L’incubo greco: una facia, una racia

Per una strana congiunzione del destino Italia e Grecia sono accomunate da un disastro navale, le cui proporzioni tendono ad aumentare di ora in ora, e dai rischi che incombono sulle nostre economie del Sud Europa. I greci amano dire: una facia, una racia. Per dire che i nostri popoli sono molto vicini.

Il Parlamento greco non è riuscito infatti a nominare un nuovo Capo dello Stato e in quel Paese si voterà il 25 gennaio.  Il partito che potrebbe prendere il partito è Tsipras, molto molto critico nei confronti della politica di austerità seguita dall’Europa fino ad aesso e imposta dalla Troika alla Grecia stessa. 

Che succederà?

Anche a Roma si dovrà nominare presto un nuovo Presidente e il rischio che anche da noi salti tutto è, purtroppo, molto realistico.

“Sempre cose nuove”

Sarà scontato ma penso che sia giusto fare a tutti voi gli auguri per un Santo Natale e per un 2015 felice e pieno di novità. La Nascita è un dono assoluto, un Avvenimento di vita. Avvenimento che, ci crediate o no, è un Fatto della storia. Nella sua povertà della mangiatoia di Betlemme. Per farvi gli auguri però prendo spunto da una mostra che ho appena visitato a Milano.

Titolo: Klein-Fontana, è fino al 15 marzo al Museo del Novecento, dentro l’Arengario, in piazza Duomo. Klein è stato un grande artista, che partendo dal cielo affrescato di Giotto, ha lavorato tutta la sua vita sul Blu. Ad un certo punto lo ha brevettato col nome di International Blue Klein. Nell’ultima grande sala della mostra c’è un ex voto che lui, cattolico devotissimo, aveva lasciato nel Santuario di Santa Rita, e che le suore, lì a Cascia, hanno ritrovato molto tempo dopo. Sentite che cosa aveva scritto:

“Santa Rita da Cascia, io ti chiedo di intercedere presso Dio Padre Onnipotente perché mi accordi sempre, in nome del Figlio Gesù Cristo e in nome dello spirito Santo e della Santa Vergine Maria, la grazia di animare le mie opere perché esse divengano sempre più belle e inoltre la grazia che io scopra continuamente e regolarmente sempre cose nuove nell’arte ogni volta più belle, anche se purtroppo non sempre sono degno di essere un utensile per costruire e creare della Grande Bellezza. Che tutto ciò che viene da me sia bello. E così sia”.  

Questo grande artista sapeva che la vita è un dono, e che tutto il problema dell’esistenza è accorgersene.

Auguri a tutti!

Francamente ci mancherà

Sabato pomeriggio, nel cuore di una Milano indaffarata nello shopping natalizio, abbiamo dato l’ultimo saluto a Franco Bomprezzi. Grande giornalista (“a rotelle”, come si definiva lui) e grande uomo. La chiesa dell’Incoronata a corso Garibaldi era strapiena di gente. Molti disabili, molti giornalisti, il Sindaco, nomi noti della Milano della politica, diversi interisti…

E’ stato un bell’addio, ardente, semplice, pieno di fede. Segno di quello che Franco aveva seminato nei suoi 62 anni, camminando con generosità nelle strade del mondo, sempre grazie alla carrozzina, perché le sue gambe per una osteogenesi non avevano mai funzionato, fin dalla nascita.

Sul settimanale (ora mensile) Vita, Bomprezzi aveva una rubrica, titolo: Francamente. Azzecatissimo. Lui era diretto, mai banale, autentico, fino all’arrabbiatura. Con lui abbiamo fatto diverse cose a TgCom24 e mi sarebbe piaciuto tanto farne anche di più…  Ricordo con gratitudine i giorni della campagna di Mediafriends La Fabbrica del Sorriso, anno 2012, dedicata alla disabilità e la sua arguta, fulminante collaborazione. E un’indimenticabiale serata alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia.

Ciao Franco, ora che sei entrato in Paradiso con le rotelle, goditi quella luce.

