Normativa più semplice = Maggior sicurezza e più lavoro?

Per tutti gli operatori del settore la legge 81 sulla sicurezza è una brutta bestia. Indirettamente lo è pure per chi decide di costruire/ristrutturare o modificare la propria abitazione (in termini di alti costi).
Non si discute che la sicurezza sui cantieri debba essere altissima, troppe volte si è assistito ad incidenti sul lavoro che potevano essere facilmente evitati.
Noto però che proprio a causa della grande mole di documentazione (con relativi costi) e di procedure da eseguire porta ad un’enorme stress sia per le imprese che per i dipendenti.
Mi sembra quasi che si sia passato dal nulla al troppo.
Ne consegue che da un lato i lavori sono molto più lenti e più costosi e dall’altro che comunque gli incidenti accadono. Teniamo anche conto che il numero degli ultimi è certamente calato rispetto al passato ma anche la mole di lavoro (e la relativa probabilità degli stessi proporzionalmente).
Come è già stato riportato su questo blog da responsabili di cantiere, a volte pur di fatturare, i responsabili della sicurezza si attaccano a delle azioni che hanno del surreale.
Sento spesso lamentele di imprese che sono costrette a fare corsi di aggiornamento (in orari notturni) ai dipendenti, per procedure che sono più conosciute da questi che non da chi le impartisce. Il tutto a costi esorbitanti, che poi si riflettono in costi di costruzione.
Lancio una provocazione: ma se la norma fosse meno rigida e/o comunque meno dispendiosa in termini economici per le aziende, non sarebbe verosimile che lavorando con attenzione ma con meno pressione, ci potrebbero essere meno incidenti e magari più lavoro?
Mi sembra che troppo spesso chi legifera non abbia mai preso in mano un badile.
Mantenendo alto il livello di controllo, non sarebbe comunque il caso di rivedere i costi della sicurezza? E magari anche degli altri balzelli che rientrano nella voce Oneri di Urbanizzazione?

Mr. Baltic

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5 risposte a “Normativa più semplice = Maggior sicurezza e più lavoro?

  1. Io forse mister baltic credo che il badile a certe persone vada dato in testa,però purtroppo non ne uscirebbe nulla perché essendo vuote certe teste non c’è periclo di trovarvi qualcosa o romperla!.Ovviamente il mio spirito goliardico và a prendere in causa chì a monte studia queste norme e poi trasformandole in leggi non tiene conto dei sacrifici enormi ai quali le aziende vanno incontro,ma mentre in altri paesi certe normative sono superate e la modernizzazione e velocità sono la base di riprese economiche e strutturali con costi minori e risultati ovviamente visibili e duraturi,invece da noi grazie a personaggi che occupano ruoli chiave e alcuni se non tutti collegati politicamente opprimendo con il loro monopolio e guadagni certi!.Finchè non si abbatteranno queste barriere nulla si potrà ottenere come invece liberalizzando settori che sviluppandosi diano agio e una più ampia scelta per il consumatore.IO infatti vivo a fianco di un parchetto che prima apparteneva alla ditta costruttrice ma poi per i citati oneri di urbanizzazione è stato ceduto al comune.Un saluto cordiale a mister baltic.

  2. Buongiorno.
    Caro Mr. Baltic, con tutti i controlli e le varie normative da rispettare, nel nostro paese non dovrebbero
    morire così tante persone e le così dette morti bianche, sistematicamente sparirebbero. Ma voglio dare
    un messaggio chiaro e aimè veritiero. Siamo in Italia e tutte le belle parole, rimarranno tali. Siamo solo
    capaci di blaterare, come le vecchie pettegole del condominio ma al momento dei fatti ci troviamo nel
    buio più assoluto. Mi capita spesso di vedere operai intenti a lavorare a altezze considerevoli, senza un
    minimo di sistema di sicurezza, altri che lavorano senza casco e dulcis infundo, poco tempo fà mi sono
    recato a Siena e passando davanti a una azienda di mangimi, ho visto operai che pulivano i siloe senza
    una maschera per i gas o una tuta adeguata, pantaloni corti e maglietta. Non voglio certamente dare la
    colpa ai Senesi ma non trovo giusto fare lavorare le persone in queste condizioni. Purtroppo i controlli
    sono inesorabilmente tanti, ma poco adeguati e la cosa terribile è che ancora oggi, pagando sotto banco
    il responsabile dei controlli, si passa dall’irregolarità alla più cristallina regolarità. Tutte le più severe
    leggi, sono fatte per essere trasgredite e sulla sicurezza non c’è differenza. Questo paese deve imparare
    a fare rispettare le leggi e al momento della pena, questa deve essere scontata, senza attenuanti. Solo
    in questo modo, vedremo calare la lista dei morti caduti nell’adempimento del proprio lavoro. L’incidente
    può sicuramente succedere ma non deve essere una regola. Con tutti i controlli e la burocrazia che gira
    intorno a un’azienda, dovremmo esseri i primi al mondo in fatto di sicurezza sul lavoro. E invece siamo
    quasi all’ultimo posto. Vergogna !
    Cordialmente.

