Il pacchetto Clima energia

Moltissimi i commenti sull’Imu in vista della video chat di giovedì. Alcuni li trovate nei commenti al post precedente. Intanto spazio a Mr. Baltic: 

Il Pacchetto Clima Energia è l’insieme dei provvedimenti vincolanti messi in campo dall’Unione Europea per contenere le emissioni di gas serra ed arrivare alla progressiva decarbonizzazione dell’Unione. Il primo importante traguardo di questo percorso sarà il raggiungimento degli obiettivi “20-20-20” precedentemente previsto per il 2020.

L’Italia ha recepito tale normativa con il Decreto legislativo 28/2011 (vedere allegato 3 comma 1)

Nello specifico questi obiettivi 20-20-20 sono:

• Ridurre del 20% i gas serra prodotti rispetto ai livelli del 1990 (superando largamente quanto previsto dal Protocollo di Kyoto)

Soddisfare i consumi energetici per almeno il 20% con energia prodotta da fonte rinnovabile

• Migliorare l’efficienza energetica nell’Unione riducendo del 20% il fabbisogno di energia primaria.

Da studi statistici europei risulta che molti tecnici non ne sono a conoscenza. Poco male direbbe qualcuno, se non si considerassero le ripercuzioni che tale normativa avrà nei prossimi anni quando passerà a 35-35-35 (01/01/2014) e successivamente a 50-50-50 (01/01/2017). Infatti, la tempistica è stata drasticamente ridotta: si parlava del 2030 per il 35% e del 2050 per il 50%.

Il pericolo è che molti impianti attualmente sul mercato diverranno obsoleti e non più a norma. La casa prefabbricata anche in questo specifico frangente, risulta per suo DNA più economica nel rispetto di tali parametri e prestando attenzione all’impiantistica potrà già raggiungere gli obiettivi futuri, permettendo di avere in “mano” un bene che potrà essere venduto e non svenduto. Questo vale sia per la casa singola che per il social housing.

Mi chiedo come mai non se ne parli visto la situazione immobiliare. Continuiamo a costruire case che non avranno mercato?

Mr. Baltic

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7 risposte a “Il pacchetto Clima energia

  1. Buongiorno Mr. Baltic,
    effettivamente il mattone non tira più per tutta una serie di fattori, la classe media o mangia o compra la casa e, adesso, la priorità è “sopravvivere”.
    Purtroppo però, secondo me, oltre alla casta dei politici c’è anche quella dei costruttori tradizionali che, incuranti di tutti e tutto, continuano a costruire senza tenere in conto che la normativa cambia.
    In più, e dico ancora purtroppo, l’ignoranza di noi italiani in materia è abissale e quindi si è creato questo vortice dal quale uscire è oltremodo difficoltoso.
    La spiegazione è semplicistica ma calzante e rispecchia la situazione della nostra povera Italia.
    Buona giornata

  2. Tutto vero Mr.Baltic. Ci sono strade che si è obbligati a percorrere. L’energia, l’ambiente sono oggi argomenti che riguardano tutti. E direttamente. E nella tasca. Le multinazionali dell’energia sfileranno bigliettoni sempre più grandi dai nostri portafogli. Ci faranno piangere. Chi è pigro, chi non si informa, chi preferisce non battere sentieri nuovi salterà qualche giorno di vacanza per pagare la GasProm di turno. Forse si dovrà cercare un secondo lavoro per riscaldarsi la casa. Ma dato che a quel punto in casa non ci sarà mai gli girerà pure la testa. E quando dovrà vendere la sua casa in classe G si accorgerà di voler vendere una Corvette di 4500cc. Bellissima. Ma che nessuno vuole…
    Perchè è un colabrodo mangiasoldi.

    • Risponde Mr. Baltic:

      Sig.ra Alma: da quando ho iniziato a occuparmi di questo settore ma
      soprattutto da quando ho iniziato a scrivere come lettore in questo
      Blog, ho notato che si inizia a prendere coscienza del vero problema
      dell’edilizia… IL SISTEMA CONOSCIUTO fino ad ora è sbagliato. Come
      Lei sottolinea, non si tratta di un unico problema ma proprio del
      Modus Operandi. Vedo dei segnali positivi, molte persone cominciano a
      porsi dubbi e questo è un bel segnale di cambiamento. Parlarne e
      informarsi è un bel segnale di cambiamento. Ci vorrà del tempo, ovvio,
      ma anche il viaggio più lungo, inizia col mettersi le scarpe.

      Sig. Lorenz, non credo nemmeno io (e lo dico con ironia) che il
      Protocollo di Kyoto sia una panzana. Del resto se così fosse, perché
      continuare a lavorare sullo sviluppo di energie alternative ed
      emendare sempre nuove normative più rigide e/o anticipare i tempi come
      nel caso del Pacchetto Clima Energia?
      Sappiamo bene che ognuno tira acqua al proprio mulino, ma ritengo ci
      siano dei limiti e la possibilità di lasciare ai nostri figli la
      speranza di poter vivere in un ambiente sano sia quantomeno dovuta. Ma
      supponiamo che anche non sia vera: passare dai carburanti fossili alle
      rinnovabili, dalle case in mattone alle case ad alta efficienza
      energetica presenta almeno due vantaggi: maggior comfort abitativo e
      risparmio sulle bollette!!

  3. Si dice che Kyoto è solo una scemenza e che l’effetto serra è una panzana. Una truffa da superscienziati. Sarà, ma un tornado americano in salsa romagnola non lo avevo mai visto.
    Se questi hanno ragione è davvero meglio cambiare registro.

  4. Per ampliare il discorso dell’energia, non pensate che potrebbe essere interessante promuovere il Social Housing e/o il Co-housing anche in Italia ?

    Esistono già parecchie realizzazioni, ma per risolvere il problema economico, energetico e finanziario, forse tutti noi potremmo iniziare a valutare questa”nuova” opportunità.

    http://www.cohousingitalia.it/

    Mr. Baltic, Lei che ne pensa ?

    N.B. NON SONO IL LUCA DEL COMMENTO DELLA CARTA IGIENICA, MI GUARDO BENE DA DIRE CERTE COSE INUTILI E SCONTATE

    Grazie dei vostri pareri

    • Risponde Mr. Baltic:

      Egregio Signor Luca,
      premetto una cosa, si deve comunque pensare e risanare il più possibile
      del patrimonio immobiliare esistente con ristrutturazioni adeguate. Non
      possiamo certo pensare di costruire solo ex-novo. Bisogna anche valutare
      quali immobili sono “ristrutturabili”e quali invece “converrebbe” abbattere.
      Poi, certamente sul nuovo credo che si debba puntare solo su edifici in
      Classe A o A+.

      Detto questo, ritengo che come sta accadendo per le case prefabbricate,
      anche nel social housing e peggio ancora nel co-housing ci sia molta
      confusione. Troppe persone ne parlano senza cognizione di causa.
      Nel particolare il co-housing è decisamente un’opportunità
      interessantissima ed intelligente, ma deve essere molto italianizzata.
      Mi spiego meglio: la vedo dura che in Italia si condivida la cucina con
      altre famiglie. Vedo più realistica l’opportunità di condividere l’area
      su cui costruire e di condividere per esempio la centrale termica, la
      lavanderia, il terreno per l’orto, una eventuale stanza per gli
      attrezzi/hobbistica e perché no uno spazio giochi coperto/scoperto per i
      bimbi (potrebbe anche essere utilizzato per un mini nido dalle mamme).

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