La fiducia è una cosa seria

Diceva un vecchio slogan. Ecco a me pare che di tanti annunci e fuochi d’artificio mediatici di Matteo Renzi, questo sull’articolo 18 sia una cosa seria. Su cui vale la pena fare un ragionamento. Il mercato del lavoro oggi è bloccato in ingresso. Le aziende infatti attirano nuove forze giovani, ma non gli offrono contratti a tempo indeterminato, ma solo precari. Questo è il problema.  

Perché le aziende si comportano così? Che cosa non gli va del contratto tradizionale? Le eccessive garanzie dei lavoratori, che una volta assunti a tempo indeterminato rischiano di diventare intoccabili. Non c’è l’idea che un lavoratore debba comunque rispettare regole e comportamenti, perchè il deterrente della “punizione” non c’è. Un facchino apre e svuota i bagagli a Malpensa? Il giudice lo reintegra. A Napoli la maggioranza dei dipendenti pubblici si ammala di lunedì, per “allungare” il fine settimana? Niente da fare.

Se è così, il voto di fiducia che il Governo chiede alle Camere sulla riforma del lavoro è sacrosanto. Su un tema così ci si può dividere, anche in un partito di sinistra come il Pd, ma poi la decisione va presa. Senza tentennamenti, senza esitazioni.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

21 risposte a “La fiducia è una cosa seria

  1. Buongiorno.
    Il problema principale è senza dubbio, la mancanza di severità nei confronti del dipendente che volutamente sbaglia e si approfitta della situazione. Abbiamo assistito a storie che hanno dell’incredibile. Dipendenti che rubavano all’azienda e in alcuni casi, boicottavano la produzione, solo ed esclusivamente per arrecare danno all’azienda stessa. Parassiti che timbrano il cartellino e comodamente se ne vanno a fare i cavoli suoi, durante le ore di lavoro. Assenteisti che, con la compiacenza del medico di famiglia, presentano falsi certificati medici e trovati tranquillamente, sulle spiagge o in montagna. La cosa più devastante è che dopo essere stati licenziati, gli stessi si rivolgono alla giustizia forense e come al solito,il giudice di turno, li riammetta negli stessi posti di lavoro. E questo comportamento all’Italiana, caro Dott. Banfi, deve finire. Come può, un paese civile, accettare certe demenziali situazioni ? pensare di muovere l’economia, avendo come esempio questi personaggi è impossibile. La colpa di tutto questo, di chi è ? molto semplice. Dei sindacati che, dagli anni settanta in poi, hanno chiuso gli occhi difronte alle umiliazioni che, giornalmente i datori di lavoro, dovevano subire da una parte di lavoratori che, l’unico interesse, era quello di rovinare l’azienda. Quando si tira troppo la corda, inevitabilmente questa si rompe e quello che stà succedendo adesso, al mondo del lavoro. Giustamente i datori di lavoro, non assumo più a tempo indeterminato e il lavoratore si trova in grave difficoltà. Oggi, investire su un dipendente, ha dei costi non indifferenti e l’investimento deve essere portato a termine, basandosi sulle prestazioni del dipendente stesso. Se assumo un parassita, il mio investimento, mi frutterà zero. E in questo momento, nessuna azienda può permettersi di sbagliare. Dobbiamo riformare il mondo del lavoro e chi sbaglia deve pagare di persona, senza potersi appellare a un giudice compiacente. Le aziende, investono milioni di euro, l’operaio non investe nulla. E perchè dovrei chiudere l’azienda per colpa di un gruppo di parassiti ? il sistema per eliminarli è molto semplice e indolore. Il problema è che manca la voglia. Per qualcuno è meglio vivere come un parassita. Prendo lo stipendio, senza lavorare.
    Cordialmente.

  2. Renzi è stato etichettato come ducetto, “uomo solo al comando”, come premier allergico alla discussione e altro ancora. Credo che uno dei cancri di questo nostro paese e del suo sistema politico sia l’eccesso di regole…………che per altro troppo spesso sono considerate sacrosante se applicate agli altri.