  3. Non è il mio campo specifico ma ormai tutti gli attori presenti in cantiere a vario titolo, in caso di infortunio vengono coinvolti.Il discorso sicurezza si può affrontare da diverse prospettive.Premessa:della salute e della sicurezza delle maestranze edili non importa niente a nessuno.È un dato di fatto.Che poi i ” mestieranti della sicurezza ” si riempiono la bocca di frasi fatte nei vari corsi o riunioni,e compilano documenti senza sapere di cosa parlano,anche questo ormai è assodato,a 20 anni dalla emanazione della 494 del 1994 è aumentata la carta in modo esponenziale,ma la sicurezza reale ha fatto poca strada.Di sicuro la sicurezza non è l’elmetto che allo stato attuale della tecnica può considerarsi nel 90% del lavorazioni inutile.Ho invitato diversi teorici sostenitori a lavorare sotto il sol leone con l’elmetto hanno sempre declinato.Ho chiesto a questi sostenitori se avevano presente la temperatura a livello del cuoio capelluto indossando l’elmetto a luglio sotto il sole ma non hanno saputo rispondere.Per dovere di cronaca,ho notato che i “mestieranti della sicurezza” hanno la stessa faccia dei “mestieranti della carità”.Chi opera nei due campi con onestà non rimarrà offeso dalle mie parole.A mio modestissimo parere bastava aggiornate ai tempi,il DPR 547/1955 e il DPR 164/1956 e farli rispettare e il gioco era fatto.Invece si è preferito creare nuove professioni e un certo numero di figure professionali tipo RSSP oppure RSLT,che non avendo potere decisionale e potere di spese all’ interno dell’organizzazione aziendale,nella maggioranze dei casi contano come il due di picche.Altro problema sconosciuto alla classe politica,abbiamo una normativa complessa articolata

  4. Concludo l’intervento precedente:abbiamo una normativa complessa,articolata, una miriadi di circolari e legge attuative del DLGS 81/2008,sentenze di Corte di Cassazione e Consiglio di Stato e poi si permette a qualsiasi ragazzo del’ est di buona volontà di andare alla Camera di Commercio e aprire un impresa edile senza chiedere nessun requisito?Qualcosa non quadra.Non quadrano anche i committenti che li fanno lavorare.Mi piacerebbe sapere se la mole di documentazione che ruote intorno alla sicurezza è tradotta in rumeno,albanese ,bulgaro ,moldavo e ucraino.Ho i miei dubbi.Non metto in discussione che bisogna tutti avere l’opportunità di guadargniarsi la pagnotta,ma creiamo le condizioni per cui ognuno stia al suo posto,fino a quando non dimostri di aver acquisito le dovute competenze.Da un’altra prospettiva mi metto nei panni di un Pubblico Ufficiale che entra in determinati cantieri,dove incompetenza e menefreghismo regnano incontrastati pensando di farla sempre franca.In certi casi è difficile restare equilibrati.Un ulteriore prospettiva:a 20 anni dalla 494/94 a 18 dalla 626/96 a 5 dalla 81/2008, il 99% di impresari edili,elettricisti,idraulici,lattonieri,serramentisti ecc.ecc.,non sono in grado di organizzare la propria documentazione in modo corretto e inviarla via email al coordinatore alla sicurezza qualche giorno prima di entrare in cantiere?
    Un saluto a tutti i lettori.

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