O la riforma o il caos

Oggi comincia l’approvazione della nuova legge elettorale alla Camera. E’ un momento decisivo per la storia del nostro Paese, dopo tanti anni la prima chance concreta di un cambiamento necessario nel rapporto tra istituzioni e cittadini.

Potrebbe essere davvero l’alba della Terza Repubblica.

L’alternativa, drammatica, come dimostrano queste ore violente e concitate, è il caos. E’ legittimo che un partito di opposizione e di “anti politica”, come è il Movimento 5 Stelle, si opponga alla riforma. Ma lo deve fare nell’ambito delle regole democratiche.

Con gli insulti non si fa politica e non si è democratici. Accusare le deputate del Pd di saper far solo “servizietti” di sesso orale  (ma il termine usato è molto più volgare), picchiare, spintonare, impedire le interviste in sala stampa è roba da squadristi o da fascisti. Scegliete voi.

Fra la riforma e il caos le persone di buona volontà, che pure soffrono la crisi e la lontananza dalla politica, preferiscono la riforma.

Chi vuole il caos vuole la distruzione finale del nostro Paese.

La legge c’è, la guerriglia anche

Allora, oggi è il giorno della video chat. E le due notizie, clamorose, di oggi sono:

l’accordo raggiunto fra Renzi e Berlusconi e anche gli altri gruppi (Lega e Ncd compresi) che fanno sperare in un’approvazione, tutto sommato rapida, di una nuova legge elettorale.

La prolungata rissa e la protesta clamorosa della scorsa notte alla Camera dei Deputati. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno fatto ostruzionismo fino all’ultimo, costringendo la presidenza della Camera ad usare la cosiddetta “ghigliottina” per contingentare i tempi degli interventi e i lavori. Una gazzarra indegna delle nostre istituzioni.

Plasticamente in un solo giorno si ripropone il dilemma di questi mesi ed anni. Che ci fanno aggiungere almeno due quesiti dell’ultima ora.

Ce la farà la politica a cambiare in modo credibile ed efficace?

Oppure ci sarà un cambiamento violento e traumatico?

Vi aspetto alle 14,30!!!!!

Renzusconi?

I denigratori del primo accordo sulla legge elettorale, che potrebbe sbloccare una situazione sclerotica, parlano di un pasticcio. Ma il dubbio è che le critiche vengano dal fato che i due maggiori contraenti del patto siano Renzi e Berlusconi. I loro nemici dicono che la legge elettorale è brutta solo perché temono la loro alleanza.

E’ giusto ragionare così?

In fondo quando Angelino Alfano accusa Forza Italia di aver pensato di fare una legge elettorale contro i partiti minori non rinforza questi dubbi?

Non ritenete che la legge elettorale vada valutata nel merito, al di là delle alleanze che la fanno approvare?

Ne parliamo nella nostra video chat giovedì alle 14,30.

Social housing italiano?

E’ il momento di Mr. Baltic: 

Sono esterrefatto, basito, triste. Un Paese come l’Italia che sta vivendo un’involuzione cronica.

Il popolo fa fatica ad arrivare a fine mese e molte persone sono o rischiano di essere senza un tetto.

Un Paese civile, “normalmente”, si adopera per trovare delle sistemazioni, ma da noi, vige l’assunto (da parte delle istituzioni) “aiutati che il ciel t’aiuta”. Una sorta di menefreghismo all’italiana.

Nessun problema, direte, ci siamo abituati, tutto il mondo è paese…

Ma quando si viene a sapere che Paesi poveri del Centro America stanno portando avanti progetti di Social Housing a 600/800 unità al colpo, vien da pensare che qui siamo a livelli di QUARTO MONDO!

Sappiamo bene tutti che in quelle zone c’è un livello di corruzione tra i più alti del mondo e che la burocrazia è pessima, ma qui sta diventando peggio.

Persino nel continente africano (situazioni economiche dei Governi non certamente floride, guerre civili, ecc.) portano avanti piani urbanistici di Social Housing piuttosto importanti. Tutti questi governi, chi più chi meno, sono attenti anche alle energie rinnovabili e sebbene le costruzioni non siano di pregiata finitura, sono quantomeno abitabili e con un minimo di comfort.

