La Grecia aggredisce evasione e sprechi. Un esempio

Si è tanto ironizzato sul nuovo governo Tsipras e sul suo ministro Varoufakis. In realtà il piano che è stato presentato stamattina alle autorità europee è molto interessante. Emerge infatti che la loro idea è quella di aggredire l’evasione fiscale dei tanti armatori (alla Onassis), gli sprechi pubblici anche legati alla corruzione e i grandi patrimoni immobiliari e non, posseduti soprattutto da stranieri.

E’ un esempio che ci deve far riflettere. Quello che finora è mancato al nostro Governo è proprio questo: gli esperti calcolano almeno in 60 miliardi all’anno la corruzione alimentata dalla spesa pubblica nel nostro Paese (che ammonta a 820 miliardi all’anno). Se la stanassimo e la colpissimo e tagliassimo le tasse per la stessa cifra, l’Italia ripartirebbe.

Certo, quei 60 miliardi di euro all’anno finiscono nelle tasche di alcuni pochi, che però sono molto influenti alle elezioni.

Ma se la politica non si libera di questi parassiti, non ne usciremo mai.

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5 risposte a “La Grecia aggredisce evasione e sprechi. Un esempio

  1. Esempio……………………..bella parola!,lei parla di parassiti?;beh di quelli in italia ce ne sono molti e anche belli grassi e vogliosi di soldi che ogni giorno vengono sottratti ai cittadini,ma se queste persone sono coperte da leggi fatte apposta per dargli campo libero………………………non credo che si mordano la coda da soli!!!!!!!!!!!.Parliamoci chiaro e non vorrei sempre dire che abbiamo la classe politica più corrotta e indagata ma anche i rappresentanti governativi più numerosi del mondo!,e se parliamo di cifre………………queste dovrebbero già far pensare!.Poi se per ogni problema debbono essere chiamati tecnici esterni,allora che ci stanno a fare 1000 persone strapagate e sedute?,altra faccenda per cui riflettere.Io non ho un titolo di studio ma sono certo che solo dimezzando il numero dei personaggi citati prima,avremmo già cambiato le cose a livello di costi;logico che la mia richiesta risulti fantasiosa ma forse è proprio da lìì che dovremmo dare quell’esempio!.Lo dice uno che a 42 anni ha tanto da dare ma è troppo vecchio per esprimere il potenziale di cui può disporre,quindi ringrazio quei pochi che leggeranno queste righe.

  2. giusto,dr.Banfi. La corruzione e la disonesta’ penalizza la comunita’ e le persone oneste. Speriamo che la Grecia e l’Europa escano da questa crisi che ha prodotto tante tragedie nelle famiglie.CORDIALMENTE.

  3. Buonasera.
    Caro dott. Banfi.
    Forse ho parlato un po troppo presto, riguardo la figura di Tsipras. Pensavo fosse un personaggio al di fuori degli schemi e lontano da strane imposizioni. Purtroppo mi sono sbagliato. Il leader Greco è caduto nella trappola tesa dalla Germania e di conseguenza, si è ammorbidito nei loro confronti. In pratica, sottomesso al sistema. Chi entra in Europa o ne fa parte, viene inevitabilmente inghiottito dall’arroganza della Merkel e come in uno stagno di sabbie mobili, ne rimane incastrato. “Dovete fare così e dovete fare cosà.” Alternative non ce ne sono. O mangi la minestra, o giù dalla finestra. Non possiamo rimanere schiavi in eterno, senza poter prendere decisioni che, riguardano il nostro paese. Tra non molto, avremo a che fare con un problema molto delicato e credo che tutti voi, abbiano capito a cosa mi riferisco. Nel disperato caso che, dovremo usare le maniere forti, cosa faremo ? aspetteremo il benestare della Merkel ? oggi Tsipras ha annunciato che il paese ellenico, difficilmente riuscirà a pagare il debito contratto nei confronti dell’Europa. L’evasione fiscale nel paese, ha raggiunto picchi sconvolgenti e questa è una cosa che, deve essere al più presto, rivista. I danni commessi dalla CE sono devastanti e come nel nostro paese, anche la Grecia, ha subito una vera rivoluzione sociale. Il ceto medio, non esiste più, ci sono i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E questo non è certo colpa del popolo. Da questa situazione, credo che non ne usciranno mai. Per il nostro paese, le cose non sono messe sicuramente meglio. Pensare che, corruzione e spesa pubblica, ha toccato la cifra esorbitante di 820 miliardi all’anno è una cosa che, dovrebbe spaventare qualsiasi paese. Sembra invece che gli Italiani non si preoccupino minimamente di questa montagna di soldiche, grava sulle loro teste. L’unica cosa che si chiedono è il perchè aumentino sempre le tasse. Ma alla fine, come veri frustrati, le paghino senza battere ciglio. Certo che, 820 miliardi l’anno, farebbero la differenza di un paese. L’economia e l’indotto strutturale dello stesso, non sarebbe certamente allostato attuale. Tutto funzionerebbe in un modo certamente migliore. Mettiamoci il cuore in pace. Anche il nostro paese, non ne uscirà mai e come la Grecia, saremo il fanalino di coda dell’Europa.Fuori dall’euro e dalla CE. L’unica possibilità per ripartire è questa e gli Italiani, lo sanno molto bene ma, purtroppo i nostri politici, si sono fatti illudere dalle false promesse della Merkel e di Renzi. Quest’ultimo, ormai sulla via della catalessi.
    Cordialmente.

