Carlo e Massimo, due di noi

Dunque non erano stati gli alieni. Gli extracomunitari, i marocchini, e neanche gli zingari. Ad uccidere in modo efferato la mamma e i due bambini di Motta Visconti, la sera di sabato scorso subito prima di Italia-Inghilterra, è stato lui, il padre di famiglia, Carlo Lissi. Ha confessato: si era invaghito di una collega che lo aveva respinto dicendo: sei sposato…

Ed ora ad essere accusato del’assassinio di Yara Gambirasio, quattro anni dopo quell’orribile delitto, è un altro di noi, uno come noi. Un muratore di 44 anni, Massimo Bossetti, una moglie e tre figli. Scagionato alla fine il marocchino Fikri, accusato in un primo tempo perché come l’italiano frequentatore di quel cantiere a Mapello, dove si erano concentrate le attenzioni dei cani molecolari. 

Nei polmoni di Yara era stata ritrovata polvere di cemento. Sul suo corpo le tracce del Dna di Massimo, che adesso dovrà difendersi davanti ad una prova quasi del tutto definitiva.

Dunque il male non era e non è lontano da noi. Non ci è concesso allontanarlo, sperare che non ci riguardi, rigettarlo nel diverso. E’ simile a quello che siamo, è dentro una famiglia felice… i giochi per i bimbi e il cane con cui ritrarsi su Facebook.

Resistere, dice il titolo di un famoso libro, non serve a niente. Ci tocca stare di fronte all’abisso, proviamo a guardarci dentro.

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9 risposte a “Carlo e Massimo, due di noi

  1. Buongiorno.
    Caro dott.Banfi, queste due raccapriccianti vicende, portano alla luce, il malessere che ormai è all’interno di molte famiglie. Ho usato la parola “famiglie” ma purtroppo di questa parola, si è perso il vero reale e importante significato. Si da tutto per scontato e alle prime difficoltà, si cade inesorabilmente nel totale abbandono. Manca il dialogo e la voglia di mettersi seduti per cercare di migliorare le cose. Arrivare ad uccidere i propri figli è sintomo di voler chiudere definitivamente con il presente e inconsciamente, ci si sente liberi, da qualsiasi responsabilità. Chiudere con il passato e ricominciare una nuova vita. Personaggi come Carlo e Massimo, sono il risultato di questo sporco mondo, che mette d’avanti a tutto la bellezza fisica e il denaro. Se non possiedi un fisico statuario e non viaggi su una fuoriserie, sei un fallito e in certi casi, non riesci nemmeno a trovare un lavoro. Questo è il risultato di quello che abbiamo creato, un mostro pronto a divorare i più deboli. E di queste vicende, ne sentiremo ancora parlare, questo è solo l’inizio, anche oggi, due donne sono state uccise dai rispettivi compagni. Purtroppo abbiamo imboccato una strada, senza via d’uscita. Questi due personaggi, rappresentano, in maniera differente il loro disturbo psicologico e associativo. Sono meccanismi da buttare e senza dubbio, meritano la pena di morte. Dimenticavo, sono totalmente a favore della pena capitale. Mi sorge il dubbio che, in Italia non ci sia più per il semplice motivo che, persone come Carlo e Massimo, fanno comodo a qualcuno. Pensiamo per un attimo a quanti soldi si spenderanno per i relativi processi. Senza contare i giornali e le Tv.
    Cordialmente.

  2. Sono rimasta senza parole, persone comuni che svolgono solo apparentemente una vita normale, divisi tra lavoro e famiglia…
    Spero solo ci sia giustizia, ma una giustizia vera, per chi purtroppo non c’è più…

  3. quindi è stato uno come noi … perche’ zingari, extracomunitari e nordafricani non sono come noi invece… che tristezza.

  4. Buonasera.
    E’ vero, non sono stati gli alieni. E per alieni si intende gli extracomunitari e gli zingari. Ma con questo,
    non ne devo fare certo degli eroi. I reati che, giornalmente mettono in atto, sono agghiaccianti e questo comportamento, per loro è la regola. Anche oggi, un romeno ha ucciso la moglie a picconate. Gli Italiani che delinquono sono problemi nostri e dobbiamo gestirli noi. Volenti o dolenti, appartengono a questo paese e tutti gli apparati predisposti per proteggere l’incolumità dei cittadini, ha un costo. Sobbarcarci i costi per catturare un delinquente straniero e abusivamente entrato nel nostro paese è certamente un altro paio di maniche. Finanziariamente, non possiamo più permettercelo. Se consideriamo che, l’Europa, ci ha completamente dimenticati e con questo continuo arrivo sulle nostre coste, di una vera e propria orda di persone, pronte a delinquere (lavoro non ce ne più per nessuno) per poter mangiare, ci troveremo ben presto, al punto di non ritorno e non ci resterà altro che, contare i morti. E questo mio atteggiamento non deve essere interpretato come un comportamento razzista. E’ solo buon senso. In altri paesi europei, da tempo si sono presi provvedimenti drastici per combattere i reati degli stranieri, solo noi, non abbiamo la certezza della pena. E difatti, tutti vogliono venire in Italia. Chissà come mai ?
    Cordialmente.