MA DOVE VIVIAMO???

Le istituzioni non si rendono conto che progetti simili, opportunamente e CORRETTAMENTE (intendo con etica, senza corruzione o interessi personali) gestiti possono solo che far bene al Paese?

Piuttosto di acquistare armamenti (inutili), sperperare il denaro pubblico in modo IGNOBILE, nascondere la testa sotto la sabbia come gli STRUZZI di fronte al crescente malessere popolare e continuare a dire SCEMENZE, non è meglio fare un MEA CULPA e affrontare il problema? Se il proletariato (che include ahimè anche parte della vecchia borghesia), percepisce un cambiamento, si calma e anzi, son certo che si rimbocca le maniche e si dà da fare.

Sono convinto che lavorare sul RINNOVAMENTO e sul CORRETTO utilizzo del patrimonio edilizio italiano, su progetti urbanistici INTELLIGENTI, su una revisione degli oneri urbanistici per le classi meno abbienti, sia non solo NECESSARIO e DOVEROSO, ma anche un mezzo per riprenderci una posizione economica decente.

Mr. Baltic

Nuova legge elettorale e poi si vota

Di colpo l’accelerazione delle trattative sulla legge elettorale sembra far tramontare il rimpasto e il nuovo patto di Governo. Renzi sfida il suo stesso partito, sostenendo che l’interlocutore fondamentale della riforma elettorale non può che essere Berlusconi.

Oggi si riunisce la Direzione e sempre oggi ci potrebbe essere un altro faccia a faccia Renzi-Letta. Forse sabato l’altro faccia a faccia, che fa discutere, Renzi-Berlusconi.

Lunedì alla Camera inizia la discussione sulla nuova legge elettorale. Se sarà varata in tempi brevi, si potrebbe anche votare a maggio, insieme alle Europee e alle Amministrative.

Dunque, alla domanda rimpasto sì, rimpasto no, aggiungiamo la questione: meglio votare?

Ci vediamo oggi alla video chat delle 14,30.

Rimpastano?

La parola è brutta: rimpasto. Fa pensare a un rimescolamento di cose già viste, già consumate. La si usa per dire che si sta pensando di cambiare seggiole e poltrone nel Governo. Quando ad un Letta potrebbe seguire un Letta bis. Il presidente del Consiglio (in questi giorni in Messico in visita) ci sta lavorando.

Vi si sarebbe rassegnato con l’esplosione del caso De Girolamo, il Ministro per le politiche agricole finita nella bufera soprattutto per un’intercettazione non proprio edificante. E gli altri ministri in bilico sarebbero la Cancellieri (caso Ligresti), Saccomanni (pasticcio Imu e non solo) e forse anche la Lorenzin.

Matteo Renzi fa sapere che a lui l’idea non piace moltissimo, ma molti nel suo partito spingono per questa decisione. Il timore del sindaco di Firenze è, paradossalmente, che l’esecutivo si rafforzi troppo con un rimpasto. Sullo sfondo sempre la possibilità di andare alle elezioni politiche a maggio, insieme ad europee ed amministrative.

Ma è giusto cambiare alcuni Ministri? Non è diventato indispensabile per ricostruire un minimo di rapporto fra cittadini e Stato?

Ne discutiamo giovedì nella nostra consueta video chat alle 14,30.

IN-DIPENDENZA ENERGETICA

Da tempo porto avanti la filosofia dell’indipendenza energetica.

Lo scorso 26 Dicembre, io, come altri 18mila abitanti delle vallate dell’Ossola ci siamo svegliati sotto un’abbondante nevicata e senza elettricità. Solo sulla valle dove vivo, ci sono state 36 differenti rotture della linea elettrica. 58 ore senza elettricità. Impianti di riscaldamento bloccati. Frigoriferi e Freezer (con le cibarie natalizie) che ovviamente non funzionavano. Dopo le 58 ore hanno collegato i generatori e si è ricominciato a vivere (sembrava di essere nel Medioevo).

Sei giorni senza linee telefoniche e connessione ad internet.