    Si, credo sia ampiamente ora che qualcuno, mettendoci la PROPRIA faccia come Renzi, prenda delle decisioni. La malattia della concertazione a tutti i costi e con tutte le parti ha ridotto il paese a un coacervo di caste e categorie protettissime e una casta di rognosi (gli intoccabili come in India?) di cui nessuno si cura.

    Leno Lazzari

  3. Purtroppo siamo in un paese con la classe politica più corrotta e corruttibile con regole fatte da chìì ha il vero potere in questo paese,che sono le banche e le aziende multinazionali!.Fin quando il dio danaro la farà da padrone nulla cambierà e non si tratta di articolo 18 ma di tutto il sistema lavoro che è fermo da 20 e più anni mentre il mondo finanziario cambiava con i vari crack finanziari coperti opportunamente dalle stesse corporazioni che lì avevano creati!!!!!!!!!!!.Il posto fisso ormai per chì ne è in possesso ha i giorni contati e la tanto sospirata pensione svanirà in poco tempo con l’inps che ormai non ha più i mezzi per sostenere spese esorbitanti.Dico questo perché pochi giorni fa mi è arrivata una lettera da roma targata inps nella quale mi si diceva di mostrare con le mie prove cartacee,il motivo della mia invalidità e quindi il percepimento del assegno come legge prevede di euro 279.Anche pur avendo effettuato già due controlli con esito positivo e dandomi l’80% riconosciuto da due commissioni,ora che dire o che pensare?.Per colpa di furbetti ci vado di mezzo io che dopo mesi di visite e lunghezza burocratica mi vedo recapitare questa lettera,io mi chiedo:le mie carte in loro possesso non le hanno e la relazione della commissione dove è?.Poi dovrei avere fiducia e speranza su questo governo?………………………….non credo proprio!.A mio parere l’art 18 è una scusa per non toccare il vero problema in questo paese che certamente è sotto gli occhi di tutti e si chiama conflitto di interessi di politici che hanno mani in pasta d’appertutto!,dalla serie o ci guadagnano qualcosa o nulla sì fa.

  4. Cominciamo col dire che la burocrazia esistente in questo paese non c’è e ripeto non c’è e non la trovate neanche in africa!…………………………è chiaro!,è ora di finirla altrimenti salta tutto il baraccone chiamato italia.Se le regole ci sono……………………….vanno rispettate punto e basta!,ok?,se poi possiamo migliorare qualcosa……………………..ben venga!.Almeno per una volta nella vita chìì deve faccia la persona seria e responsabile,altrimenti rischiamo di ritornare all’età della pietra punto e basta!.Siamo italiani e abbiamo un paese dalle mille potenzialità che per il bene di pochi non vengono sfruttate!,poi quando ci sarà gente arrabbiata o disperata(vedi il caso preiti)si perde il poco controllo che abbiamo e si è lottato per avere un paese e repubblica fondata sul lavoro e quindi non scherziamo con la storia.

  5. Buonasera.
    Quando in un paese, si tutela un’agente della polizia municipale, trovata a rubare borsette in una discoteca di Genova e i giudici non fanno altro che, dichiararla psicologicamente debole e obbligano
    il Comune a restituirle 18 mensilità, credo che, il fallimento dell’intero paese e di tutto il mondo del lavoro sia, cosa certa. Questo paese sarà irrimediabilmente preda dei così detti furbetti e fino a quando la magistratura, andrà a braccetto con chi delinque, non ci sarà una vera possibilità di ricrescita e i nostri ragazzi, saranno obbligati a cercare lavoro all’estero. E’ inutile che il politico di turno, sogni un Italia, onesta e producente. Si devono cambiare le regole. Regole che devono valere su tutto il territorio nazionale. Non ci devono essere doveri di serie A e di serie B. E la stessa cosa vale per i diritti. Il rispetto per chi lavora onestamente e mette a repentaglio, soldi e anni di sacrifici. Per i soliti furbetti di quartiere, pugno di ferro e tolleranza zero. Per chi si vanta di lavorare in nero e frodare lo Stato (e sono tanti) che si aprano le porte delle galere. Il primo passo che un politico dovrebbe proporre è senza dubbio, la revisione della Costituzione. Le lobby, devono sparire dal paese, sono il cancro della società. Parassiti e vermi. E visto la loro veneranda età, in via di putrefazione. Ridiamo a questo paese, la dignità che le è stata tolta e ripartiamo da personaggi giovani e onesti. E’ quello che si merita questo meraviglioso paese chiamato Italia.
    Cordialmente.

