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La casa fai da te: perché in Italia no?

C’è un fenomeno sotterraneo che però si va diffondendo. Quello della casa fai da te. Numerose ditte nord europee (tedesche, ma anche lettoni e finlandesi) propongono delle case prefabbricate in legno, anti sismiche, anti incendio, ecologiche e cablate, pronte da essere montate ed abitate. Il prezzo è molto basso, perché si aggira sui 30 mila euro per una casa di 300 metri quadri, garage compreso.

E’ vero: una volta comprata la casa, bisogna pagarne il montaggio sul posto e la spedizione (che viene suio 2mila euro) . Inoltre, soprattutto, bisogna avere un terreno edificabile con la concessione edilizia e tutti gli impianti di urbanizzazione da allacciare (fogne, elettricità eccetera), tutte cose nelle mani del Comune dove si costruisce.

E tuttavia, a conti fatti, una casa di legno razionale e moderna, neanche lontanissima da una grande città, può venire a costare 100 mila euro… Il prezzo di un semplice box auto a Milano o a Roma…

Leggendo di questo piccolo business di nicchia, mi è venuto in mente un bel saggio sociologico di Marco D’Eramo (che scrive sul Manifesto) intitolato “Il maiale e il grattacielo”, edito da Bompiani, in cui D’Eramo racconta come uno dei segreti del “new deal” di Roosevelt per uscire dalla crisi di Wall Street del 1929 fu un programma incentivato di spedizione per posta di case di legno prefabbricate costruite a Chicago. Case a basso costo, tutte uguali, che fecero un grande boom in America in quegli anni.

Perché non pensare qualcosa di simile anche per noi? Perché il Governo non incentiva un programma di edilizia fai da te, ecologico e a basso costo, coinvolgendo anche i Comuni?

Non potrebbe costituire una bella spinta per tornare a crescere?

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I commenti di Alessandro Banfi

134 Commenti a “La casa fai da te: perché in Italia no?”

  1. Loredana Scrive:

    Io passo ore a consultare i siti che vendono case in legno, sono bellissime ma sui costi…c’è qualche ma…proprio perchè bisogna avere o comprare un terreno edificabile e poi con tutte le spese elencate già nell’articolo ..mi sa che uno tocca la somma di un casa in muratura, anche se la qualità estetica è decisamente superiore e poi c’è un problema di ricaduta occupazionale che in questo caso non ci sarebbe…non credo che un governo possa incentivare un programma simile proprio perchè verrebbe meno l’indotto…

  2. Eurasian90 Scrive:

    Una bella idea, peccato che sia purtroppo quasi irrealizzabile.
    Ci sono troppi inghippi burocratici come le certificazioni OBBLIGATORIE (chi ti certifica l’impianto gia’ predisposto?) e comunque il guadagno andrebbe all’estero (Nord Europa).
    Sarebbe una bella cosa che lo facessero ditte italiane (in nord-est con il legno ci sanno fare parecchio….).

  3. Alessandro Scrive:

    Impossibile in Italia. Da noi l’edilizia è mooolto più complicata e NON FUNZIONA! Per cominciare i PUC stentano ad essere approvati e dopo anni e anni d’attesa, contengono errori di ogni genere. Poi da noi ci mette il becco la tutela del paesaggio, come si fa se il fabbricato non si inserisce in maniera armonica nel contesto edilizio??? Infine, l’Italia è divisa in diverse zone che tengono conto della sismicità, non è possibile fare case tutte uguali precalcolate. Ci vuole sempre un tecnico che svolga i calcoli, asseveri il corretto montaggio ed effettui un collaudo statico. Da noi è tutto più difficile. Provare ad aprire un ristorante in italia ed uno in germania. Poi datemi la risposta. In Germania un ristorante è e rimane tale. In Italia se cambia gestione bisogna rifare tutto da capo!

  4. patrizia Scrive:

    Gent.mo,
    penso sia un idea meravigliosa, tempo fa proposi a mio marito di lasciare l’appartamento per una soluzione diversa. Potrei costruirmela e andarci a vivere da sola con mia figlia e i miei animali….

  5. alessio Scrive:

    la casa prefabbricata costa quanto una normale!
    non ci sono margini di differenza e se uno risparmia vuol dire che ne risente la qualità, si si , si spende poco ma dopo 30-40 anni i lavori di manuntenzione saranno talmente alti che non conviene, e poi sul mercato reale italiano tali edificazioni non hanno un gran riscontro commerciale. Parliamoci chiaro, l’ ITALIANO preferisce ancora il buon saggio mattone! E in alcuni casi , anche le banche preferiscono il mattone ed il cemento!
    In italia ci vuole altro per ripartire, l’edilizia, il tessile, l’alimentare e l’auto son settori fondamentali con un indotto enorme, per far ripartire tutto basterebbe riportare in italia tutte le produzioni che in questi anni sono andate all’estero facendo svanire milioni di posti di lavoro, favorire assunzioni per italiani (e non per gli stranieri come accade) e poi l’economia italiana potrà essere una delle prime come lo è sempre stata prima dell’euro. Ovviamente riconsiderando gli stipendi nel settore della pubblica amministrazione.

  6. PATRIZIA Scrive:

    Ma se ora per aprire una porta in casa propria, non te lo puoi fare da solo ma devi avere il DURC dell’impresa regolarmente iscritta all’INPS che poi ti farà il lavoro! quindi da noi non esiste il fai da te, neanche per aprire una porta all’interno della tua abitazione. Devi presentare all’ufficio tecnico comunale il progetto regolarmente firmato da un geometra abilitato, e la porta te la deve aprire un muratore regolarmente iscritto all’INPS. MONTARSI LA CASA PER CONTO PROPRIO, PUAH!

  7. ele050772 Scrive:

    ma non sono case considerate “mobili”? dunque non vorrei sbagliarmi ma non necessitano di concessione edilizia……

  8. Mr. Baltic Scrive:

    Mi occupo di bioedilizia e produco all’estero.

    1 – E’ decisamente più semplice realizzare una casa in legno che non in muratura tradizionale.
    2 – La manodopera può anche essere locale, quantomeno in fase di assemblaggio. L’impiantistica viene realizzata da aziende italiane. (Basta volerlo)
    3 – Impatto ambientale???? con il sistema a cappotto che usiamo, in primis non c’è impatto ambientale di sorta (da fuori non si vede la differenza rispetto ad una casa in muratura) e secondo facciamo lavorare le aziende locali e il personale della zona.
    4 – I costi sono decisamente inferiori rispetto ad una casa in muratura e inoltre certi. Il comfort abitativo è decisamente superiore e il risparmio energetico notevole.
    5 – Ci sono comuni che si stanno muovendo su questa linea ma il problema dell’Italia è che non esistono linee guida nazionali. Il tutto è lasciato alla libera ispirazione….
    6 – E’ vero che ci sono aziende che propongono i loro modelli e che naturalmente non possono andar bene dappertutto, ma è altresì vero che ce ne sono alcune (come noi) che optano per la casa su misura (semplici filosofie aziendali).
    7 – Sul discorso delle certificazioni, mi sembra che non sia così complicato.

    Per chiudere… da dati ufficiali della Federlegno e di enti Europei il futuro dell’edilizia si dirige verso questa parte….

  9. redazione Scrive:

    Risponde Alessandro Banfi. Dunque ci sono gli entusiasti, chi è molto scettico, chi pensa che l’italiano preferisca sempre il buon mattone!!! Interessante, comunque. Certo non mi illudo che un’ “ideona”, come disse una volta il ministro Passera, possa cambiare i nostri destini economici. E tuttavia notare che in mezza Europa si sceglie questa strada qualcosa vorrà pur dire. In questo tipo di cose io vedo molto l’affermarsi di una modernità ecologica, low cost, una sensibilità molto contemporanea. In fondo, se avessimo detto ai nostri nonni che la maggior parte dei nostri alloggi attuali sarebbe stata arredata da mobili svedesi che abbiamo comprato al supermarket e montato da soli, ci avrebbero presi per pazzi visionari. O no?

  10. furbetto Scrive:

    …e non dimenticatevi degli oneri concessori da pagare al comune!!!!!…
    poi serve il progettista e i direttore dei lavori…poi serve un Ing. che fa e deposita la pratica dei cementi armati e fa il collaudo…. poi serve il coordinatore in fase di progettazione e di esecuzione per la sicurezza durante il montaggio… poi serve chi accatasta il fabbricato… poi serve la certificazione energetica……e il prezzo del terreno di acquisto ce lo dimentichiamo?…in banca x il mutuo quasi sempre devi portare una perizia e ti serve un tecnico…..
    ..ah rispondo al sig. Mr Baltic….per il discorso ambientale ..non c’entra il cappotto del fabbricato! ma se agli esperti ambientali e/o soprintendenza piace il progetto, se è ben inserito sul territorio!!!!……oggi propongono e incentivano i pannelli solari,ma non dicono che in centro storico non li fanno posare perche’ la soprintendenza non vuole…non dicono che fra poco uscira’ il catasto del fotovoltaico… e dovrai accatastare dinuovo la casa con il valore aggiunto dei panneli…se lo stato ti aiuta poi viene a “batter cassa”!!!!!!
    LA CASA FAI DA TE NON ESISTE!!!
    Bisogna rivolgersi sempre a professionisti seri onesti ed esperti!!!!
    Bisogna diminuire la burocrazia e incentivare il lavoro locale fatto dai piccoli artigiani che sono il motore dell’italia!!!!
    Basta con sto balle della semplificazione….semplificazione un c..zo!…andate per uffici e vedete!!!!

  11. Alessandro GE Scrive:

    sulla questione costi non mi esprimo, ma leggo e basta.
    Il problema che vedo io è semplicemente quello degli spazi: la conformazione del territorio italiano è completamente diversa da quella tedesca, o di paesi nordici o di USA; loro hanno tanti spazi pianeggianti, e la loro edilizia si basa su case mono o massimo bi-familiari. In Italia questo tipo di edilizia è una parte molto minoritaria, qui abbiamo agglomerati urbani fatti di vecchi borghi arroccati o città costruite in poco spazio chiuse tra mari e monti. Può essere una soluzione, per carità, ma fattibile solo per una piccola parte del territorio, quindi non andrebbe ad incidere nella globalità del mercato dell’edilizia.

  12. Lorena Scrive:

    Ho ben presente la possibilità di farmene costruire una quando andrò in pensione. Voglio andarmene dalla cità e lasciare la vita di condominio che ad oggi è diventata insopportabile. Ed avere un cane. Ho girovagato in internet per farmi un’idea, e credo sia un’ottima soluzione. Certo, passerà ancora un po’ di tempo prima che lasci il lavoro, per allora mi auguro che la burocrazia sia snellita e ci siano più aziende produttrici tra cui scegliere. A me piacciono da matti!

  13. Barbara Scrive:

    Mi piacerebbe moltissimo poterlo fare ci andrei a vivere subito anche io con tutti i miei animali .
    Temo che i costi siamo ancora abbastanza alti e l’informazione sicuramente troppo poca.
    Mi domando se queste case sono resistenti nel tempo come le case in muratura oppure no, le persone dovrebbero essere informate, se ci sono dei vantaggi, dei risparmi o altro.
    Perchè questi prodotti non dovrebbero dare una spinta all’economia ? perchè non potrebbero creare lavoro ?

  14. Massimo Scrive:

    Sarebbe favoloso seconde me, ma in Italia la vedo dura, lobby burocrazia permessi ecc. ecc., non lo so’, ma a me piacerebbe moltissimo

  15. sabrina Scrive:

    MR Baltic io vorrei avere più info, sono moooolto interessata :-) c’è una mail dove posso richiedere più info?? grazie :-)

  16. Sciuto Diego Scrive:

    Egregio Sig. Banfi, attirato dal suo interessantissimo articolo sto verficando alcuni preventivi da vari venditori.
    Purtroppo però, i prezzi più bassi non scendono al di sotto dei 1.000,00= euro a metro quadro, ben distante quindi dai 100,00= euro a mq. da Lei indicato nel citato Suo articolo (30 mila euro per una casa di 300 metri quadri, garage compreso.).
    La prego pertanto di indicarmi dove ha riscontrato quei prezzi, onde potermi far approntare un nuovo preventiovo a qeui prezzi sicuramente molto più appetibili.
    Grazie e distinti saluti.

  17. mara Scrive:

    mr. baltic,
    buongiorno, gradirei avere il suo indirizzo di posta ed avere -se possibile- il suo sito o depliants delle case grazie ,saluti mara

  18. paola Scrive:

    Ciao a tutti……io ho vissuto per un periodo a Las Vegas a casa di parenti e le case sono tutte fatte cosi’………Tanto che se si potesse fare anche da noi in Italia l’avrei gia’ comprata , poi ognuno puo’ rivestirla come vuole , anche in muratura……………..Sono veloci da montare e smontare sono grandi e spaziose silensioziose…….Io me ne sono innamorata , pero’ in America quando ti consegnano la casa la cucina e’ inclusa sono solo le camere da arredare a meno che vai a vedere le case modello e quando la scegli ,comunichi che la vuoi arredata come quella che hai scelto compreso anche il cesto di frutta etc…. Qunado te la consegnano tu non devi fare nulla solo entrare e basta ……..ps hanno tutti la piscina e lo jacuzzi…………il solarium evvia …. per noi e’ tutto un lusso ..ps io vivo in affitto …….vivo di sogni tanto non costa nulla

  19. Paolo R. Scrive:

    la casa costa poco anche perchè fatta all’estero o in qualche regione italiana laboriosa.
    Il basamento in cemento costa quanto la casa intera inclusi impianti ecc ( chiavi in mano ) perchè deve essere fatto da una impresa “vicina “.
    Non parliamo delle varie tasse comunali di edificazione, urbanizzazione calcolo termico, idrico , elettrico e quant’altro: un vero salasso prima ancora di cominciare.
    Alla fine costa esattamente come una casa tradizionale in muratura.
    Ho fatto fare dei preventivi chiavi in mano e quindi posso affermarlo con sicurezza.
    In pratica in Italia non c’è via di scampo: dobbiamo in un modo o nell’altro farci dissaanguare prima di cominciare .

  20. marco pagliariccio Scrive:

    sono anni che mi batto e provo ma in italia ci sono leggi del cavolo che impediscono tutto l’ì unica cosa e’ stata trovare un campeggio aperto tutto l’ anno e andarci a vivere in una mobilhome pagando un affitto di 2.500 euro l’ anno sempre piu’ conveniente di un appartamento…

  21. Piccolina Scrive:

    Magari sarebbe meraviglioso, poterle realizzare anche qui,soprattutto con questa crisi che nessuno riesce a fare più casa….ma qui in italia non si cresce e non si va avanti….figurati poter realizzare cose cosi….

  22. Aldo Scrive:

    Magari questa tendenza prendesse piede, sarebbe un sogno che si realizza. Case belle, economiche da gestire, tutte di classe A, o A+, che sono campoionesse di ecologia e risparmio e creano ambienti più caldi e gradevoli da vivere. E, poi, il fai da te, seppur parziale, significherebbe la fine della pacchia per quei pescecani degli impresari edili che da sempre lucrano sulla necessità della gente di mettersi un tetto sopra la testa. Pensate se una scelta simile fosse stata fatta sin dalla nascita della repubblica! Il nostro bel paese sarebbe veramente un bel paese, invece che essere deturpato, dalle Alpi alla Sicilia, da una giungla di mostri di cemento. E, poi, ve lo immaginate quanti miloni di barili di petrolio avremmo risparmiato sino ad ora e quanti ne risparmieremmo ancora?!? Invece almeno il’90% delle nostre abitazioni sono di “Classe G”, ovvero dei colabrodo termici che ci costringono a stare al freddo d’inverno ed al caldo in estate; oppure a svenarci in spese di combustibili ed elettricità! Meglio tardi che mai, comunque: Aldo

  23. redazione Scrive:

    Non vorrei fare pubblicità a nessuna ditta in particolare, ma ad esempio ci sono preventivi, progetti e foto su Frame house (lettone) oppure Rubner Haus tedesca… che trova in rete.

  24. Paolo R. Scrive:

    commento per la redazione:
    Il prezzo della casa potrebbe essere attraente sotto alcuni aspetti ma chiederei nuovamante di fare delle considerazioni circa quello che non è considerato “casa “. Ossia : basamento o cantina che presenta un prezzo esorbitante, oneri da pagare in anticipo già elencati sopra in piu’ commenti.
    Il prezzo va da 1200€/mq a 1600€/mq e se si considera “tutto incluso ” non so a che cosa si riferisce il risparmio . ( ok per il rumore, l’isolamento..)
    Potreste fare qualche esempio per favore ?
    Penso che i lettori abbiano bisogno di questi numeri.
    Grazie

  25. Costa Scrive:

    Buonasera, volevo solo portare la mia esperienza. Abbiamo costruito una casa in legno nel 2007 quando ancora il settore in italia era agli inizi. A parte il discorso prezzo, che piu o meno e quello di una casa tradizionale, ci hanno costruito una bifamiliare da zero in sei mesi, chiavi in mano! Ditta austriaca, precisi e puntuali nelle scadenze. Il confort nell’abitare la nostra casa non ha paragoni, zero umidita, il caldo e’ un altro caldo. Siamo veramente contenti e la rifaremo altre cento volte. Ah, rubner non e’ tedesca, e’ altoatesina..

  26. salvatore Scrive:

    egr. sig. Banfi
    sono un geom di 47 anni di Napoli e pertanto posso parlare in merito con cognizione di causa.
    tra acquisto del terreno edificatorio (dove lo trovi??????), manufatto in legno, urbanizzazioni ed oneri tecnici vari si arriva quasi allo stesso costo di una edificazione tradizionale!!!!!!!!!!!!! pertanto il problema non è il “manufatto” ma tutto il resto.
    comunque di idee per far ripartire l’economia, almeno per il volano “edilizia” ce ne sono quante ne vuole, molto più realistiche ed attuabili, il problema è sempre la gerontocratica macchina amministrativa!!!!! saluti

  27. LIBERO Scrive:

    In america le pratiche burocratiche per le autorizzazioni sono immediate.
    In italia ci vorrebbero 20anni per una fotocopia, immagino per un autorizzazione.

  28. ingmirko Scrive:

    Sono un ingegnere e mi occupo anche di costruzioni in legno, collaborando con una ditta che le produce con sede in Toscana. Dico solo questo:
    a) giusto il commento di Aldo: infatti, non ci si deve fermare solo a considerare il prezzo al mq quale unico parametro di scelta. Le case in legno, se ben progettate e realizzate, raggiungono facilmente la cosiddetta “classe A” ovvero un indice di prestazione energetica molto basso, dell’ordine di 20-30 kWh/mq. Significa, in parole povere, che la casa si riscalda in inverno con 2-3 mc di metano per mq: una casa di 100 mq consuma quindi 200-300 mc all’anno di gas (o 2-300 l di gasolio) mentre una casa tradizionale consuma il quadruplo! Un semplice piano di ammortamento fa capire, dunque, che il vero risparmio si ha durante la vita utile dell’edificio e non al momento della costruzione. A proposito: una casa in legno, ben costruita e mantenuta, ha una durata almeno pari a una costruzione in muratura.
    b) ho parlato di casa “ben costruita”. Questo è fondamentale, e fa un pò a pugni con il fai da te. Il consiglio è quello di fare montare le case in legno a personale specializzato, per evitare che eventuali errori o difetti di montaggio compromettano (a volte in maniera irreversibile) la durata nel tempo della costruzione.