Naturalmente i computer non si potevano usare (la frequenza elettrica fornita dai generatori brucia i PC). Non è la prima volta che accade e non solo in montagna. Ricordo la nevicata in Veneto del 2003/2004 (pianura e non montagna)?

Mi rendo conto una volta di più che l’INDIPENDENZA ENERGETICA non è più una filosofia ma è diventata un OBBLIGO.

Le soluzioni ci sono: piccoli generatori (almeno per alimentare la caldaia, e con opportuna gestione di tempi anche frigo e freezer. Per chi ha il fotovoltaico basta posizionare un accumulo (batterie). Le caldaie potrebbero avere una batteria che fornisca energia per almeno 24 ore.

In situazioni come queste si vede il degrado del paese. Scarsa o addirittura nessuna manutenzione delle linee (alberi che cadono sulle linee non è concepibile), tralicci dell’alta tensione che crollano come birilli. Strade chiuse per i troppi alberi caduti. Sindaci desaparecidos. Protezione civile? Boh…

Ma chi di dovere sa fare i conti????

Ovviamente evitando la manutenzione ordinaria hanno risparmiato dei soldi, ma quanto è costato l’intervento ora??? Ed il disagio sociale dei 18000? E tutto il cibo buttato? Ed il mancato guadagno di tutte le attività commerciali? Già la crisi e la tassazione ammazza le aziende…

Basta, non è più possibile vivere così, 30 cm di neve non possono causare questi danni. E’ ora che si diano una svegliata e che facciano il loro dovere!

In ogni caso (considerando l’italico sistema) è meglio che chi può si organizzi per essere indipendente da tutte le lobbies energetiche.

Buon anno a tutti

Mr. Baltic

Si ricomincia da due

7 Gennaio, si riparte. Anzi, si ricomincia da due. Chi sono i due? Enrico Letta e Matteo Renzi, presidente del Consiglio e neo segretario del Pd (auguri di pronta guarigione a Bersani!), hanno in mano il pallino della politica in questo inizio 2014.

Il primo, Letta, deve trovare il modo di raggiungere un accordo serio fra i partiti della sua maggioranza. La scadenza è fra una ventina di giorni, il 29 gennaio. Il secondo, Renzi, si è imbarcato nel tentativo ambizioso di provare a varare una nuova legge elettorale.

C’è il rischio che gli obiettivi di Letta  non coincidano con quelli di Renzi, e viceversa. Il che porterebbe, di corsa, alle elezioni politiche anticipate in primavera, con una nuova legge elettorale. Intanto fra una decina di giorni dovrebbe finalmente essere pubblicate le motivazioni con cui la Corte Costituzionale ha messo fuori legge l’attuale legge, il cosiddetto Porcellum.  Forse da lì potrebbe uscire qualcosa di decisivo.

Più Pertini che Cossiga

Il presidente Napolitano ha fatto un discorso abile, astuto, ma anche guardingo. La sua riposta agli attacchi ricevuti da Grillo e da Forza Italia è stata, in realtà, minima. Nessun ricatto sulle sue dimissioni, non si è presentato come  scudo umano per difendere il destino del governo Letta.

Ed anzi, ha cercato di dare l’impressione di essere sintonizzato col Paese piuttosto che col Palazzo. Con tutte quelle missive lette e il susseguente dialogo a tu per tu, in puro stile Papa Francesco, ha semmai ricordato Sandro Pertini più che il dimissionario anti Palazzo Francesco Cossiga. Quel Pertini che Beppe Grillo ha voluto ricordare con una vecchia foto in bianco e nero, momento remoto in cui l’allora comico, insieme ad Antonio Ricci visitò un Quirinale più amato…

Insomma, alla fine, gli opposti si incrociano, a distanza. Napolitano un po più populista, Grillo un po’ disinnescato, Letta che forse sopravviverà (come presidente del Consiglio) fino alla prossima primavera, come sostiene Matteo Renzi, Berlusconi deluso da un discorso che lo ha ignorato del tutto.

Che dobbiamo augurarci? Che il 2014 sia migliore dell’anno passato. Che porti felicità e successi a tutti voi e anche all’Italia come Paese. Ché non si merita un destino di crisi continua.