Disperazione e spari

Il giuramento dell'”unico governo possibile” (come lo ha giustamente definito Giorgio Napolitano) è stato purtroppo segnato dagli spari della pistola di Luigi Preiti davanti a Palazzo Chigi. “Volevo colpire i politici”, ha detto a verbale l’attentatore, ma a cadere sotto i suoi colpi sono stati due Carabinieri, lì per difendere l’incolumità dei rappresentanti dello Stato.

Ora la sfida che ha di fronte Enrico Letta, capo di un Governo che nessuno ha voluto, è difficilissima: riformare la politica, riavvicinarla alla gente, tagliando costi, poltrone e privilegi, e riuscire a combinare qualcosa per far uscire il Paese dalla stretta della crisi economica.

I gesti disperati sono frutto di un clima avvelenato. Tutti devono contribuire ad uscirne.

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