Divieto di indossare

“Le dipendenti non devono indossare una gonna o un vestito che arrivino sopra il ginocchio, e gli stivali al ginocchio sono inappropriati durante il lavoro al banco”. Con queste parole di una e-mail ufficiale in un municipio di Amsterdam il Comune ha invitato le impiegate a non presentarsi con la minigonna in ufficio.

Nella libera ed evoluta Olanda, il modo di vestirsi delle impiegate è oggetto di un proibizione, una regola, la cui osservanza diventa cruciale e che colpisce. Il fine è non turbare gli altri impiegati, ma soprattutto gli eventuali frequentatori esterni dell’ufficio. E, non confessato, c’è tutto il tema di come viene castigata in pubblico la donna nella cultura islamica.

E’ una notizia preoccupante, che fa riflettere. La nostra libertà viene messa in discussione da questi comportamenti e da questi divieti “più realisti del re”.

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3 risposte a “Divieto di indossare

  1. Buonasera
    E’ l’inizio della fine, della cultura Occidentale. Il vecchio Continente è in procinto di issare bandiera bianca, senza pensare minimamente alle conseguenze. Pagheremo un conto salatissimo e le generazioni future, si troveranno nella scomoda posizione di essere sottomessi a quelli che oggi, ci vogliono vedere morti. La nostra libertà che tanto ostentiamo, verrà sostituita da una religione che non ha mai conosciuto questa parola. La cosa veramente angosciante è vedere un paese come l’Olanda, nella fattispecie del Comune di Amsterdam, comportarsi in questo modo. Si preoccupano di non turbare la cultura islamica, danneggiando la propria. Questo è un comportamento inaccettabile e palesemente stupido. Proviamo per un attimo, a girare la frittata. Sarei curioso di vedere se in un paese musulmano, da domani si togliesse il velo alle donne, per non turbare il turismo e di conseguenza si opterebbe per vivere una quotidianità all’occidentale. Io credo che se una persona si azzardasse a proporre una cosa del genere, verrebbe arsa viva sulla pubblica piazza. In questa Europa ormai al totale collasso, le cose funzionano in modo diverso. Oggi, si vieta la minigonna, domani si obbligheranno le donne a portare il velo. Tra una cosa e un altra, il passo è molto breve, Ormai sono anni che la nostra libertà è messa in discussione e la folle regola messa in atto dall’Olanda, presto colpirà anche il resto dell’Europa. Pensare che in Italia, non ci siano politici pronti a imitare i colleghi olandesi è follia allo stato puro. Mi auguro che i cittadini di Amsterdam, mostrino di che pasta sono fatti e mostrino gli attributi, perchè una legge del genere, non può e non deve passare. In un paese dove è possibile fumare marjuana in un locale, si vieta l’uso della minigonna in ufficio ? cos’è una barzelletta, o siamo difronte all’idiozia elevata alla massima potenza ? stiamo giocando con il fuoco e prima o poi, ci scotteremo. Ma le cicatrici che ci rimarranno addosso, saranno impossibili da cancellare. Mi rimane una sola cosa da pensare. Forse l’Europa è caduta in una fase di rassegnazione dove, dopo gli ultimi attentati terroristici, la paura ha preso il sopravvento e spinta da un desiderio di collaborazione con il mondo islamico, ha deciso di stringere accordi per evitare il peggio. Purtroppo non ha capito una cosa fondamentale. Due culture totalmente differenti, non potranno mai convivere e pensare che il buonismo, potrà essere la soluzione ai problemi è la cosa più stupida che si possa pensare. Quando si viene colpiti da una guerra, non si può rispondere donando margherite. Per quelli che non l’hanno ancora capito, questa è una guerra e purtroppo è già iniziata. Alzate pure le mani al cielo, in segno di resa. Io non lo farò mai. Buona serata.
    Cordialmente.

  2. Non fasciamoci la testa prima del tempo!,la gonna credo sia da tempo simbolo di rivoluzione femminile; chiedo scusa in anticipo per eventuali errori o riferimenti sbagliati…………..dato che un 43 enne di storia non avrebbe diritto di parola!.Almeno partendo così mi salvo un pochino riguardo la mia poca intelligenza su tema che trattiamo, ma sono convinto di una cosa riguardante la libertà di indossare qualsiasi cosa. Ma a volte si dice che sia proprio ciò che indossi a creare giudizi sbagliati o giusti nei tuoi confronti,così eccoci arrivati a definire 2 concetti……………ossia DECORO-ETICA o appunto libero arbitrio.A mio parere reputo l’opzione con cui l’abito deve o dovrebbe conciliare alla propria occupazione, ma in certi luoghi, culture o altro contesto si deve SOTTOSTARE a regole!…………….ECCO!!!!!. Quindi,come l’articolo narra e pone quesiti che cancellano conquiste passate che diverranno perdite future?……………solo la storia potrà dire cosa accadrà dentro tutto questo CASINO per una GONNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.Però sfido chiunque a non girarsi quando vede passare in strada una bella donna con minigonna!!!!!!!!!!!!!………………….buongiorno ai moralisti, le gonne non causano guerre!………….ma certe teste sì!!!!!!!.

  3. In tutti i posti di lavoro (beh forse dal meccanico sotto casa no dai) c’è un dress-code che il datore di lavoro ti richiede con un regolamento disciplinare interno. Normalmente è qualcosa che accettiamo, qualcosa che il buon senso (e l’educazione) capisce al volo. Io non mi sognerei mai di venire in pantaloncini e ciabatte a lavoro. E credo che anche le donne intelligenti che lavorano in qualsiasi ufficio non pensano minimamente di andarci in minigonna e stivali da attrice hard. Secondo me la presenza di regole è proporzionale all’intelligenza delle persone. Se nessuno sporcasse per strada, non occorrerebbero multe per tale azione. Evidentemente in quell’ufficio c’era un’impiegata un po’ poco attenta ad un normale buon costume (specialmente in un ufficio aperto al pubblico) che è stato necessario mettere per iscritto una normale regola di buona educazione…

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