Azzurro tenebra

E così la nostra Nazionale è uscita, senza tropppo gloria, dai Mondiali di Calcio del Brasile. Il Ct Prandelli e il presidente della Federazione Abete hanno dato le dimissioni, prendendosi le loro responsabilità.

Come al solito di fronte alle dimissioni, tanto di cappello. E tuttavia è indubbio che la scarsa qualità italiana del nostro football diventi metafora di tutto il resto: una Nazione che non sa auto-riformarsi, in cui il passaggio generazionale stenta a prendere forma. Vorremmo tutti il nuovo, ma non se ne capiscono i contorni. Nel calcio, come nella società.

Certo, Matteo Renzi ci sta provando (domani ne parleremo qui nella video chat) ma a volte sembra davvero che l’unica sua forza sia proprio quella di essere l’ultima spiaggia.

 

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2 risposte a “Azzurro tenebra

  1. La nazionale di calcio e lo specchio di questa Italia con il fiato corto e le gambe molli, giocatori in là con l’età che vogliono ancora fare ma che non hanno più la forza nelle gambe per fare e giovani che promettono mare e monti ma che poi nel concreto per caratteristiche o poco esperienza all’atto pratico rendono poco in campo, come l’Italia anche la nazionale era in cerca di un’identità, ma quando all’interno dello spogliatoio dopo la sconfitta e iniziata la ricerca del colpevole, ecco che il secondo sport più praticato in Italia lo scaricabarile degli anziani del gruppo verso i giovani ci ha fatto capire che nello spogliatoio non c’era l’unità d’intenti e il remare tutti nella stessa direzione necessario a questi livelli per andare avanti.

  2. Buonasera.
    Fine di una storia, mai cominciata. Per la seconda volta, usciamo a testa bassa dai mondiali di calcio. La cosa, non dovrebbe sorprenderci più di tanto, abbiamo raccolto quello che abbiamo seminato. La gramigna, all’interno della squadra, ha rovinato quel poco che c’era di credibile. Era l’unica possibilità di onorare il nostro paese, almeno in campo sportivo ma, l’arroganza e la mancanza di carattere, ci ha
    riportati con i piedi per terra. Primo imputato, la Figc e le società di calcio. Prandelli, troppo permissivo
    e giocatori sopravvalutati, completano il quadro di questo fallimento. Se poi aggiungiamo che, tra i senatori e i giovani debuttanti, il rapporto non è mai stato idilliaco, il risultato non poteva essere che questo. Ma va bene così. I problemi del paese sono altri e personalmente, ritengo inopportuno discutere e farci cattivo sangue, su personaggi che guadagnano una valanga di soldi e sul campo si comportano come, veri e propri dilettanti. Meno soldi e più sudore in campo. E’ ovvio che, tutto questo, rispecchi in maniera esaudiente, l’attuale situazione del nostro paese. Un vero e proprio fallimento, politico e sportivo. Non credo nelle coincidenze ma, anche nel 2010, la Nazionale di calcio, fece una becera figura e guarda caso, l’Italia era nel bel mezzo della crisi economica. Ma le mie, sono solo parole al vento. Tra meno di due mesi, ricomincerà il campionato di calcio e saremo tutti li, in prima fila ad applaudire, quelli che oggi critichiamo. E nonostante lo scarso impegno sui campi di calcio, diamo a loro la possibilità di girare in Ferrari. Che bizzarro paese, l’Italia.
    Cordialmente.

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