  29. Mr. Baltic Scrive:

    Buonasera,

    rispondendo in ordine cronologico, tengo a precisare:

    1 – Sig. furbetto – Ha perfettamente ragione, ma è nostra prassi lavorare a stretto contatto con il cliente e con i suoi tecnici, proprio per evitare questo tipo di problema. Inoltre, “cerchiamo” di perseguire le linee guida del protocollo LEED e derivati (intendo anche i parametri della certificazione ARCA). Risulta evidente che se un costruttore si limita solo a “costruire”, cozza inevitabilmente contro una burocrazia INUTILE, tipica del suolo Italiano. Ritengo che se un costruttore serio e lungimirante, presti un pò di attenzione alle “varie ed eventuali” problematiche che NATURALMENTE incontrerà lungo la strada, si renda conto che investire un pò di tempo e di vil denaro per “prevedere e curare” tali imprevisti, sia solo che utile e produttivo, offrendo inoltre al cliente un servizio e non solo un prodotto. Certo che in Italia non è facile ma nemmeno impossibile.
    Dalla mia piccola esperienza ho notato che anche molti tecnici stanno “illuminandosi” verso questa nuova filosofia, che poi tanto nuova non è.

    2 – Preciso che non si tratta di case FAI DA TE, quelle sono generalmente le Garden House. Per le costruzioni residenziali vigono le stesse norme del mattone. La differenza invece è da riscontrare non solo nell’elevato comfort abitativo e risparmio di gestione energetica ma soprattutto sull’ONESTA’ di chi costruisce. Semplice filosofia aziendale di marginalità.

    3 – Poca chiarezza + grande confusione = mercato timido e insicuro.
    Su questo punto, mancando delle serie linee guida nazionali, la differenza viene fatta solo dalla comunicazione verbale, documentaria e fisica. Sempre per mia piccola esperienza ho notato che la miglior pubblicità è il passaparola, ma è altresì importante che il cliente vada a visitare l’azienda che costruisce, che veda delle costruzioni show-room lasciate in balia del meteo e che, come facciamo noi ma anche altri, possa durante la costruzione in stabilimento, andare a vedere l’assemblaggio della propria abitazione. Preciso, alcune tipologie costruttive, permettono di “costruire la casa” in stabilimento, per poi essere smontata, caricata nel camion e consegnata al cliente. Le stesse maestranze che l’hanno costruita la ri-assemblano.
    Fondamentale inoltre è da parte del costruttore, trasmettere la propria passione, informando e consigliando il cliente in ogni singolo aspetto, ascoltando ogni cosa che dice e soprattutto le sue preoccupazioni e le sue aspettative, avendo il coraggio talvolta di sire di no a certe richieste motivandone la ragione.

    4 – Sig. Alessandro GE: assolutamente d’accordo che il suolo italiano non è quello tedesco o americano, ma è anche vero che queste costruzioni possono salire anche in altezza superiore ai classici due piani, non a casa, a Milano sta per essere costruito, da un’azienda italiana, un agglomerato di palazzine alto 9 piani. Le soluzioni ci sono e la tecnologia è decisamente migliorata. Basta solo un pò di buona volontà.

    5 – Per le Signore Sabrina e Mara che gentilmente hanno chiesto il mio indirizzo: desidero precisare che non ho scritto per farmi pubblicità su questo blog ma solo per chiarire alcuni punti e spero di aver fatto un pò di chiarezza. Sono a vostra disposizione per rispondere ad ogni vostro quesito, non desiderando di essere censurato (giustamente) chiedo al Dottor Banfi di comunicare a voi il mio indirizzo email privato o di comunicare a me il Vostro.

    6 – Quello che scrivo lo scrivo per pura passione e per rispetto al mio credo professionale. Sono disponibile a rispondere, compatibilmente con gli impegni professionale e credo che fare chiarezza in questa materia sia decisamente importante per tutti.

    Un augurio di una buona serata e i ringraziamenti al Dott. Banfi che mi permette di rispondere.

  30. Mr. Baltic Scrive:

    Chiedo scusa per alcuni errori ortografici, mi perdonerete, sto rispondendo da uno smartphone.

    Una ulteriore precisazione in merito alla questione della burocrazia. Ci sta già seppellendo da anni!!

    Valuto invece, positivamente, la collaborazione con i tecnici (loro si occupano più direttamente della burocrazia e ne fanno le spese con lancinanti dolori allo stomaco), che accettano favorevolmente la presentazione documentaria, sia in fase di preventivi che di progetti definitivi delle case Bio-Passive. per il costruttore non è un grande onere, ma per il tecnico è un alleggerimento di “sofferenze”.

    Rispetto al mattone, qualche vantaggio c’è…

  31. Giuseppe Scrive:

    Mr. Baltic vorrei sapere di più visto che lei è afferrato sull’argomento. In Italia le cose non vanno come si pensa, a meno che non cambiono un pò di leggi a favore di questa tecnologia a basso costo. Le ditte che costruiscono queste case a prezzi sodisfacenti dove sono Grazie

  32. mariateresa Scrive:

    buongiorno,
    ho appena letto tutto d’un fiato l’argomento casa e visto che da diversi mesi sto cercando la casa ideale per me (che non trovo) e quindi sto valutando l’opportunità di crearla dal nuovo, chiedo gentilmente di aver la mail di mr. Baltic. Grazie in anticipo e un saluto.

  33. Werner Scrive:

    Vivo in Svezia da quasi 5 anni e una cosa su tutte ho capito: Cio che gli altri fanno in Italia é “sempre irrealizzabile” per “ovvii” motivi, quasi a significare che le leggi della fisica e della natura in genere cessino di essere valide per una qualche strana forma di stregoneria o incompatibilitá ambientale. Innanzitutto inviterei tutti i “difensori” accreditati del paesaggio a farsi un giro fuori da casa loro e osservare prendendo appunti da chi con l’ambiente ha stipulato un patto di amicizia e mutuo soccorso. Inoltre invito tutti i rappresentanti delle amministrazioni comunali a entrare nei tempi moderni, dando una sbirciata alle novitá e adeguando l’amministrazione alle nuove realtá ed esigenze (esempio lampante: nel 2005 si chiese un mutuo per poter costruire una villetta di quasi 200mq prefabbricata da una ditta del Trentino, ci risposero che loro mutui per le baracche non ne lasciavano). In Italia le amministrazioni sentono il bisogno irrefrenabile della edificabilitá del terreno, in Svezia per esempio le ditte costruttrici comprano i terreni dal comune e poi li lottizzano (800-1000 mq di lotto, predisposto con tutti gli allacci, costa intorno ai 14-15 mila euro) ma non é necessario acquistare il terreno, il comune puó anche decidere di affittare i lotti su cui costruire e per vita natural durante dell’abitazione si pagherá un affitto annuo di qualche centinaio di euro (in base alla grandezza). Il rapporto di prezzo é 3a1, ovvero una casa in muratura costa mediamente 3 volte piú di quella in legno…stesso rapporto vale per la manutenzione.

  34. Werner Scrive:

    Per quanto riguarda le ricadute occupazionali, semplicemente il muratore dovrá imparare a fare il carpentiere, e poi potrebbe finalmente svilupparsi un industria del legnameme e cominciare a coltivare alberi da costruzione in quelle zone che vanno desertificandosi… le idee sono molteplici e tutte realizzabili….fisica italiana permettendo.

  35. daniandrea Scrive:

    Buongiorno, a tutti ho letto le varie opinoni sulla costruzione delle case in legno e tengo a precisare
    che non si è inventato nulla già nei tempi passati si costruivano ,pongo ad esempio tipiche casewalser,
    in legno e base in pietre che sono tuttora esistenti pur costruite negli anni 1800..ancora abitabili e tipiche delle zone montane,ogni nazionalita ha usato il legno per costruire,case e per le propie neccessita primarie,ora nelle case in legno oltre a avvalersi di seri proffesionisti danno una qualita di vita migliore e per i costi vi è un risparmio sul tempo di costruzione rispetto a una in muratura,
    purtroppo non c’è informazione ,io personalmente ero alla ricerca della nostra casa che non trovavamo mai perchè non rispecchiava le nostre idee, abbiamo trovato un terreno e abbiamo deciso di costruire,e come noi altre persone in piccolo borgo,
    la nostra casa in legno non prefabriccata ma direttamente sul posto tanto che ci ha conquistato questo progetto che collaboriamo con la ditta che le costruisce ed è italiana,quando parli con i clienti o semplicemente con chi chiede informazioni capisci che non si ha tutti gli elementi a disposizione per orientarsi su cosa è meglio per se,nelle nostre case il limite solo è la fantasia sempre rispettando l’ambiente e quando incominci ad entrare in questo ramo non puoi non esserne che conquistato .Grazie

  36. Mr. Baltic Scrive:

    Buonasera,

    preciso che per me è nato tutto da una forte passione e come ogni passione che si coltivi si cerca, addentrandosi nei meandri della materia di scoprire un pò di luce. Fortunatamente tale passione è anche diventata la mia professione e pur essendo questo un periodo non facile per NESSUNO, mi ritengo fortunato.

    Per ordine cronologico:

    1 – Sig. Salvatore: sui costi terreno/oneri e altri balzelli italiani non v’è dubbio, ma sul “manufatto” quello si. Si può risparmiare e non poco. Non trascuriamo preventivi dettagliati e certi ed il notevole risparmio energetico. Per non tralasciare nulla, credo anche che il comfort abitativo (non quantificabile economicamente) non sia da dimenticare.
    Ho provato personalmente l’esperienza di entrare in una casa Bio Passiva, durante il periodo invernale (temperatura esterna -10 °C e riscaldamento spento, nonché due vetri rotti dagli uccelli, si tratta di una casa show-room che utilizziamo per dimostrare) e le posso garantire che la perfezione della temperatura interna era decisamente piacevole.
    Come ho già scritto, il prezzo dipende non solo dalla tecnica costruttiva ma anche dalla filosofia aziendale (marginalità) e dalla scelta dei partner con cui si collabora.

    2 – Ingmirko: d’accordissimo sui punti a) e b) aggiungo se mi permette che una eventuale collaborazione con il nuovo proprietario in fase di assemblaggio è comunque possibile. Non trascuriamo che per il cliente poter partecipare all’assemblaggio non è solo un risparmio economico ma soprattutto impara a “conoscere” la sua nuova dimora.

    3 – Sig. Giuseppe – Per quel che mi riguarda (e ripeto, mi sento fortunato) ho incontrato fin’ora dei tecnici fantastici, spesso preparati in materia o quantomeno aperti mentalmente e pronti ad ascoltare… poi loro sanno come valutare le documentazione che vengono fornite. Da quello non si scappa. Per rispondere al suo primo quesito le posso dire che collaborando con questi tecnici, non ci sono problemi aggiunti rispetto alla casa convenzionale. Io fin’ora non ne ho incontrati. Anzi, in alcuni comuni Italiani con i quali siamo in contatto per dei villaggi (chiamati secondo me erroneamente SOCIAL-HOUSING), ho riscontrato un notevole interesse e una grande disponibilità. Dipende sempre da chi è l’interlocutore ( ma questo vale per tutte le cose della vita). Poi, nel nostro caso, non siamo vincolati a dei progetti a catalogo ma si realizza il “su misura”, da questo capirà che se ci sono degli ostacoli normativi, si può di conseguenza risolvere il problema.
    Per quanto riguarda le aziende… ce ne sono, magari non tantissime, ma ci sono. Prima di contattarle, Le consiglio di visitare inizialmente molti siti, navigare e farsi un’idea generale. Poi si scelga un tecnico (Geometra, Ingegnere od Architetto che non abbia legami “DIRETTI” ma che sia un pò avvezzo a questo tipo di case).

    4 – Sig.ra Mariateresa – Grazie per l’interessamento. Non so se posso pubblicare il mio indirizzo email. Quindi per non rischiare che questo testo venga bloccato, provo a mandare un secondo post solo con l’indirizzo, sperando che il Dottor Banfi lo pubblichi. Altrimenti La prego di chiedere al Dottor Banfi di comunicarmi il Suo.

    Grazie e buona serata a tutti

  37. Mr. Baltic Scrive:

    Se mi è concesso, pubblico un indirizzo email al quale si può scrivere per avere delle risposte. Anticipo che risponderò a tutti, magari a volte con un pò di ritardo. Vi prego di scusarmi.

    baltika.export1@gmail.com

    Grazie e un augurio di una piacevole serata a tutti.

  38. mr.cavalcavia Scrive:

    Sto cercando, con qualche italica difficoltà burocratica (il mio Comune non aiuta ma nemmeno sotacola) di realizzare una casa in legno di ca. 60 mq. più sopralzo sfruttabile. Ho due progetti tra i quali dovrei scegliere (una ditta italiana e l’altra austrica con agente in Italia), ma un conoscente mi ha parlato di alcune realtà dei paesi baltici che fanno da anni case in legno molto solide , validissime ed a costi comprensibilmente più abbordabili. Vorrei andare a vederle.
    Ho letto le considerazioni di Mr. Baltic e mi piacerebbe, se possibile potergli scrivere per avere alcune informazioni utili al ….mio (povero) portafoglio.

    Grazie.

  39. Daniele Scrive:

    C’ho provato, tanto.
    Voglio la casa in legno, la voglio come mi pare, ma NON è possibile.
    La banca, se chiedi un mutuo per la casa in legno, storce il naso, molto.
    Per quanto poi si possa risparmiare sulla casa stessa, il terreno edificabile, fa il resto.
    Alla fine, conti fatti, costa forse qualcosa in più del mattone.
    Io che voglio costruire in ecologico, vengo penalizzato.

    Che schifo…!!!

  40. Nicola Scrive:

    ingmirko Scrive:
    7 agosto 2012 alle 15:18

    Salve Ing Mirko….mi puo’ dare nome azienda per progetta case in legno toscana….Grazie

  41. CiaoRenato Scrive:

    Mr Baltic ha ragione
    Non e così difficile e conviene, le stesse autorizzazioni sono necessarie anche per le case tradizionali.
    10 anni fa quando ho costruito la mia casetta che ho dovuto edificare con il metodo tradizionale per problemi di trasporto dei pannelli che non sarebbero passati in una delle 5 curve della strada in salita, il preventivo a costo prefissato chiavi in mano era 1/5 del preventivo tradizionale che comunque poi e raddoppiato, non so se mi spiego.
    In aggiunta al costo fisso e notevolmente inferiore la casa sarebbe stata antisismica e sicuramente meno costosa dal punto di vista dei consumi di energia.
    La ditta costruttrice di Terni era disposta a realizzare la casa costi trasporto inclusi nonostante 500 km di distanza al punto che e venuta a sue spese a fare un sopralluogo sul cantiere!

  42. paola Scrive:

    vorrei avere anch’io informazioni da mr. Baltic… un sito?

  43. stefano Scrive:

    la casa in legno è un prefabbricato..che pero necessita di un terreno edificabile e della gettatta di cemento armato,le utenze puoi farle arrivare anche su un capanno per gli atrezzi,la cosi detta casa in legno,poi dopo una decina d’anni chiedi il cambio di destinaziobne d’uso…

  44. Giuseppe Scrive:

    Sono interessato alle costruzioni di Mr. Baltic. E’ possibile conoscere il suo sito? Grazie. Cordiali saluti. G. boccolini.

  45. andrea Scrive:

    pure io e mia moglie abbiamo pensato a una cosa del genere ,ma facendo 4 conti non ne vale la pena se non hai un terreno gia tuo di almeno 500mq x via delle misure che bisogna rispettare ,poi c’e da tener conto che gli scavi x le fondamenta le devi fare te e ti viene a costare un botto quindi;il terreno all’incirca 130.000 euro (edificabile) ,il prefabbricato 100,000 euro,gli scavi 50.000 euro ,poi ci sono gli attacchi ,elettricista, idraulico ,senza contare la parte burocratica che in italia si sa com’è a conti fatti mi conviene comprare una villetta in collina con giardino semindipendente ,magari anche con qualche lavoretto da fare

  46. Mr. Baltic Scrive:

    Buongiorno a tutti.

    Quest blog si fa sempre più interessante.
    Come consuetudine procedo per punti:

    1 – Sig. Werner – Lei ha centrato bene uno dei problemi (certamente uno dei più importanti). Bisognerebbe che i burocrati fossero un po’ meno stanziali e un po’ di più globe trotter, manca una visione più aperta del mondo. In Svezia sono molto più avanti di noi per il risparmio energetico e per il comfort abitativo e sociale. Ha ragione Sig. Werner, LE SOLUZIONI SONO MOLTEPLICI!!! Basta un po’ di volontà. Il muratore che diventa carpentiere: GIUSTO! All’estero è normale riciclarsi….vedi Germania (corsi statali in caso di disoccupazione) e sicuramente anche la Scandinavia.

    2 – Sig. Daniandrea – Esatto, la storia delle case in legno risale alla notte dei tempi. Da sempre il legno è stato usato per costruire e come Lei fa’ notare come esempio, le case walser dimostrano, non solo la resistenza ma anche il fascino che hanno. Mi fa piacere sentire che dopo aver acquistato la Sua casa, ha deciso di collaborare con il Suo costruttore. Le confermo che anche a noi sta accadendo lo stesso, i nostri clienti vogliono collaborare con noi. Questo, ritengo, sia figlio soprattutto della passione trasmessa e dell’entusiasmo che ne consegue.

    3 – Mr. Cavalcavia – In effetti, le realtà baltiche costruiscono da molto tempo case di legno molto solide , validissime ed a costi comprensibilmente più abbordabili. Tenga inoltre conto che oramai è quasi meno costoso visitare quei paesi che non andare da Milano a Roma. Ma aldilà di tutto questo, tengo a precisare che il costo più competitivo non è correlato ad una differente qualità. Anzi.
    Dovete tener presente che i parametri energetici, costruttivi ecc., sono imposti dalla legge e ne consegue che un’abitazione, che sia essa di mattoni o di legno, deve rispettarli. Inoltre, i tecnici (Geometri, Ingegneri, Architetti), sono in grado di valutare il progetto e la tecnica costruttiva e vedere immediatamente se ci sono dei gap….Inoltre, essendo questa una tipologia “nuova”, viene controllata e verificata dagli uffici tecnici, con un occhio di riguardo. Questo garantisce ulteriormente il cliente.

    4 – Daniele – Non si scoraggi. Ci sono banche e banche. In questo momento gli istituti bancari italiani non godono di ottima e fresca liquidità e si comportano di conseguenza, appellandosi a scuse ridicole come quella comunicata a Lei. Le consiglio di prendere contatto qualche Istituto bancario straniero con sede in Italia, possibilmente nella Sua zona. Sui costi mi sono già espresso in precedenza.

    5 – Ciaorenato – Grazie. Considero differente la “visione” di un costruttore tradizionale da quella di un costruttore di case di legno o Bio-Passive (come nel mio caso). Fondamentalmente e generalmente, chi lavora il legno ha una visione più aperta, ed è predisposto al Problem-Solving. Non mi stupisco, infatti, che l’azienda di Terni si sia mossa per il sopralluogo e fosse disposta ad accollarsi tutte le spese e di cercare una soluzione. Riprendo il secondo post del Sig. Werner: le soluzioni ci sono. Chiaro che se si tratta di pannelli X-Lam, il trasporto può incontrare qualche ostacolo, ma anche il quel caso basta “elevarsi” di qualche metro e l’ostacolo è oltrepassato….. come succede nelle case di alta montagna, che siano esse di legno o di pietra.

    6 – Sig. Giuseppe – Sul post del 9/8 trova un indirizzo email l quale scrivermi.

    7 – Sig. Andrea – Sul costo del terreno non discuto (ahimè in Italia a volte costa più della casa e questo è incomprensibile, veda ad esempio il post del Sig. Werner dalla Svezia). Gli unici suggerimenti che mi vien spontaneo darle sono di cercare un terreno “meno costoso”, magari locato un po’ fuori dal centro, o di trovare un terreno con rudere annesso, da radere al suolo e ricostruire, sfruttando tra l’altro la cubatura esistente. Riguardo alle fondamenta, tenga presente che una casa in legno necessita di una platea più leggera. La casa di legno pesa circa 1/5 della casa di mattoni…. E poi, sia prudente con i preventivi di scavi, fondamenta, impiantistica… a volte basta fare qualche kilometro in più e spargere un po’ la voce… Solitamente c’è sempre qualcuno che ha voglia e bisogno di lavorare e potrebbe ricevere qualche preventivo meno esoso…

    8 – Un grazie al Dottor Banfi per il Blog e per avermi permesso di pubblicare l’indirizzo email.

