L’Italia nel fango

Faccio il cronista da una trentina d’anni e mi si stringe il cuore a ripensare ai tanti disastri non previsti, ai morti, alle alluvioni, alle distruzioni del nostro Paese.  Ero a Stava nel luglio del 1985, a raccontare i morti, mio suocero, che stava ad Asti, ebbe un infarto durante l’alluvione del Piemonte nel 1994 e ho vissuto quella tragedia in qualche modo come parente di una vittima, ho coordinato i servizi del Tg5 su Sarno e Quindici nel maggio del 1998, ho raccontato professionalmente le tragedie di  Soverato, Massa, Genova, Sestri Levante, le Cinque Terre, Ischia…

Una catena di morti, di disastri, un lungo fiume di fango e morte. Fango sulla nostra Italia, sempre quello, sempre di più, sempre più difficile da sopportare. In queste ore siamo a disagio, profondamente turbati, commossi per la Sardegna. E’ una strage per fango e acqua senza precedenti nel’Italia dei precedenti.

Perché? Perché continua a capitare?

Discutiamo anche di questo domani nella consueta video chat delle 14,30. Vi aspetto.

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3 risposte a “L’Italia nel fango

  1. Il perché è sempre stato sotto l’occhio di tutti gli scenziati e climatologi del mondo,si chiama effetto serra ovvero il riscaldamento globale del nostro pianeta e da cui nascono questi improvvisi e potenti precipitazioni.Non mi stupirei se tra qualche anno l’italia non venga funestata da tornado e trombe d’aria e se non ricordo male quest’anno è successo un episodio simile ma fortunatamente non il twister che ha colpito le filippine.Infine arrivo alla seconda risposta alla sua domanda del perché continui a capitare;in parte è collegata alla prima ma vi è ancora qualcosa da dire perché finchè non si capirà di usare combustibili alternativi al posto del petrolio,il continuo scavare nel sottosuolo che stà lentamente destabilizzando il clima nel nostro pianeta provocando così tempeste tropicali e appunto improvvisi e non prevedibili precipitazioni dovute dall’incontro fra aria calda e fredda.Se poi questo avviene in regioni dove la terra è particolarmente friabile come sardegna e calabria succede quello che stiamo vivendo.Ora cominceranno le polemiche ed io scommetto che le stesse zone colpite dovevano avere dei lavori di bonifica promessi e ovviamente non fatti da i soliti politici che come al solito tireranno in ballo la mancanza di fondi e i soliti bla bla bla,io invece vorrei far notare a lor signori che chissà come mai i fondi per i vostri onerosi stipendi quelli non mancano mai!!!!!!!!!!!!!!.Dunque ora sulla coscienza avete pure questi morti ma tanto voi una coscienza non l’avete!.

  2. Buonasera.
    Innanzitutto voglio esprimere le mie più sentite condoglianze al popolo sardo, da Italiano mi vergogno
    per quello che è successo e mi auguro che una cosa del genere, non succeda mai più. Ma purtroppo le
    mie sono solamente parole al vento, aimè, succederà ancora e saremo ancora costretti a contare i morti
    e i senzatetto. Stiamo chiedendoci se tutto questo era evitabile e purtroppo, non avremo mai una seria
    e precisa risposta. Quello che mi terrorizza in modo particolare è il fatto che un’isola come la Sardegna,
    non abbia assorbito l’acqua caduta in due giorni e il drenaggio della stessa, non abbia funzionato. Non
    voglio entrare in particolari tecnici che non mi competono ma, superare il livello di due metri in una zona
    abitata, a dell’incredibile. I vari tecnici comunali e regionali, non hanno mai pensato che un’isola, prima
    o poi avrebbe fatto i conti con l’acqua ? Mi piacerebbe sapere, quali sono state le misure prese per un
    evento del genere. Tutti sappiamo che la nostra penisola è a rischio di terremoti e nubifragi e sappiamo
    anche che quando succedono certe calamità, le vie di salvezza sono quasi inesistenti. E questo cari miei,
    la dice lunga. Possiamo dare la colpa ai vari sindaci che hanno rilasciato permessi per costruire, dove
    invece bisognava salvaguardare l’ambiente ? Ci sono abitazioni in Italia e addiritura scuole, costruite a
    pochi passi da fiumi e torrenti, sotto montagne traballanti e nelle vicinanze di vulcani. Conosco poco il
    territorio Sardo e lungi da me, tirare conclusioni affrettate. l’unica cosa che mi permetto di dire è che
    al tg di Italia 1 una persona sapeva dell’incombenza di tale alluvione, ora mi chiedo il perché, non abbia
    avvisato la popolazione e allertato i soccorsi. Ancora una volta, mi stringo in un abbraccio a tutta la
    Sardegna e rinnovo le mie condoglianze a tutta la popolazione.
    Con affetto.
    Marco.

  3. Porto la solidarietà al popolo sardo colpito da questa calamità e per primo chi ha chi ha perso dei famigliari. Caro Banfi, L’Italia non è solo da adesso sotto il fango, è sempre stata, mi ricordo altre calamita naturali che sono venute per colpa dell’uomo come Vaiont, Stava, Genova e tante altre localita. Ora abbiamo conosceza anche delle località campane dove erano sepolti rifiuti altamente tossici inquinando la falda acquifera, ed in più urbanizzando, costruendo e coltivando su quei terreni. Esito!!! La malattia e le morti di cancro sono all’ordine del giorno. Altre zone segnalate nel tarantino e nel bresciano hanno questo primato, le cause, per l’inquinamento altre per pesticidi. Io penso che terremoti, uragani, tornadi ed altre calamità naturali non si possono prevedere e sono catasrofi inevitabili, ma quelle che si possono anche parzialmente evitare ma vengono taciute per interesse di pochi siano severamente fatte rispettare.

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