Putin si ritira? Buona notizia

Ieri il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha annunciato il ritiro delle truppe russe dalla Siria. Non aveva avvertito nessuno ma la notizia ha avuto una vasta eco, arrivando fino a Ginevra dove si tengono i negoziati internazionali, guidati per conto dell’Onu dal nostro Staffan De Mistura.

E’ un risultato importante, perché insieme a quello della tregua che regge, fa sperare in un futuro migliore per un Paese che vive una terribile guerra civile da cinque anni. Basta pensare a quanti migranti in Europa provengono profughi dalla Siria…

Nei commenti di stamattina c’è chi dice che Putin non regge più l’impatto economico di una guerra in tempo di crisi e di crisi del petrolio. Chi invece sostiene che ha raggiunto il suo scopo: ridare dignità e forza al presidente Assad.

Sullo sfondo l’ipotesi, più volte formulata in questi giorni, di una Siria che potrebbe essere tripartita fra Curdi, Sciiti e zona controllata dall’attuale Stato.

Comunque vada, comunque la si pensi, l’annuncio di Putin è una buona notizia per la pace.

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Una risposta a “Putin si ritira? Buona notizia

  1. Buongiorno
    Siamo sicuri che il ritiro delle truppe Russe dalla Siria, sia una buona notizia ? lasciare il paese arabo, sotto il controllo dell’Isis, non mi sembra una cosa molto sensata. Perchè è di questo che stiamo parlando. Ogni giorno, numerosi cittadini siriani, decidono di andarsene dal paese per non rischiare di essere sottomessi dal terrorismo Islamico, mettendo a repentaglio la vita della propria famiglia e la loro stessa. Un controllo da parte di truppe russe, secondo il mio modesto parere, contribuiva a tenere a freno l’assurda violenza del terrorismo radicale. Certamente non sempre ci è riuscita, ma la presenza sul territorio, era un deterrente non da poco. Pensare che Putin, non regga più l’impatto economico mi sembra esagerato. La Russia, non vive solo ed esclusivamente con il petrolio, le sue risorse sono infinite. Ribadisco. Non credo nel fattore economico. La Russia ha uno scheletro nell’armadio, da ormai troppi anni. La guerra in Afganistan, dove si pensava a una semplice gita fuori porta per una semplice esercitazione, ma la cosa si è dimostrata molto più impegnativa del previsto. Il prezzo in vite umane è stato altissimo. Credo che il presidente Assad, attualmente non sia in grado di contrastare il terrorismo e senza aiuti importanti, il paese cadrà presto in mani sbagliate. Se poi aggiungiamo che la Siria è sempre stato un paese favorevole al terrorismo, i conti sono presto fatti. Attualmente i peggiori terroristi che entrano in Europa per fare danni, provengono proprio dalla Siria. E’ difficile se non impossibile, arrivare alla pace in un colpo solo. La pace si ottiene per gradi. Bisogna seminare, per poi raccogliere i frutti. Unire Curdi, Sciiti, ecc. è pura follia. Prima di tutto, ci vuole un Governo stabile e duraturo. Fino a quando ci saranno siriani che fomentano il terrorismo e politici che vivono con i soldi dell’Isis, parlare di pace sarà solo tempo perso. Forse Putin, ha visto oltre e pensando a un altro bagno di sangue, ha preferito alzare le tende. E’ mia convinzione, pensare che tra qualche mese la Siria, affronterà il periodo più brutto della sua storia. Il problema maggiore è che a pagare, sarà anche l’Europa. E come al solito, pagheremo un prezzo altissimo. Caro Alessandro di buone notizie, non ne vedo proprio. Buona serata.
    Cordialmente.

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