    Buona giornata a tutti.

  47. serggio Scrive:

    Salve a tutti e grazie!
    sono un italiano nato al estero et mi domandava se fosse possibile in un futuro non molto lontano
    finire i miei giorni in paese, certo io non ho molto denaro ne una posizione economica sfogata allora
    guardai tutti quelli anunci de rustici e terreni da subito.it per es! e mi stupi al trovare belli rustici d enorme metrature + terreni nel piemonte per essempio ma sinceramente non capisco se tra tutti questi spese di construzion o nemeno quella1 di ristrutturazione che da quanto pare soltanto possono essere fate per dei specialisti?? e quella delle certifiche energetiche e l IMU anche per l aria che respire allora mi domando non sarebbe molto piu economico acquistare un terreno senza l obligo d imu e metere un camper con tutto quanto basta per vivere da solo?
    sono in Francia da 15 anni fa e credevo fosse molto piu dificile tutto ma mi scoraggiate assolutamente comunque grazie de tante buoni precisioni

  48. Oscar Scrive:

    E’ facile costruirla di Legno od altro Materiale,perché Tu,compri il Legno dello Spessore che necessita,e cerchi un posto da Saggio.Cioè,dopo,ti metti le fondamenta,che tengano come antiterremoto,cioè sisma,e,poi te la costruisci in base a come la vuoi!Non é che facile,anche in Italia,siete voi che non vi impegnate!’sera!Buonanotte.

  49. tony Scrive:

    ciao a tutti , se posso essere di aiuto , visitate http://www.biolegno.it

  50. dario Scrive:

    è vero che in Italia non ci sono le pianure americane, è tant’altro vero però che se pensate alle realtà extraurbane, zone di provincia ecc… il ns. patrimonio edilizio prevalente è stato realizzato negli anni 60 e 70. Queste case:
    1- non sono antisismiche
    2- hanno una pessima classe energetica
    3- impianti da rifare completamente fuori norma

    Qualcuno le ritiene abitabili, certo una volta si viveva nelle caverne, ma se volessimo veramente incentivare la riqualificazione dei fabbricati in Italia dovremo rendere questo intervento più accessibile per le tasche del cittadino.
    Senza andare a elargire incentivi, come ha fatto quest’anno il governo per l’adeguamento sismico, di fabbricati che a ben vedere andrebbero abbattuti,
    secondo me questo FAI DA TE casca a fagiolo e sono anni che ci penso e mi chiedo perchè non si possa incentivarlo.
    Infatti un giovane in cerca di casa potrebbe trovarne anni 60/70 (ce ne sono molte all’asta da 70 / 90 mila euro con 2000 metri di terra e più anche in bei posti) e sullo stesso lotto costruirsene una in legno, antisismica a norma nuova e con maggiore efficienza energetica, demolendo quella esistente usando il materiale derivante dalla demolizione (frantumato e riportato nello stesso luogo: famoso riciclato) per farsi il sottofondo e miscelando gli inerti ricavati per il calcestruzzo della platea, così si riutilizzerebbe quasi tutto del fabbricato demolito.
    Ad oggi trovare un lotto di terreno fabbricabile è impossibile, e poi costano ancora uno sproposito nonostante non riescano a piazzarlo, piuttosto aspettano (un mona prima o poi arriva giusto?). Considerate che i lotti in vendita, sono quelli rimasti dopo anni di speculazione selvaggia e quindi, sono spesso in luoghi infimi e schifosi. L’unica risorsa son le case vecchie, che spesso sono in bei posti, e hanno anche tanto di giardino o fondi agricoli annessi. Purtroppo certi li vendono a prezzi esorbitanti perchè fino a poco tempo fà si riusciva a vendere di tutto anche le catapecchie. ORa i prezzi di case di quel periodo vedo che stanno scendendo, anche perchè per ristrutturarle alla meno peggio senza volerle adeguare sismicamente ma solo facendogli un cappotto impianti e pavimenti ti volano via 120 mila euro come ridere. E allora perchè non demolire e farsi una casa nuova in legno da soli con un kit fai da te? Antisismica, in classe A, con impianti a norma. Non ci perderebbe l’edilizia tradizionale, sanno adeguarsi e comunque ci sarà da demolire, fare platee, posare coppi e tegole, sottofondi per pavimenti ecc…In ogni caso non tutto potrai fare da solo, il punto è risparmiare quei 100 mila euro di troppo!! Vi faccio un esempio. Io nella mia zona ho trovato una casa all’asta anno 65 su 3 piani uno seminterrato e due fuori terra da 125 mq a piano….con un annesso a uso garage / deposito attrezzi costruito in blocchi e coperto in eternit. Ok a parte il costo dello smaltimento dell’eternit che ho gia stimato in 1500 euro, la casa è battuta a 85.000 euro con 2500 mq di terreno agricolo, la zona è bella lontano dal centro dalle strade trafficate, nei pressi c’è un maneggio di cavalli… ed ho una potenzialità edificatoria pari al costruito attuale + un 40% se costruisco in bio edilizia. Circa 1400 mc…Senza contare che posso recuperare il garage. Qui vi lascio fantasticare. Anche senza sfruttare l’opzione bioedilizia concetto duro da rispettare al 100% (con la quale potrei farmi quasi una trifamiliare), ho comunque 1000 mc da sfruttare (garage e deposito a parte!!). Una casa uguale non battuta all’asta costa 150 mila euro. Non serve pagare oneri al comune, quindi abbatti e ricostruisci da te, gli allacciamenti ci sono già, mi sembra che questa potrebbe divenire una tendenza. Io ora ci ho ben pensato però, le case tipo Rubner, Wolfhouse ecc… a conti fatti con discrete finiture e impianto a pavimento complete di calcoli e progetto vengono ancora molto per me si parla di 1400 euro al mq e non 1150/1200 come ti dicono all’inizio, quelle te le danno con due termi, cappotto poco spesso in eps…Si insomma dal prezzo di lancio a quella che dovrebbe essere una casa per la vita ne passa, ti aggiungono man mano che configuri e quindi: me la monto. Dai chi è che me la vende??

  51. Mr. Baltic Scrive:

    Buongiorno Dario,

    mi compiaccio che qualcuno porti avanti il discorso delle case vecchie per recuperarne la volumetria, abbattere i costi urbanistici e del terreno. Il mio indirizzo è pubblicato sui post precedenti. Se è interessato, parliamone.

    un caro saluto

  52. rik Scrive:

    E’ quasi un anno che cerco un terreno per una casa in legno. Direi che gli ostacoli siano due ed insormontabili: 1) la gestione del territorio in mano pubblica priva di cultura che se da un lato impedisce il consumo di suolo ai piccoli disgraziati, dall’altro consente la costruzione di immobili orribili ai loro amici per consenso poltitico, incività, corruzione, torna conto personale 2) il mercato dei terreni che consapevole dello stato di cose vende ruderi a prezzi incredibili o terreni edificabili a prezzi di almeno 1000 euro a metro quadro; il risultato è che tra acquisto terreno, allacci, oneri di urbanizzazione l’impresa diventa ardua. La casa ti costa come una normale senza avere alcuna sicurezza di riuscire a costruire. Infatti anche se un terreno è edificabile in astratto non è detto che lo sia in concreto. E l’apparato burocratico è maestro nel trovarti un cavillo. Concludo che solo se si hanno parecchi soldi o circostanze più uniche che rare si riesca a fare le cose.

  53. FAL FERRUZZI MARIO Scrive:

    STIAMO COSTRUENDO ARMAI LA NS OTTAVA CASA IN LEGNO E PUR ESSENDOCI MIGLIORATI ENORMEMENTE GIà DALLA PRIMA LA NS CLIENTE PIù CHE SDDISFATTA NON HA ANCORA MAI ACCESO IL RISCALDAMENTO BASTA AVERE DEI BUONI PROGETTISTI ED ESSERE UNA DITTA SERIA CHE CONOSCE IL SUO LAVORO .ABBIAMO COME FALEGNAMERIA OLTRE 300 ANNI DI ESPERIENZA FAMILIARE FACENDO DI TUTTO MA PRINCIPALMENTE STRUTTURE E RECUPERI DI TETTI E SOLAI AMMALORATI O ROTTI SENZA SMONTAGGI CI SONO TRE SISTEMI PRINCIPALI PER COSTRUIRE CASE IN LEGNO ORMAI RIDOTTI A 2 PER COSTRUZIONI INTONACATE E PLURIPIANI CON MASSIMA SICUREZZA SISMICA E ANTINCENDIO RIVESTITE DI ISOLANTI NATURALI MA IGNIFUGHI LA CLASSE aa E QUASI LA NORMA ED ICOSTI DAI 450 E MQ VOLENDO UN GREZZO AI 850 / 1000 O PIù A SECONDA DELLE FINITURE RICHIESTE STIAMO MONTANDO UN GREZZO PURO DI 200 MQ SENZA FONDAMENTA CAPPOTTO E TEGOLE OVVIAMENTE SENZA IMPIANTI ED INFISSI COL SISTEMA PLATFORM ED IL COSTO NON SUPERA 7500O EURO CON STRUTTURAPORTANTE MAGGIORATA IN RISPOSTA A RIK POSSO DIRE CHE I PERMESSI SONO GLISTESSI DI UNA CASA IN MURATURA L’ASPETTO ANCHE PER CUI NON POSSONO SUSSISTERE OBBIEZIONI DI TIPO ESTETICO L’IDEALE SONO ANCHE SOPRAELEVAZIONI O COSTRUZIONI SU TERRAZZE VISTO LA LEGGEREZZE DELLA COSTRUZIONE
    SALUTI MARIO

  54. lucia Scrive:

    Quando c’e’ da risparmiare e vivere meglio l’Italia non c’e’. Come farebbero a speculare i grassi e grossi ladroni italiani prime fra tutte la banche?

  55. Andrea R. Scrive:

    Salve, mi chiamo Andrea e da anni sto cercando di realizzare un sogno…una casa in legno in un contesto di natura e campagna.Abito attualmente a Polverigi(Ancona) e ora piu’ che mai(e’ arrivato il 2 figlio) sto cercando di individuare un terreno edificabile per costruire. Ho individuato il terreno in cui insiste un rudere da demolire e con possibilita’ edificatoria di 180mq che per noi sarebbe anche troppo…ci sarebbe sufficiente 150mq tutta su un piano in quanto io sono un ragazzo disabile da 18anni circa… Considerando che il prezzo di vendita del terreno che ho individuato e’ di 70.000€, quali sono tutti gli altri costi da sostenere prima di arrivare a parlare del costo al mq di ogni singola azienda?esiste un ente che aiuta chi come me cerca di realizzare un tale sogno indirizzando l’utente su professionisti seri che sappiano seguirti dalla A alla Z?poi il mutuo…noi eventualmente lo dovremo richiedere…abbiamo constatato che un mutuo a SAL e’ una pazzia!sia perche ci sono poche banche che lo erogano…sia perche’ pagheresti solo interessi,senza abbassare la quota capitale, finche’ non sara’ terminato l’immobile!ed infine…le aziende,come la vostra ad esempio(potrebbe comunicarmi il nome?) perche’ obbligano all’utente a doversi trovare un azienda che gli realizzi il piano interrato(ad oggi molto conveniente) in cemento armato e poi voi partireste dal fuori terra?e perche’ il singolo utente si deve rivolgere a piu professionisti?esempio architetto ecc…?non sarebbe piu bello se vi faceste carico di tutto dal progetto alla realizzazione dirrettamente voi(intendo aziende del settore) piuttosto che lasciare all’utente la possibilita’ di SBAGLIARE,magari andandosi a pescare un’azienda piu’ economica magari ma con un rischio fallimento piu elevata che ti lascerebbe con il c…o per terra? Ho paura a fare un passo del genere di trovarmi in costi non preventivati, magari burocratici e non solo e di prendermi dei grossi mal di pancia per la paura…la prego,cortesemente mi aiuti a fare un po di chiarezza…voi seguite l’utente dall’acquisto del terreno alla realizzazione completa dell’immobile? Grazie mille per l’attenzione,cordialmente saluto e ringrazio. Andrea R.

  56. Alessandro Scrive:

    Una casa prefabbricata di 300 mq costa circa 1 milione di euro, escluso il terreno.
    Nell’articolo si parla di 30 mila euro. Quindi oltre 30 volte in meno.
    Diciamo che a scrivere articoli tanto per scriverli siamo davvero capaci tutti.

    Fonte: persona che si interessa da anni a questo tipo di costruzioni e che si è arreso di fronte ai costi folli (siamo al pari dell’edilizia classica tradizionale, ma con l’esclusione del terreno che costa almeno 150 mila euro in un posto sfigato).

  57. Stefano Scrive:

    Buongiorno,

    ho letto con molto interesse il suo post e soprattutto i commenti seguenti;

    Devo dirle che in Italia esistono società che producono edifici in legno (quindi non ci sono solo produttori esteri) .. Le dirò di più:
    L’ azienda per la quale lavoro realizza edifici con strutture in legno, ma anche con una caldana (parte esterna) in cls (cemento), un brevetto europeo.. ; ha ricevuto anche l’eta (benestare tecnico europeo, non solo sul singolo elemento, ma su tutto l’involucro!!! ) .. ( per capirci è come la marcatura CE sui prodotti.., su tutto il prodotto, nel nostro caso la casa compresi gli impianti ..!! )..
    Il motivo per il quale Lei non se ne è accorto è perchè comunicare in Italia costo moltissimo.. ;
    Non riusciamo a fare sistema (cosa che fanno bene all’estero, specie i tedeschi e austriaci, i quali si mettono assieme e comunicano l’idea della sostenibilità, finanziati , e questo è bene sottolinearlo, in larga misura dal loro stato) !!

    Quindi la necessità di informare e far conoscere è importante ma spesso proibitiva per le aziende che si muovono da sole!

    La informo inoltre che i queste abitazioni costona anche meno di quelle tradizionali , con la grande differenza che ci sono tempi e costi certi !!

    Ho letto inoltre delle note dove si diceva del problema occupazionale.. /non è corretto/.

    Per la produzione servono sempre le persone , solo che fisicamente lavorano non + in cantiere, ma in cappannoni dove gli standard di sicurezza sono anche + elevati!

    E’ opportuno che venga fatta corretta informazione a riguardo, poichè la sostenibilità sia ambientale ed economica è un tema sentito dai cittadini, visti i numerosi post.

    Saluti,

    S.G.

  58. case in legno Scrive:

    Ciao a tutti, ho letto il vostro post e tutte le risposte ai commenti con molta attenzione, volevo dirvi che il panorama italiano delle case in bioedilizia purtroppo è ultimamente pervaso da aziende che propongono sul mercato case realizzate con legnami non certificati. Anche io e la mia famiglia abbiamo deciso di realizzare la nostra casa in legno e dopo una lunga ricerca (per lo piu per capire bene le qualità dei materiali e l’ efficienza termica degli isolamenti) Abbiamo trovato una ditta 100% made in italy con legname certificato e isolamenti naturali di altissima qualità ad un costo contenuto, la ditta è la Urban Green, noi siamo orientati a scegliere loro in quanto ci sembrano offrire il miglior rapporto qualità prezzo.. Cosa ne pensate? ne avete sentito parlare? Grazie!

  59. Giuseppe da Foggia Scrive:

    Se ci si informasse, se si prestasse più attenzione alle cose, ci si renderebbe conto che chi ha la possibilità di potersi costruire una casa in legno è una persona molto fortunata. La prima cosa da tenere presente è la antisismicità delle case in legno. Anche un sisma di grado elevato non arreca alcun danno. Il legno non permette al freddo esterno o al caldo di oltrepassarlo (ottimo coibendante). Offre inoltre un buon isolamento acustico. Costa per lo meno un quarto del costo di una casa in muratura. Ho letto nei post precedenti che qualcuno mette in dubbio il costo. E’ ovvio che dipende da quello che volete realizzare. Una cosa ribadisco: informatevi, su internet c’è di tutto, ci vuole solo tempo e pazienza.
    P.S.: sono un semplice lettore che avrebbe voluto tanto potersi costruire una casa in legno ma che per varie ragioni non puo. Mi accontento di consultare i siti che trattano la “costruzione di case in legno”.

  60. Sebastiano Carpinteri Scrive:

    La discussione circa i meriti della casa di legno si è fermata sugli aspetti inessenziali, senza l’approfondimento più importante. Primo. La casa americana è concepita come mono generazionale, lasciando ai posteri libertà di scelte stanziali e di stili di vita. La casa all’italiana è pensata in greve cemento con ripartizioni di spazi vincolanti per gli aventi causa, e pure per chi non è ancora nato. La sua mole verticale è un atto di presunzione verso il futuro. Secondo. La ristrutturazione all’italiana per la generazione subentrante, se portata a fondo, costa il doppio rispetto alla ricostruzione ex novo, dove permessa. Fare un secondo bagno talora significa sventrare una grande camera. Terzo, i vantaggi. Una casa in legno è amichevole, perché ha un microclima più vantaggioso: costa la metà il riscaldamento, costa un quarto il raffrescamento. Fa risparmiare soldi. Quarto, gli svantaggi. La sicurezza della casa in legno non si adatta ai nostri costumi. La casa unifamiliare all’italiana ricalca gli schemi dell’edilizia carceraria, dove i delinquenti stanno fuori e i residenti dormono in cella. Il terreno di pertinenza alla dimora americana è una gelosa proprietà. Nella casa monofamiliare in legno (classe media) non è culturalmente ammesso il possesso di ori o di argenti o di diamanti o di valuta, ragione per la quale l’intrusione viene subito svelata come l’intenzione di reato contro la persona. Diventa dovere perentorio del capofamiglia di imbracciare una carabina e sparare un colpo in fronte allo straniero, senza perdite di tempo. Il caso è chiuso se la polizia, di sane abitudini manesche, trova la salma sul suolo privato. Non finisce qui, perché alla prima ritualità sociale il sindaco conferirà una medaglia all’eroe di un giorno, ringraziandolo per aver reso più sicuro il territorio della contea togliendo di mezzo un pericoloso delinquente. Un caso sinottico in Italia avrebbe un corso diverso: il procedimento penale nelle mani della giustizia ingiusta durerebbe per molti lustri, e finirebbe con la vendita della casa per onorare le parcelle degli avvocati. Quinto punto. La casa in legno è più ecologica, perché non offende l’ambiente. Vive nel silenzio, cosa da ricchi. Gli alberi del terreno riconoscono il legno della casa come parte di se stessi, e un’alberata felice aiuta i residenti nel loro progetto di felicità individuale. Sesto. Ho scritto, ma solo a colpi di fulmine, un digesto sui fondamentali della questione. Spero sia utile a qualcuno.

  61. Adalberto Scrive:

    Sebastiano, lei ha scritto un sacco di cose, ha scritto un “digesto” per nulla digeribile, di cose diverse, che, sinceramente, non riesco a collocare all’interno della discussione sulla casa. Non mi è molto chiaro cosa ha inteso dire o meglio, quale beneficio ha voluto arrecare ai lettori. Probabilmente la colpa è mia.
    A parte la sua possibile elucubrazione in merito alla costruzione di una casa in legno, ritengo sia il caso di invitare i lettori, quali possibili costruttori o acquirenti di una casa in legno, a consultare i vari siti internet che pubblicizzano la costruzione e vendita delle case in legno, con la descrizione delle varie caratteristiche. Numerose sono, sia le foto, sia i filmati, che mostrano case in legno che sembrano quelle da noi sognate o viste nelle favole. Dopo una attenta visione, sicuramente gli interessati avranno una visione più chiara ed equilibrata in merito.

