Le province sono morte. Viva le province

Dunque da ieri sera è legge il ddl Del Rio che abolisce le Province e prevede le aree metropolitane. Le opposizioni hanno votate compatte contro. Forza Italia, per bocca del capogruppo Brunetta, ha parlato di colpo di Stato.

Comunque sia, l’unico dato certo è che il 25 maggio non voteremo, nell’occasione delle amministrative, più per il rinnovo dei Consigli provinciali. Ma per abolire del tutto le Province ci sarebbe voluta una modifica istituzionale, cosa che non è avvenuta.

Le opposizioni a Renzi sostengono che con questa riforma lavoreranno 30 mila persone in più, che peseranno sul bilancio statale. Renzi dice comunque, invece, che è un inizio imprtante per ridurre i costi della politica.

Certo, restiamo il Paese del Gattopardo, dove tutto cambia ma nulla cambia davvero. E viene da dire: Morte le province, viva le province.

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5 risposte a “Le province sono morte. Viva le province

  1. Finora le riforme di Renzi sembrano buone per i titoli dei giornali e forse ma lo vedremo con il tempo serviranno per avere un migliore funzionamento delle istituzioni, i risparmi sono tutti da dimostrare sia nel caso delle province che per quanto riguarda la possibile riforma del senato, l’unica cosa che cambierà certamente per i cittadini che non voteranno più per le province e probabilmente per il senato, ma le due istituzioni anche sotto forme diverse esisteranno ancora. Ora mi domando le riforme tanto invocate dai cittadini prevedevano tra l’altro l’abolizione totale di province e senato o in subordine una riduzione dei parlamentari delle due camere, Renzi le stà traducendo nella forma auspicata dalla gente? oppure sono riforme che alla fine daranno pochi risultati sia funzionali che economici ma nel concreto toglieranno potere decisionale al popolo?

  2. Buonasera.
    D’accordo i tagli al Senato, bene l’abolizione delle Province ma, sono ansioso di vedere quando Renzi,
    metterà mano ai costi della politica, quella vera e taglierà in modo drastico gli stipendi dei politici. Ma
    è normale chiederci, dove andranno a finire tutte le persone che lavorano per le stesse Province ? alla
    maggior parte di esse, verrà proposto il prepensionamento o in alternativa, il dislocamento in altri
    uffici pubblici e queste mosse, non portano nessun beneficio al risparmio collettivo anzi, aumenteranno
    ulteriormente i costi. Parlare di modifica costituzionale per abolire un ente pubblico, mi sembra fuori luogo e certamente inopportuno per i tempi in cui viviamo. Renzi siede su una poltrona, conquistata con
    un colpo di Stato e Napolitano, vive in un palazzo, senza averne il diritto e analizzando le due cose, mi
    sembra che, la sovranità popolare, sia stata del tutto ignorata. Ormai in questo Paese di costituzionale,
    non c’è più nulla. Presto toglieranno i monumenti delle persone che, hanno fatto grande l’Italia e ci
    troveremo quelle di Stalin e di Lenin. E alla fine, Putin risolverà tutti i nostri problemi e per quelli come
    me che, la pensano in modo diverso, una bella vacanza in Siberia. Naturalmente pagata da Napolitano e
    company. Caro Matteo, forse non hai capito dove bisogna tagliare e stai cercando in tutti i modi un vero
    consenso popolare ma purtroppo fino a quando non entrerai nei palazzi del potere e non taglierai gli
    stipendi e i benefici alla casta, non troverai consensi da parte del popolo. I tagli messi in atto finora, sono mediocri e certamente non porteranno benefici al Paese. Buon lavoro.
    Cordialmente.

  3. perchè mai sono state abolite le provincie così in tutta fretta ?? ed in modo poco ortodosso !! non sarà il timore di aver dovuto affrontare la realtà degli elettori ?se un presidente della repubblica si dilunga sulla poltrona , se un presidente del consiglio non si dimette e non viene sfiduciato , se il nuovo occupante non è stato eletto nemmeno per fare il portaborse , allora qualche dubbio sulla democrazia si fà strada …. alle prossime elezioni ci sarà l’abolizione della camera oltre che del senato ?? e mi domando inoltre , se il problema principale in italia è il lavoro , perchè rimandarlo a giugno o luglio ?? non ho sentito una persona con l’impellente necessità di riformare la llegge elettorale , le prossime politiche dovrebbero svolgersi nel 2018 , la necessità di sopravvivere e di portarsi a casa uno stipendio sacrosanto è per gran parte degli italiani prioritario !! probabilmente i politici non lo hanno ancora capito … o non lo sanno … ed in merito ai tagli sugli stipendi dei funzionari o manager , ok , sembrano un tantino eccessivi , ma i compensi dei politici ? il costo della presidenza della repubblica ? i rimborsi elettorali ai partiti ? finora di concreto ho visto 60 € in meno sulla mia pensione , che era di 1.300 € al mese , e , ne sono convinto , anche su quelle di qualche altro pensionato ,, grazie mario !! aver frequentato la bocconi ti ha illuminato … spero non ti sia fatto proseliti ….perchè parole molte , fatti concreti pro populi , nisba !!

  4. Il presidente renzi sta seguendo il suo processo di cambiamento che secondo lui possa dare una scossa a questo paese,se tutto ciò servirà veramente ok!.Nella mia testa ci sarebbero tante domande da fare al presidente del consiglio però una sola credo sia la più giusta……………………………..ma quale cittadino l’ha votata come scritto dalla legge è?.

  5. E’ l’ennesima bufala di un individuo che ha conquistato il potere colpendo alle spalle uno del suo stesso partito. Ci si può fidare di certa gente? Le poltrone saranno 24000 in più e il popolo conterà sempre meno. E questa sarebbe la riforma? Questo furfante in un paese normale sarebbe preso a calci nel sedere. Purtroppo con tutti i creduloni disinformati che ci sono in giro avrà un seguito. Lui lo sa bene ecco perché si mostra spavaldo. Non è vero che il bicameralismo perfetto è un danno per il buon funzionamento del paese. Quando si vuole le leggi si approvano in un batter d’occhio. Sarebbe molto più onesto dire:il senato resta ma saranno ampiamente ridotte le poltrone e stesso discorso per la camera. Basterebbero 300 parlamentari di cui 200 alla camera e 100 in senato con stipendi di circa 4000 euro netti e per non più di due legislature. Questi sono tagli il resto sono solo chiacchiere. Purtroppo il buon senso e l’onestà sono sconosciuti in questo paese.

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