Obbligati a sperare

E’ la settimana decisiva per la riforma del Senato. Domani vengono presentati ufficialmente gli emendamenti. Mentre in Forza Italia pare che si sia raggiunto un accordo interno, la minoranza del Pd è sul piede di guerra e l’Ncd promette battaglia. Guidano la rivolta due ex direttori, a suo tempo accusati di essere troppo faziosi ed allineati con i loro editori di riferimento: Augusto Minzolini che fu al Tg1 durante il governo Berlusconi e  Corradino Mineo, a Rainews dopo il Tg3, allora simbolo di Telekabul. Capita nella psicologia di chi deve riscattare una sua passata accondiscendenza.

Con tutto il rispetto del dibattito parlamentare e degli emendamenti proposti, ci tocca però sperare che la riforma vada in porto. In fretta e bene. Non c’è più tempo. Non ne resta ai giovani senza lavoro, alle imprese che rischiano di fallire, ai consumi che non riprendono. Riforma delle istituzioni significa vitalità della politica, capacità di cambiare, volontà di decidere.

Mi direte: che cosa c’entra il Senato con la ripresa economica? C’entra eccome. Sarebbe la prima volta che i politici cambiano e tagliano i loro privilegi. Se poi, come suggerisce oggi il Corriere della Sera, i parlamentari e i ministri  saltassero le vacanze per quest’anno, come fanno i due Papi, non sarebbe niente male.

 

 

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4 risposte a “Obbligati a sperare

  1. Buonasera.
    Scusatemi la volgarità ma, un vecchio detto, affermava che, chi vive sperando, muore cagando. Ormai sono anni che le nostre speranze si sono dissolte come un cubetto di ghiaccio in una pentola di acqua
    bollente e aspettarci dei veri e propri miglioramenti, personalmente la ritengo una cosa impossibile. La
    stragrande maggioranza dei politici è sorda e cieca, alle problematiche del paese e l’assenza di buon senso è la chiave di tutto questo, fallimento popolare. E questo, loro lo sanno molto bene ma, fingono
    di non saperlo. Il Corriere della Sera, suggerisce ai politici di rinunciare alle ferie ? una vera e propria
    follia. Non solo non ci rinunceranno ma, se ne andranno tranquillamente, a spese nostre. Per cambiare
    la realtà di un paese, ci vuole la partecipazione della politica e tirare la cinghia, deve essere una cosa fatta dal popolo ma, sopratutto dai politici. Se questo non succede e credo non succederà mai, il paese sarà inevitabilmente, destinato al totale fallimento. Sia economico che umano. Se l’Italia, fosse un paese autonomo e i problemi si potessero risolvere all’interno dello stesso, forse ci sarebbe una
    piccola opportunità ma, dovendo rendere conto alla CE sul nostro operato, trovo molto difficile riuscire
    a superare la valanga di ordini che, giornalmente ci vengono impartiti da un gruppo di personaggi che,
    non vedono l’ora di vederci con il culo per terra. Ogni movimento all’interno del nostro paese, viene
    monitorato dai parassiti che risiedono a Bruxelles e nulla può essere portato a termine, senza il loro
    consenso. I nostri politici,( capaci solo di fare la voce grossa difronte a persone che hanno perso il
    lavoro e hanno tutto da perdere) difronte ai potenti della CE, come veri e propri vigliacchi, calano i
    pantaloni e si lasciano infinocchiare dall’ultimo degli uscieri. Questo squallido comportamento, ci ricorda, da chi siamo governati. Da un gruppo di incapaci. Dovrebbero prendere da esempio, uno come il Primo Ministro Inglese che, ha annunciato che presto l’Inghilterra, darà l’addio alla CE. Questo è un personaggio con gli attributi. I nostri, più che attributi, vivono di contributi. Si! quelli che noi gli diamo per i loro privilegi. Sveglia ragazzi, riposare sugli allori, non ha mai portato a nulla. Se non al totale fallimento.
    Cordialmente.

