Pensioni, un po’ di storia

Il nodo di fondo delle pensioni è che il sistema retributivo riguarda ancora il 91 per cento delle pensioni erogate in questo momento! Il che implica che lo Stato spende (calcoli del Sole 24 ore di mercoledì scorso) ben 46 miliardi all’anno per ripianare la differenza fra quanto versato nella vita lavorativa e quanto percepito adesso. 46 miliardi ogni anno: una cifra enorme. Non solo i politici riscuotono quello che NON hanno versato, ma il 91 per cento dei pensionati.

Nel 1994 Berlusconi provò a cambiare le cose, con un primo tentativo di introdurre il criterio contributivo invece di quello retributivo. Si scatenò il finimondo in quell’autunno (i sindacati portarono in piazza 1 milione di persone) e alla fine il Governo cedette e stralciò le pensioni da quella Legge Finanziaria.

Nel dicembre del 1994 non dei pericolosi berlusconiani, ma grandi economisti, fra cui pensate un po’ Romano Prodi, insieme a  Franco Modigliani, Franco De Benedetti, Mario Baldassarri e Paolo Sylos Labini scrissero sul Corriere della Sera un appello al Governo, perché non mollasse sulla strada della riforma pensionistica.

Sapete come finì. La riforma la fece poi Lamberto Dini e la fece a metà.

Oggi paghiamo il non aver deciso nel modo giusto 21 anni fa.

Ovvio che Dini è il primo a godere di una pensione in gran parte pagata dallo Stato… Cioé da tutti noi.

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7 risposte a “Pensioni, un po’ di storia

  1. Buonasera.
    Caro dott. Banfi, l’intrecciato e corrotto sistema pensionistico Italiano è arrivato evidentemente, al punto di non ritorno. Tra qualche anno, non ci saranno più risorse per poterle pagare e tutto questo è il risultato di anni di sprechi. I maggiori colpevoli di tutto questo, sono ovviamente i politici che negli anni, hanno tutelato la loro “vecchiaia” con leggi a doc, fatte con intrighi e disonestà. Loro li chiamano, diritti acquisiti ma, non ne conoscono nemmeno il significato. Veri e propri parassiti, senza vergogna. In effetti, chi si da alla politica è per un semplice motivo. Nella vita reale, sono dei veri e propri falliti, sotto tutti i punti di vista, incapaci di creare qualcosa di proprio. Ma c’è un altra categoria che ha contribuito, alla distruzione del sistema pensionistico. I baby pensionati. Parassiti che negli anni 70-80, sono andati in pensione all’età di 40-50 anni, ovviamente senza aver versato il dovuto ma, grazie a leggi messe a disposizione per ricevere consensi, in campagna elettorale dai partiti. E’ chiaro che molti di questi baby pensionati, da oltre trent’anni, riceva dei soldi, rubati ai contribuenti. Soldi immeritati. Ma si sà, il parassita si muove fino a lasciare solo le ossa. Ovviamente, la maggior parte di queste pensioni, appartiene a personaggi che hanno lavorato nella PA. Il marcio assoluto. Molta gente si chiederà, come risolvere il problema delle pensioni in Italia. Su questo tema, non sono per niente ottimista e credo che la cosa sia irrimediabilmente, irrisolvibile. L’unica soluzione sarebbe, resettate tutto il sistema, creare nuove leggi e ripartire da zero. Ma, non credo sia una cosa fattibile. Personaggi come Dini, Pannella, Capanna & Company, scatenerebbero l’inferno. Credo che, prima o poi faremo la fine della Grecia. Quando non ci saranno i soldi, nessuno prenderà più la pensione. Molti dicono, non succedera mai e le pensioni verranno pagate regolarmente. Ma, siamo sicuri che questo sistema, simile a una slote machine, funzionerà in eterno ? se continueremo in questo modo, tra qualche anno ci saranno più disoccupati che lavoratori e mi chiedo, chi pagherà le nostre pensioni ? non esiste un uomo politico che abbia il coraggio di riformare il sistema pensionistico, ed è facile chiedersi il perchè. Il suo partito e la sua notorietà, cadrebbero come castelli di sabbia. E’ ovvio che nessuno abbia il coraggio di farlo. La prova di tutto questo, sono le dichiarazioni di Mr. Bean che al momento della sua autoproclamazione a Presidente del Consiglio, disse che le priorità da rivedere, sarebbero state, la PA e le pensioni. Ancora oggi, gli Italiani stanno aspettando le riforme promesse. E’ inutile. Quando si toccano problemi seri, i politici inesorabilmente, gettano la spugna. E’ così da sempre.
    Cordialmente.

  2. Buongiorno,
    siamo sicuri di voler rifare i conti tra quello versato dai pensionati e quello che i dipendenti avrebbero dovuto percepire. Gli interessi sulla buonuscita? gli straordinari non pagati i servizi festivi e quelli notturni, le super festività Natale Pasqua ferragosto (10 anni non retribuiti). Le vorrei ricordare che tutti gli stipendiati lasciato i loro TFR alle aziende o allo Stato ricevendo lo 0,30/40 di interessi mentre per i prestiti pluriennali lo Stato ha versato ai privati (sopratutto banche o grandi investitori) negli anni scorsi anche il 10 15 per cento di interessi.
    I conti se si rifanno devono essere per tutte le voci non solamente quelle che interessano per togliere altri soldi.