  6. Leggo @Marco e @Gianfranco e sento le stesse lamentele di molte persone…………e QUALCHE dipendente statale. Ma proprio “qualche”. Conosco tre persone di Roma e dintorni che casualmente lavorano nel nostro sistema sanitario realtà diverse. Sono tutte e tre persone che stimo (fossero della razza dei “culopesanti” non li sopporterei) perché fanno con vero impegno il loro lavoro.

    Ma mi raccontano delle cose da far schiumare dalla rabbia………impotente.

    Leno Lazzari

  7. L’articolo 18 ci può stare ma le regole devono essere rispettate da tutti, sia lavoratori che imprenditori. Non sono d’accordo che dall’articolo vengano fatte certe modifiche, come sul licenziamento senza causa, oppure per altre cattiverie, ma sono pienamente d’accordo per altre cause. Penso che per motivi seri o per mancanza di lavoro il datore di lavoro possa licenziare, automaticamente non avendo più quei vincoli diverrebbe più propizio ad assumere. Com’è ora, molti imprenditori preferiscono far fare straordinari ma non assumere. Il sindacato ha il dovere di difendere i diritti del lavoratore ma la legge dice anche che deve far rispettare anche i doveri, qui è sempre stato sordo dicendo che questo non era il suo compito. (I fannulloni, i finti malati, assenteisti e specialmente i ladri) VIA!!! FUORI DAI CO…..I, questi non hanno nessun diritto di difesa, fuori ci son tanti disoccupati onesti che aspettano lavoro. Scusatemi se parlo così, ho passato una vita a lavorare da dipendente, per mia esperienza ne ho visto di tutti i colori.

  8. Buongiorno.
    @ Rataplan.
    L’articolo 18 tutela solo ed esclusivamente il dipendente, lasciando il datore di lavoro, in balia di se stesso e costretto a subire le angherie dei propri dipendenti. Abbiamo assistito a comportamenti assurdi da parte di giudici che, grazie all’articolo 18, hanno reinserito dipendenti che trovati a rubare nell’azienda, sono stati licenziati. E questo non è giusto. Deve esserci un equilibrio per chi offre lavoro e per lo stesso lavoratore. Chi arreca volontariamente un danno all’azienda, deve essere mandato via, senza possibilità di appellarsi. Solo in questo modo, avremo un paese giusto e produttivo. Non deve più esistere l’assunzione a tempo determinato. Dopo un periodo di prova, della durata di un anno, la persona dovrà essere assunta, in pianta stabile. Se il soggetto in questione, verrà licenziato senza giusta causa, l’azienda stessa dovrà versare, almeno cinque mensilità al lavoratore, in modo tale che possa cercare un altro lavoro. Assistere al continuo migrare dei nostri giovani per cercare un futuro migliore è senza dubbio, una cosa desolante e rispecchia il degrado che, ha colpito questo paese e il mondo del lavoro. Ormai, l’articolo 18 è obsoleto e visto i tempi che stiamo vivendo, lo stesso va rivisto e cambiato in tutte le sue forme. Come al solito, l’Italia è rimasta indietro. Gli altri paesi, hanno rivisto le regole del lavoro e hanno riformato completamente le regole. Germania, Francia e Inghilterra, hanno adottato regole diverse e l’equilibrio datore di lavoro-dipendente è certamente, migliore del nostro. Questo esempio, dovrebbe essere copiato per riportare il nostro paese a un livello accettabile. Sicuramente la strada è in salita ma, politici e sindacati, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e lavorare per dare al paese una dignità ormai persa.
    Cordialmente.