Un momento di pace

Auditorium of Rome - 14 Nobel Price Meeting

Per una volta parlo di me. Ma per raccontare uno di quei momenti per cui davvero la vita val la pena di essere vissuta. Sabato scorso, come qualcuno di voi sa perché ci ha seguito in diretta streaming, abbiamo offerto sul nostro sito la diretta del Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, organizzato a Roma e io ho avuto l’onore di condurre una tavola rotonda, con protagonisti di primo piano.  Fra cui l’Alto Rappresentante della Politica Estera della Ue Federica Mogherini, una rappresentante dell’UNHCR, uno dell’AFSC, la professoressa Jody Williams, che ha vinto il Nobel per la sua battaglia contro le mine anti uomo. Continua a leggere

Dov’è la corruzione

Più della metà delle notizie e dei commenti sulla vicenda di Mafia Capitale sono interessati. Il problema è scaricare sulla parte politica avversa la responsabilità della corruzione.

Anche qui, nei commenti al mio post sullo scioglimento, mi sembra prevalere la logica del “di chi è la colpa”. Ebbene, io penso che il nostro Paese a questo punto merita altro. Non è che la destra o la sinistra garantiscano di per sè la pulizia dei comportamenti. Se Alemanno è indagato, Marino è coinvolto moralmente. I cittadini dovrebbero riprendersi la responsabilità del voto, magari fra qualche mese e scegliere gente nuova.

Ma la questione è: come nasce la corruzione? A leggere le intercettazioni e studiare le biografie di questio personaggi vicini ai politici si capiscono alcune cose:

1. non esistono veri controlli. La burocrazia rende difficile fare tutto e c’è dunque l’incertezza del diritto e la nebulosità del dovere.

2. i primi ad essere incauti sono i grandi politici. Veltroni ha messo nel suo staff un pregiudicato che si è cambiato il cognome perché non saltassero fuori in Google i suoi precedentii penali… Alemanno ha messo in posti chiave incompetenti che erano suoi vecchi compagni della Destra, che lo hanno tradito nella fiducia… Marino ha detto di non conoscere Buzzi e poi abbiamo visto le foto insieme…

3. il servizio giardini, le case per gli sfrattati, i centri per gli immigrati sono cose necessarie del Comune, gestite per farci la cresta.

La radice della corruzione è nella spesa pubblica. Troppo vasta, senza controlli, arbitraria e senza meriti e certezze del diritto… Lì dobbiamo aggredire il problema, oppure davvero ci riduciamo aspettare il Politico Onesto… Ma il Re Buono era quello del tempo dell’Assolutismo.

Oggi dovremmo essere in democrazia.

Commissariate Roma

Non so voi, ma io non ho dubbi. Il Consiglio comunale di Roma va sciolto, insieme alla Giunta. Il Prefetto deve nominare un Commissario e in tempi ragionevolmente brevi far votare ai romani una nuova Amministrazione.  

Il motivo è molto semplice: il reato di associazione a delinquere, di Mafia, implica lo scioglimento. O un giudice serio come il magistrato Pignatone sbaglia , oppure se ha ragione e il reato (da parte di affaristi di destra e sinistra) si configura come associazione mafiosa dentro l’Amministrazione capitolina, non ci sono alternative. Capisco che Renzi e il Pd, attraverso il neo commissario Orfini, siano contrari, ma c’è poco da fare. 

Nicola Zingaretti, importante esponente del Pd e Presidente della Regione, chiedendo di congelare ogni appalto, è di fatto arrivato alla stessa conclusione. Come potrà il Comune di Roma, infilitrato dalla mafia traversale dei Carminati e dei Buzzi, decidere spese, conferire lavori ad aziende, chiedere tasse?

Per di più il Sindaco Ignazio Marino è incorso ieri in un infortunio che all’estero gli avrebbe già costato le dimissioni: prima ha detto che non conosceva Buzzi in televisione e poco dopo è stato sbugiardato dalla pubblicazione di alcune foto che li ritraggono insieme.

Chiamate il commissario. E’ meglio.