Incubo giustizia

Se mettete insieme gli ultimi giorni, la vita pubblica italiana è quasi un incubo. Il caso Cucchi, con la clamorosa setneza di assoluzione per cui non ci sono colpevoli per la fine tanto ingiusta a atroce di un giovane morto mentre era nelle mani dello Stato. Il caso De Magistris, il sindaco di Napoli condannato in primo grado e rimesso al suo posto. La legge Severino, sulla quale i dubbi di costituzionalità non esistevano quando la cosa poteva riguardare Berlusconi nell’estate del 2013, e che invece ci sono tutti oggi perché la Corte è stata investita dal caso per il Tar della Campania. Seempre al cnetro l’ex collega De Magistris.

Potremmo mai avere un Paese dove la Giustizia non sia preda delle corporazioni, statali e no? Ieri il Presidente del Consiglio a Brescia ha ricordato, di fronte agli imprenditori, il gap che divide la nostra giustzia civile da quella degli altri Paesi.  Siamo al punto che non convine più avere un’impresa in Italia, visto che non si ha la certezza di aver ragione, in occasione di una controversia commerciale o di un mancato pagamento o del furto di un brevetto…

La nuova Italia deve ripartire dal sanare questa piaga.

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9 risposte a “Incubo giustizia

  1. Buonasera.
    Caro dott. Banfi,
    la nuova Italia, non ha senso di esistere se rimarranno i vecchi uomini. E mi piacerebbe tanto conoscere la sua ricetta per mandare a casa, tutta quella gentaglia inutile e corrotta. Ci hanno provato in tanti e Renzi, ci stà provando ma è come sbattere contro un muro di gomma. Dobbiamo fare un repulisti, porta a porta e credo che questo, non sarà mai possibile. Mi vengono in mente gli anni 60′-70′ e la nascita del terrorismo di sinistra e di destra. I così detti, anni di piombo. Br, Nar, Ordine Nuovo, Lotta Continua, ecc. che per anni hanno terrorizzato l’intera penisola e ripensando a quei momenti, mi viene in mente un nome a caso. Curcio, l’uomo che diede vita alle Br. Non che sia felice nel rivedere rinascere il terrorismo ma, la mia domanda e credo quella di molti Italiani è semplice. In quegli anni passati, il terrorismo politico è stato un completo fallimento e la scia di morti che ha lasciato è stata impressionante. A che pro ? in quegli anni, l’Italia non era certo a livelli odierni e nonostante tutto, la gente se la spassava ancora dignitosamente ma, un gruppo di invasati, dichiarò guerra allo Stato. Oggi, che il nostro paese è ormai sull’orlo del fallimento e lo Stato, butta per strada intere famiglie, portandole via anche la casa, nessuno fa niente per fermare questo ignobile comportamento. Mi sembra un comportamento molto strano. La violenza è una cosa che, nella maggior parte dei casi non porta a nulla ma, per certi personaggi che vegetano all’interno delle nostre istituzioni, un pizzico di paura, credo che per gli stessi, non sarebbe male. Purtroppo , solo così, riusciremo ad avere una nuova Italia e i veri parassiti che guidano il paese, avrebbero qualche cosa a cui pensare. Pensare al male che hanno fatto e che quotidianamente fanno, nei confronti di un intero paese.
    Cordialmente.

    • Caro Marco, non credo che la paura dei burocrati o un repulisti violento della clase dirigente sia quello che manca. Mancano grandi idee, senso dello Stato, forse anche della Patria comune. Manca un’iniziativa politica italiana forte di fronte all’Europa della Merkel, che sta fallendo, che ha fallito. E ci vogliono grandi riforme. Allo stato, realisticamente, Renzi (quello del Patto del Nazareno e che cerca di cambiare la sinistra italiana) è l’unica strada possibile. E’ un Tina, there is no alternative.

  2. Buonasera.
    Alla Redazione.
    Premetto che, sono sempre stato contrario alla Merkel e alla sua strabiliante onnipotenza. Che portasse
    l’Europa al completo fallimento era nell’aria, già da un po. Se continueremo ad affidarci alla politica per
    uscire da questa ingarbugliata situazione, un vero cambiamento, non lo avremo mai. Gli Italiani (quelli veri) tutti uniti, dovranno scendere in piazza e dimenticare per un certo periodo, l’appartenenza politica. Si dovrà lottare pacificamente (o quasi) per ottenere quella dignità che, i nostri politici ci hanno tolto e dovremo riportare il paese, ai fasti passati. L’Italia, non deve e non può morire. Ma, ribadisco che dobbiamo intraprendere una lotta, senza colori politici. Solo per il bene del paese. Questo si chiama patriottismo. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  3. Purtroppo è così. Piaccia o non piaccia Renzi è la nostra ultima spiaggia.

    Ne si vede qualcuno in grado e intento a sfiduciarlo fattivamente, forse per una questione di poltrone, forse per un senso di responsabilità ma a questa seconda ipotesi credo meno.

