Visione futura, ma manca il credito

Molti i commenti sul Papa e ne parliamo domani in video chat. Oggi spazio a Mr. Baltic:

Sono rientrato da un viaggio di lavoro nel nord Europa, area baltica.

Devo dire che sono rimasto piuttosto colpito e naturalmente mi ha provocato un certo mal di stomaco pensare alla nostra realtà nazionale.

Non hanno gli incentivi statali che abbiamo noi. Non hanno il potere d’acquisto che “teoricamente” abbiamo noi, ma comunque stanno isolando/coibentando tutti i vecchi edifici e lo fanno con gli stessi materiali che utilizziamo in Italia (marchi italiani o tedeschi).

Risulta ovvio che accedano al credito ed è evidente che abbiano una visione futura. Ridurre i costi energetici in Paesi dove il potere d’acquisto è basso è un investimento intelligente e come noto crea prospettive di lavoro dirette ed indirette.

Anche nel nostro Paese, “fortunatamente”, abbiamo questa visione , anzi, con le detrazioni fiscali, ci è stato fornito un ottimo strumento di leva. Ma se non possiamo accedere al credito è come avere una macchina da corsa e non avere la benzina… a che serve?

 

Mr. Baltic

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3 risposte a “Visione futura, ma manca il credito

  1. Buongiorno.
    Caro dott. Banfi, l’idea è senza dubbio intelligente, ridurre i consumi energetici è una priorità dalla
    quale dovremmo essere tutti solidali.
    Il problema inizia dal momento che un’amministrazione comunale o lo Stato stesso, dia il via ai
    lavori, sappiamo tutti che la liquidità in questo particolare momento scarseggia un pò dappertutto e
    di conseguenza, la ditta che, incaricata ai lavori, rischia di aspettare anni o addiritura non vedrà un
    euro, per il lavoro effettuato.
    Calcolando che, l’Italia è un paese con un numero impressionante di edifici storici e di carattere
    culturare, la mole di lavoro sarebbe a dir poco vertiginosa e il pericolo di cadere in una trappola
    finanziaria, sarebbe verosibilmente reale.
    Ci sono aziende che aspettano da anni i soldi dalle varie struttere pubbliche e sono sicuro che trovarne altre che vorranno mettersi in gioco, sarà terribilmente difficile.
    Purtroppo viviamo in Italia e sappiamo tutti come funzionano le cose.
    Cordialmente.

    Marco.

  2. Direttore buongiorno,

    non credo agli incentivi statali di uno stato (con la “s” minuiscola) non più credibile.
    Lo stato concede (qualcosa) per poi togliere più avanti (tutto).

    L’edilizia riparte se ritorna nella sfera di controllo del privato. Amministrazioni locali e stato centrale devono stare FUORI dall’edilizia e fuori dalle politiche energetiche.

    A casa propria ognuno deve decidere per conto proprio. Succeda quel che succeda, perchè lo stato, come lo conosciamo, ha fallito.

    La riduzione dei COSTI energetici è del tutto utopica sino a che lo stato non viene azzerato. E rifondato.

    Per ora chi pensa verde deve accontentarsi della riduzione delle SPESE energetiche, già pienamente in atto (in Grecia nell’inverno scorso si sono scaldati bruciando mobili ed immondizia; noi ci stiamo attrezzando) perchè se mancano i solid per il gas, si patisce il freddo come cento anni fa.

    Con la speranza che la gente SCENDA IN STRADA a “scaldarsi” aspettiamo quest’inverno e vedremo.

  3. GLI OSPEDALI NON FUNZIONANO,GLI ENTI LOCALI NON FUNZIONANO,I COMUNI NON FUNZIONANO SPERPERANO SPESSO MILIONI DI EURO PER OPERE INUTILI E RIDICOLE,LA CORRUZIONE DILAGA,MA I POLITICANTI SI MANTENGONO SEMPRE I LORO PRIVILEGI SENZA RISOLVERE NESSUN PROBLEMA CHE AFFLIGGE QUESTO PAESE,SE NE FREGANO,GETTANDO LA GENTE NELLA DISPERAZIONE,CERCANO SEMPRE DI SVIARE CON GIOCHI DI PAROLE I PROBLEMI,DOVE SONO I TAGLI AI FINANZIAMENTI DELLA POLITICA O ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,I TAGLI AI LORO STIPENDI MILIONARI O ALLE LORO PENSIONI DA NABABBI,POI BISOGNEREBBE TAGLIARE GLI ENTI INUTILI CHE E SOLO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO,QUANDO SI TRATTA DI TAGLIARE LE PENSIONI ALLA POVERA GENTE LO FANNO SUBITO,OPPURE DI METTERE O AUMENTARE LE TASSE,PARLANO SEMPRE DI DARE PIU DIRITTI AGLI IMMIGRATI, MA DOVE SONO FINITI I DIRITTI DEGLI ITALIANI!!!

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