La fata fiducia

Un grande economista, Premio Nobel, come Paul Krugman ironizza su quello che ha ribattuto “la fata fiducia”. E’ 15 mesi che il Governo Monti ci dice che ha riconquistato la fiducia e la credibilità internazionale. Ma i dati economici del nostro Paese parlano chiaro. Dopo la cura a reagire da cavallo del suo governo siamo in piena recessione.

Il Pil è in negativo, il rapporto deficit pubblico/Pil è aumentato, le tasse sono aumentate, la spesa pubblica è aumentata… A parte la soddisfazione di Angela Merkel, non si riesce a capire a chi abbia giovato questa politica di lacrime e sangue. La fata fiducia è apparsa e non ci ha portato nulla, solo l’illusione di essere tornati sobri e col loden.

Altrove, come negli Usa e in Giappone, si è scelta una linea politica economica ben diversa: un governatore Federale come Ben Bernanke sostiene che anche per la banca centrale americana l’obiettivo è l’occupazione… Da noi invece l’obiettivo sono i “compiti a casa”  assegnataci dall’Europa.

Moriremo senza nemmeno provare a reagire?

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3 risposte a “La fata fiducia

  1. (LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI) Questo è scritto sulle testate delle sale dei tribunali. Sarebbe un
    sogno se fosse davvero così per tutti.I cittadini sono divisi per categorie da serie(A)di(B)di(C)e(D)
    allora le cose vanno avanti come si vedono in ITALIA.Troppe cose storte ci sono alla luce del sole.
    I politici ci rimbambiscono di promesse prima delle elezioni solo per prendere voti. Tanti di noi ci
    abbocchiamo, ma il risultato lo vediamo dopo,che era una pastura ingannevole per far abboccare pesciolini.Sempre speriamo che qualche cosa cambierà.Tutti questi ciarlatani che si danno sempre
    dei bugiardi l’uno contro l’altro nei confronti che si fanno ci danno da capire di che pasta sono fatti.
    Vediamo ora amministratori di banche cosa fanno con soldi non suoi,quelli di grosse industrie con
    finanziamenti con soldi pubblici,non parliamo proprio di quelli dello stato.Tutti costoro hanno una
    matrice politica,ma per i politici non gli bastano neanche i soldi illeciti dei finanziamenti dei partiti.
    LA LEGGE DOVE’ PER LORO! Vogliamo la diminuzione dei parlamentari,non più di due legislature.
    Ma ci rendiamo conto che tutti gli eliminati vanno subito in pensione,e che pensione! in pochi anni
    si moltiplicheranno, E CHI LI PAGA? Noi ITALIANI siamo ammirati in tutto il mondo per le nostre
    capacità ingegnose e lavorative,ma non certo per i nostri governanti.Ora siamo in piena campagna
    elettorale dobbiamo scegliere il meno peggio, consoliamoci anche noi di essere almeno considerati
    per un solo giorno cittadini di serie (A)

  2. Buongiorno,

    ogni giorno, dovunque si vada, si sentono persone lamentarsi per il sistema che ci gestisce. Moltissimi di noi versano in una difficile situazione finanziaria. Non vediamo la luce alla fine del tunnel in cui siamo entrati e quel che è peggio inizia ad affievolirsi la speranza (vera forma di energia che ci permette di andare avanti). Leggiamo notizie di scandali, di mal governo, sempre peggiori. Non credo che forme di violenza accadute in altri paesi siano utili a cambaire il sistema. Non sono consone alla nostra storia. Credo invece che in un momento storico in cui gli equilibri sono combiati (il cittadino prima era gestito, ora si trova solo) sia più utile tirarsi su le maniche e essere noi gli artefici del nostro destino. Tirando fuori quella capacità che ci contraddistingue in tutto il mondo, chiamata “arte del sapersi arrangiare”, non più in forma individuale ma collettiva, dimostrando a chi ci governa che riusciamo ad essere propositivi e costruttivi anche se non appogiati, che non abbiamo bisogno di loro. Dobbiamo dare dei forti segnali reali e costruttivi e far capire che il paese è nostro e non loro. Loro sono li per noi e non per le loro tasche. In Italia, come tutti ben sanno, abbiamo molti più parlamentari degli USA, se poi li proprozioniamo al numero di abitantio prendiamo paura. Ma questo è solo uno dei MOLTISSIMI esempi di spreco.
    Chi ci governerà dovrebbe, prima di agire o parlare, pensare di ascoltarsi come se fosse un cittadino con un lavoro precario o disoccupato.

    Sono sempre più convinto che in giro per l’Europa ci siano degli esempi molto validi e semplici. Da copiare anche spudoratamente se portano dei benefici.

    La politica serve, ma se sana, o quantomeno non affetta da malattie terminali.

  3. il malaffare dei nostri politici non e’ il vero problema purtroppo, altrimenti basterebbe poco per cambiare, il problema sono le manovre occulte della finanza mondialista (bilderberg, trilateral, Aspen)
    la vera minaccia per le sovranita’ dei popoli, e di cui Monti esegue le direttive, informatevi, il solo signoraggio della BCE e delle banche commerciali ci costa 80 mld/anno e noi discutiamo dell’IMU da 3,9 mld da restituire….
    le banche centrali (bankitalia e BCE) sono private, con azionariato di altre banche e assicurazioni, e i privati sono li per fare profitti, non beneficenza ai popoli. secondo le teorie dell’illustre avvocato Marra ex parlamentare europeo, sono da considerare falsarie, in quanto emettono moneta senza possedere alcun controvalore (aureo o patrimoniale) e se lo autoassegnano per venderlo agli Stati (processo di inverazione) in cambio ti titoli di stato, quindi di debito pubblico, se non usciamo da questa spirale non ci sara’ speranza, e purtroppo scorrera’ del sangue quando la gente non ce la fara’ piu’…
    dobbiamo fermarli, riappropriarci della facolta’ di battere moneta e usare i risparmi per l’economia e le pmi, abbassare la pressione fiscale (con 80 mld risparmiati c’e’ n’e’ di margine di movimento)
    ed inoltre fare causa alle banche per il signoraggio primario e secondario perpetrato fino ad oggi…
    questo in caso di vittoria causerebbe un rimborso ai cittadini ed allo stato di circa 3200 mld ben piu’ del nostro debito pubblico.
    La crisi, e l’architettura economica europea sono state create ad arte per incamerare fiumi di denaro dalla lobby finanziaria-massonica, lo dico non solo io ma anche Paul Krugman nobel per l’economia.
    e non dico altro

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