    Leno Lazzari

  4. Buonasera, c’è un detto male non fare, paura non avere, peccato che in Italia quando si parla di giustizia molto spesso non è così.
    Il caso Cucchi è un esempio, il ragazzo per la legge era da arrestare, ma la stessa legge deve trovare chi per dolo o errore ne ha causato la morte, altrimenti la legge non è uguale per tutti, ma punisce qualcuno più del dovuto fino alle estreme conseguenze e qualcuno per nulla e non perchè lo impone il diverso reato ma solo per l’arbitrarietà del giudizio.
    Esempio emblematico di questa arbitrarietà di giudizio e la legge Severino, che tutti dicono da quando fù varata che non ha senso applicarla retroattviamente, ma nel concreto per Berlusconi e molti altri assessori o sindaci è stata applicata in quel modo in contrasto con dei principi della costituzione stessa, ora stranamente per De Magistris ex magistrato il Tar sospende il giudizio in attesa che la corte si pronunci.
    Logico poi che in mancanza di regole e leggi applicate in modo certo e veloce, chi ha quattro soldi da investire che sia italiano o straniero preferisca farlo altrove.
    Le varie corporazioni statali, si aiutano e si autoassolvono per spirito di conservazione, inutile prendersela sempre con i politici, loro almeno sono meno corporativi di altri perchè spesso le loro fortune nascono dalle disgrazie altrui.
    Infine un cenno sulle considerazioni di Marco sugli anni di piombo, si domanda coma mai ora che stiamo peggio di allora non nascano fenomeni come quelli, a mio avviso perchè non sono utili all’autoconservazione del sistema, tutto lascia pensare che negli 60/70 sia i terroristi di sinistra che di destra erano utile strumento di servizi deviati sia interni che esterni, quindi persone con idee estreme utilizzate e strumentalizzate per scopi più o meno oscuri, ora si preferisce per autoconservare creare movimenti e partiti che indirizzino e tengano sotto controllo la rabbia delle persone, facendo sperare che prima o poi ci sarà un cambiamento. nella storia i popoli sono stati governati o nel terrore o dandogli qualcosa in cui sperare.

  5. Buonasera.
    @ jolly74.
    Mi scusi se mi permetto di fare un appunto sul suo commento che, per buona parte, mi trova pienamente d’accordo con lei. Ma, la parte finale mi fa sorgere qualche dubbio. Lei parla di terrore e speranza e parla di storia e di come la stessa abbia cambiato la situazione dei popoli. Credo che ormai, gli Italiani abbiano perso ogni speranza di vedere un paese, migliore sotto tutti i punti di vista e a questo punto, cosa ci resta da fare ? estirpare il male che serpeggia all’interno del sistema Italia è l’unica cosa che ci è rimasta. Non voglio passare per un terrorista ma, all’orizzonte non vedo alternative. Le parole, ormai non servono più e il continuo tergiversare dei nostri politici, ha portato questo paese, al completo fallimento. Oggi, ci portano via le case e lasciano intere famiglie, in mezzo a una strada e domani, cosa faranno ? usano nei nostri confronti, violenza fisica e morale, portandoci via, quella poca dignità che ci è rimasta. E noi, come dovremmo comportarci ? lanciando contro di loro un mazzo di fiori ? il terrorismo, va condannato, di qualunque colore sia. Ma una rivolta popolare, credo che in questo momento, sia una cosa dovuta. Vogliono cancellare le basi di un paese civile. Patria, famiglia, religione, morale. Queste sono le cose che dobbiamo difendere, pagando anche con la vita.
    Cordialmente.

  6. Buonasera Marco in linea di principio condivido molti dei tuoi pensieri soprattutto quandi parli di valori Patria, famiglia, religione, morale, ma una rivolta popolare, veramente popolare senza padri ne padroni (che poi vorrebbero un loro tornaconto) in Italia la vedo difficile, sarebbe bello che la gente scendesse in piazza in modo pacifico e autonomo attraverso il passaparola senza che ci sia bisogno di una sigla, un partito, un movimento, un sindacato, ma finchè ci saranno milioni di nostri connazionali che alla fine hanno qualcosa da perdere, oppure fanno parte del sistema che si autoconserva, impossibile che ci sia un cambiamento popolare, siamo destinati ad andare avanti di speranza in speranza quasi sempre disillusa, tra una carota data per farci stare buoni e le molte più bastonate prese sotto varie forme, fino a quando il sistema non crasherà da solo.

  7. Buongiorno.
    @ Jolly74.
    Non ho detto di scendere in piazza, armati fino ai denti. La mia Marcia su Roma, deve essere unita ma pacifica, senza lasciare morti sul campo. Credere che, questo sistema, si autodistruggerà da solo, mi sembra molto improbabile. E improbabile, mi sembra il fatto di andare avanti, sperando. Le nostre speranze, sono esaurite da tempo e quello che serve in questo momento è una svolta epocale. Come Italiano, sono stanco di vedere un paese che, va avanti con le chiacchiere e con le false promesse. Ma, come sappiamo tutti, gli Italiani non hanno gli attributi per scendere in piazza e se lo fanno, vengono monitorati dal loro stesso partito di appartenenza. Pagati profumatamente. Un caro saluto.
    Cordialmente.

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