  4. Io vivo stabilmente in Grecia da cinque anni, e posso assicurare che i problemi economici che questo paese deve affrontare sono ben altri rispetto a quelli menzionati nel programma Tsipras. I governi precedenti hanno cercato di far pagare la crisi al ceto medio, che di fatto e’ scomparso, adesso si cerca di far pagare i ricchi, poi forse passeranno al clero e quando finalmente il limone sara’ stato spremuto completamente e la catastrofe (uscita dall’euro) sara’ inevitabile forse qualcuno comincerà’ a ragionare. In Grecia non c’è’ lavoro, per cui in pochi pagano le tasse: il poco lavoro che c’è’, principalmente stagionale legato al turismo, e’ pagato male e quasi sempre i contributi versati dall’azienda sono la misura minima indispensabile per permettere al lavoratore di percepire, durante l’inverno, il sussidio di disoccupazione. E quindi larga parte dei contributi versati dall’azienda escono nuovamente dalle casse dello stato e vanno, giustamente, nelle mani del lavoratore. Su questo circolo vizioso non ho mai sentito parlare di alcun controllo da parte dello stato.
    In Grecia, eccetto qualche prodotto alimentare, non si produce NULLA. Basta fare un giro in qualsiasi negozio di qualsiasi genere per trovare prodotti di importazione in percentuali imbarazzanti; anche l’industria navale, per secoli la migliore del mediterraneo, ha perso importanza: anche le navi-traghetto, di compagnie greche, che collegano l’Italia alla Grecia, sono costruite in Fincantieri di Genova.
    I settori in cui si potrebbero stabilire delle eccellenze, primo fra tutti il turismo ma anche le produzioni agricole, ittiche e alimentari in genere, non vengono valorizzate e regolamentate: basta leggere le opinioni dei viaggiatori sul livello degli alberghi e ristoranti, o cercare un vino greco in un supermercato all’estero, o acquistare una bottiglia di olio.
    Queste, e molte altre, sono questioni che andrebbero affrontate con urgenza: in una famiglia di dieci persone con un solo stipendio da operaio, e’ inutile discutere su come spendere questo stipendio, i soldi non basteranno mai. Bisogna che qualcuno cominci a pensare a cosa fare per aumentare le entrate.

  5. Buongiorno.
    @ Marco Pluchino.
    L’economia Greca, rispecchia chiaramente quella Italiana. Anche da noi, il ceto medio è scomparso e ovviamente il Governo non sa più dove, andare a prendere i soldi. Il paese è in saldo e piano piano, le nostre aziende di nicchia, saranno in mano a potenze straniere. La svendita è già cominciata e tutto
    questo, porterà solo ed esclusivamente, maggiore povertà per il paese. L’unica ricetta possibile per poter ripartire, non è un esclusiva degli economisti, pagati dai partiti. Dimezzare le tasse, rivedere il debito pubblico e tagliarne i costi. Solo così, le persone avranno voglia di investire e aprire nuove attività. Ma, se l’ottusità dei nostri politici, continuerà il suo inesorabile cammino, prevedo una catastrofe dai risvolti, devastanti. Ormai il punto di non ritorno, l’abbiamo superato da un pezzo e solo il buon senso, potrà evitare danni maggiori. Buona giornata.
    Cordialmente.

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