  62. Adalberto Scrive:

    In risposta al sig. CASE IN LEGNO del 26 dicembre.

    Sig. Case in Legno, a parte che gradirei capire se il suo cognome è Case oppure In Legno, debbo informarla che non esiste il legno “certificato”. Il legno è legno è basta, sia esso abete, che pioppo, che noce o altro tipo. La certificazione che lei menziona, cosa certificherebbe? Che il legno utilizzato è realmente legno e non altro materiale?
    Ho visitato il sito da lei “pubblicizzato”. Non mi sembra si parli di certificazione, piuttosto di bioedilizia.

  63. Aldo Scrive:

    Bella discussione, complimenti.
    Vedo che anche qui spopolano i consulenti “disinteressati”, come su altri forum tipo Energetica e Ambiente.

    NON CREDETE AI CONSULENTI! Voglio spennarvi soldi e basta. L’idea della casa prefabbricata è MERAVIGLIOSA.

  64. Isa Scrive:

    Salve, ho acquistato un terreno dove andró a realizzare una casa in legno. Sono anni che faccio ricerche proprio per evitare di fare scelte irrimediabili. Ho sempre sognato di vivere una in una casa in legno completamente a vista, avevo paura che il comune non mi permettesse di realizzare questa splendida casa ma invece ho trovato entusiasmo e positività da chi autorizza il progetto dicendomi che vorrebbero tutte le case future costruite in legno, il comune è Montegrotto provincia Padova. I prezzi sono infiniti ma mi sono rivolta a ditte estere che costruiscono questo tipo di case da sempre, specie nei paesi in cui esistono solo questo tipo di abitazioni e che hanno esperienza proprio come le nostre ditte costruttrici in muratura, risparmio molto, avvolte anche la metà, in quanto non ci sono intermediazioni poi il legno è abituato a temperature rigide, in più ci sono foreste immense per cui il materiale ha dei prezzi vantaggiosi. In merito agli oneri sono più bassi rispetto a quelli in muratura proprio perché è una casa che ha tantissimi e soprattutto IMPORTANTISSIMI vantaggi per la salute e il benessere dell’ uomo e della natura. Volevo chiedere al sig. Fal Ferruzzi Mario la mail perché sono interessata ad un preventivo, le invieró il mio progetto.

  65. Kristian Scrive:

    Buongiorno a tutti!
    Sono un ragazzo di 30 anni e da almeno un’anno che vado in giro a fare preventivi ed informarmi su diversi siti internet e andando a visitare Fiere.
    Le mie personali conclusioni sono :
    - comprare un terreno edificabile con l’intenzione di costruirci una casa in bioedilizia, lo puoi fare se sei molto benestante in quanto il costo è nettamente più alto rispetto a quelle in muratura.
    - La soluzione migliore è trovare un rudere a bassissimo prezzo, raderlo al suolo e sfruttare la cubatura
    - il problema è trovarlo sopratutto per persone come me chè cercano tra la provincia milanese e quella bergamasca :-(
    - Le aziende più famose che producono case in bioedilizia tipo R….. , W…….., sono molto care e cercando un pò si trova la stessa qualità in aziende con nomi meno blasonati.

    Un caro saluto a tutti Voi che condividete con me la passione per le case in legno.

  66. Adalberto Scrive:

    Non mi è chiaro Aldo a chi lei alluda quando parla di consulenti. potrebbe essere più esplicito?

  67. Luigi Longo Scrive:

    Ma dove vivi Kristian, parli seriamente o scherzi? La casa in legno costa nettamente di più di quella in muratura? Penso che tu abbia preso un abbaglio, informati e informati bene perchè costano molto meno.
    Cosa vul dire bioedilizia? La casa in legno é una casa che rispetta la bioedilizia in quanto è lo stesso legno a essere biologico in quanto non sintetico. Apri gli occhi e informati.

  68. vito deserio Scrive:

    Vito,sono un imprenditore edile,ho 50 anni (3336859156)credo comunque che il futuro vada verso la casa biologica in legno.
    I costi accessori per la realizzazione di una villa possono anche essere ridotti collaborando con persone serie e corrette che credono nel lavoro ,il guadagno e’ fondamentale,ma deve essere equo in proporzione a cio’ che si sta costruendo.
    Occorre precisare che la casa non deve essere piu’ considerata come un simbolo di ricchezza o di immagine,dobbiamo considerarla come ed unicamente focolare domestico.
    Evitiamo tutti insieme di abbellirla con cose inutili,i servizi igienici non devono essere delle sale da ricevimento.
    SE riusciamo a rendere modeste .umili ma funzionali al massimo secondo me le case possono costare molto meno.
    La casa ,soprattutto quella indipendente deve essere progettata con linee molto semplici,bassa ,pochi fronzoli che non servono a nulla.
    Dobbiamo pensare alle case di una volta abitate dai contadini,servivano per ripararsi dalle intemperie,per vivere con la famiglia,pranzare cenare ed andarci a dormire.
    Tutto quello che aggiungiamo costa molto denaro e non viene ricambiato in proporzione.
    Il lusso non serve a nulla.
    Con cifre molto basse si possono acquistare pavimenti,sanitari,rivestimenti,e quant’altro senza svenarsi.
    Anche le dimensioni devono essere contenute per quello che e’ necessario,perche’ l’errore comune a tutti e’ di non valutare quello che la casa ci costera’ successivamente,anche oer arredarla.
    Occorre prendere bene in considerazione anche i costi di eventuali manutenzioni,piu’ la casa e’ complessa e maggiori sono questi costi.
    Per abbellire una casa soprattutto esternamente serve veramente poco,colori piccoli particolari.
    Concludo affermando che la miglior ricetta per la crisi e’ ridimensionare i nostri sogni ed accontentarci di cose piu’ semplici alla portata,meglio 70 80 mq di casetta indipendente che nulla,occorre rzionalizzare al massimo gli spazi e sfruttare tutto cio’ che abbiamo a disposizione.
    Gli italiani del ceto operaio,e medio si accontentavano di molto meno e riuscivano a creare qualcosa.
    Un saluto a tutti

  69. Luca Pagani Scrive:

    Mi inserisco nella discussione.Premesso che sono un tecnico del settore e nel corso degli anni ho maturato una mia personale opinione,a me le case in legno non convincono.Un analisi attenta di tutte le voci che concorrono alla stesura di un corretto preventivo rendono la casa in legno più cara e non di poco.Il perché in Italia il fai da te è praticamente impossibile? Basta andare a leggere quando prescrive
    La Legge 81/2008 e le varie Linee Guide con relativi decreti attuativi per scoraggiare qualsiasi committente ad intraprendere questa soluzione(siamo in Italia).Posso garantire che in caso di ispezione da parte degli organi competenti (vedi ASL e carabinieri del Nil) sono dolori.La mia personale esperienza come tecnico nel assistere in cantiere ditte specializzate in costruzione il legno non è stata positiva.In modo molto sintetico posso dire che vanno risolti alcuni problemi di carattere organizzativo,le ditte tedesche dovrebbero smettere di sfruttare il ” BREND ” noi siamo i migliori perché non è assolutamente vero (più sostanza e meno marketing).Una domanda che mi pongo spesso e che cosa c’è di ecologico nel costruire una casa in Germania e poi trasportarla in Italia oppure il costo energetico tra un mc di eps e un mc di sughero biondo(smaltimento a fine vita compreso).A priori non sono sfavorevole al prefabbricato in legno ma un attenta analisi tecnica ed economica mi lasciano parecchi dubbi.Esempio pratico in un cantiere in provincia di Varese non riuscivano a eseguire la certificazione energetica perché il produttore (tedesco) non è in grado di di fornire al certificatore la documentazione idonea e necessaria.I loro parametri non si conciliano con quanto disposto dalla REGIONE LOMBARDIA competente in materia (e risiamo in Italia).Potrei andare avanti per giorni ma probabilmente ho già annoiato abbastanza.Per i produttori Italiani forza, però più sostanza e meno marketing e maggior flessibilità con committenti.Non scaricateli una volta firmato il contratto.

  70. santo Scrive:

    Salve, io ho un terreno non edificabile con coefficente 0,3, posso quindi costruire fino a 60 mq. Posso fare due casette in legno di 30 mq cadauna o deve essere blocco unico? graziePS POTETE MANDARMI LA RISPOSTA ALLA MIA EMAIL: s.marceno@virgilio.it grazie

  71. Mr. Baltic Scrive:

    Buona sera a tutti,

    sono passati un pò di mesi dal mio ultimo intervento e ho notato che aldilà di qualche intervento puramente “pubblicitario” rimane sempre la convinzione che ci siano molto problemi intrinsechi al tipo di struttura.

    1) Sig. Rik (post del 9-11-2012) – concordo con Lei che la gestione pubblica non sia il massimo. In altri paese (area scandinava ad esempio, le autorità agevolano molto, richiedendo in cambio il rispetto di ben determinate regole)
    Sui terreni, come su tante altre cose, bisogna investire tempo e cercare la giusta occasione. Se anche fosse vero che le case in bioedilizia costino alla fine come una casa “convenzionale”, bisognerebbe anche avere l’onestà intellettuale di parificarne il comfort abitativo…… e il risparmio sulle bollette.

    2) Varie pubblicità…. ritengo che qui si debba solo chiedere chiarimenti e darne, senza farsi pubblicità diretta!!! Se le risposte date sono ritenute valide saranno le persone stesse a richiedere un contatto. Credo si tratti di semplice educazione e rispetto.

    3) Sig. Alessandro (post dell’8-12-2012) – Sul terreno non discuto, non conosco la Sua zona. Ma sul costo della casa potremmo discuterne a lungo, Non sono assolutamente convinto (conti alla mano). Dipende sempre da dove si acquista, cosa si acquista e cosa si vuole alla fine della fiera. Ci sono strutture sul mercato che al grezzo partono da 150m2 (chiaro trattasi di case a telaio, ma che opportunamente lavorate possono dare dei buoni risultati senza avere costi elevati). Personalmente non è il mio sistema costruttivo preferito, ma è certamente valido.

    4) Sig. Stefano (post del 13-12-2012) – Ha ragione a riguardo del problema occupazionale, purtroppo spesso si parla a vanvera. Anzi, aggiungo che se venisse “promossa” o quantomeno non combattuta, la bioedilizia produrrebbe posti di lavoro sia direttamente che indirettamente. Pensiamo solo per esempio ai rivenditori edili che sono in crisi.

    5) Case in legno. (post del 26-12-2012)… se vuole farsi pubblicità di nascosto non è il caso linkarsi con il nick…. qui se vogliamo essere di supporto a chi legge facciamolo onestamente, lo stesso vale per gli altri.

    6) Sig. Giuseppe da Foggia (post del 29-12-2012) – Giuseppe docet!

    7) Sig. Adalberto (post del 5-01-2013) – Finalmente qualcuno che dice “pane al pane e vino al vino”. Se mi permette senza nessuna intenzione di iniziare spiacevoli discussioni, esiste una certificazione del legno, anche se chi l’aveva menzionata e l’ha fatta arrabbiare, cercava solo di portare acqua al suo mulino. SI tratta della FSC e certifica che il legno è di origine controllata, che non ha niente di “cattivo” al suo interno e che proviene da foreste certificate e controllate.
    Del resto la normativa prevede che il legno sia certificato e parlo della normative CE.

    8) Sig. Aldo (post del 6-01-2013) – possiamo pensare che essendo questo un blog ci siano ancora dei professionisti che per passione desiderano dare delle risposte? Del resto a cosa serve un blog? Io non sono un consulente, ma credo al mito di Rosseau… quello del buon selvaggio. Fino a prova contraria ( a parte qualche poco corretto intervento) qui si cerca di chiarire il concetto di casa prefabbricata.
    Mi è stato più volte richiesto l’indirizzo email e solo dopo autorizzazione l’ho pubblicato. Chi mi contatta ha le risposte che chiede e non chiedo soldi, almeno io!!!

    9) Sig.ra Isa (post del 6-01-2013) – Conosco bene Montegrotto essendo oriundo di quelle zone. Come scritto in precedenza, dipende molto dalla giunta e a Montegrotto sono open-minded. E’ vero. ci sono realtà estere validissime e con esperienza pluriennale. Oramai anche qui, molte falegnamerie, per esigenza di sopravvivenza cercano di cavalcare l’onda. L’importante a parte il prezzo è che venga tenuta presente la reale necessità abitativa del cliente.

    10) Sig. Kristian (post del 6-01-2013) – Ottima scelta quella di cercare ruderi. In effetti nell’area milanese non è molto semplice. Ma se cerca sulla zona pedemontana bergamasca, si trovano delle buone occasioni. In genere la gente cerca/cercava vicino alla città ma ritengo che vivere in un luogo tranquillo sia decisamente più salubre. Molto dipende anche da dove si lavora. Giusta considerazione quella dei nomi blasonati, ma ritengo mio malgrado, che parte di quei costi sia dovuto anche al marketing che sostengono. Sul fatto che costi più della muratura tradizionale, mi permetto di dire che non è così, e a ragion veduta.

    11) Sig. Vito Deserio (post dell’8-01-2013) – Anche se non condivido il modo poco consono di presentarsi con cell., e non condivido completamente il fatto che tutti debbano ridimensionarsi così drasticamente, sono d’accordo che con alcuni accorgimenti e con un’attenta valutazione costi/benefici, si possa avere una dimora confortevole e non assolutamente costosa. Non dimentichiamoci che la casa in Bioedilizia, ci permette di abbattere le bollette…

    12) Sig. Pagani (post dell’11-01-2013) – Ha ragione ” (più sostanza e meno marketing)”, ahimè il “brand” germanico è comunque tenuto in considerazione. Soprattutto per il fatto che gli “altri” non sono supportati da chi di dovere. SI può produrre in parte all’estero ed in parte in Italia, ma come Lei ha già ben espresso, bisogna prima (per costruttori e tecnici) sapere cosa realmente vuole il cliente e successivamente verificare le normative…. solo dopo iniziare a progettare e scegliere i materiali. Questo però è un punto un pò debole dell’X-Lam e del Frame…. Le soluzioni sono altrove… Concordo con Lei ” però più sostanza e meno marketing e maggior flessibilità con committenti. Non scaricarli una volta firmato il contratto.” Aggiungo… soprattutto non dimentichiamoci che la casa non è solo struttura. Impianti, predisposizione e quant’altro devo essere pianificati e realizzati in modo sinergico… senza pensare ad uno standard. Noi non siamo tutti uguali….

    13) Sig. Santo (post del 12-01-2013)- Verifichi con un tecnico del suo comune. non sempre vigono le stesse regole e magari potrebbe trovare qualche piacevole sorpresa…

    Scusate la logorroica missiva, ma da tempo non scrivevo.

    Buona serata a tutti.

  72. Faberius Scrive:

    Buonasera! Egr. Mr. Baltic posso avere il piacere di mettermi in contatto con lei via email? Potrebbe il Sig. Banfi gentilmente dare il mio indirizzo email a Mr. Baltic in modo da poter essere contatto? Grazie mille. Buonaserata.

  73. redazione Scrive:

    mailto:baltika.export1@gmail.com

  74. michele Scrive:

    ho acquistato un’ aria edificabile dove ho presentato il progetto per costruire da 2 anni e il comune per vari problemi non mi lascia il permesso….. però mi dice che devo pagare ugualmente l’imu come aria edificabile

  75. Giuseppe da Foggia Scrive:

    Mr. Baltic, lei è un mostro!

    Nel formulare chiarimenti, delucidazioni e “rimproveri”, peraltro giusti, ai vari post delle persone interessate, sia all’acquisto, sia alla vendita delle case in legno, ha in sostanza, buttato giù quasi un compendio sulla materia. Volevo semplicemente congratularmi con lei per la chiara e professionale esplicazione della questione. Grazie anche per il “docet” che mi ha attribuito.

  76. Mr. Baltic Scrive:

    Buongiorno a tutti,

    ringrazio la Redazione per aver nuovamente pubblicato il mio indirizzo email.

    Sig. Faberius: quando vuole ci sono.

    Sig. Michele: di che tipo di costruzione si tratta? Quali “giustificazione” Le comunicano a fronte dei rifiuti di concederLe il permesso? Sull’Imu e su altri balzelli/tangenti legalizzate…. cerco di non esprimermi. Viviamo in un paese che sta “marciando” male. Un esempio su tutti. In Germania, per chi costruisce case energicamente sane…. il governo da un contributo di 50.000 € ad un tasso quasi nullo, le banche poi non son di meno. Se anche da noi ci fosse una politica più “SANA”, si potrebbe fare delle belle cose. Costruire in modo “intelligente”, creare lavoro, far ripartire l’economia, rivalutare certe aree urbane o sub-urbane depresse. Personalmente sto presentando dei progetti si Social-Housing dimensionati per area/tipologia cliente/e altri parametri. Valuto solo attualmente comuni con Sindaci che fanno i Sindaci, (apro una parentesi: in Svezia i SIndaci sono dei manager indipendenti, alcuni in carica anche da 30 anni, ma come tutti i dipendenti privati, soggetti a licenziamente se non fanno il loro lavoro). Se anche qui, i sindaci dovesero essere “motivati” a fare il bene del proprio comune e non a seguire delle linee guida politiche, forse vivremmo un pelino meglio tutti. Qui mi fermo altrimenti rischio di scrivere diversi tomi a riguardo.

    Giuseppe da Foggia: La ringrazio per il complimento e ribadisco che la mia passione a volte mi porta ad essere un pò logorroico, spero però che i miei umili scritti possano servire a far un pò di chiarezza nel confuso mare della bio edilizia. Sul fatto che sono un mostro… probabilmente fisicamente si :-)

    Buona giornata a tutti.

  77. Luca Pagani Scrive:

    Per Mr. BALTIC

    Il problema n.1 del costo di una casa è la tassazione occulta e silente che ne fa lievitare il prezzo in modo esponenziale.Basta considerare che un muratore specializzato o carpentiere porta a casa 18000€ annui compresa quota liquidazione a fronte di un costo reale per l’ azienda di 40000€(fonte Camera di Commercio di Como e Comitato Paritetico Territoriale).Provando a scorporare da ogni singola voce che concorre alla realizzazione di una casa tasse e balzelli vari incluso documentazione assurda e fine a se stessa,si resterà allibiti per i soldi che si buttano via.Poi danno il contentino del IVA al 4%.
    Il discorso SOCIAL-HOUSING molto interessante un concetto che deve entrare nella “testa” italiana.
    Personalmente nel 1997 ho seguito un progetto di auto costruzione con esito finale molto positivo,
    ovviamente autogestito anche nel parte finanziaria(lontani da cooperative e soggetti ambigui).
    Allora la 494/94 era agli albori,allo stato attuale vedo molti problemi a ripetere l’esperienza.Peccato perché all’epoca il risparmio per ogni proprietario, conti alla mano,è stato pari al

  78. Luca Pagani Scrive:

    Finisco l’intervento del post precedente: il risparmio è stato pari al 41,6% conti alla mano e prezzi di mercato intorno anni 2000.