    Distinti saluti

  3. Buongiorno.
    Ribadisco, cambiare questo sistema obsoleto e corrotto è praticamente impossibile. Ieri sera su La7 molti di noi, avranno visto come funzioni il sistema pensionistico, riservato ai politici. Due professionisti milanesi, legati al Partito Radicale, per aver soggiornato meno di una settimana in Parlamento, udite bene, percepiscono una pensione di oltre duemila € al mese. Chiamati in causa dal giornalista che chiedeva, a nome degli Italiani una spiegazione a riguardo, non solo hanno avuto la faccia tosta di non rispondere ma, uno di essi ha dichiarato che avrebbe chiamato i Carabinieri. Tutto questo ci fa capire, il degrado che ha raggiunto la politica Italiana e tutto quello che la circonda. Riformare il sistema pensionistico, vorrebbe dire, togliere questi assurdi privilegi a un esercito di parassiti. Fatemi il nome di quel politico che avrebbe il coraggio di farlo. Tra tutti quelli che si sono succeduti nell’arco degli anni e hanno tenuto in mano le redini del paese, ha nessuno di loro è venuto in mente di fermare questo assurdo comportamento. Non è difficile capire il perchè di tanto disinteresse. I soldi, fanno comodo a tutti, politici compresi. Oserei dire che se la politica fosse basata sul volontariato, in Italia non ci sarebbe un politico. Il loro sistema è ormai collaudato e nonostante tutto, funziona alla perfezione. Al momento della campagna elettorale, il politico si trasforma e diventa il paladino del popolo. Promesse a destra e a manca e opportunità per tutti. Ottenuta la sospirata poltrona, torna tranquillamente alla sua normale attività. Il parassita. La cosa impressionante è vedere gli Italiani, in fila alle urne. Un popolo ridotto ormai, alla totale imbecillità. L’unica cosa che ci è rimasto è il nostro sordo lamento, un lamento riservato alle persone ormai in coma. La cosa importante per la sopravvivenza degli Italiani è il calcio. Se gli togliete quello, allora scoppierebbe una vera rivoluzione. Con morti e feriti. E questa è una certezza, come il sorgere del sole.
    Cordialmente.

  4. Avevo dimenticato di dire che i pensionati di tutti gli enti pensionistici che sono falliti e poi rientrati nell’INPS non dovrebbero percepire pensioni d’oro in quanto non hanno mai versato una ” lira ” all’INPS

  5. Dici bene caro Banfi che non solo i politici riscuotono in più di quello che hanno pagato ma con questi arrivano al 91 per cento assieme ad altri pensionati. Questa storia è incominciata nel 1947 con l’INAM che si associò al già esistente CNAS (Cassa Nazionale per le Associazioni Sociali) prevedendo l’assicurazione obbligatoria per tutti i lavoratori salariati. Con le prime riforme lo stato prelevava lire dall’ente (allora in attivo) per la ricostruzione dell’Italia, in seguito per incitare pagare i contributi diedero gratuitamente una pensione agli agricoltori, IMPS, divenne come una carta moschicida si appigliavano tutte le categorie, governi e sindacati pur di fare loro interessi, previlegi, pensioni baby,e via sempre così facendo debiti su debiti. Arrivata la Fornero il colpo di grazia! la SALVATRICE! bloccò le pensioni a chi veramente aveva sempre pagato ma salvando tutti i previlegiati. Ora ci troviamo in questo pantano costruito da gentaglia senza scrupoli ne coscienza, ho un grosso dubbio anche per chi vuole il reddito di cittadinanza, per mia esperienza penso che se non si faranno leggi durissime sarà solo un favore ai furbi. UN DELUSO.

  6. Io non parlerò ne di storia della pensione perchè avendo 42 anni sono giovane per saperne di più ma vecchio per lavorare in questo paese.Quindi parlerò di cosa credo per il miglior vivere in questo tempo e mondo………………………………..dalla serie lavora il giusto e verrai pagato con il giusto compenso.In questi anni il benessere di pochi viene prima di quello di molti,il dio danaro comanda le teste di quei pochi e finchè sarà così………………………beh!.Però se i pochi invece di camminare da soli diventassero una sola voce ma c’è sempre il dio danaro che oscura menti e fa girare la testa dall’altra parte!.

  7. Potrei essere d’accordo con Banfi, se i politici tutti dessero in primis il buon esempio, decurtandosi i propri stipendi e livellandoli a 3000 euro al mese lordi, rimborsi effettivamente documentati, nessun beneficio di sorta; inoltre, sospensione immediata dei vitalizi soprattutto quelli percepiti senza aver versato contributi adeguati. Per le pensioni riportare tutte le pensioni dei politici a 2500 euro mese lordi abolendo tutte le super pensioni da 5 ad oltre 90 mila euro al mese, non dare l’opportunità del “cumulo” delle pensioni, in quanto noi NORMALI CITTADINI non lo possiamo esigere, risparmio annuo oltre 23 miliardi di euro!!! Caro Banfi è anche lei di PARTE?

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