Il Papa “comunista”

E’ comprensibile che la grossolanità dei giornali e dei commenti imputi a Bergoglio di essere un papa “comunista”. Dopo il crollo del Muro di Berlino, sono in pochi (anche nei partiti ufficiali di sinistra) quelli che si preoccupano dei poveri e dei diseredati. Lui ha buon gioco nello spiegare sul volo papale ai giornalisti che “segue la dottrina sociale della Chiesa”.

Non solo, ma se non  ci fosse tanta ignoranza in giro, i vaticanisti dovrebbero sapere che i Papi a Cuba sono stati tre: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. E che nel viaggio storico del 1998 Wojtyla lesse, davanti a Fidel Castro, un discorso che aveva in gran parte scritto l’allora cardinal Bergoglio.

Contrapporre questo Papa ai suoi predecessori è assurdo. In realtà la Chiesa sta ferma, è il mondo che si muove. Ora la trova “a sinistra” (come adesso), in altri tempi la percepiva “a destra” (vent’anni fa) ma il messaggio è sempre lo stesso. Sulle cose che contano.

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Una risposta a “Il Papa “comunista”

  1. Buongiorno
    Caro dott. Banfi,
    pensare anche solo per un istante, che papa Francesco sia un comunista, mi sembra azzardato. Ci sono indubbiamente due tipi diversi di comunismo. Quello vero e quello fasullo. Il primo è senza dubbio l’originale, cioè quello che seguiva la filosofia Marxista e Stalinista. Il secondo è quello diffuso attualmente in molti paesi Europei. Il comunismo di comodo. Mi spiego meglio. La sinistra attuale è formata da personaggi pieni di soldi e da intellettuali ormai alla fine della loro carriera. Per quest’ultimi, il discorso non cambia, il loro interesse per il denaro e il potere è evidente. Chiamarli comunisti è pura follia. Non credo che papa Francesco, prima di coricarsi legga libri di Stalin o di Marx. Perciò, pensare che sia un vero comunista, mi sembra una cosa fuori luogo. Credere che, sia vicino alla sinistra attuale è certamente il pensiero di molti. Me compreso. Se analizziamo i suoi ultimi comportamenti, ci dovremmo rendere conto, che più il tempo passerà, più saremo testimoni di un totale ribaltamento della stessa chiesa. Il fatto che alcuni alti prelati Americani, stiano torcendo il naso per le decisioni di Bergoglio, non è difficile capire che qualche cosa all’interno del Vaticano stesso, si stia inevitabilmente rompendo. L’apertura ai matrimoni gay, l’infinita situazione degli immigrati, la forzata apertura al mondo musulmano, ecc. hanno accentuato le antipatie verso papa Francesco. Tutto questo, ha portato i giornalisti e buona parte dell’opinione pubblica, a creare attorno alla figura del papa, degli atteggiamenti molto simili a un uomo di sinistra. E su questo, non posso dar loro torto.Tutti i presupposti per assomigliare a un comunista, sono chiari e ben distinti. Non ricordo un papa, in conflitto con i parroci di paese. Purtroppo è successo. Ordinare agli stessi di ospitare almeno una famiglia di immigrati, all’interno delle canoniche è senza dubbio, un idea folle. E’ come invitare un lupo, all’interno di un ovile. Con tutto il rispetto per Francesco, credo che un comportamento del genere, porterebbe inevitabilmente allo scontro fisico. Ha detto bene caro Alessandro. La chiesa stà ferma, ed è giusto che sia così. La stessa è basata sulla Cristianità e sul mondo Cattolico. Modificare certi equilibri ormai radicati da quasi tremila anni, porterebbe alla distruzione dell’intero sistema ecclesiastico. E questo, credo non lo voglia nessuno. I poteri forti della chiesa (Cardinali e Vescovi) sono e saranno eternamente contrari a una rivoluzione. Stanno bene così. Perchè un paese come il nostro, non riesce a mandare a casa i Senatori della politica ? la stessa cosa vale per il Vaticano. Ci saranno papi che ci proveranno (Francesco è uno di quelli) ma dovranno vedersela con chi realmente tira le fila. Qualcuno ci ha già provato in passato e sappiamo molto bene, come è andata a finire. Un caro saluto.
    Cordialmente.

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