Se Renzi, se Monti, se la Merkel…

Se invece che Bersani, si fosse presentato Matteo Renzi, oggi forse il Partito Democratico avrebbe degli altri numeri alla Camera e al Senato e un leader credibile per il Paese…

Se Monti non avesse fatto la sua lista, su sollecitazione della Merkel, e se fosse rimasto “super partes” ai bordi del campo, oggi non avremmo un problema di governabilità…

Se sull’Imu, sull’austerità europea, sui costi della politica si fosse discusso davvero in campagna elettorale, forse Grillo avrebbe avuto meno ragioni di successo…

La storia non si fa con i se e neanche la cronaca politica, ma in un momento così, è inevitabile fare questi ragionamenti: siamo in una situazione paradossale e per certi versi drammatica.

Che ne pensate?

Ne parliamo venerdì alla video chat.

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3 risposte a “Se Renzi, se Monti, se la Merkel…

  1. Quel che mi chiedo è perché, qui come su moltissimi altri giornali, viene colpevolmente omessa la possibilità, che favorirebbe l’intera Nazione, di nazionalizzare MPS (o di crearne appositamente una nuova) per farla diventare la banca pubblica di eccellenza italiana. In questo modo (ed è qui la parte fondamentale) potrebbe accedere al credito della BCE pagando il solo TUS (0,75%) e quindi concedere crediti alla Pubblica Amministrazione (cioè acquisto di titoli di Stato) ad un tasso bassissimo e facendoci risparmiare un’ottantina di miliardi di euro secchi di interessi ogni anno (art.123 TFUE – ex articolo 101 del TCE). Sottolineo che questo già avviene in altri paesi europei, e che la Banca d’Italia non può soddisfare questa funzione in quanto, guardacaso, preventivamente privatizzata.

  2. Primo Triumvirato è il nome che gli storici hanno attribuito alla alleanza politica non ufficiale di Caio Giulio Cesare, Marco Licinio Crasso, e Gneo Pompeo Magno nel 60 a.C. . Al contrario del Secondo Triumvirato, il Primo Triumvirato fu caratterizzato da un accordo strettamente privato e non ebbe valore ufficiale – il suo potere nello Stato romano derivò dall’influenza personale dei Triumviri nella politica della Repubblica – e fu di fatto mantenuto segreto per un po’ di tempo come parte del progetto politico dei Triumviri stessi.
    Cesare prima riuscì a riconciliare i due uomini e poi unì la loro influenza alla sua per essere eletto console nel 59 a.C.; lui e Crasso erano già buoni amici e consolidò la sua alleanza con Pompeo dandogli in moglie la propria figlia Giulia. L’alleanza unì l’enorme popolarità di Cesare e la sua reputazione giuridica assieme all’enorme ricchezza di Crasso e la sua influenza nell’ordine equestre e con l’ugualmente spettacolare ricchezza e fama militare di Pompeo.
    L’alleanza aveva permesso ai Triumviri di dominare la politica romana completamente, ma non poteva farsi indefinitamente carico degli ambizioni, degli egoismi e delle gelosie dei tre; Cesare e Crasso erano molto vicini, ma a Pompeo non piaceva Crasso e divenne sempre più invidioso dei successi spettacolari che Cesare aveva in Gallia, dove aveva conquistato ed annesso a Roma tutto il territorio dell’attuale Francia. La morte della figlia Giulia, moglie di Pompeo, durante un parto e l’ignominiosa sconfitta e morte di Crasso alla Battaglia di Carre per mano dei Parti nel 53 a.C. pose di fatto termine all’alleanza. Era durato sette anni.
    Il Terzo Triumvirato, anche se sono passati quasi duemila anni è possibile.
    Se è vero che le BARRICATE si superano saltando, si metta: Renzi, Alfano e Grillo anche se non è eletto, chiusi in una stanza a stendere un documento di intese da presentare alla prima seduta parlamentare. Si entra nella Storia solo con atti di coraggio, spesi nel momenti più difficili. Tutto il resto: SPAZZATURA!
    Teniamo presente che quando nell’antica Roma era il 60 a.C., in Germania vestivano con pelli d’orso e vivevano nei capanni!

  3. La classe dirigente del Paese ha dimostrato di non essere in grado di farci uscire dalla crisi, anzi l’ha peggiorata gravemente.
    Se ci mettiamo inoltre la promessa del fiscal drag, cioè di ripagamento del debito pubblico di 50 miliardi di euro ogni anno si ha la chiara sensazione di essere governati da persone affette da autismo.
    Occorre riformare la spesa pubblica e ritornare conseguemente ad un livello di moralità accettabile.
    Il movimento M5S rappresenta la richiesta di questo cambiamento e non mi pare un fenomeno antisistema, ma se mai riformatore del sistema.
    Quello che si chiede è sentirsi cittadini appartenenti ad una nazione.
    Si chiede un nuovo senso di appartenenza.
    Non possiamo permettere che esistano persone di classe A e di classe Z.
    La politica di Monti non ha affatto messo i conti in ordine e ha posto in ginocchio il sistema produttivo, la vera ed unica risorsa per farci uscire da questo casino.
    Non è realistico pensare che la crisi si paghi con la totale perdita di reddito di una parte della popolazione, perchè saremmo tutti costretti ad avere un’arma in casa.
    Ma per un cambiamento reale occorre tempo che manca; occorrono soldi che non abbiamo.
    Ora la bancarotta è davvero vicina.
    Bisognerà ridiscutere i patti europei e se in cambio di un progetto di vera riforma dello stato non si arriva ai mitici Eurobond o ad aiuti economici che non compromettano la nostra sovranità, bisognerà pensare ad un referendum sull’Euro, o la possibilità di inserire un sistema a doppia moneta. Con calcolo e lucidità.
    Dobbiamo ritrovare la nostra dignità; il Presidente Napolitano anche se in tragico ritardo, ha dato già un chiaro segnale di ravvedimento.
    E’ finita l’epoca dell’europeismo ad ogni costo.

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