  5. “Dunque non erano stati gli alieni. Gli extracomunitari, i marocchini, e neanche gli zingari. ”
    HAi ragione ma statisticamente gli immigrati commettono molti ma molti più reati degli italiani PERCENTUALMENTE. Questo è un dato di fatto!

    Ricordiamoci che questo tipo di informazione si fa con i numeri non con le opinioni personali.
    Che l’italiano o l’immigrato sia buono o cattivo non è una fonte di discriminazione. Ma lo stato a sua volta discrimina l’italiano rivolgendosi in modo buonista verso l’immigrato (con sussidi, visti ecc.)

    L’immigrato non va ne emarginato ne messo sul piedistallo.
    Il razzismo inoltre è un concetto sbagliato ma il razzismo al contrario ha uno scopo socialmente inutile, controproducente e deleterio.

  6. D’accordo con Marco: sarebbe bello che non ci fossero italiani delinquenti… Ma è un sogno! Non abbiamo bisogno, vista oltretutto la condizione in cui versiamo, di importare delinquenza dall’estero. Facciamo una statistica su chi commette più reati tra stranieri e italiani in percentuale? I marocchini con l’auto farcita di droga che hanno investito e ucciso il povero architetto a Milano solo due giorni fa? Ricordiamoceli quando si pensa che in Italia clandestino non è reato… Benvenuti delinquenti! Tutti da noi, qui nessuno vi punirà…

  7. Questi personaggi sono componenti di generazioni ai quali l’eccessivo permessivismo a tolto freni inibitori, autocontrollo e discernimento tra bene e male.

  8. Buongiorno.
    Caro dott. Banfi, ieri sera a Matrix, si è parlato per tutta la serata di questi due episodi che, hanno sconvolto due paesi della Lombardia. Ho ascoltato delle dichiarazioni veramente assurde e visibilmente
    dettate dalla politica. Una deputata del Pd, ha affermato che, Carlo, l’uomo che ha sterminato la sua famiglia è da considerarsi infermo di mente. Ovviamente è stata investita da un ondata di critiche, da parte dei presenti alla trasmissione e per sua fortuna è stata salvata da l’intervento del moderatore della
    trasmissione. Vuoi vedere che, l’avvocato che prenderà la difesa di quell’animale, giocherà le sue carte,
    basandosi solo ed esclusivamente, sull’infermità mentale dell’imputato e conoscendo come funziona la
    giustizia in Italia, tra meno di dieci anni, lo ritroveremo fuori da galera. Personaggi che hanno ucciso,
    madre e fratelli, sono già fuori e conducono una vita regolare, come un qualsiasi altro cittadino. Quello
    che mi fa veramente arrabbiare è vedere l’atteggiamento di certe persone, verso una bestia che ha commesso un tale scempio. Non è possibile, dare dell’infermo di mente a un uomo che, studia nei
    minimi particolari, il modo per sterminare la propria famiglia e fatto questo, va tranquillamente ad
    assistere a una partita di calcio. Queste cose, vengono per forza, programmate anzitempo e con chiara lucidità. Il fatto di andarsi a fare una doccia e di ripulirsi dal sangue, non è segno di pazzia ma,
    riflette in maniera chiara, la voglia di non essere accusato dello stesso delitto. Il suo ragionamento è
    lucido e ben studiato. Un pazzo, agisce in modo impulsivo, senza pensare minimamente a costruirsi
    un alibi. Ieri a Milano, un uomo di trentaquattro anni, ha ucciso una persona e ne ha ferite altre tre
    con un coltello. E’ stato ritrovato seminudo e sporco di sangue, su un ponte di un paese dell hinterland
    milanese che, farneticava parole senza senso. Questo comportamento, può essere considerato, pazzo. In ogni caso, personalmente ritengo opportuno per il bene della società, prendere questi elementi e fare a loro, quello che loro hanno fatto agli altri. Molto semplice e poco dispendioso.
    Cordialmente.

    • Sono d’accordo con lei. L’altra sera a Top Secret ho sostenuto una tesi molto simile alla sua. Di fronte alle affermazioni di una criminologa, nostra ospite, che sosteneva la “patologia” di quel Carlo Lissi, ho risposto così: un padre che uccide moglie e figli perché gli erano d’impedimento, è sì malato, ma lo è soprattutto moralmente. Capisco che la “religione del nostro tempo” come la chiamava Pasolini non accetta il male, preferisce medicalizzare, psicologizzare, pur di evitare l’evidenza.

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