  79. Mr. Baltic Scrive:

    SIg. Pagani, non posso che essere d’accordo con Lei. Il sistema Italia per quanto concerne i balzelli e la “voglia” di far funzionare il paese è a dir poco scandaloso. Come sempre si cerca di far cassa dove non c’è resistenza. Aldià del discorso politico che necessiterebbe di lunghissime discussioni, ritengo che al giorno d’oggi (dati da fonti europee) l’unica soluzione valida sia proprio la casa prefabbricata. Ora, consideriamo che i “balzelli”, valgono per ogni tipologia costruttiva e chiamiamoli “costi fissi”, possiamo solo che risparmiare sui “costi variabili” (tipologia costruttiva in questo caso). Aldilà del notevole risparmio energetico, minor inquinamento, resistenza antisismica, preventivi certi e certi tempi di costruzione, la casa prefabbricata se ben “studiata” (intendo non solo la costruzione vera e propria, ma anche tutto l’indotto), può permettere a chi l’acquista un risparmio sensibile e può anche (dipende dalla filosofia aziendale) far ripartire un indotto di madonopera italiana che attualmente è fermo e depresso.

    Mi congratulo con Lei per il Suo progetto del 1997, si potrebbe infati cercare di promuovere e stimolare queste realtà, come in effetti fanno in altri paesi…

    Relativamente al Social-Housing di cui tanto si parla in questi ultimi tempi (la ritengo sbagliata come espressione, ma comunque da un senso generale ad una progettualità che non avrebbe limiti e positiva), sto portando avanti un progetto innovativo che da un lato trova il classico ostacolo chiamato “apparato burocratico”, ma dall’altro trova notevole riscontro e anche se necessita inizialmente di tempi non brevissimi, consentirà di poter permettere a chi paga un affitto di poter acquistare casa.
    SI immagina se le attuali leggi venissero modificate o meglio sostituite con leggi che effettivamente agevolassero la crescita? Non ci vorrebbe molto a far ripartire il paese e permetterebbe a molti di ritornare ad investire… ne consegue che tale movimento di denari porterebbe automaticamente liquidità ad uno stato “povero”.

    Lei, meglio di me conosce la legislazione di questo indotto e credo che sia d’accordo con me nel dire che grossa parte di questa normativa sia inutile, inefficace e bloccante. Se veramente chi si occupa di edilizia (dal ministero al tecnico comunale) avesse veramente a cuore il suo lavoro e lo facesse con passione, molti progetti non rimarrebbero ad impolverarsi sulle scrivanie ma prenderebbero forma molto velocemente.

    Un altro problema “grave” del nostro bel paese è la possibilità di (non) ricorrere al finanziamento. Questa cosa è piuttosto indigesta per me. Se penso a come funzione nella vicina Baviera (senza prendere in considerazione tutta la Germania) che esistono delle società specializzate a finanziare esclusivamente l’acquisto e/o la ristrutturazione delle case a tassi non di usura e lo stesso Stato finanzia 50.000 € ad un tasso bassissimo, mi viene il voltastomaco.

    Parlo regolarmente con tecnici, clienti, imprenditori e attori di questo settore e mi rendo conto che abbiamo tutte le carte per ripartire, ma se ci mettono i blocchi alle ruote risulta dura. Dovremmo un pò tutto iniziare a chiedere un pò di buona volontà a chi di dovere.

  80. Mr. Baltic Scrive:

    Ho riletto il mio post è chiedo scusa per alcuni errori ortografici.

    Colgo l’occasione per lanciare un appello a tutti: Informatevi, non abbiate paura di chiedere tante informazioni e soprattutto non fermatevi di fronte ai primi postacoli che spesso sono messi li da chi ha interesse a farlo…. o al quale non arrivano “altri” denari.
    Siamo tutti consapevoli di quanti scandali ci sono stati in Italia nel settore edile e non solo. Ora che c’è la possibilità per tanti di poter avere la casa su misura non si deve demordere. Finora abbiamo acquistato solo quello che il mercato offriva, una sorta di “Prêt-à-porter” da discount a prezzi però dell’alta moda.

    Auguro una piacevole serata a tutti.

  81. Lorenz Scrive:

    Buongiorno,
    da appassionato della materia e vista la vivacità del sito, entro nella discussione.
    Tante cose sono successe e tante ne succederanno. C’è in questo anche una sorta di accelerazione. Contraddizioni a lungo ignorate, problemi da sempre evitati ora sembrano tutti li pronti a scoppiare. E’ il limite della nostra cultura, non ci accorgiamo di chi ci tira la giacca, abbiamo bisogno di un forte calcio nel culo per svegliarci. Sarà colpa del nostro sole caldo che ci crogiola, sarà colpa delle nostra frutta e la cucina succulenta ma è un fatto che siamo parecchio distratti, e quando le cose vanno bene, per noi vanno benissimo; quando vanno vale, vanno malino e il malissimo è una categoria esistenziale difficilmente contemplabile o addirittura una semplice astrazione.
    Bene, le cose vanno, appunto, malissimo e non per finta.
    Ora c’è chi in preda al panico invoca antiche ideologie comunitarie, chi se la prende con fantomatici pluto-europo-germano complotti, chi con il Liberismo (in Italia non è mai arrivato).
    Bisogna stare calmi.
    Di fatto il nostro sistema sociale, il nostro modo di vivere è entrato in una crisi grave e in cuor nostro sappiamo, tutti, che doveva accadere.
    Ora ci tocca guardarci, scrutarci dentro e non è certo un bel vedere.
    Ci siamo veramente lasciati andare e abbiamo fatto un bel casino.
    E’ tempo di ricomporsi, di razionalizzare e di tornare ad un vivere civile e sensato.
    Per molti, in questo momento, la costruzione della propria casa potrebbe costituire un valido riscatto non solo per se stessi, ma anche per una comunità che ha perso la via.
    Ecologia, energia, riciclo, serenità, sensatezza, disponibilità, collettività, competenza, affidabilità sono tutte parole che dobbiamo riscoprire perchè entrino nel profondo di noi, in modo che le possiamo trasmettere ad altri a nostra volta.
    C’è tanto da fare. Qui si parte dalla casa, e non è poco.

  82. Lorenz Scrive:

    Scusate ma io ho un sacco di cose da dire, da tempo ho le scarpe stracolme di fastidiosi sassolini che, se non mi cacciate, intendo condividere con Voi, a lenire un pò il mio fardello.

    ITALIANI ALL’AMERICANA

    E’ un fatto che da quando si parla di rispetto del territorio e si sono imposti dei stretti limiti legislativi (sacrosanti) alla nota e spontanea esuberanza di pala e picco degli italiani, inopinatamente, sono sorti centinaia di mostruosi e anonimi centri commerciali.

    Enormi superfici di terreno fertile e idroassorbente sono state coperti in nome di una “pare” necessaria razionalizzazione del commecio. E’ tutto avvenuto con grande rapidità e naturalezza, se ci pensate; in un paese dove fare qualcosa, qualunque cosa, è una impresa improba fatte di mille concessioni, uffici ed enti che si mettono di traverso.
    Ma per magia, in nome del consumo e delle plebende elargite alle pubbliche amministrazioni tutto si fa semplice, anche se parecchi di questi mastodontici “affari”, diciamolo, belli non sono e con il contesto centrano ben poco.
    Ora è tutto fatto e percorriamo queste lunghe navate di marmi e architettura consumistico-dozzinale osservando vetrine scintillanti di prezzi sempre meno accessibili, perchè, signori, l’aria condizionata costa, c’è una filiera lunga un chilometro da pagare e il posteggio gratis ve lo strapagate.
    Sotto e tutto intorno infiniti comodi parcheggi, un via vai di autovetture e TIR di approvigionamento, mentre le rubriche televisive parlano di biologico e chilometro zero.
    Pare che la nostra società sia un pò schizofrenica, come se i suoi componenti abbiano scarso controllo su come vivere e decidere delle proprie esistenze. Ora che siamo in recessione da “rigor montis” cominciamo a vedere il mondo un pò diverso e ci domandiamo in questi 10 anni che cavolo abbiamo combinato.
    Però questi “monumenti” al consumo gli abbiamo costruiti; abbiamo deciso di vivere così, all’americana. Sono grossi e sono fatti per rimanere.
    Sapevamo bene che il piccolo commercio sarebbe stato distrutto e che il tessuto sociale e di lavoro che si reggeva sui piccoli negozi non avrebbe retto e i quartieri residenziali si sarebbero depauperati dei rapporti umani, e della soliderietà che da sempre contraddistingue chi vive assieme.
    In nome degli “oneri di urbanizzazione” dell’ICI/IMU e di una fantomatica modernizzazione mobile della società abbiamo ora questi “cosi” che ci guardano e di cui ci dovremo occupare.
    Questi oggetti sono sempre affamati, per loro definizione e struttura pretendono crescita economica continua, e non si può mai mollare con loro. Sono fatti per far spendere i Vostri soldi (io non ne ho) e non fanno concessioni.
    Non si è neanche previsto l’installazione di qualche ditta artigiana in cui i ragazzi potessero osservare il lavoro e la nascita degli oggetti, al massimo puoi trovare chi ti mette i brillantini sulle unghie.
    Non ci sono luoghi in cui godere dell’aria condizionata in santa pace magari con un libro in mano. Gli annunci pubblicitari e la musica da due soldi ti inseguono anche dentro il cesso.
    Non c’è scampo.
    D’estate le sedute stilizzate in marmo si riempono di anziani accaldati; nell’intercalare degli annunci della filodiffusione si scambiano due parole e osservano un pò attoniti il su e giù dello scarrellare dei clienti.
    Sembrano figure aliene, sacchi di vita buttati li, in attesa di essere smaltiti. Ci manca solo la data di scadenza.
    Abbiamo deciso di vivere così, anche se poi chiedi e vedi che tutti girano il dito come quel gioco degli schiaffoni. (chi si ricorda come si chiamava?)…
    Non avere un pensiero, non avere una politica, lasciarsi a valori importati da realtà decisamente diverse, abbandonando il nostro modo d’essere e la nostra storia senza pesare bene le conseguenze, ci ha fatto male.
    Mentre gli americani si sono ingrassati a dismisura diventando palle da bowling, noi invece l’abbiamo presa diversa, diventando egocentrici, menefreghisti e con una moralità attaccata alle suole.
    Il nostro senso della comunità si è ridotto ai 5 minuti di fila alla cassa…

    Abitare, costruire, muoversi, sono la nostra vita, riflettiamo bene, deleghiamo meno.

  83. marco Scrive:

    Buongiorno,anche io ho letto tutto con interesse e mi sono imbattuto in tecnici collaudatori italiani che richiedono il marchio ce sui materiali di costruzione.Per certificare la casa bioedilizia e quinidi avere la detrazione del 55% e i quindi l’abitabilità.
    I produttori ,cui mi sono rivolto,dicono che in Germania e Austria basta il certificato din 1052 e iso9001 2008 .
    Qualcuno può chiarire tutto questo,grazie

  84. Lorenz Scrive:

    Quanto costa la casa in legno prefabbricato? Mr. Baltic mi pare abbia una visione in merito.
    Dipende da cosa vuoi e da quanto si è disposti a informarsi in prima persona.
    Una casa in legno è meglio di una in muratura? Secondo me si, e lo sarà sempre di più in futuro.
    - antisismica (vi pare poco)
    - termica (classe di isolamento A e A+ sono il futuro)
    - ecologica
    - prezzo bloccato
    - rapidità di realizzazione
    - salubre (tasso di umidità interno ridotto)
    - sicurezza di cantiere (le attività sono semplici e lineari)
    - poca manutenzione
    mi paiono argomenti decisamente convincenti anche se è necessario impegnarsi e capire le diverse soluzioni offerte dal mercato. Un consiglio: date fiducia a chi sentite sta offrendo un servizio e una professionalità reale. Lasciate perdere chi offre rapporti freddi e non è disponibile, chi non sa cosa consigliare e chi alla prima richiesta aumenta il prezzo in modo proibitivo.
    Cercate il colloquio e quando avrete esplorato tutte le ipotesi e sarete effettivamente convinti del vostro interlocutore, agite. La forza di uomo sta nella sua capacità di scelta.
    Usate il web per la vostra selezione, è il mezzo ideale. Con un pò di pazienza potrete risparmiare fior di quattrini…

  85. Luca Pagani Scrive:

    Per Lorenz
    Antisismica,e tutto da vedere ci sono ditte che applicano connettori di carta velina e con la bulloneria vanno al risparmio,tra un tassello da €1,15 e uno da €0,40 prova a indovinare quale applicano?Ho visto cose oscene in cantieri di ditte blasonate a cinque stelle.Committenti convinti dii aver comprato un Audi tra qualche anno si accorgeranno di avere una Prinz.
    Ecologica,dipende ma la bioedilizia e un’altra cosa.Pochi lo sanno, valutare attentamente l’impatto ambientale e il costo energetico e complicato e molto articolato.Coprire a Siena un tetto con tegole di una fornace Slovena e spacciare tutta la casa per ecologica mi fa sorridere.
    Passo al discorso sicurezza.Il 90% delle ditte edili non ha redatto il Documento di Valutazione dei Rischi,articolo 17 e 28 legge 81/2008.Il 99% delle ditte non è in grado di produrre documentazione adeguata su Formazione e Informazione,articolo 37 legge 81/2008.Il 100% delle ditte non legge il Piano di Sicurezza e Coordinamento specifico per ogni cantiere,art.100 legge 81/2008.Il 100% dei datori di lavoro non sono in grado di produrre un Piano Operativo di Sicurezza degno di questo nome,art. 89 e 90 legge 81/2008 correttivo 106/2009.Ad apertura cantiere chiedere alla ditta esecutrice di completare la documentazione con quanto previsto negli allegati XV e XXVII delle legge già citata si fa prima ad andare alla NASA e partire per Orione.Senza polemiche ma ti posso garantire che la strada da fare nella sicurezza e ancora lunga.Lo dico dal punto di vista di uno che da 32 anni si infila scarponi (antinfortunistici) e pesta fango o polvere a secondo della stagione.

  86. Luca Pagani Scrive:

    Per Marco
    intervento del 6 febbraio 2013
    Sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it cerca guide fiscali e scarica “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico – pdf”.
    Interessante anche “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali – pdf “.
    Spero di essere stato utile,i documenti indicati sono aggiornati ad agosto 2012 e contengono informazioni che pochi commercialisti girano ai propri clienti, perché aggiornarsi e fatica e serve impegno.Alcune parti dei documenti che ho indicato andranno rilette più volte se non mastichi la materia,ma con pazienza si riesce a mettere a fuoco quello che interessa.

  87. Lorenz Scrive:

    Mi piace risolvere i problemi, non crearne. Mi da più soddisfazione. Rendere la vita difficile agli altri, se non strettamente necessario è una cosa che non mi appartiene. Ho sufficente autostima.

    Il fai-da-te in Italia è difficile perchè c’è molta gente, invece, che la pensa diversamente. Anzi c’è un intera organizzazione statale volta a reprimere e ridimensionare l’iniziativa dell’individuo seppellendolo sotto una pila di regolamenti, per lo più del tutto pretestuosi.

    E’ per questo che si vive male e il sistema è andato in crisi. E’ tutto troppo complicato e la gente pagata per servire il cittadino e aiutarlo nelle sue iniziative invece gli da addosso come roitwaller.

    Il prefabbricato in legno può essere antisismico anche senza l’inserimento di alcun connettore metallico. Per avere una testimonianza diretta vedi il video:

    http://www.qdewill.com/enertiahomes/earthquake.html

    Il sistema blockhaus, completamente assente dal panorama costruttivo italiano, con le travi ad incastro ortogonale garantisce una sicurezza antisismica senza pari. E’ un sistema millenario fatto di travi in legno lamellare, si monta come un Lego.
    Le attività di costruzione sono dunque molto semplici perchè i pesi in gioco sono gestibili con 2 persone e per questo il rischio di infortunio è basso. Bastano poche semplici attrezzature e seguire pedissequamente l’elaborato progettuale. Ogni trave ha un suo numero.
    In effetti è un sistema che può diventare un fai-da-te.

    L’X-Lam e il sistema a telaio sono più complessi e richiedono invece l’inserimento di elementi metallici fondamentali per la tenuta in caso di evento sismico, la loro qualità e dimensione deve rispondere al progetto.

    Per quanto riguarda l’eco-compatibilità di una struttura prefabbricata in legno occorre come sempre distinguere. Il legno proveniente da foreste controllate e certificate porta la ecocompatibilità di un edificio al 50% certo non al 100%, un 50% comunque irraggiungibile dall’edilizia tradizionale.

    Per arrivare a livelli superiori di eco-compatibilità occorre fare dei ragionamenti ulteriori e impegnarsi di brutto. Infatti anche un water fire-clay ha un bell’impatto ambientale, ma nessuno vuole sedersi su una tavola con buco di una volta. Ci vuole un pò di buonsenso.
    Un ente certificatore come ARCA del Trentino vi darà una medaglia. Bronzo, argento o oro a seconda del risultato che otterrete.

    La pretesa di fare sicurezza scrivendo leggi sempre più complesse è ridicola a fronte di una realtà di imprese edili di cui 95% ha meno di 6 dipendenti e un bilancio risibile.

    La sicurezza è il frutto di un processo socio-culturale integrato e deve tenere conto della realtà economica di un paese. La passata legge 626 inglobata nella nuova possente legge 81 prevede l’informazione e la formazione del dipendente ai fini del rischio infortunio.

    In genere questa attività, anche nelle imprese con decine e centinaia di dipendenti viene svolta non da un esperto con vent’anni di anzianità ma da un ingegniere neo-assunto appunto per il disbrigo burocratico di questa pratica. La realtà è che la formazione e informazione non può essere svolta da soggetti che non sono parte integrante di un cantiere.
    Soggetti inconsapevoli che non sono mai andati oltre un foglio di carta.

    Ma questo è quello che accade perchè gli esperti costano e devono stare in cantiere secondo la visione delle imprese. Inoltre la formazione richiede doti di comunicazione e una predisposizione verso l’altro difficili da possedere.

    I corsi sulla sicurezza che vengono pagati dalle aziende sono quasi sempre dei bidoni.
    Perchè ogni attività lavorativa ha bisogno di un istruttore specializzato del settore.
    Invece assistiamo a corsi in cui vengono illustrate, quando poi solamente lette, le noiosissime normative in vigore elencando articolo per articolo.

    Gli operai con la testa china sul banco o con gli occhi rivolti al soffitto sono la prova dell’efficacia di questi corsi e della visione imbecille di uno Stato inetto che pretende di risolvere le cose a colpi di decreto.

    Dunque anche quando viene rispettata la legge in verità non è stato creato alcun miglioramento, se non degli attestati di presenza con una bella firma. La sicurezza non parte mai dalla normativa ma dalla convizione interiore degli imprenditori.
    Se alla classe dirigente non si spiega come attuare politiche di sicurezza sul lavoro pratiche e efficaci, e il risparmio economico e sociale che se ne ricava, strada se ne farà poca.
    La legge verrà sempre vista come un imposizione e furbamente elusa.
    Basta portare dal giudice delle carte tutte debitamente firmate dall’infortunato e il problema è risolto.

    In soldoni se ci fossero meno imbratta-carte in giro e più gente pratica e con un buon livello di discrezionalità sarebbe molto meglio. Di fatto abbiamo uno Stato burocratico fatto di marionette più o meno inconsapevoli. Gente che si nasconde dietro farraginose normative che invece di convincere, intimoriscono la gente che lavora. Paghi una enormità di tasse, per trovare quello che ti sciorina gli articoli e ti fa il conto delle sanzioni in cui sei incorso. A leggere gli articoli sono tutti buoni ma pagare gli stipendi è tutt’altra faccenda.