  9. Buongiorno
    @ Marco, in fondo al mio blog ho scritto che nella mia vita da lavoratore ne ho visto di tutti i colori. Io e altri 22 colleghi di lavoro abbiamo subito un trattamento ingiusto. Quando vedi che un’azienda di 30 operai in 15 anni ne ha cambiato 16, licenziati per futili motivi, non vedi il tuo avvenire roseo, perciò prendi delle decisioni. Correva l’anno 1969 quando io e 5 altri miei colleghi tutti con lavori più importanti siamo messi d’accordo di cerare un piccolo aumento, risposta, no! o così o fuori, noi abbiamo fatto soldi per vivere da signori, noi, i nostri figli e tutti i nostri nipoti, se vi va bene è così altrimenti chiudiamo il cancello e chi e dentro è dentro e chi è fuori è fuori. Risultato, noi abbiamo dato de dimissioni, e l’azienda restando con personale poco competente, sempre in degrado fino al fallimento. Posso dire chi in quel tempo di lavoro si trovava dappertutto. Caro Marco ai letto bene ciò che ho scritto sopra.( Fannulloni, finti malati, assenteisti e specialmente i ladri, voglio aggiungere anche i furbi e capisci quali, VIA!!! FUORI DAI CO…..I.)

  10. Buonasera.
    @ Rataplan.
    Vedo che più o meno, i nostri problemi di lavoro si assomigliano ma purtroppo, grazie all’articolo 18
    le cose sono leggermente diverse. Dal lontano 1979, ho svolto l’attività di artigiano, superati gli anni 2000 e precisamente nel 2009, ho chiuso definitivamente l’attività e a tutt’oggi, mi trovo senza lavoro. Non tutti sanno che, lo Stato, per le persone che lavoravano in proprio, non riserva nessun beneficio. E per benefici intendo, il minimo indispensabile per dare da mangiare ai propri figli. Chi ha lavorato in proprio è considerato un evasore e una persona piena di soldi. Grazie al lavoro precario di mia moglie, riusciamo almeno a mangiare e ti garantisco caro amico che, arrivare a 56 anni, con due figli, tra cui uno di 9 anni, non è per niente semplice. Perdi la dignità di uomo e di padre e questo in un paese civile, non dovrebbe succedere. Grazie all’articolo 18, sono considerato invisibile, impossibilitato a chiedere un lavoro e di conseguenza, tragicamente in balia di me stesso. Perchè devono esistere due differenze del genere, in un articolo costituzionale ? al dipendente, cassa integrazione, categorie protette, soldi dai Comuni, ecc,ecc. Per noi artigiani e professionisti, ci resta una sola cosa. Hai capito quale ? perciò, iniziare il tuo commento, dicendo che l’articolo 18 ci può stare, scusa ma credo fermamente che non sia corretto. Questo articolo, va abolito e riscritto uno nuovo. Delle regole che siano uguali e giuste per tutti. Siamo tutti Italiani di serie A. Sentire che lo Stato, stanzia 30 euro al giorno a favore di un extracomunitario e dimentica Italiani, padri di famiglia, senza più un lavoro, mi viene da chiedermi una cosa sola. Cosa ci resto a fare in un paese, il mio paese che, mi ha dimenticato.
    Cordialmente.

  11. Mi spiego meglio, i sindacati vogliono che le aziende siano gravate dell’art.18. Ma non accettano che nei (sindacati)loro statuti esista. Ma di che cosa stanno parlando?….le aziende sono asini con il basto ed i Sindacati sono asini SENZA basto!!!!!
    Le regole devono essere applicate e rispettate da tutti!!

