La risposta ai fatti di Parigi

Quando il Papa parlò della “terza guerra mondiale a pezzi” sembrò quasi un’esagerazione. I tragici fatti di Parigi purtroppo hanno dimostrato quanto fosse vero. E’ un mondo profondamente scosso dalla violenza omicida dell’Isis quello che mette in fila drammaticamente i morti del jet russo partito da Sharm e in sorvolo sul Sinai, le vittime di Beirut e la catena di attentati in Francia di venerdì 13. I fanatici del presunto Stato islamico che si è costituito fra Siria e Irak colpiscono al cuore l’Occidente in una delle sue capitali.

Come si reagisce in tempi di guerra? Questa è la domanda che gira nei talk show, sui giornali, nelle cancellerie. Avrete sicuramente visto in queste ore la foto del faccia a faccia fra Obama e Putin, ecco quella è una reazione positiva: il dialogo fra due grandi potenze che ultimamente si parlavano poco. L’altra reazione è stato il bombardamento della Siria da parte della Francia. Legittima anche quella, e forse dolorosamente necessaria. Visto che per tanti mesi si è avuta l’impressione che nessun Paese davvero volesse combattere il Daesh, a parte solo la Russia di Putin e l’Egitto di Al Sisi.

Personalmente ritengo che la cosa migliore per ognuno di noi è non deflettere dai propri ideali, dai propri principi. Non farsi strappar via la speranza dal terrore. E’ il momento in cui tener ferma la fiducia negli altri, nel dialogo, nel cuore dell’uomo. Se il mondo grida guerra, se si uccide in nome di Dio, è il momento di costruire la pace. Come si può, con chi si incontra, nel nostro piccolo. E pregando per chi crede, invocando un aiuto superiore per chi non crede.

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2 risposte a “La risposta ai fatti di Parigi

  1. Buongiorno.
    Caro dott. Banfi, rispondere con le armi agli attacchi dei terroristi è sbagliato. Chiudere le frontiere, non serve a nulla.L’unica alternativa è il dialogo e l’integrazione, anche se occorressero vent’anni. Queste sono le parole dette, da un personaggio che crede di essere a capo del nostro Governo. Il suo grado di onnipotenza è talmente alto, che non si ferma a riflettere sulle sue parole e non ascolta nessuno. Le sue parole sono legge, sopra di lui nessuno. Il più grande dittatore, che l’Italia abbia mai avuto. La sua incapacità di governare è pari alla sua ignoranza. L’unico politico al mondo, che crede ancora nell’integrazione. Dopo le sue parole nei confronti del terrorismo, mi sono chiesto se l’uso prolungato di stupefacenti, lo abbia fatto uscire di senno. Siamo difronte a una nuova puntata delle Crociate e questo personaggio, parla di integrazione e dialogo. Abbiamo il paese, pieno di potenziali terroristi e grazie al buonismo di una parte politica,lasciamo le nostre frontiere, aperte a cani e porci ? questa non è follia è pura stupidità. Questa è una guerra a tutti gli effetti e solo chi saprà rispondere a tono, porterà a casa la pelle. Se l’Italia avesse dei politici intelligenti (cosa che non ha) si lascerebbe da parte, per una volta gli interessi di partito e tutti insieme, si lavorerebbe per il bene del paese. Ma come tutti noi sappiamo, gli stessi interessi di partito, vengono prima di tutto. Anche delle stesse vite dei cittadini. Molti musulmani, residenti nel nostro paese, dopo i fatti di Parigi hanno esultato e hanno dichiarato apertamente, il loro consenso verso i terroristi. I nostri politici, cosa hanno fatto ? nulla. Il risultato di questo comportamento è molto semplice. Una parte della nostra politica è schierata con i terroristi e li appoggia in tutti i sensi. E’ brutto da dire, ma purtroppo è così. Il nostro territorio è disseminato di moschee abusive, vere e proprie roccaforti dei terroristi, ma nessuno prende provvedimenti nei loro confronti. Perchè ? personalmente, non riesco a darmi una risposta.Sarei felice se qualcuno legato agli ambienti del Pd, me lo spiegasse. Possibilmente prima di vedere, un numero imprecisato di Italiani, morti in un ristorante o in un teatro. Caro Alessandro, alla sua domanda “Come si reagisce in tempi di guerra” è facile rispondere. Di una cosa sono certo. Non si reagisce, come ha fatto l’imbonitore toscano e questa è una certezza. Quando un paese, una cultura, vengono attaccati in modo bellicoso, si reagisce di conseguenza. Occhio per occhio, dente per dente. Chi non reagisce a una provocazione del genere è un uomo senza Onore, un infame. La Patria è sopra ogni cosa, indissolubile e inattaccabile. Chi osa farlo, dovrà pentirsi di averlo fatto. Lei parla di costruire la pace e su questo mi trova totalmente d’accordo con lei. Chi non vorrebbe un mondo, dove regna incontrastata la pace ? ma per avere la pace, prima bisogna fare la guerra. La pace è una cosa graduale, senza un conflitto per la supremazia e per difendere la libertà, la pace sarà inevitabilmente un sogno. Il più grande politico e statista, che l’Italia abbia avuto l’onore di avere, dichiarò quanto segue: ” Chi non sa fare la guerra, molto difficilmente sa fare la pace”. Quando sul piatto, ci sono in ballo dei valori come la Patria, la famiglia, la religione, la cultura di un popolo, ecc. la chiamata alle armi, non deve essere un obbligo, ma un dovere. Il dovere di ogni singolo cittadino. Mai mi piegherò al volere di una banda di invasati. W l’Italia. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  2. Una risposta la debbono dare gli stessi paesi che finanziano,danno armi e proiettili magari per cosa?…………………soldi,petrolio a poco prezzo?.Chi sono dunque i veri capi dell’isis è?, dalla serie butti chì è senza peccato la prima pietra?. Sì domanderà ora, la mia religione?………………..beh io sarei per l’isola che non c’è. Io sono io, poi se la gente vorrà giudicarmi per le mie scelte o altro…………….beh!. Finchè ci sarà il dio danaro che controllerà menti o economie, le jihad o altre forme d’ignoranza esisteranno sempre!. Poi come dico sempre: ognuno è libero di pensarla a modo suo ma però se dai tu stesso armi o altro…………………..non stupirti se vengono usate!. Le persone che vanno in trasmissioni e parlano parlano parlano, ma un momento per stare zitti e fermi ascoltando ciò che vi circonda non è meglio?. Io scrivo quel che penso, ma tanto a nessuno che gli frega!?…………………..essere o non essere.Che dire?, io cerco di portare avanti gli insegnamenti dei miei genitori, poi……………….

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