere cancellato dalla mente delle persone. Sopratutto dai parenti delle vittime. Non voglio soffermarmi sui danni materiali, ma credo che l’America dopo il 7 dicembre, ebbe un crollo economico e morale, non indifferente. Sulla vicenda di Pearl Harbor, ho letto il libro scritto da un veterano e ho visto il film. In tutti e due i casi, c’è una frase che pronunciò l’ammiraglio Giapponese dopo avere raso al suolo l’isola. “Mi auguro di non avere svegliato il gigante che dorme”. Sfortunatamente per lui, aveva capito come sarebbero andate a finire le cose. Conosciamo molto bene il Nazionalismo degli Americani e l’amore per la Patria e immaginare che non avrebbero risposto a un tale affronto è demagogia allo stato puro. Quello che ha fatto Obama, ha offeso il ricordo di quelle 2500 anime. Nessun perdono o tentativi di riavvicinamento, per una nazione che si comporta in questo modo. Non l’ha fatto un Presidente come Kennedy (pacifista per antonomasia) perchè ha voluto farlo uno come Obama. Non credo che la maggior parte degli Americani, condivida la scelta dello stesso. Passiamo al nucleare. L’accordo di pace con l’Iran, non credo sia una cosa da sottovalutare. In primis dovremmo considerare che il paese arabo è quotidianamente propenso a colpire il loro nemico da sempre. Il popolo Israeliano. Hanno giurato di colpirlo e prima o poi lo faranno è solo questione di tempo. Perciò, parlare di pace con l’Iran, mi sembra una cosa non certamente scontata. Non dimentichiamoci della Corea del Nord. In Ucraina, l’intervento armato degli Stati Uniti avrebbe portato alla Terza Guerra Mondiale e credo che nessuno volesse arrivare a tanto. Ci ha pensato Putin a rimettere le cose al suo posto. La Siria. Consideriamo per attimo, cosa è diventato il paese. La base logistica del terrorismo Islamico, un paese ormai in mano all’Isis che giornalmente recluta personaggi pronti a farsi esplodere, in ogni parte del mondo. Anche in questo caso, Obama ha fallito. Un intervento militare, sarebbe stato opportuno. Ovviamente questo è il mio punto di vista. L’apertura con Cuba, passerà sicuramente alla storia come l’errore più grave di questo secolo appena iniziato. Il risultato di questo fallimento è la risposta che Fidel Castro ha riservato a Obama, meno di un mese fa. La scelta dell’ormai deposto Presidente degli Stati Uniti, riguardo a Cuba, la analizzeremo tra qualche anno. Molti hanno previsto, l’invasione di massa che colpirà il paese a stelle e strisce. Milioni di Cubani grazie a Obama, avranno libero accesso in tutti gli stati. Non oso pensare ai risvolti. Perciò, prima di elogiare l’operato di Obama, aspettiamo l’evolversi delle circostanze. Solo la Storia, ci dirà se le sue scelte, sono state sbagliate o vincenti. Il Nobel, non c’entra nulla. E’ un premio dato dal giudizio di altre persone. E’ uguale all’Oscar del cinema. Ma non è detto che il film premiato con la statuetta sia il migliore. Buona serata.
    Cordialmente.

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