    Ho 32 anni di cantiere e sono stato un RSPP e purtroppo ho anche lavorato per 15 anni in una amministrazione pubblica come tecnico specializzato (mi solo licenziato per lo schifo). E sono un formatore professionista….

    http://www.qdewill.com/enertiahomes/earthquake.html

  88. Luca Pagani Scrive:

    Per Lorenz
    Sono d’accordo quasi in tutto, anche perché la 81/2008 nata in tre mesi sull’onda emotiva dei morti della ThyssenKrupp, la ritengo un legge mediocre e di difficile attuazione.
    Però non mi sta bene che qualsiasi persona domani possa aprire un’impresa edile senza nessun requisito,non mi sta bene vedere un ragazzo ventenne a 12 metri di altezza lavorare senza alcuna protezione,non va bene morire a 42 anni in un pozzetto mentre si applica una resina a
    base solvente ecc. ecc.ecc.In questo momento i nostri pessimi legislatori ci propinano la 81/2008 applicando direttive europee in malo modo,e costringono a riempire pagine e pagine con sigle tipo DVR RLS PIMUS DUVRI RSPP POS PSS CSP CSE DURCH?Che la sicurezza è un’altra cosa è evidente.Ma se io domani mattina entro in un cantiere dove il committente a guardato solo l’aspetto economico,mi trovo davanti un pseudo impresario-datore di lavoro con una mandria di pseudo artigiani con evidente rapporto parasubordinato come mi devo comportare (quasi sempre è la norma)?Chiudo gli occhi oppure applico ai “minimi termini” quello che di buono contiene
    la 81/2008?In futuro la casa in legno non sarà più di nicchia e avrà un suo mercato, la mia speranza e che il risultato non sia le NewTown dell’Abruzzo.In un passo del tuo intervento dici “La loro qualità e dimensione deve rispondere al progetto”.Ritieniti fortunato ad avere fiducia attualmente nei progettisti, se vuoi visitiamo qualcuno dei “miei” attuali cantieri e sono convinto che cambi idea.Non si tratta di complicare la vita o di avere autostima, ma a volte si ha la pretesa di semplificare cose difficili,cervellotiche,contorte e macchinose con il rischio di avere più danni che benefici. Intervengo nella discussione senza tracotanza o sarcasmo ma con spirito costruttivo, spero di riuscirci.

  89. MARCO Scrive:

    Ringrazio Luca Pagani per il suo interessamento molto utile a capire la vasta materia, delle regole per avere i benefici fiscali sul risparmio energetico.
    Quello che ancora non mi è certo o capibile, invece sono la certificazione del materiali di costruzione, richiesti in Italia per avere l’asserveranza o collaudo,abitabilità e detrazioni energetiche ecc.
    Ho letto che il tecnico abilitato alla progettazione redige la Asserverazione, che è l’attestato di certificazione / qualificazione energetica .
    Se basta , ma quali sono richiesti o cosa devono avere questi materiali per essere in regola in Italia.
    Basta la conformità certificata e dichiarata dalla ditta produttrice dell’UE o quale altra norma o marchiatura sono richiesti in Italia. Scusate ma ho difficoltà anche io a esprimermi. Mi sono imbattuto con alcune ditte produttrici che affermano che ci deve essere una marchiatura CE, sui materiali di costruzione, per rispondere alle norme richieste in Italia. Se no non sono valide da noi.
    Altre che basta la conformità certificata e dichiarata dalla ditta produttrice dell’UE, con prove di laboratorio attestanti i standard UE. Se c’è qualcuno che conosce queste problematiche mi può chiarire i miei dubbi. Cosa serve per fare una casa in Italia.E non avere sorprese sgradite.
    Grazie per i vostri consigli e discussioni,molto validi.

  90. Mr. Baltic Scrive:

    Buongiorno a tutti,

    ho lettto gli ultimi interventi e mi rendo conto che come al solito ci ritroviamo a discutere del “sistema Italia”. Relativamente all sicurezza, sono d’accordo che ci debbano essre delle norme ben precise e che debbano essere rispettate. In Italia ahimè c’è sempre la solita problematica normativa di ogni settore/argomento. Troppe leggi/decreti e de-cretini fatti spesso e sovente da chi non ha nemmeno la minima esperienza pratica. Ora, “credo” che se si ci sedesse ad un tavolo, con legislatori, tecnici, costruttori e qualche operaio e si cercasse con “buona volontà” di rimettere ordine alla normativa e utilizzare quella che nel codice civile è chiamata la “diligenza del buon padre di famiglia”, probabilmente in poco tempo si potrebbe avere una normativa, SERIA, EFFICACE, SNELLA e FUNZIONALE come in altri paesi europei. Bisognerebbe anche avere la volontà di “analizzare” certi costi realtivi alla sicurezza e trovare le adeguate soluzioni (basta volerlo) affinchè tali costi non diventino eccessivi e vadano a stimolare la furbizia di molte figure che mirano esclusivamente al profitto a discapito della sicurezza di chi lavora.
    In inglese esiste un termine a me caro: “brain storming”. Se i cervelli che devono legiferare avessero l’accortezza di prendersi un pò di tempo e vivere un progetto dal disegno alla consegna delle chiavi (magari come assistenti alle varie operazioni), avrebbero di certo una visione globale di tutte le problematiche di tutte le concatenanti relazioni che ci sono. In tal caso, il “brain storming” con tutti gli attori avrebbe una logica, tutti parlerebbero la stessa lingua. Solo così potremmo avere una normativa valida. Veder le cose da un unico punto di vista è sempre limitativo. Una normativa più valida permetterebbe solo vantaggi: sicurezza, velocità, riduzione dei costi e stimolo alla crescita. Il Sig. Pagani ha ragione: in futuro la casa in legno non sarà più una nicchia, e proprio per la sua intrinseca peculiarità di “assemblaggio”, da la possibilità di avere abbastanza chiare le “criticità” relative alla sicurezza. Ogni attività ha i medesimi attori: chi progetta, chi produce, chi gestisce, chi acquista. Ogniuno ha interessi/necessità differenti, ma alla fine hanno tutti a che fare con il vil denaro. I costi/tempi burocratici hanno spesso un peso molto alto nel settore edile. Tale peso (costi), naturalmente stimola a cercare di ridurli e non sempre in modo corretto. I tecnici (Credo che sia il Si. Pagani che il Sig. Lorenz) meglio di me possono confermare o confutare.

  91. Mr. Baltic Scrive:

    Per il Sig. Marco.

    L’attuale normativa, richiede che tutti i materiali siano marchiati CE. Per il legno Le suggerisco di richedere anche la certificazione FSC (normativa che certifica che il legname arriva da foreste certificate). Ogni materiale deve essere accompagnato da una scheda tecnica, da una scheda di sicurezza e da una scheda prodotto.
    Il tutto deve essere contenuto in un manuale e riassunto in una ulteriore scheda prodotto denominata Scheda Prodotto Abitazione Prefabbricata in Legno. Nella quale sono inseriti anche gli impianti (che necessitano anche di altre certificazioni)
    Il mio personale suggerimento è di richiedere una certificazione di enti come Casa Klima o Arcacert. Solo rispettando i loro rigidi parametri si ha la certezza che la casa non solo sia in regola ma che sia anche di qualità. In tal modo si fuga ogni dubbio. Un costrutttore che non rispetta i parametri di tali certificazioni non otterrà mai la certificazione e di conseguenza viene immediatamente de-selezionato. Per ogni progtto viene fatto uno studio di fattibilità, già questo può tagliare la testa al toro. SUccessivamente avviene la certificazione vera e propria sull’abitazione. Richieda questo è dormirà sogni tranquilli.

  92. Gianfranco Scrive:

    Quante storie, costruire in legno conviene!!!!!!!
    Ho letto che non ci sarebbe un indotto e ricadute positive in Italia perchè producono all’estero…BALLE…basta affidare i lavori a ditte e artigiani del posto….
    Poi i progetti del geometra i calcoli statici, i durc delle ditte e i piani di sicurezza del cantiere sono obbligatorio per qualsiasi costruzione o ristrutturazione….
    Comunque costruire in legno costa il 50% in meno rispetto alla muratura…

  93. Luca Pagani Scrive:

    Per Marco
    Completo,a modo mio, l’intervento già esaustivo di Mr. Baltic.

    Il legno lamellare per costruzioni deve rispettare delle normative per essere commercializzato.A grandi linee possiamo dire che rispettando i requisiti minimi prestazionali e di produzione, si applica il marchio CE, che in sostanza è la dichiarazione del produttore di aver rispettato la normativa e allo stesso tempo può dimostrare di essere andato oltre a beneficio dell’utilizzatore finale.Le modalità burocratiche e tecniche per acquisire il marchio CE, in questa sede si possono tralasciare.

    Devo costruire la casa,vaglio diverse soluzioni, decido per una struttura in legno lamellare.
    A questo punto incarico l’architetto di turno,meglio se ha esperienza diretta nella tipologia di costruzione,che dovrà progettare,dimensionare e calcolare l’opera in base al materiale scelto.
    In aiuto del progettista arrivano anche i “contenuti del marchio CE”.
    Mi spiego:il produttore dichiara di aver rispettato il principio DIN 4074, di aver rispettato quanto indica la EN UNI 14080 e tutto il resto.Di conseguenza il tecnico da sfogo alla propria creatività ascoltando le richieste del committente, rispettando i limiti del materiale usato.Da tenere presente che tra norme obbligatorie e quelle facoltative a discrezione del produttore il numero e praticamente infinito.In sostanza chi progetta applica correttamente alcune disposizioni fondamentali contenute “nel marchio CE”.Caratteristiche meccaniche e costruttive adeguate sono garantite dal marchio CE.A tutto questo aggiungere i suggerimenti di Mr. Baltic e il quadro e quasi completo.

  94. Mr. Baltik Scrive:

    Buonasera a tutti,

    Il Sig. Gianfranco a proposito della ricatuta occupazionale ha RAGIONE, anzi, dico che è l’esatto contrario, le case prefabbricate possono far ripartire l’edilizia e tutto l’indotto correlato, tra l’altro con maggiore sicurezza nei cantieri!!

    Il Sig. Pagani come sempre in fatto di normativa DOCET!

    Nelle ultime settimane ho notato una strana tendenza: molte più richieste d’informazione sulle case prefabbricate. Strano perché la situazione economica del paese è disastrosa e strano anche perché siamo sotto elezioni e normalmente in queste fasi tutti stanno in attesa.
    Credo che ciò sia dovuto non solo al desiderio di alcuni di investire sulla casa ma soprattutto di avere un’altra visione d’investimento: “il risparmio della bolletta energetica”.
    A conti fatti, una casa da 100 m2 in categoria A+ risparmia circa 100.000 euro nei 20 anni.
    Se consideriamo che tale abitazione, come struttura può costare poco più di tale cifra, ci rendiamo conto che parte della casa si paga da sola.
    Anzichè pagare mutuo e bollette si va a pagare solo il mutuo.
    Rilancio su quanto proposto all’apertura di questo argomento dal Dottor Banfi relativamente ad una particolare attenzione da parte dello Stato.
    Se i vari Comuni “virtuosi” si riunissero per comunicare le loro delibere “innovative” su questo tema, per poterle proporre ad altri comuni ancora “accecati”, potremmo non solo avere delle opportunità come cittadini, ma anche rivitalizzare un settore che attualmente è in attesa dell’eutanasia.
    Lo scorso Giugno, ero presente al Forum del Legno a Milano ed un’analista internazionale, Pierre Marie Derclos, ha dimostrato che le famose detrazioni fiscali, a conti fatti, non sono un costo per lo stato, ma bensì una forma di guadagno. Su questo bisognerebbe approfondire…..
    Con alcune semplici idee, si può far ripartire l’economia. Basta solo un pò di buona volontà e tanta, tanta, tantissima informazione da parte di chi ha la possibilità di farlo.
    Se ignoriamo l’esistenza di una cosa/servizio, non siamo in grado di chiederlo, ma se invece ne fossimo a conoscenza e in tanti si va a richiederla, di certo le cose cambierebbero, magari lentamente, ma almeno non staremmo fermi.
    Una buona serata a tutti.

  95. Luca Pagani Scrive:

    Comunicazione di servizio
    A Verona dal 14 al 17 marzo 2013 fiera “Legno& Edilizia”
    Ingresso gratuito con pre registrazione sul sito ” http://www.legnoeedilizia.com/exhibition_participants/new“.
    Interessante per addetti ai lavori e anche per chi vuole approfondire a vario titolo la materia.

  96. Mr. Baltik Scrive:

    Buongiorno a tutti.
    Grazie Sig. Pagani per aver postato l’informazione. Non sarebbe male incontrarsi in fiera. Magari anche con altri lettori.

  97. Lorenz Scrive:

    I tempi cambiano in genere gradualmente altre volte, invece, a sobbalzi.
    La “teoria di Kuhn” nata in ambito scientifico, dice che una nuova scoperta, un nuovo concetto per quanto indiscutibilmente vero, non avrà mai immediata approvazione e risonanza.
    La novità per quanto giusta e utile non trova mai immediato terreno favorevole. Il blocco culturale del passato si pone di traverso ed anche se la novità appare ovvia e vantaggiosa per tutti verrà accampato ogni pretesto per metterla in discussione, fino allo sfinimento. E’ una questione di potere, è una questione anche di pigrizia.
    Negli U.S.A. è stato calcolato che il 76% dell’impatto ambientale della società proviene dall’abitare, in un mondo dove i ghiacciai stanno sparendo giorno per giorno, mi pare un dato su cui riflettere.
    Costruire con materiali ecologici e rinnovabili, riscaldarsi con le energie rinnovabili non è più solo un’operazione di buon senso, ma una reale necessità. Come è una necessità che il cittadino rifletta non solo sul costo del bene che acquista, ma anche del suo mantenimento nel tempo. Perchè i soldi che spende non sono diversi da quelli che spenderà in futuro (e di cui, magari, ne avrà di meno).
    Perchè se il problema delle bollette oggi è serio, domani sarà un incubo.
    Su questo ci potete mettere la firma, e non dovrete aspettare i vostri nipoti, e neanche i vostri figli. Perchè già prima che arriviate alla pensione (sempre che si mantenga il concetto) la vostra cassetta delle lettere diventerà un buco spazio/temporale.
    Per cortesia, fatevi una casa in classe A o ancora meglio in classe A+, godetevi la piacevole sensazione di un impianto di riscaldamento a pannelli radianti, crogiolatevi nella doccia con l’acqua del collettore solare, rilassatevi a guardare il contatore elettrico che gira all’incontrario grazie ai pannelli fotovoltaici.
    Siate felici pensando a quanto piangono gli emiri e quelli della GasProm… e i tassatori nostrani.

  98. Luca Scrive:

    ma perchè dopo tanto interesse tutto nel dimenticatoio ????
    grazie delle info date finora, ma credo ci sia molto di più da dire

  99. Luca Pagani Scrive:

    Ringrazio dell’invito Mr. Baltic ma dopo il BAU di Monaco e Klimahouse a Bolzano questa la salto
    (quieto vivere famigliare).Rimandiamo a una prossima occasione.Visitata nelle precedenti edizioni mi sento di consigliarla.
    Per i lettori del sud Italia segnalo anche Klimahouse Puglia dal 4 al 6 aprile 2013 a Bari.
    Per i lettori del centro Italia Klimahouse Umbria a Bastia Umbra (PG) dal 18 al 20 ottobre 2013.

  100. Mr. Baltic Scrive:

    Buonasera a tutti,

    Per il Sig. Luca (post del 7 marzo): ha ragione c’è moltissimo ancora da dire, impianti ecosostenibili, isolamenti intelligenti, collaborazione da parte delle istituzioni, progetti di eco-housing, soluzioni alternative per il ricorso al credito, ecc. ecc.
    Fin’ora si è parlato solo di alcuni dubbi della costruzione prefabbricata, spesso causati dalla non conoscenza. Credo che stia nascendo qualcosa di buono e che si stia creando un sistema di informazioni innovativo, che permetta a tutti di “capire”.
    Stanno per essere immessi sul mercato dei nuovi sistemi di produzione di energia elettrica e di energia termica (riscaldamento/raffrescamento) che non avranno costi di gestione. Assolutamente innovativi, ecologici e nati da eccellenze italiane.

    Per il Sig. Luca Pagani: mi spiace, ma La comprendo molto bene. Avremmo certo occasione di incontrarci. Magari mi può contattare per email.

  101. Luca Pagani Scrive:

    “Negli U.S.A. è stato calcolato che il 76% dell’impatto ambientale della società proviene dall’abitare”
    ha scritto Lorenz nel post datato 28 febbraio 2013.Per argomentare in modo più approfondito invito a guardare una puntata di “PATTI CHIARI” trasmessa dalla Televisione Svizzera Italiana
    all’indirizzo web “http://www.rsi.ch/pattichiari/node/4291″.Tratta un argomento vicino alla materia
    discussa in questo blog-post.Una mia personale osservazione dopo la visione:ma in Svizzera governa il M5S a nostra insaputa?

  102. Mr. Baltic Scrive:

    Caro Sig. Pagani,

    in Italia sappiamo bene tutti, ahimè, che la gran parte degli edifici sia pubblici che privati sono delle gruviere e che propendono più verso la fine dell’alfabeto come classe energetica. Siamo consci inoltre, visti i tanti scandali conosciuti e chissà quanti ancora da scoprire, che spesso e sovente le cosidette “ristrutturazioni”, non rispettavano quanto dichiarato.

    Ora faccio un esempio banale: la scuola elementare di mia figlia è stata considerata inagibile (costava 100.000 Euro/anno circa di bollette) e i bambini sono stati messi in una struttura a noleggio (container) per la modica cifra di circa 700.000 Euro. Le stesse strutture (anzi, migliori) costano circa 300/400.000 Euro di proprietà, made in Italy (listino in possesso).
    Cercai a suo tempo di parlare con l’Assessore all’Urbanistica e gli scrissi relativamente alla possibilità di costruire in legno (mi ero offferto di fornire una lista di aziende, esclusa la mia). Mi fu risposto che ormai avevano deciso e che in ogni caso le costruzioni prefabbricate erano costose quanto il calcestruzzo (?)

    Feci un paio di conti e se mi avessero ascoltato, ora avremmo delle scuole nuove in classe A+ ed un risparmio energetico notevole. Se poi avessero deciso, col tempo di rivalutare la vecchia scuola, avremmo un parco immobiliare comunale di eccellenza e nel caso di necessità (calamità naturale, tra l’altro zona montana a rischio frane) dei luoghi di ricovero temporaneo dignitosi.

    Da qui si capisce che il sistema non funzione o meglio che si preferisce non funzioni.

    Altra notizia: nelle scorse settimane sono stato invitato ad un tavolo con dei ricercatori/aziende europee con i quali collaboro, per valutare due nuovi sistemi di produzione di energia. Il primo rende la struttura della casa produttrice di energia termica (in estate per il raffrescamento ed in inverno per il riscaldamento), il secondo produce energia elettrica a costo zero anche senza il fotovoltaico. Ora, immaginiamo che questi due sistemi vengano applicati solo agli edifici pubblici di nuova costruzione, ospedali, università e a tutti gli spazi di grandi dimensione…. Credo che Lei come tecnico, possa rapidamente fare un conto della serva e vederne i benefici. Tenga conto che da costi in fase di test, il primo costa meno o quanto una pompa di calore (ma funzione contemporaneamente in caldo/freddo) ed il secondo quanto un fotovoltaico.

    Se poi li applichiamo anche al residenziale, almeno il primo dei due, avremmo realmente le CASE ATTIVE, indipendentemente dal sovradimensionamento dell’impianto fotovoltaico.

    Ora, aldilà dei semplici cittadini e di alcuni appassionati “idealisti” come noi e di alcuni giornalisti, come il Dottor Banfi, mi chiedo se qualcuno dei potenti ha capito che se non procediamo verso questa strada siamo destinati ad una decadenza sempre peggiore.

    Le aziende non sono competitive sia per le tasse che per i costi del lavoro e delle bollette. Ho visto con i miei occhi in Svizzera la costruzione di un nuovo stabilimento a tre piani in bioedilizia.
    Business Plan alla mano, con alcuni (non eccessivi sovvenzionamenti/agevolazioni) la struttura si pagava quasi da sola.

