Obbligati a sperare

E’ la settimana decisiva per la riforma del Senato. Domani vengono presentati ufficialmente gli emendamenti. Mentre in Forza Italia pare che si sia raggiunto un accordo interno, la minoranza del Pd è sul piede di guerra e l’Ncd promette battaglia. Guidano la rivolta due ex direttori, a suo tempo accusati di essere troppo faziosi ed allineati con i loro editori di riferimento: Augusto Minzolini che fu al Tg1 durante il governo Berlusconi e  Corradino Mineo, a Rainews dopo il Tg3, allora simbolo di Telekabul. Capita nella psicologia di chi deve riscattare una sua passata accondiscendenza.

Con tutto il rispetto del dibattito parlamentare e degli emendamenti proposti, ci tocca però sperare che la riforma vada in porto. In fretta e bene. Non c’è più tempo. Non ne resta ai giovani senza lavoro, alle imprese che rischiano di fallire, ai consumi che non riprendono. Riforma delle istituzioni significa vitalità della politica, capacità di cambiare, volontà di decidere.

Mi direte: che cosa c’entra il Senato con la ripresa economica? C’entra eccome. Sarebbe la prima volta che i politici cambiano e tagliano i loro privilegi. Se poi, come suggerisce oggi il Corriere della Sera, i parlamentari e i ministri  saltassero le vacanze per quest’anno, come fanno i due Papi, non sarebbe niente male.