In Grecia si gioca tutto fra il sì e il no

Matteo Renzi ha detto che il voto del referendum in Grecia di domenica prossima non ha grande importanza. Non so perché l’abbia detto, ma mi sembra davvero che ormai l’Italia conti meno di San Marino, a livello internazionale.

Il voto di domenica, secondo me, è decisivo: se vincono i sì l’Europa esiste ancora, se prevalgono i no, siamo alla fine di un percorso. Si può girarla come si vuole ma la sostanza è questa.

I Greci hanno in mano anche il nostro destino, oltreché il loro. Lo si voglia o no.

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Una risposta a “In Grecia si gioca tutto fra il sì e il no

  1. Buongiorno.
    Caro dott.Banfi, il suo commento mi trova parzialmente d’accordo con lei. L’Italia a livello politico, si trova nel più grande marasma degli ultimi anni. Non abbiamo più voce in capitolo e siamo considerati dal resto dell’Europa, meno dello zero. La nazione inascoltata dall’intera compagnia. Ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto, lo sapevamo già al momento che abbiamo intrapreso l’avventura europea. Gli sbagli della non politica, hanno portato a questi infausti risultati. Da Prodi, a Berlusconi, fino ad arrivare ai giorni nostri, hanno contribuito al totale fallimento della nostra passata credibilità. Siamo i giullari di corte e se non decideremo di cambiare atteggiamento, tali resteremo. L’arroganza e l’onnipotenza di Mr. Bean & Company stanno definitivamente distruggendo il paese. Questo governo ha pensato bene di trattare i politici europei, come tratta gli Italiani. Purtroppo non ha capito che le persone in Europa sono totalmente diverse dal popolo Italiano. Nei palazzi del potere ci sono dei politici veri, gente di esperienza e non quattro sprovveduti come i politici di casa nostra. In effetti, abbiamo assistito alla più grande manipolazione messa in atto nei confronti di Mr. Bean. Sul fatto dell’immigrazione è stato messo a tacere con quattro soldi. Una figuraccia meschina difronte all’Europa intera. Non parliamo degli incontri con la Merkel. Totali fallimenti. L’insufficienza nel dialogo e negli atteggiamenti del dittatore toscano, li abbiamo visti tutti. Con questa preparazione, giusto il Sindaco di Firenze, poteva fare. Il mio augurio è che ci torni presto. Mi dispiace per una parte di fiorentini che il giorno che hanno visto partire Mr. Bean, hanno festeggiato alla grande. Perchè durante la sua permanenza come primo cittadino, di danni alla città ne ha fatti molti. Purtroppo è un personaggio che non conosce i suoi limiti. E questo è il risultato. Continua a fare danni. Passiamo alla Grecia. Il paese ellenico è a una svolta epocale, si trova ad un bivio. Rimanere o andarsene. Solo due possibilità, la terza non esiste e alternative possibili, non ce ne sono. Ora, nel primo caso rimanere significherebbe per l’intero paese, sottostate alle continue minacce dell’ CE e ritrovarsi in una situazione non certo tranquilla. Schiavizzati dall’EuroMerkel e obbligati economicamente, a rimanere in certi parametri. Cosa che in questo momento, Tsipras non può certo permettersi. Nel secondo caso, andarsene potrebbe rivelarsi come la mossa vincente. Ovviamente il leader Greco, dovrebbe tagliare inevitabilmente il settore pubblico e tutto quello che negli anni, ha portato il paese al fallimento. Ricordiamoci che la Grecia è il paese con il maggior numero di dipendenti pubblici rispetto ai paesi della CE. Il Pil dell’intero paese è pari a quello di una media regione Italiana. Un paese che potrebbe vivere di turismo e di esportazione dei loro prodotti. Un territorio sfruttato molto male, intere isole che ancora oggi, potrebbero vivere di turismo di massa, totalmente disabitate dove la poca gente che ci vive, vive ancora oggi di pastorizia e pesca. Ovviamente gli investimenti da portare sul tavolo delle trattative per far ripartire il paese, sono migliardarie e trovare tanti soldi per Tsipras, non sarà facile. Gli armatori, potrebbero essere la soluzione a molti problemi. Stiamo a vedere cosa succederà questa sera e alla fine tireremo i conti. Personalmente, mi auguro che la Grecia esca dall’EroMerkel. Potrebbe essere l’inizio della fine, di un sistema corrotto e dittatoriale. Vedere la Cancelliera in ginocchio, difronte al suo fallimento, mi darebbe un immensa gioia. Che la Grecia, abbia in mano il nostro destino mi sembra un affermazione esagerata. La loro dipartita, in che modo potrebbe nuocere alla nostra fragile economia ? ci potrebbe essere la possibilità che altri paesi decidano di uscire dall’Euro e prendano ad esempio la Grecia in caso di vittoria del no. Inghilterra in primis. Cameron, ha promesso che entro il 2016 chiamerà il paese alle urne per decidere la permanenza in Europa. Caro Alessandro, abbiamo da sempre vissuto senza bisogno dell’Euro e per qualche tempo, abbiamo vissuto alla grande. Mi chiedo. Perchè rimanere all’interno di un sistema che giornalmente si stà sgretolando ? di unito, non abbiamo nulla, ognuno pensa per se e quando riaffiora un problema, tutti se ne lavano le mani. Questa sarebbe l’UE ? buona domenica.
    Cordialmente.

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