  12. Buonasera.
    @ gransasso.
    Mi permetto di rispondere alla sua domanda. Non prenda il mio commento come oro colato, sono un uomo e come tale, posso tranquillamente sbagliare. I sindacati vogliono avere il totale controllo delle aziende, in modo tale da mettere i dipendenti nella posizione di avere sempre l’ultima parola. In pratica, il datore di lavoro deve essere messo in secondo piano dal dipendente stesso. E questo comportamento è la prova di tutto quello che stà succedendo nel mondo del lavoro, in questi ultimi anni. Qualsiasi cosa combini un dipendente, non potrà mai essere licenziato. Nemmeno nei casi più gravi. Purtroppo non hanno capito che, questo atteggiamento, ha portato le aziende a non assumere più nessuno. Mi correggo, le aziende che assumono, usano contratti capestro e chi si trova in difficoltà, non rinuncia a farsi letteralmente sfruttare. Come si diceva una volta, ” O mangi questa minestra, o salti dalla finestra “. I sindacati, negli ultimi 50 anni, sono stati i maggiori responsabili del fallimento del sistema Italia. Per fortuna che, una parte di lavoratori, l’hanno capito. In ritardo ma l’hanno capito. Per molti anni, gli stessi sindacalisti, andavano a braccetto con i più grandi industriali Italiani e purtroppo se siamo arrivati a un punto di non ritorno, la colpa è solo ed esclusivamente loro. Buona serata.
    Cordialmente.

  13. Per come la vedo io, @Gransasso, i sindacati sono (preconcettualmente e interessatamente) contrari all’articolo 18 perché per loro è più remunerativo (anche economicamente) alzare la voce per i loro iscritti piuttosto che per coloro che non hanno alcun tipo di tutela come i Cococo, i Cocopro, le finte partite IVA e via elencando.

    Leno Lazzari

  14. Buongiorno, i sindacati come si usa dire oggi per tutti quelli che hanno qualche agevolazione sono da considerarsi a tutti gli effetti una casta, e mi spiego, l’art. 18 che loro difendono a spada tratta per loro non vale e va beh si dirà sarà un caso, allora passiamo al regime fiscale molto agevolato, legge Treu e pensioni d’oro a sindacalisti grazie al giochino dell’ultima retribuzione, ne hanno parlato recentemente Le Iene, sono solo alcuni dei vantaggi di cui godono almeno quelli conosciuti, perchè poi statene certi che nelle pieghe di qualche legge, regola o altro c’è ne sono altri.
    I lavoratori devono capire e molti l’hanno capito negli anni che il sindacato in particolare CGIL e FIOM hanno tenuto questo paese fuori dal mondo, relegando l’Italia dietro un paravento fatto di vecchi stereotipi es. padroni contro lavoratori, se vivrebbero in questo secolo e non in quello passato girando per le piccole e medie aziende vedrebbero che imprenditori e lavoratori nella stragrande maggioranza remano dalla stessa parte esono un tuttuno, le stesse aziende sono coscienti che l’abolizione dell’art.18 non è la soluzione di tutti i problemi, ma sicuramente in un’azienda avere anche solo 5 dipendenti che se ne fanno scudo per comportamenti poco professionali creano un grave danno a tutti, spesso anche complice la crisi piuttosto di avvalersi della giusta causa che comporta processi e tempi lunghi, l’azienda prefersice il licenziamento collettivo e la chiusura.
    Ora da noi il problema si ribalta e si dice l’art. 18 tutela i licenziati senza giusta causa si dirà bene peccato che alla fine di licenziati senza giusta causa per discriminazione o altro ce ne siano pochissimi, mentre di (lavoratori) che si avvalgono di quell’articolo per fare i propri comodi e quindi ne fanno un uso distorto come ad es. assenteisti, finti malati, ladri nei bagagli ne abbiamo molti di più e qundi alla fine l’art.18 risulta nel concreto una tutela per la categoria dei (lavoratori) disonesti ennesima casta italiana.

