Al Sisi ha ragione su Regeni e la Libia

Il Presidente egiziano Al Sisi ha dato una lunga intervista in due tempi, ieri e oggi, al quotidiano La Repubblica.

E’ stata un’uscita molto importante su tante vicende, su due in particolare: la tragica uccisione (al termine di lunghe torture) del giovane italiano Giulio Regeni, misteriosamente sequestrato al Cairo da ignoti. E sul possibile intervento militare in Libia.

Su Regeni, in modo molto circostanziato, Al Sisi ha fatto capire che dietro la sua tragica fine (su cui ha promesso di fare piena luce) c’è un piano contro l’Egitto e contro l’Italia, contro la loro collaborazione economica, Eni compresa, turismo italiano compreso. (Confronta mio post su questo tema del 16 febbraio scorso).

Sulla Libia, Al Sisi pone 5 domande molto efficaci:

“Uno: come entriamo in Libia e come ne usciamo? Due: chi avrà la responsabilità di rifondare le forze armate e gli apparati di polizia? Tre: nel corso della missione, come si farà a gestire la sicurezza e proteggere la popolazione? Quattro: un intervento sarà in grado di provvedere ai bisogni e alle necessità di tutte le comunità e i popoli della Libia? Cinque: chi si occuperà della ricostruzione materiale?”

La Libia non può e non deve essere un’altra Somalia. Soprattutto per noi italiani.

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3 risposte a “Al Sisi ha ragione su Regeni e la Libia

  1. Non mi stupirei se quelli contro l’amicizia tra Italia ed Egitto siano gli stessi che hanno portato la democrazia in Libia e forse costringendoci a bombardare anche noi la Libia!!!

  2. Non credo ci sia nulla da spiegare perchè la verità sarà sempre scomoda per chiunque!!!!!!. Partiamo dalle certezze di chì fornisca armi e mezzi alla libia?, anche quì verità scomode a tutti!!!!………….va beh che sappiamo di accordi petroliferi o altri magheggi. Ecco ora spuntare il caso di questo ragazzo a cui tra un pò verranno attribuite ( già fanno) colpe che non ha!!!!!!!!!!!, ma questa opinione è personale che dietro ad un computer posso esprimere. Una di queste colpe sia di essere stato nel posto e momento sbagliato, oppure conoscenze non gradite a livello governativo………………potremmo fare 1000 o 2000 ipotesi ma lui non è quì a dirci avete ragione su questa o quella!!!!!!!!!!!!. Eccola però in queste ultime mie parole, la verità unica e certa!, ossia…………….lui non è più quì…………..quindi vi sono altri interrogativi e cioè: CHì HA RAGIONE DI CHì?????. Ma come detto all’inizio, la verità diverrà scomoda per tutti, i pm faranno ciò che andrà fatto ma?………………..io una verità già mi gira per il cervello……………è chiaro che in europa non contiamo nulla!, figuriamoci in libia!. Cosa è successo?, solo Regeni lo sà!!!!!!!!!!!!.

  3. Buonasera
    Caro dott. Banfi, credo che Al Sisi conosca molto bene, cosa è realmente successo al povero Giulio Regeni ma per salvare capra e cavoli (come diceva don Camillo) abbia preferito rilasciare un intervista a un quotidiano Italiano, per tutelare principalmente la sua figura. Stando alle sue parole, ci sarebbe un piano contro l’Egitto e l’Italia ? due paesi,totalmente differenti tra di loro, sia per cultura che per religione, a chi potrebbero interessare ? forse la collaborazione economica tra i due paesi, ha dato fastidio a qualche altro concorrente, ma colpire una singola persona credo che non serva a nulla. Nel caso Regeni, c’è sotto dell’altro e Al Sisi lo sa molto bene. Una cosa è certa. La verità sull’accaduto, non la sapremo mai e forse tra vent’anni, ci faranno credere quello che farà comodo a loro. Il ricordo di Ustica per noi Italiani è ancora un mistero e tale rimarrà. Sulla Libia, credo che il Presidente egiziano non abbia capito nulla. Queste cinque domande, non doveva porle a noi ma a chi prenderà la decisione di invadere la Libia. L’Italia in fatto di decisioni importanti è l’ultima ruota del carro. Siamo solo dei burattini in mano ai burattinai e considerando il carisma dei nostri politici è già tanto che ci usino come zavorra. Contiamo meno del due di picche a briscola. L’America ci controlla o per dirla in modo corretto, decide per noi. L’Europa e l’EuroMerkel, fa lo stesso. Non mi meraviglierei se anche l’Isis, abbia il potere decisionale sulla nostra sorte futura. La Storia, ci ha insegnato che in questo paese tutto è possibile e nulla è scontato. Credo che paragonare la Libia alla Somalia, non sia una cosa tanto assurda. Quando si parte per le famose “Missioni di pace” diventa tutto molto più complicato. Il problema è che non esistono alternative. O si fa la voce grossa, o si subisce nello stesso modo degli invertebrati. Combattere il terrorismo e difendere i nostri confini è un dovere di ogni buon Italiano. Quelli che non sono d’accordo, non sono uomini, ma esseri inutili. Buona serata.
    Cordialmente.

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