La rete o la vita

Ha ucciso la propria madre, perché non riusciva a sopportare il sequestro del telefonino e la confisca della password del computer. Anna (ma il nome è di fantasia), 17 anni, ha sparato alla tempia della mamma, mentre dormiva, usando la pistola del padre, agente della Polfer. Una storia terribile che arriva da Melito Porto Salvo e che è stata scoperta dopo qualche mese. Oggi è finita su tutte le prime pagine.

Combattuta fra la madre e la rete, ha scelto di contibnuare a navigare nella seconda, abolendo dalla sua vita la prima. E non pensando che così avrebbe perso tutto. Ora deve rispondere di un’accusa gravissima, per di più per futili motivi. Una proibizione non digerita da un’adolescente che è anche segno di frustrazione, squilibrio, distacco dalla realtà. Come tutte le cose anche i social network, internet, il telefonino possono diventare altrettanti oggetti di ossessione folle.

Sono una gran risorsa, ma possono essere occasione di perdizione totale. E Anna si è persa.

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2 risposte a “La rete o la vita

  1. Buongiorno.
    Caro dott.Banfi, Anna non si è persa per quello che ha fatto. Era già persa da tempo, purtroppo i suoi genitori non se ne erano ancora accorti. Questa società, non ha capito che il buonismo e la tolleranza che ha diffuso tra la gente, porterà inevitabilmente alla distruzione delle famiglie e dei nostri ragazzi. Il bullismo, ragazzi che volano giù dagli alberghi, altri che muoiono al volante di un auto e come nel caso di Anna, uccidono i genitori, sono il frutto di una società malata. La tecnologia ha fatto e stà facendo il resto. La troppa libertà di agire in modo completamente anarchico, senza regole certe e senza una guida ferrea, da parte di chi dovrebbe indirizzare i ragazzi verso regole e disciplina, portano a conclusioni spesso drammatiche. I genitori, credo che siano i maggiori imputati di questo irreversibile atteggiamento dei figli e questo è provato all’interno del nostro sistema scolastico. Molto spesso, quando un insegnante si permette di punire uno studente, intervengono gli stessi genitori in difesa del proprio figlio, senza nemmeno conoscere il perchè sia stato punito. La scuola, negli anni ha perso l’integrità morale che accompagnava i ragazzi, fino all’autosufficienza. Il rispetto e l’educazione verso gli insegnanti, si è praticamente azzerata. In molti ragazzi, la stessa cosa vale nei confronti dei propri genitori. Ribadisco. La tolleranza e il buonismo, ha rovinato l’integrità dei nostri ragazzi. Per loro tutto è dovuto, ma non conoscono la parola sacrificio. Senza la tecnologia, sono ragazzi vuoti e incapaci di dialogare. Il loro è un mondo virtuale, fatto di immagini e non di concretezza. Lei ha detto molto bene. “Il distacco dalla realtà”. Drogati dalla tecnologia. Porre rimedio a questa malsana abitudine, non sarà per niente facile. La società, i genitori, le istituzioni, dovrebbero cambiare radicalmente il loro atteggiamento, verso i giovani. Metterli nella condizione e nella consapevolezza, che la realtà è totalmente diversa da quella che loro immaginano. Se questo non succederà, dovremo sicuramente prepararci al peggio. Quello che ha fatto Anna è solo l’inizio. Mi riesce difficile pensare, che la figura dei genitori, venga sostituita da internet e dal telefonino. Purtroppo è quello che sta succedendo. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  2. non è proprio cosi, la colpa non è buonismo, dei genitori, o di chi sa chi, la è la solo perdita di tutti i valori, educazione, scuola insegnanti, malcostume, corruzione soprattutto.

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