Napolitano resta coi saggi

Dunque alla fine il Capo dello Stato si è confermato davvero il migliore. Giorgio Napolitano ha infatti rimesso d’accordo un po’ tutti. Non rassegna le dimissioni e anzi ha nominato dieci saggi che stendano un programma di fondo per le istituzioni e per l’economia.

Il Governo c’è già, ha ragione Grillo, dice in sostanza Napolitano, ed è quello guidato da Mario Monti. I saggi però dovranno stendere un programma impegnativo sul fronte istituzionale e su quello economico, e qui hanno ragione sia Bersani, che sosteneva gli 8 punti, sia Berlusconi che voleva il governissimo.

Il tempo svelerà il resto. Certo, i saggi scelti sono davvero uomini della mediazione e di grande capacità istituzionale e costituzionale. Non a caso uno di loro, Luciano Violante, era stato da me intervistato la scorsa settimana e trovate qui nel blog l’integrale di quella chiacchierata di domenica scorsa. Molto interessante.

Vediamo se il futuro presidente del Consiglio sarà uno di loro. C’è quasi da sperarlo.

Dimissioni o Governo del Presidente

La situazione è peggiore di quanto si poteva immaginare. Non c’è una soluzione semplice e stamattina, mancando la rassegna stampa per via della pausa del fine settimana, faccio qui il punto attraverso il Blog. Leggendo i giornali, emerge questo: Bersani, fallito il suo tentativo, vuole andare alle elezioni anticipate. Napolitano non può sciogliere le Camere. Tutti temono, almeno a parole, un governicchio ed esplicitamente il Pdl sfiducia preventivamente qualsiasi soluzione “tecnica”.

Se questo è il quadro, Napolitano (che è in pausa di riflessione) ha poche decisioni possibili da prendere: o si dimette subito e così facendo spiana la strada ad elezioni anticipate, piegandosi allo schema di Bersani oppure convince Pd, Pdl e grillini a sostenere/non opporsi ad una soluzione “del Presidente”. Tutto sommato il bivio che ha di fronte Napolitano è proprio questo: elezioni anticipatissime o emergenza nazionale.

I mercati, il buon senso, persino l’interesse dei partiti (a leggere i sondaggi di stamattina) indicherebbero la seconda strada. Ma ci vuole una grande fantasia istituzionale e grande senso di responsabilità.

Certo, abbiamo imparato a pensare che Napolitano è di gran lunga il miglior politico in circolazione. Nonostante il logorio dell’età, anche questa volta non ci deluderà.

Entro stasera?

Giorgio Napolitano avrebbe intenzione di chiudere i giochi entro stasera. Dopo la più impegnativa delle consultazioni di oggi, quella con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. A dire il vero, non è chiaro come si possa trovare una soluzione.

Certo il Paese reale avrebbe bisogno di un segnale di vita del Governo.  Perché purtroppo non siamo come il Belgio e la situazione economica ed internazionale non ci permettono di galleggiare senza decidere. Entro il 30 aprile dobbiamo presentare il nuovo Def, vale a dire come programmiamo la nostra economia e lo dobbiamo presentare a Bruxelles. Per dirne una.

Ogni giorno che passa, è chiaro, che molti si pentono di aver votato questo o quello. Non neghiamocelo. Tanto che non so immaginare cosa potrebbe accadere se si rivotasse davvero a giugno.

I leader oggi ospiti al Quirinale dovrebbero rifletterci su.

Italia allo streaming

Dunque siamo nei guai. Washington Post sostiene che gli investitori di Wall Street vogliono tornare ad assaltare l’Euro. Il caso Cipro li ha eccitati. Stamattina Sudddeutsche Zeitung dice: “L’Europa si sta trasformando in una scuola di gladiatori dove tutti combattono per la propria sopravvivenza”.

E tuttavia noi siamo appesi al tentativo di Pier Luigi Bersani. Ce la farà? Non ce la farà? Stamattina incontra i 5 Stelle in diretta streaming. Ma non farebbero meglio a parlarsi a quattrocchi?

L’Italia è allo stremo. Anzi allo streaming.

Vi aspetto oggi alle 15:00 per la videochat in diretta.

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Bersani o no?

Le elezioni non hanno fornito un vincitore vero. Pier Luigi Bersani naviga nelle acque agitate della politica, tentando di ottenere una maggioranza anche al Senato. Non è un’impresa facile.

Il segretario del Pd non vuole l’appoggio del Pdl, che considera troppo ingombrante, ma non riesce a conquistare il supporto dei senatori del Movimento 5 Stelle. Almeno per ora.

In più Monti, coi suoi eletti di Lista Civica, sembra chiedere allo stesso Bersani di non escludere a priori Berlusconi, per non incappare in un “governicchio”.

Ci riuscirà?

Soprattutto, è augurabile per il Paese?

Ne discutiamo nella consueta videochat che questa settimana anticipiamo a MERCOLEDI’ 27 ALLE ORE 15:00

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L’ora di Bersani

Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha convocato al Quirinale Pierluigi Bersani. Palazzo Pigi? Certo, le varie condizioni, i paletti, come si dice, lungo il suo cammino non sono pochi.

Innanzitutto non c’è una maggioranza costituita. Sostiene giustamente Napolitano: esiste però una maggioranza che non vuole andare a votare subito. Su questa maggioranza si può costruire. Il Presidente del Consiglio incaricato dovrà però trovare lui i numeri, prima di andare alle Camere. E questo è l’incarico che gli è stato dato.

In pratica, Bersani deve in qualche modo rinunciare la veto anti Pdl, anche se manterrà un veto personale anti Berlusconi, c’è da giurarci.

“Confronto con tutti”, ha detto Bersani ma che vuole legare il suo destino alle sue “idee”.

Si farà in fretta.

Governo a 5 Stelle?

Una valanga di commenti anche questa settimana. Molti li potete leggere qui sotto. Di altrettanti riferiamo oggi pomeriggio nella consueta videochat.

Certo, la questione del nuovo Governo è apertissima in questo momento. Pierluigi Bersani vorrebbe la presidenza del Consiglio e  stasera lo dirà al Capo dello Stato. Beppe Grillo e i capigruppo di 5 Stelle hanno chiesto, a loro volta, un Governo guidato da loro, rivendicando di essere il primo partito italiano.

Che cosa farà il capo dello Stato?

Che cosa sarebbe giusto e soprattutto meglio per il nostro Paese?

Ci vediamo alle 14,30. SEGUITECI CLICCANDO QUI

Con Grillo (o meglio coi grillini) o senza?

Il rebus della politica si sta dipanando in tuta la sua difficoltà. E’ vero, i partiti, il Pd con Bersani innanzitutto, incassano un primo risultato: l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Laura Boldrini e Pietro Grasso sono due personalità di rilievo e stimabili per quello che hanno finora compiuto nella società civile.

Ma l’elezione di Grasso al Senato ha comportato l’emorragia di qualche consenso grillino (e forse montiano), il che ha creato una grossa turbolenza. Inoltre la maggioranza prefigurata al Senato, se è stata sufficiente per eleggere il nuovo Presidente, non lo è per un Governo nuovo.

Voi che cosa fareste? E’ giusto coinvolgere gli esponenti di Cinquestelle nel voto sul Governo? Anche a costo di far infuriare il leader Beppe Grillo? O sennò, quali altre strade vedete percorribili?

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Ci vediamo giovedì alle 14:30 alla consueta videochat.