  15. Buongiorno.
    @ Leno lazzari.
    Solo una domanda. Come mai, Maurizio Landini ha dichiarato che, se Renzi toccherà L’art. 18, verranno occupate tutte le fabbriche Italiane ? in una affermazione del genere, non vedo quella contrarietà verso lo stesso articolo. Credo invece che i sindacati, vogliano creare un clima da anni 70′ e portare il mondo del lavoro, al totale caos. Tutelare chi lavora in modo disonesto e rema contro la stessa azienda è un comportamento da incivile.
    Cordialmente.

  16. Chiedo scusa a Marco per il ritardo nel rispondere. Ebbene, è evidentemente colpa mia che non sono stato abbastanza chiaro, infatti condividiamo l’opinione che quella di Landini etc se ne fottono di chi non gode di alcuna tutela e combattono una battaglia sporca perché viziata dall’essere “settaria”, appunto, per coloro che hanno già le tutele.

    Leno Lazzari

  17. Buongiorno @Marco…….

    Un cambiamento radicale, una svolta a 180° è quello che auspichiamo tutti. O almeno tutti noi che non possiamo inzuppare il pane nel truogolo istituzionale. Ma il cambiamento, sempre SE ci sarà, sarà lento e sofferto perché l’abitudine italica di “piegare” le regole è consolidata da tre e più decenni di esperienza.

    Non sono particolarmente ottimista, certo non sereno. Ma queste nuove misure del governo Renzi lasciano sperare in una virata decisa verso un sistema diverso, e chissà, forse migliore. Renzi non l’avrei votato (posto che ci avessero messi nella condizione di votare) perché sono di DX, soprattutto perché sono ANTI dirigista e perché la politica economica della SX non m’è mai piaciuta.

    Quello che a te, ma anche a me, piacerebbe di vedere è anche un dipendente sorpreso lontano dal posto di lavoro ma timbrato presente, condannato, ma non reintegrato da un c—-o di giudice del lavoro perché tiene famiglia.

    Ecco, QUESTA, la RESPONSABILIZZAZIONE, magari su scala nazionale, sarebbe una ventata d’aria pura.

    Leno Lazzari

  18. Sono stata licenziata dopo infortunio sul lavoro , mi hanno messo un investigatore privato durante il periodo di fisioterapia documentato da referti clinici strutturali, mi sono lesionato il dito pollice mano sinistra e mi contestano che non avevo bendaggio, come facevo a fare la mobilizzazione attiva come prescritto dal ortopedico dell’inail ,inoltre mi hanno visto in 10 giorni di sorvegliata a tenere in mano in giorni alterni un sacchettino di pane da 200 gr. Tenuto con la mano e non con il dito indice pollice,e visto a fare un prelevamento bancomat, e ad aprire la mia auto con le 4 dita della mano senza utilizzare il pollice lesionato in quanto ho un auto che x aaprire la portiera utilizzo solo le 4 dita e tiro verso l’alto ,quindi mai utilizzato il dito infortunato, e mai messo a rischio la guarigione, lavoro utilizzando indice e medio dennominata pinza in quanto devo smontare strumenti di interventi chirurgici di sale operatorie forbici, pinze e altri strumenti di precisione. Gli esami strutturali evidenziano la lesione al 1 dito ulnare, quindi ho perso il lavoro. con dei fatti contestati inesistenti adesso se non mi reintegrano grazie a RENZI x non avere commesso infrazioni dove vado a mangiare ? Potrebbe ospitarmi lui o assumermi al governo in quanto non ho commesso niente di male e ripeto non ho messo a rischio la mia guarigione e non ho lesionato con CIO il rapporto fiduciario con l’azienda ma ho perso il lavoro x giusta causa , adesso vedremo il giudice cosa decide, e meno male che ce !!!!

  19. chiedo scusa lavoro con indice e pollice denominato pinza e non con indice e medio scritto erroneamente dal nervosismo di un licenziamento ingiusto che deduco che sia forse ritorsivo o discriminatorio speriamo di trovare un giudice giusto, chiedo solo questo al buon DIO la pura giustizia !!
    Miente si piu sólo giustizia !!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *