Francesco e la profezia di Pasolini

Nella notte fra l’1 e il 2 novembre del 1975, 40 anni fa, moriva Pier Paolo Pasolini. Lo vorrei ricordare qui con un suo stesso scritto, tratto da libro Scritti Corsari. E’ un articolo che PPP pubblicò nel settembre 1974 e il cui titolo originale era: “Lo storico discorsetto di Castelgandolfo”. Parla della Chiesa cattolica, del suo ruolo e della sua possibile riforma, e a me sembra che rappresenti, in qualche modo, una profezia di quello che stiamo vivendo e cioè il pontificato di Papa Francesco.  La circostanza dell’articolo, di cui propongo uno stralcio, è una visita che fecero in quei giorni alcuni indiani d’America a papa Paolo VI, e che fu l’occasione per una fotografia in cui il Papa metteva un copricapo sioux tradizionale. Per Pasolini era il simbolo stesso della riduzione della Chiesa a puro folclore. La comunità dei credenti che seguono il Vangelo come riserva indiana…

Ecco che cosa scrisse tra l’altro:

Ma questo è certo: che se molte e gravi sono state le colpe della Chiesa nella sua lunga storia di potere, la più grave di tutte sarebbe quella di accettare passivamente la propria liquidazione da parte di un potere che se la ride del Vangelo.

In una prospettiva radicale, forse utopistica, o, è il caso di dirlo, millenaristica, è chiaro dunque ciò che la Chiesa dovrebbe fare per evitare una fine ingloriosa. Essa dovrebbe passare all’opposizione. E, per passare all’opposizione, dovrebbe prima di tutto negare se stessa. Dovrebbe passare all’opposizione contro un potere che l’ha così cinicamente abbandonata, progettando, senza tante storie, di ridurla a puro folclore. Dovrebbe negare se stessa, per riconquistare i fedeli (o coloro che hanno un «nuovo» bisogno di fede) che proprio per quello che essa è l’hanno abbandonata. Riprendendo una lotta che è peraltro nelle sue tradizioni (la lotta del Papato contro l’Impero), ma non per la conquista del potere, la Chiesa potrebbe essere la guida, grandiosa ma non autoritaria, di tutti coloro che rifiutano (e parla un marxista, proprio in quanto marxista) il nuovo potere consumistico che è completamente irreligioso; totalitario; violento; falsamente tollerante, anzi, più repressivo che mai; corruttore; degradante (mai più di oggi ha avuto senso l’affermazione di Marx per cui il capitale trasforma la dignità umana in merce di scambio).

È questo rifiuto che potrebbe dunque simboleggiare la Chiesa: ritornando alle origini, cioè all’opposizione e alla rivolta. O fare questo o accettare un potere che non la vuole più: ossia suicidarsi.

Pier Paolo Pasolini

Non vi sembra profetico?

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Una risposta a “Francesco e la profezia di Pasolini

  1. Buongiorno.
    Con tutto il rispetto verso una persona che non c’è più. PPP è stato un personaggio storico della letteratura e della cultura Italiana. Un uomo che ha regalato, a una parte del popolo Italiano, momenti indimenticabili. Sicuramente discutibile per vari aspetti del suo comportamento, spesso e volentieri fuori dalle righe e legato fortemente agli ambienti intellettuali di tutto il paese. Unito dal pensiero Marxista e ateo convinto, ha sempre cercato un cambiamento culturale anche verso la Chiesa. In molti suoi scritti, si evidenziava il totale rifiuto verso un istituzione, che considerava pericolosa e inutile. Stiamo parlando degli anni 60′-70′. Anni in cui è nata la rivoluzione culturale e l’evidente attrito verso il mondo ecclesiastico. Credo che l’allora papa Paolo VI, sia stato il papa più criticato di tutti i tempi. La sua forza interiore, era quella di saper gestire situazioni spesso complicate. In questo era un vero genio e la sua diplomazia lo ha portato a subire attacchi, spesso severi da buona parte dell’opinione pubblica. Molti intellettuali di sinistra hanno scritto libri su Paolo VI, molto spesso attaccandolo per le sue scelte. Un paio d’anni prima della morte di PPP, il papa durante un omelia, condannò senza mezzi termini il mondo omosessuale. Erano anni molto difficili e l’omosessualità era vista come una scelta inconcepibile e molti personaggi che nascondevano la loro sessualità, si gettarono a capofitto, contro Paolo VI. PPP, non era sicuramente un eccezione. Tutto il paese, conosceva gli orientamenti sessuali del regista e per molti anni, la sua morte fu fatta passare come una morte causata da un ragazzino che aveva conosciuto poco prima. Ancora oggi, la verità su quello che accadde la notte del primo di novembre è avvolto dal totale mistero. Mi ricordo che a quei tempi, si parlò anche di omicidio politico. Non credo che le parole di PPP possano essere interpretate come una profezia. Il fatto che la Chiesa, sia puro folcrore è un fatto che già in quegli anni, era sotto gli occhi di tutti. Ovviamente un pensiero detto da un personaggio come PPP non passava sicuramente inosservato, ma detto da una persona, che non faceva parte di un certo ambiente era sicuramente visto come un oltraggio. Di certo non serviva un intellettuale per capire che la Chiesa, fosse inevitabilmente ridotta a puro folcrore. Sono passati più di 40 anni e se analizziamo quello che è diventata la Chiesa, colpita da scandali e da continue critiche, capiremmo tutti quanti che PPP era sicuramente consapevole di quello che diceva. L’unico problema è che lo sapevamo già. Le profezie, le sanno fare tutti. La cosa importante è non avere le fette di prosciutto sugli occhi. Io mi ritengo l’ultimo degli ignoranti, ma se la Chiesa continuerà e insisterà su una politica fatta, solo ed esclusivamente per i propri interessi e per il potere, di una cosa sono certo. La sua fine, non è poi così lontana. E dirò di più. La cosa non potrà che rendermi felice. Un caro saluto.
    Cordialmente.

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