    Credo che da un lato, chi di dovere dovrebbe “studiacchiare” un pò, e dall’altro dovrebbero ricordarsi qual’è lo scopo principale del loro lavoro: fare gli interessi dello stato/cittadini e non il proprio.

    Forse dovremmo pensare di avere dei Sindaci/Presidenti di Prov/Regione che siano manager e non politici ed in quanto tali a rischio licenziamento se non producono (come in Svezia).

    Buon Lunedì di Pasquetta a tutti.

  103. giovanni Scrive:

    E’ una buona idea; senza dubbio, in questo periodo di crisi che ha determinato quasi una vera e propria paralisi del settore edilizio – prova ne è che addirittura in citta come Roma , i prezzi delle case scendono – da un lato le vendite aumenterebbero e creerebbaro sicuramente maggiore gettito fiscale , dall’altro per quanto si possa pensare di montarsi una casa , alla fine si ricorrerebbe almeno in parte all’assunzione di manodopera; indubbiamente per quanto perziale possa essere l’impiego di maestranze, un po’ di occupazione, anche se temporanea, si creerebbe.

  104. alessio Scrive:

    ciao a tutti io ho approffittato dell’acquisto del capannone di mio padre per costruire una casa in legno di all’incirca 90 mq calpestabili il progetto e stato realizzato dalla mia ragazza e perfezionato da mio padre che e un falegname….ha una buona conoscenza in questo campo visto che quando era ragazzo per 10 anni ha lavorato in germania per una ditta che gia 35 anni fa costruiva case alberghi ecc…in legno… per il materiale ho speso esattamente 12.996 euro naturalmente esclusa di impiantistica e mobilio e sono arrivato ad una somma totale di 28.000 euro quindi nn vedo dove siano tutti questi problemi per la costruzione di una casa in legno dove personalmente la trovo molto piu confortevole di una in muratura ….. e poi nn per forza bisogna avere un terreno edificabile se la casa e fai da te….la puoi giustificare anche come nel mio caso ….(modello da esposizione ) ocapanno degli atrezzi bisogna solo pensarci bene un po su, e avvolte allontanarsi magari dai centri abitati ma in cambio avete una casa modesta con pochi soldi e l’orgoglio di dire questa l’ho fatta io….e sopratutto niente grandi spese aggiuntive avendo una casa costruita in un terreno edificabile

  105. Luca Pagani Scrive:

    I modelli da esposizione non possono allacciarsi alla rete fognaria,non esiste la possibilità di asseveramento,con 12996 euro compri all’ incirca 26MC di legname e la vedo dura realizzare con questa quantità 90mq calpestabili.Caldana-platea?Collaudo statico? Classamento energetico?Urbanizzazioni primarie e secondarie?Riesce a postare alcune foto e relativo progetto definitivo con descrizione particolareggiata.Costo totale?Magari un piccolo computo metrico reale per capire di cosa stiamo parlando.€ 28000:90=€311,11 al mq. Veramente poco. Se valutiamo spessore muri perimetrali e tavolati interni arriviamo a 110mq lordi. Quindi € 28000: 110mq=€254,54 al mq.
    Mi sfugge qualcosa,mi aiuta a capire?Capanno per attrezzi?In Lombardia max 9 mq.
    Io giro in lungo e largo tutta l’ Italia per lavoro al limite se è possibile un incontro con relativa visita all’abitazione.
    Giro l’invito anche a mister Baltic.
    Un saluto a tutti i lettori.

  106. redazione Scrive:

    Risponde Mr. Baltic:

    Sig. Giovanni: correggo solo una cosa. La casa viene assemblata anche
    per questioni di garanzia e sicurezza dalle maestranze dell’azienda.
    Ovviamente si può partecipare.

    Il Sig. Pagani ha ragione e sulle normative come sempre non sbaglia.
    Certo che se uno vuole riesce a tirar su una casa ma ovviamente non è
    in regola ed il gioco non vale la candela.
    Sul legname come costi concordo con il Sig. Pagani se è acquistato in
    Italia, ma se arriva dall’estero potrebbe anche starci.
    Accetto l’invito lanciato dal Sig. Luca, anzi mi farebbe piacere Sig.
    Pagani che potessimo sentirci, mi scriva a baltika.export1@gmail.com
    Su questo post è stato più volte scritto che la casa prefabbricata non
    viene fatta da soli. Si può comunque collaborare in fase fnale nei
    lavori, I veri vantaggi sono già stati descritti e rimane comunque il
    grande piacere di capire come è fatta e che non si tratta più di un
    semplice involucro.

  107. BioWorld Scrive:

    Buongiorno a tutti, ho trovato particolarmente interessanti le vostre considerazioni.

    Nella mia ricerca ho trovato quest’azienda che sembra proporre dei prezzi molto interessanti:

    http://www.costruirebio.it

    A vostro avviso è possibile garantire dei buoni standard costruttivi a questi prezzi oppure no?

    Grazie

  108. Giovanna Scrive:

    Buongiorno anche io vorrei poter chiedere delle informazioni a Mr. Baltic. È possibile? Grazie mille

  109. redazione Scrive:

    Risponde Mr. Baltic:

    Buongiorno,

    Sig. BioWorld: ho visionato il sito e i prezzi pubblicati sul sito da Lei indicato. Ho provato a verificare la stratigrafia della classe Gold e risulterebbe un valore di trasmittanza di circa 0.26 W/m2K, quindi appena all’interno del range della classe A con uno sfasamento di 9/10 ore. Anche se nel sito la stratigrafia disegnata prevede un ulteriore strato di isolamento che nel computo non ho trovato e la possibilità di utilizzare Fibra di legno in luogo della lana di roccia. Personalmente consiglio di utilizzare entrambi, visto il clima del nostro paese e dimensionarli in base alla zona. I materiali sono validi. Riguardo al prezzo mi sembra che sia allineato con la maggior parte dei prezzi di mercato. Ci sono aziende più care e anche qualcuna leggermente più economica. Ma per poter fare un paragone ci vorrebbe un progetto definito chiavi in mano.

    Sig.ra Giovanna: mi può scrivere a baltika.export1@gmail.com spero di poter rispondere ai Suoi quesiti.

  110. Luca Scrive:

    Buongiorno,
    da buon mantovano vorrei capire perché, dopo il terremoto dello scorso anno, tutti sono diventati produttori di case “bio” nel mantovano nel modenese e nel reggiano; scusate, ma non vi sembra che per “generis” siano costruzioni tipicamente tedesche o delle zone limitrofe ?

    Lasciamo fare ai “nordici” ciò che sanno fare bene ed aggreghiamoci eventualmente per tutti i lavori di finiture dove non abbiamo niente da invidiare per mantenere il lavoro anche da noi.

    Il Sig. Bioworld ovviamente sponsorizza la “sua” azienda, ma prima , vista che vantano 50 anni di esperienza, dov’erano ???

    Non mi risulta che nel nostro territorio ci sia uno storico così “storico” diciamocelo in faccia, è un business dove tutti ci siamo buttati, abbiamo il coraggio di dirlo ?

    Scusate lo sfogo, ma da oltre vent’anni giro in lungo ed in largo il territorio ed il massimo che si vedeva era il piccolo falegname che vendeva i gazebo, ora dovunque ti volti tutti sono “produttori” di case in bio-edilizia, forse è il caso di dare una regolarizzata al sistema.
    Grazie

  111. Luca Pagani Scrive:

    Per Luca
    Con x-lam e blockhaus il settore ha avuto una evoluzione ed accelerazione negli ultimi anni.Queste tecnologie abbinate alla progettazione CAD ed a macchinari a controllo numerico semplificano il lavoro,e per questo motivo che negli ultimi anni diverse aziende una volta per lo più semplici segherie hanno deciso di evolversi e acquisire nuove nicchie di mercato.Anche nelle due Germanie tra il 1950 e il 1990 la casa in legno era stato soppiantata dal tradizionale, dopo l’unificazione per motivi vari a ripreso vigore,ma la gran parte delle loro aziende si e fermata al sistema a telaio,tecnica a mio avviso ampiamente superata.Ho esperienza diretta nell’assistere ditte teutoniche ma sulle loro reale capacità molto e frutto di luoghi comuni anzi in alcuni casi sono da considerarsi leggende metropolitane.In quanto a manualità,flessibilità mentale e infine buon gusto noi italiani siamo due passi avanti.Che nel nostro Bel Paese qualcuno si improvvisi non si può negare,piuttosto io vedo dei limiti mei progettisti in quanto progettare tradizionale ed esempio x- lam non è proprio la stessa cosa.Infatti nel primo caso si ha la possibilità di usare la tecnica dello “spannometro”,poi quotidianamente qualcuno in cantiere aggiusterà il tiro e bene o meglio si tira a campare.Nel secondo caso dopo aver coordinato architettonico,strutturale,termico e acustico devo girare il file alla macchina a controllo numerico con possibilità di errore pari a zero e ti posso garantire che non è una cosa alla portata di tutti.Per quanto riguarda il sito indicato da Bioword al il solo merito di dire con una certa chiarezza che cosa ti danno con 1200 euro al mq. e nel panorama edilizio italiano non è cosa da poco.Personalmente penso che con 1200 euro al mq si possa ottenere di più e mi rimane qualche dubbio della adattabilità a tutte le fasce climatiche presenti in Italia.Poi ponteggio e impianto elettrico di cantiere a carico del committente e tante altre cose mi lasciano dubbi e perplessità ma il discorso sarebbe troppo lungo e si scivola in tecnicismi noiosissimi.
    Un saluto a tutti i lettori

  112. Luca Scrive:

    Buongiorno Luca,
    avere lo stesso nome forse comporta il capirsi meglio, mi trovi pienamente concorde in quanto hai detto e sono il primo io ad essere favorevole alle “new-entry” nella bio-edilizia, ma alla condizione che dicano la verità. Se fini a ieri hanno prodotto tetti, lo dicano; se producevano cassette di legno, lo dicano; Perchè vantare uno storico diverso dalla realtà ? Nessuno nasce maestro e anche l’azienda che “nasce” domani potrebbe diventare la “Ferrari” del settore.

    Per non fare ulteriore polemica, chiedo come sempre il parere all’esperto, Mr. Baltic.

    Per Luca Pagani, se vuole, possiamo parlarne con più calma direttamente dalle nostre mail “kequinto@gmail.com” sarebbe un piacere confrontarsi con una persona così qualificata.

    Buona giornata a tutti

  113. redazione Scrive:

    Il Sig. Pagani ha ragione, la tecnologia ha permesso la nascita o meglio la trasformazione di molte segherie/falegnamerie. Concordo appieno sul fatto che molti teutonici sanno vendersi bene e che non tutto oro quello che luccica, ma è anche vero che hanno maggiore possibilità di “muoversi” di quanto ne abbiamo noi in Italia. Agevolazioni, incentivi, normative dedicate ecc., possono solo che aiutare.
    Rilancio scrivendo anche che in Italia ci sono delle aziende che dichiarano in modo occulto un “made in Italy” che arriva dall’estero e che anche aziende che arrivano dai paesi oltre cortina hanno il buono ed il cattivo.
    La chiave di volta, come scrive Lei, caro Sig. Pagani, è però nell’impreparazione di molti progettisti e come Lei mi insegna, spesso ci ritroviamo a dover “tradurre” progetti nati per il mattone, per il semplice fatto che non sanno come progettare in legno. Questo è anche il limite attuale che frena un mercato che ha potenzialità enormi.
    Per quanto riguarda prezzi online: bisognerebbe che chi li pubblica indicasse materiali, schede tecniche spessori ecc. altrimenti diventa lo specchietto per le allodole. Un pò come la tecnica di vendere a 9.99 anziché a 10 euro. Si dichiara una trasmittanza ed uno sfasamento che non possono essere verificati.
    Oramai tutti ci siamo livellati sui materiali e sulle tecnologie, si gioca molto sui sandwich. Dimentichiamo però la parte più importante che è la progettazione. Una progettazione vista anche a livello bio climatico sarebbe consigliata. Che ne pensa?

    Sig. Luca: dire chi si è e cosa si fa è il minimo, senza tanto occultare. Ma nell’italico paese è tradizione apparire più “belli” di quello che si è realmente. La mancanza di etica e umiltà ci stanno portando verso un tunnel pericoloso. Ma di questo siamo colpevoli tutti, cittadini e politici. Ci vorrebbe un pò di educazione civica.

  114. luca Scrive:

    Buongiorno a tutti mi chiamo Luca , e sono un allestitore fieristico e anche montatore di stand da circa vent’anni e questa è una domanda rivolta al sig. M. Baltik e ad altri professionisti in questo blog, che per quanto mi riguarda è interessantissimo e molto esauriente .Premetto che non sono qui per parlare di me o del mio lavoro ma per chiedervi una cosa : dal momento che in fiera io sono autorizzato alla costruzione di stand che molte volte sono anche più grandi di una casa e dato che, essendo anche un montatore, ho diverse nozioni di pitturazione , di montaggio di cartongesso, di installazione di un impianto elettrico ( pur non avendo la firma per autocertificare un impianto elettrico)e di idraulica e che sono anche un buon falegname e carpentiere in legno ,con buona conoscenza anche del montaggio di strutture in ferro o acciaio e della lettura di un disegno tecnico,e che, in poche parole io posso consegnare chiavi in mano uno stand costruendolo da solo ( per motivi di tempo mi affido anche alla collaborazione di altri professionisti), PERCHE’ per lo Stato italiano io non posso costruirmi una casa in legno da solo??? Chiaramente mi affiderei anche ad altri professionisti per fare i lavori che io non sono in grado di svolgere, come tutta la burocrazia e il disegno tecnico e, chiaramente, mi affiderei ad un professionista dell’azienda che mi fornisce il materiale , affinchè, dopo il montaggio fatto da me ,attesti che il lavoro sia stato fatto alla regola d’arte, per poter avere un certificato di garanzia e un eventuale assicurazione.Ora chiedo a voi e in particolare al sig. M.Baltik perchè, viste le capacità della mia azienda , io non possa costruirmi una casa da solo e che leggi ci siano al riguardo. Vi ringrazio anticipatamente Luca

  115. Luca Pagani Scrive:

    Per Luca intervento del 23giugno 2013
    Perché siamo nel paese della burocrazia infinita,pensa che venerdì 21 corrente mese mi è stato chiesto da parte di un CSE(coordinatore alla sicurezza in fase di esecuzione)”la valutazione interferenziale della pressione acustica esercitata da un martello pneumatico a due imbianchini distanti dieci metri dalla fonte sonora. La valutazione e da effettuarsi in base al D.Lgs. 81/08, all’art. 190, c.3/art.193,comma 3/art.190, comma4/art. 193,comma 1 d.La norma di riferimento UNI 9432:2008.”Inoltre il solerte CSE visto che un manovale usava il martello pneumatico mi ha chiesto di integrare la documentazione come da articolo 202 del D.Lgs. 81/2008″valutazione rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro”.
    Personalmente non sono proprio sicuro della legittimità delle richieste da parte del CSE,ma nel marasma delle normative,per pararsi quello che non si dice,lui ha verbalizzato.
    Un tentativo di risposta alla tua domanda.QUELLO CHE DICO A SEGUIRE NON FA TESTO,NON È ESAUSTIVO,NON HA UNA SOLA CHIAVE DI LETTURA, e da considerarsi frutto della mia esperienza.Il tutto da verificare caso per caso.
    Se hai il sacro santo desiderio di costruirti la casa, purtroppo sei soggetto a dei vincoli normativi a volte giusti a volte veramente indigesti.
    Edificare rispettando la legge vuol dire adeguarsi al DPR n.380/2001,e a seguire al DLs n.267 Art. 3 del 18 agosto 2000.Ne consegue che il cantiere viene assoggettato e soggiogato al DLs 81/2008 integrato dal DLs 106/2009.Alcune indicazioni contenute nel tuo intervento comportano l’ applicazione dell’articolo 90 del DLs 81/2008 comma3,con tutte le conseguenze del caso.Tieni presente che questo tipo di argomentazioni fanno nascere questioni di lana caprina e la tentazione di trovare escamotage più o meno fantasiosi per eludere la normativa e forte.In un nauseante corso di aggiornamento a cui ho partecipato perché obbligato,il docente un giudice del lavoro e della previdenza in pensione per far capire lo spirito con cui va trattata la materia sulla lavagna aveva scritto:”Le opportune misure da intraprendere per la sicurezza in un cantiere mobile o temporaneo non sempre coincidono con quanto legiferato”.A te analisi,osservazioni e considerazione del caso.Le attività a maggior rischio previste dall’ art.31 comma 6 sono escluse dalle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi .A causa di incidenti mortali,di recente rientrano nelle attività di maggior rischio ,
    allestimento di palchi per concerti e stand fieristici.Appena ritrovo la circolare la indico.
    In conclusione a mio parere ti occorre:
    1-iscrizione CCIAA con specificato attività costruzione edifici
    2-rettifica iscrizione INAIL
    3-DURC valido
    4-nomina medico competente e piano sanitario aziendale
    5-nomina RSPP
    6-nomina addetto primo soccorso
    7-nomina addetto antincendio
    8-idoneità tecnico professionale Art. 26 comma 1 Legge 81/2008
    9-RSL territoriale
    Con riferimento al punto 8 e da verificare da parte del committente il possesso di capacità organizzative,nonché disponibilità di forza lavoro,di macchine e di attrezzature , in riferimento ai lavori da affidare( Art 89 comma 1-81/2008).Questo significa che la mera verifica documentale e insufficiente.Se più lavoratori autonomi concorrono alla realizzazione di un opera,a livello giuridico-giurisprudenziale si forma un “impresa di fatto” soggetta all’81/2008.Se ho sbagliato a interpretare alcuni passaggi correggetemi.Saluti

  116. redazione Scrive:

    Buongiorno a tutti,

    caro Sig. Pagani, come sempre molto esaustivo nelle normative. Direi che molte normative in termini di sicurezza erano dovute, ma credo anche che certe volte ci siano degli eccessi. penso che alcuni legislatori dovrebbero andare in cantiere per un pò e vedere realmente. Poi, certo che al Sig. Luca dia fastidio non potersi costruire da solo la propria casa. Sarebbe interessante, avendo tempo di spulciare tra tutte le norme, di verificare se persone con determinate competenze, come il Sig.
    Luca, possa essere prestatore d’opera per l’azienda costruttrice della sua casa.

