Un italiano a casa

Domenico Quirico è tornato. Rapito da cinque lunghi mesi, l’inviato de La Stampa è atterrato a Ciampino la scorsa notte, accolto dal nostro ministro degli Esteri Emma Bonino. E’ una buona notizia. Adesso tutti noi del fiocco giallo aspettiamo altri tre italiani in patria: padre Dall’Oglio, anche lui sequestrato in Siria e i due marò detenuti in India.

Ma la gioia della liberazione lascia subito spazio alle angosce, ai dubbi, che Quirico ha portato con sé. Appena sbarcato,  Quirico ha raccontato di non essere trattato bene da quei ribelli contro Assad, con i quali si era avventurato in Siria. Sono stato “tradito” dai ribelli.

La vera paura, ora, è che tutti noi occidentali, e gli americani in particolare, finiamo “traditi” dagli oppositori di Asad.

Siamo sicuri che sia giusto intervenire con le armi? Siamo certi che far cadere il regime di Assad con un attacco militare sia un bene?

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3 risposte a “Un italiano a casa

  1. Ma forse vi sono anche tante altre domande che mi pongo,e cioè se sia stato pagato un riscatto ove nessuno si è apprestato a darne notizia.Poi arrivando ai due marò per i quali mi vien da dire se il nostro governo se ne sia dimenticato e visto che le prove,prima erano certe ma ora con il perditempo burocratico vanno via via esser sempre meno chiare come pure tutto il castello accusatorio!.Infine vi è il capitolo siria di cui parlano tutti i quotidiani e si è discusso nel g20,una questione spinosa come un ago,ma quest’ago vi sono attaccati tanti fili che tirano in ballo molte responsabilità e proprio nel g20 vi sono i tiranti di questo filo!.Forse la domanda giusta può essere chi guida assad?.

  2. Dottor banfi,il titolo è logico e possiamo aggiungere pure:un italiano a casa ma gli altri due?,poi ognuno queste parole le può interpretare come vuole,ma sia logico anche dire che lo stesso impegno ci sia anche per loro……………………….sapendo anche che i due casi siano diversi ma uguali perché italiani o nò?.

  3. Bé, chi guidi Assad é ovvio, alleato storico dell’URSS, dell’Iran per affiliazione religiosa, gli Alawiti sono una branca degli sciit, e della cina per convenienza, che poi queste alleanze siano finalizzate solo al mantenimento del potere del clan poco importa, la sostanza é quella, non é un caso che la proposta russa sia stata immediatamente accolta con atteggiamento possibilista, quando il padrone chiama … . Quanto alla rivoluzione “tradita” anche qui niente di nuovo, la rivolte, ricordo totalmente pacifica agli inizi, aveva bisogno di un aiuto od almeno di un avallo palese che non c’é stato, se Obama voleva fare la voce grossa doveva farla subito, non ora, in una situazione talmente caotica che non si capisce più nulla di ciò che accade. Sembra di rivedere la situazione in Bosnia, quando i serbi lì abitanti si autoplocamarono repubblica con le armi e gli uomini provenienti dalla Serbia, iniziarono a cannoneggiare Sarajevo ed a radere al suolo i villaggi a maggioranza musulmana ( che poi i musulmani di Bosnia erano europei ed aperti quanto e più di tanti di noi ). NESSUNO aiutò i bosniaci, l’ ONU mandò una vechia signora giapponese a cenare periodicamente con Karadzic e Mladic, ed intanto fra una cena e l’altra saltavano fuori quasi 200.000 morti in tutti i conflitti accessori. Ovviamente quando si presentarono dei signori in caftano a portare armi, cibo, medicine ed a offrirsi di portare al sicuro, leggi nelle madrasse malesi, saudite e pakistane, i bambini piccoli, costoro furono visti come i salvatori, anche se la soluzione venne con un intervento “muscolare” della NATO e con gli accordi di Dayton ormai il principio era stabilito: gli unici amici sono i musulmani “veri”, cosicché ora abbiamo una repubblica formalmente islamica con parte della popolazione wahabita, cioé integralisata quanto i talebani, in piena Europa. In Siria é la stessa cosa, nessuna h sostenuto le istanze di rinnovamento della rivolta partita da Aleppo, il regime ha sparato sulla gente che brandiva le fronde di ulivo ed ha cominciato a parlare di mercenari occidentali che provocavano, si é invece trovato con veri intrusi jihadisti finanziati dagli stati sunniti, Arabia e Qatar, che già avevano pilotato la seconda parte della rivolta libica, che però non sono stati in grado, per pochezza di mezzi, di scardinare il regime, strutturato da decenni per mantenere il potere ( se non lo ricordate questa non é la prima rivolta con decine di migliaia di morti, ma le altre vennero risolte molto più sbrigativamente, c’era l’URSS che garantiva il “coperchio”). Lo stallo ha generato il caos, ormai c’é di tutto ed il contrario di tutto. La cosa divertente é che il regime prima nega non solo di avere usato armi chimiche, ma anche solo di possederle, pur avendo per anni minacciato Israele di usare armi “non convenzionali”, poi quando il “capo” offre la scappatoi elegante voilà, ecco le armi chimiche sopravvissute agli attacchi di Israele saltare fuori come niente. Ed il “capo” Putin che si propone come salvatore della pace (?) perché il lacché gli consegnerà qualcosa di ormai imbarazzante. E c’é ancora chi prende a modello costoro !

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