  2. Caro Dott. Banfi, non certo per piaggeria ma voglio dirle che ha un sintesi tanto efficace quanto insidiosa. Non avrei scritto, anche perché ormai credo ci sia ben poco da dire e sperare anche se è verissimo che nostro malgrado siamo obbligati a farlo. Io onestamente temo che ancora non si sia toccato il fondo e noi italiani, da sempre, riacquistiamo un briciolo di dignità ed orgoglio di appartenenza quando solo un colpo di reni può permetterci di non soccombere miseramente. I due papi non vanno in vacanza ? ma perché i giardini vaticani non sono idonei ? anche i nostri deputati e senatori potrebbero essere ospiti di re giorgio, anzi della collettività visto che paghiamo noi, in una delle tante tenute e riunirsi a fare qualcosa di concreto in una bella pineta, godendosi il fresco e forse con qualche inciucetto in più fare queste benedette riforme, certo mancherebbe il cavaliere ex senatore per suprema volontà, ma ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che conviene ai due protagonisti fare come i ladri di pisa e forse se esiste un barlume di speranza è proprio li … fra uno che ormai ha ben chiaro, vista l’assoluzione postuma degli altri, che doveva menare quando poteva e l’altro che lo imita e che di pelo sullo stomaco sembra averne, può venire fuori il coniglio dal cilindro… il ritorno delle storiche convergenze parallele (se c’è una cosa che non manca ai nostri capi di ieri e di oggi è la fantasia tanto sfrenata quanto assurda, anche se poi qualcuno è stato cancellato…) ora visto che noi la vacanza siamo si obbligati a farla nelle mura domestiche, non tanto per paura delle spese di fine anno o nella paventata riduzione delle pensioni, quanto per il colore delle tasche che profumano di prato, si decidano di che morte dobbiamo morire ma che almeno sia rapida però! fate presto…. almeno questo….

  3. Nò direttore! l’unica cosa che le dico è se dovesse succedere che un politico si tagli lo stipendio o cali tasse e altro,farei in ginocchio da casa mia a quella di mia sorella!.Dato che sìì credo ai miracoli ma forse questo sarebbe uno bello grosso!.Poi i politici che non vanno in vacanza?……………………beh ma non la fanno tutto l’anno?.Dato che non li vedo molto sudati o sporchi e anzi non sono mai tutti presenti in aula e senato…………………………..opps!,scusi mi correggo;loro sìì ci sono ma solo quando devono votare leggi che fanno comodo a lor signori!.Faccio un attimo il punto su una cosa che non capisco e poi se vuole mi potrà spiegarne la ragione:prima lo spead era a 500 sembrava il finimondo ora che lo troviamo a 150-151,stiamo peggio…………………….ma se tutti non aspettavano che scendesse…………………insomma se sale è la fine,se scende è la stessa cosa?.Ma non si era detto che con questo livello dello spread,la possibilità di agire fosse più agevole?.

  4. Buonasera.
    E ora non sottovalutiamo la crisi in Medio Oriente. Un altra tegola che stà incombendo, sul mondo intero e su tutte le economie. Non possiamo certamente sperare in una svolta a favore della ripresa e se le cose dovessero mettersi male, sicuramente finiremmo in un vortice di completo fallimento. Come al solito gli Israeliani, esagerano con i raid diretti in Palestina e credo molto probabile che questa ultima, non stia certo al palo a vedere morire la propria gente. Gli Stati Uniti, la Francia e l’Inghilterra, stanno cercando di mediare la fine del conflitto ma, se questo non dovesse riuscire, la guerra in atto si estenderebbe in maniera esponenziale e anche noi saremmo costretti ad allertare le nostre forze armate, con il risultato che sconvolgerebbe, la già fragile economia dell’Italia. Impensabile che il nostro paese non partecipi alle azioni di contenimento bellicoso da parte del popolo arabo. Sono curioso di vedere l’atteggiamento dei nostri politici, in caso di chiamata alle armi. Facendo parte di una coalizione e essendo membri della Nato, non avremmo possibilità di strani ripensamenti. Penso fermamente che, le nostre speranze, si sbricioleranno e la crisi ci colpirà ancora più violentemente. Forse aveva ragione un professore inglese che qualche mese fa, ha pronosticato almeno ancora quindici anni per uscire da questa crisi. Mi auguro vivamente che il suo pronostico sia sbagliato ma, le cose non si stanno certamente per mettersi nel senso giusto.
    Cordialmente.

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