  117. Luca Pagani Scrive:

    Per il Sign. Luca e Mister Baltic
    Il mio contributo voleva essere unicamente un primo inquadramento,senza alcuna pretesa di esaustività, del resto non possibile in poche righe. La trattazione completa e specifica dell’argomento non può infatti prescindere dall’analisi approfondita delle circostanze proprie e fattuali del caso concreto e potrà perciò trovare pieno compimento unicamente all’interno di un colloquio con un professionista.
    L’appalto e la prestazione di manodopera prevedono alcune condizioni di legittimità per essere considerati genuini e non incorrere, conseguentemente, nelle sanzioni di legge.
    La prestazione di mano d’opera in edilizia,seppur oggi consentita entro determinati paletti, viene comunque considerata dal legislatore e dai giudici una forma contrattuale da attuarsi secondo cautele particolari e, perciò, sono apprestate alcune tutele nei confronti dei lavoratori utilizzati.
    In primis responsabilità solidale del committente verso i lavoratori, in caso di mancata corresponsione delle retribuzioni da parte dell’appaltatore.
    Da non dimenticare responsabilità solidale del committente verso gli Enti, per il mancato versamento delle ritenute fiscali e della dovuta contribuzione (previdenziale ed assicurativa) da parte dell’appaltatore.
    Alcune rilevanti corresponsabilità del committente in tema di sicurezza sul lavoro ed infortuni(art. 90 legge 81/2008).Data la complessità della materia, e la rilevanza delle responsabilità e dei pericoli da essa”potenzialmente” scaturenti, è senz’altro consigliabile far curare la
    redazione del contratto d’appalto di manodopera da un professionista: un legale che si occupi di diritto del lavoro è la figura senz’altro più qualificata ad avere una visione d’insieme delle problematiche complessive che si legano ad esso(il contratto di prestazione di mano d’opera).Sempre più rigorosa appare la posizione assunta dalla Corte di Cassazione nei confronti dei committenti nei cantieri temporanei o mobili i quali, secondo la suprema Corte, assumono una posizione di garanzia particolarmente ampia in quanto sono tenuti ad effettuare, oltre che delle verifiche formali sulle ditte appaltatrici e subappaltatrici e sui lavoratori autonomi, anche dei controlli sostanziali per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni e la salute e sicurezza dei lavoratori nonché a controllare il comportamento dei coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione al fine di verificare se gli stessi adempiano agli obblighi che incombono su di loro.(Cassazione penale sezione IV-Sentenza 14407 del 16 aprile 2012).Come italiano medio e onesto,e meglio non trovarsi nelle condizioni di dover risarcire un danno esistenziale o un danno biologico perché imputati e ascritti di negligenza grave.Il Sign. Luca ,visto le sue potenziali capacità,può seguire diverse strade se vuol concorrere o costruire la propria casa,importante essere a conoscenza delle proprie responsabilità e partire con il piede giusto in fase progettuale-organizzativa.Capisco che per gente pratica e concreta determinati argomenti sono difficili da digerire e insopportabili.
    Un saluto a tutti i lettori.

  118. Mr Anderson Scrive:

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  119. Stefano Scrive:

    Buongiorno,
    mi dareste qualche link di queste case da 300 mq che costano poco?

  120. Luca Pagani Scrive:

    Stefano Scrive:
    16 settembre 2013 alle 17:29
    Buongiorno,
    mi dareste qualche link di queste case da 300 mq che costano poco?
    –—————————————————————————-

    Poi aggiungiamo progetto,piano di coordinamento e sicurezza,urbanizzazioni primarie e secondarie e costi di costruzione da versare nelle casse comunali,costi del ponteggio a norma di legge,impianto elettrico di cantiere conforme e relativa certificazione,calcolo delle scariche atmosferiche e calcolo impianto massa a terra ponteggio e relative certificazioni,costo fondazione o platea che risponde ai requisiti di salubrità richiesti dalla legge,calcolo statico strutturale della platea,oneri per il collaudo della stessa( la legge vieta al tecnico che effettua il calcolo statico di effettuare il collaudo quindi le persone da pagare sono due),opere accessorie tipo marciapiede,pavimentazioni esterne,recinzione,alla fine facciamo due conti realistici e vediamo dove si va a parare con eventuale acquisto del terreno incluso tasse di trascrizione e parcella notarile.Per concludere termotecnico per certificazione energetica,probabilmente mi dimenticò qualcosa.Anche io come Stefano aspetto indicazioni di link di case in legno economiche (case non baracche o capanne).Sono un sostenitore della casa in legno ma resto realistico.

  121. redazione Scrive:

    Buongiorno a tutti,

    Sigg. Stefano e Luca Pagani: su quanto scrive il Sig. Pagani (come sempre) non si discute, i costi nazionali ci sono e mi permetto di aggiungere in taluni casi sono dei balzelli inutili e al limite della legalità. In altri casi certe parcelle sono esageratamente alte. Sulla differenza dei costi di produzione direi invece che ci si può ragionare. A mio avviso e per esperienza personale individuo un maggior risparmio in alcune voci di costo: materiali (gli stessi marchi hanno un listino differente a seconda del paese), costo della manodopera (specializzata), legname certificato.
    Detto questo, come ho già avuto modo di scrivere, ribadisco che i 99 Euro/m2 della Lettonia si riferiscono ad una semplice struttura a telaio senza nessun isolante, senza montaggio, solo il nudo scheletro che probabilmente non rispetterà i calcoli statici italiani. Per avere una parete standard basica bisogna salire a circa 400 Euro/m2.

    In questi casi, che si tratti di case a telaio o di block-haus lamellare, bisogna italianizzare la struttura, ma tranquillamente si sta attorno ai 600/700 Euro/m2 per una casa con un’ottima trasmittanza.

    Ovviamemente non posso riprodurre un elenco di nomi in quanto molti non vi verrebbero inclusi per motivi di spazo e di conseguenza non sarebbe etico. Basta digitare su google Timber house o block house glue laminated aggiungendo il nome di uno dei paese dell’est europa e avrete l’imbarazzo della scelta. Considerate sempre che le loro strutture standard, nella maggior parte dei casi, sono studiate per il nord europa e quindi per zone climatiche fredde. Se volete sono a disposizione.

    Sig. Pagani: visiterà il MADE?

    Un caro saluto a tutti.

    Mr. Baltic

  122. biolegno Scrive:

    ville design in legno

  123. biolegno Scrive:

    http://www.biolegno.it

  124. Renzo Andil Scrive:

    Ma le case in legno le montano i fornitori, non è propriamente un fai da te. Per avere un casa fai da te, c’è di più della casa in legno: il mattone in legno-cemento che permette a semplici persone e massaie di costruire casa. Si chiama Autocostruzione e nel comune di Villaricca 25 famiglie si stanno costruendo casa con le proprie mani, Da Soli! nel sito tettoesolaio.com puoi cercare la news relativa a Villaricca e restarne sbalordito. Una villetta al costo di 90’000,00 euro chiavi in mano FAI DA TE.

  125. Pal Dahl Scrive:

    Sento e leggo spesso discussioni sulle case di legno. Chi ha detto che deve o costa meno di una casa di mattoni? Qui si parla di qualità della vita, dei consumi irrisori, del profumo di quando si entra in casa ecc ecc Io sono Nato in Norvegia, ed è una nazione dove 90% delle costruzioni è in legno, comprese quelle industriali. Quindi non mettiamoci a discutere se è meglio o peggio. Ci sono case in legno in Scandinavia che hanno tranquillamente due secoli….

  126. Luca Pagani Scrive:

    Interessante quanto porta a conoscenza il Sign. Renzo Andil. Posso garantire che con una struttura in x-lam o blockhaus si hanno meno problemi e si risparmia il 50% di tempo e fatica.Conosco molto bene il cassero il legno-cemento e le problematiche che comporta un corretta posa.Ha me personalmente piacerebbe sapere come il coordinatore alla sicurezza sia in fase di progettazione che di esecuzione ha gestito la situazione.Mi spiego:notifica preliminare,rspp,rls,pos,valutazione rumore,oppure semplicemente allestimento ponteggio come da DLGS 81/2008,ecc.,ecc.,ecc..Lei gentilmente ha la possibilità di mettermi in contatto con il tecnico di competenza?Tentativi di progetti in auto-costruzione di mia conoscenza hanno trovato difficoltà insormontabili a livello burocratico e sono naufragati miseramente con grande dispiacere da parte mia.Il “modus operandi” che i “fornitori le montano”,allo stato attuale della tecnica è un cosa superabile tranquillamente.Per massaie,impiegati,studenti la costruzione in legno e quasi un passeggiata,ma consiglio sempre la presenza di un persona qualificata alla direzione del cantiere.
    Cordiali Saluti

  127. redazione Scrive:

    Risponde Mr. Baltic:

    Buongiorno a tutti.

    Se non ricordo male, il caro Sig. Pagani, aveva già scritto su questo argomento e ci aveva illustrato le difficoltà nell’affrontare il DLGS 81/2008. Concordo con lui (come sempre ovviamente) sul fatto che X-Lam e Block-House diano risultati migliori. Ricordiamoci inoltre che per l’autocostruzione ci vuole del tempo. In questo momento chi ha tempo (disoccupati) non ha i soldi e chi ha il denaro non ha certamente tempo.
    Mi piacerebbe che chi decide di intervenire su questo blog, avesse l’accortezza di affrontare a fondo degli argomenti prima di fare pubblicità. C’è già troppa confusione su questo mercato. Cerchiamo almeno qui di fare un pò di luce.
    Sig. Pagani, Le rinnovo il mio interesse a parlarci, mi piacerebbe verificare con Lei alcune idee e condividerle con i lettori, anche sull’autocostruzione.

    Un cordiale saluto a tutti.

    Mr. Baltic

  128. Luca pagani Scrive:

    Ho riposizionato con copia e incolla questi interventi per renderli più visibili alle persone interessate.

    Katiuscia basso Scrive:
    23 ottobre 2013 alle 01:36
    Le chiediamo gentilmente di divulgare questa lettera:

    Buongiorno a tutti.
    Siamo una giovane coppia e nell’anno 2012 abbiamo deciso di costruirci una casa prefabbricata in legno.
    Dopo aver chiesto informazioni a tutti coloro che ne possiedono una nella nostra zona, abbiamo optato per la ditta finlandese HONKA, considerata come leader mondiale per quanto riguarda le case in legno.
    Abbiamo avuto purtroppo numerosissimi problemi che non stiamo ad elencare. Citiamo soltanto: 2 mesi senza tetto (per cui è piovuto e nevicato sulle pareti), 3 mesi senza serramenti, molteplici problemi sulla gestione del cantiere, isolamento acustico, parte idraulica e finiture.
    Più volte abbiamo cercato di contattare direttamente la casa madre in Finlandia senza risposte.
    UNICO REFERENTE ITALIANO
    Purtroppo abbiamo incontrato delle difficoltà e delle problematiche nella gestione del rapporto con tale referente e le tensioni che ne sono scaturite hanno generato delle incomprensioni reciproche che mi hanno portata a vivere mesi di ansia e di nervoso, anche perché ero incinta, prossima al parto, e senza una casa. Infatti con il mio compagno avevamo disdettato l’alloggio in conduzione nella convinzione di trasferirci nella nuova abitazione, che, però a quel tempo ancora non era ultimata, benchè avessimo già pagato una somma considerevole del prezzo pattuito.
    Vogliamo che la nostra esperienza possa essere di aiuto a tutti voi ed in particolare vogliamo invitare tutti coloro che intendono costruire una casa in legno ad essere cauti ed a ponderare con cognizione e scrupolosità la scelta della società alla quale affidare la costruzione di una tale tipologia di abitazione, onde evitare situazioni spiacevoli come a noi accadute.
    Mettiamo a Vostra disposizione la nostra esperienza in materia mediante contatto al seguente indirizzo di posta elettronica:
    katiusciabasso@libero.it

    Luca Pagani Scrive:
    23 ottobre 2013 alle 14:16
    Per Katiuscia Basso
    Dopo 33 anni passati in cantiere non mi meraviglio di niente.Esperienze come la vostra sono purtroppo all’ordine del giorno.Come ho già scritto in questo blog invito le persone che intendono costruire o semplicemente ampliare o rialzare la propria abitazione a non cadere nel tranello di ditte che curano in modo certosino il marketing.Il referente indicato nel suo intervento è sicuramente un “commerciale” che dopo la firma del contratto per lui siete diventato un peso.Attualmente sto seguendo in qualità di consulente di parte una causa civile intrapresa da una coppia che affidandosi a una ditta teutonica che vanta otre 150 anni di storia,pensava giustamente di mettersi in una botte di ferro. NON È STATO COSÌ.
    Personalmente ho visionato varie case in legno e molte volte il committente solo una volta che abita è in grado di capire e valutare problemi esistenti e dare un giudizio sulla qualità effettiva.Voglio precisare che noi italiani e sopratutto ” le italiane ” sono molto pìù esigenti dallo standard europeo.Quindi adeguarsi al gusto nord europeo per noi è un passo indietro.Come buongusto noi italiani siamo due passi avanti,con esigenze del tutto sconosciute a teutonici e company.Dal punto di vista tecnico e tecnologico,e qui siamo nel pieno delle mie competenze senza nessuna presunzione posso garantire che non ci deve insegnare niente nessuno,anzi.Lavorando tra Italia,Canton Ticino, Canton Vallese e Grigioni ho presente molto bene la situazione.

    redazione (Mr Baltic) Scrive:
    24 ottobre 2013 alle 11:59
    Gentile Signora Katiuscia,

    ahimè, non è la prima volta che leggo di problematiche (gravi) come la Sua. In genere però succede con aziende meno rinomate. Non posso esprimere giudizi in merito, in quanto non essendo a conoscenza delle clausole contrattuali è difficile poter dire qualcosa di specifico. Certo è che lasciare le pareti esposte alle intemperie è una degli errori più gravi che si possono commettere anche perché presumo che le pareti contengano l’isolamento. Purtroppo ultimamente stiamo assistendo a comportamenti da parte di alcuni operatori che risultano tipici dell’edilizia del passato e che assolutamente non dovrebbero accadere con le case prefabbricate, dove tutto è già predisposto e tranquillamente programmabile. Ritengo che abbia fatto molto bene a postare il Suo problema per far si che altri non si trovino nelle stesse, sgradevoli, situazioni. In genere, l’azienda costruttrice ha una serie di responsabilità oggettive da rispettare e deve ASSOLUTAMENTE, consegnare al committente quanto contrattualmente stabilito. Consiglio vivamente a tutti coloro che intendano acquistare una casa, di chiedere per iscritto nel contratto che l’assemblaggio venga fatto in modo tale da evitare tali problematiche e di porre delle penali in caso di ritardo nell’esecuzione dei lavori.

    Auguro a tutti una piacevole giornata.

    Mr. Baltic

  129. Fastgroup Scrive:

    Articolo finalmente utile con commenti che possono servire a togliersi dei legittimi dubbi, grazie mille.

  130. marco da ragusa Scrive:

    salve a tutti spero di non annoiarvi con il mio punto di vista
    io non ho letto tutti i commenti perche sono davvero troppi! mi sono limitato a leggere gli ultimi del 2013 pero posso riassumere che c’è sempre chi dice che è semplice e chi invece ribatte spiegando che non è cosi semplice come sembra causa della burocrazia, sicurezza, permessi etc etc….io sono di un altro parere:

    n1 io ho 26 anni sono del sud, vivo ancora con i genitori perche non ho un lavoro e non potrei mai comprare e mantenermi una casa in generale! anche se trovassi lavoro non ho risparmi quindi non posso comprare una casa costosa al massimo potrei andare a vivere in affitto sempre se non perdo il lavoro. quindi le soluzioni sono 2 o vinco al superenalotto a cui non ho mai giocato oppure mi costruisco una casa con pochi soldi in modo che mi resta un tetto, opterei per la casa!!!quindi ben venga la casa in legno e ben vengano le agevolazioni!!!!!!!

    n2 ammesso e concesso che riuscissi a trovare i soldi per fare la casa in legno secondo voi a me interessa qualcosa di mettere tutto a regola?o delle concessioni??o di tutte queste fesserie che servono solo a spendere soldi, ormai io personalmente sono stufo di tutto e di tutti,io comprerei la casa e la monterei dove voglio,quando voglio e come voglio! altrimenti che fanno mi uccidono? o mi sfrattano? perche non sfrattano quelli che occupano le case degli altri???(e ce ne sono tanti) credo di essere piu a regola io che monto la mia casa sul mio terreno che uno che entra con la forza a casa di altri e la occupa!ho diritto anch’io ad un posto dove dormire anche se non sguazzo nell’oro,quindi perche non devo poter costruirmi la mia casa con i pochi risparmi che ho senza troppi problemi burocratici?

    sarà che ormai non ho nulla da perdere a differenza di altri ma io non mi faccio piu tutti questi problemi! i nostri nonni hanno costruito abusivamente e adesso le case sono state sanate dopo anni e anni…l’italia funziona cosi per colpa di tutte queste leggi (che servono solo a rovinarci e a far arricchire gli altri alle nostre spalle) sicuramente utili ma mal gestite e funzionerà sempre cosi! i miei genitori sono sempre stati giusti e corretti e i risultati si vedono…viviamo precariamente la vita in case in affitto pur avendo un piccolo terreno non edificabile (quindi inutile), chi ha truffato il prossimo ha sempre i fondelli parati ha le villette e le case per i loro figli!

    Per il resto io penso che la casa in legno sia fantastica l’importante è che non c’è freddo non ci piove e la mia futura famiglia può vivere UNITA! tutto il resto non mi importa l’importante è avere un tetto! e non tutte le comodità come domotica e cose simili!c’è tanta gente che sta peggio di me quindi in fondo mi sento fortunato che ancora posso stare qui davanti ad un pc su internet a commentare! ma c’è troppa gente che non riesce a vivere senza tutte le comodità del lusso e la casa in legno per loro è un umiliazione, gli sembra che sia una baracca da poveri perche sono stati viziati dalla vita e vogliono sentirsi dei RE e la criticano dicendo che non ne vale la pena , che non è vivibile ,che è scomoda o cose simili.

    secondo me l’idea delle agevolazioni sulle case in legno è un ottima idea proprio per evitare tutto quel discorso che ho appena fatto (evitare l’abusivismo) e avere la libertà di essere piu felici nella propria casa con la propria famiglia con poco e senza passare guai finanziari! sarebbe bellissimo sapere che il comune e lo stato ti permettono di costruire la tua casa in legno dove vuoi(nel proprio terreno ovviamente)senza avere spese aggiuntive sul prezzo dei materiali e del montaggio. scegli il posto lo fai controllare a chi è di competenza per sapere se è sano e se non si corrono problemi o pericoli,acquisti la casa la monti e stop.

    questa è la mia idea, perdonate la mia ignoranza e scusatemi se sono stato ripetitivo e pesante ,ma credo che a volte la semplicità sia la cosa migliore!e renderebbe tutto piu facile a chi ha tanti problemi.

  131. Silvia Scrive:

    Buongiorno a tutti, io e mio marito stiamo costruendo in campagna, abbiamo presentato il progetto in comune il 21 Marzo 2013 e ci hanno rilasciato concessione edilizia il 12 Novembre del 2013, ci siamo trovati di fronte dei muri incredibili dovuti soprattutto al pressapochismo e all’incompetenza tutte italiane, geometri che non sanno le leggi e ti fanno perdere tempo e molti moltissimi soldi, impiegati del comune nullafacenti, maleducati e per nulla informati, di tutto… ogni settimana sono dovuta andare negli uffici del comune per sollecitare lo svolgimento delle pratiche, cercando di non perdere mai la pazienza, e alla fine ci siamo riusciti, il progetto su cui mio marito e mio suocero stanno lavorando e’ innovativo, si tratta della struttura completamente in legno e le pareti in balle di fieno ricoperte con argilla, noi vivremo in campagna cercando di essere i piu’ indipendenti possibili a livello di sussistenza, ( abbiamo un uliveto secolare di 154 piante) pero’ devo dire che non mi trovo molto d’accordo con l’autore dell’articolo, che dice che in Italia e’ troppo difficile costruire e bla bla bla. Il problema e che l’Italia ha una superficie non grandissima e a forza di urbanizzare tutto quanto stiamo perdendo tutti i terreni agricoli, la maggior parte delle persone che decidono di andare a vivere in campagna non hanno la piu’ pallida idea di come si pianti una rosa… e quando si costruiscono la casa non hanno nessuna intenzione di coltivare il terreno, ma di aggirare le leggi e di costruire su un terreno che ovviamente essendo agricolo e’ costato un decimo di quanto sarebbe costato se fosse stato in area urbana, va bene tutto, vanno bene le case ecologiche di legno di pietra come le volete fare, assolutamente, ma sarebbe bello se le persone che decidono di andare a vivere in campagna si volessero dedicare veramente alla campagna.
    Buonagiornata

  132. tonino guerra Scrive:

    Onestamente i miei dubbi più che su prezzo, resa energetica o estetica restano sul fatto che si tratti di un investimento buono e soprattutto “futuro” come ho letto qui:

    http://www.inlegnocase.it/case-legno-litalia-se-desta/

  133. Luca Pagani Scrive:

    Per Tonino
    Ho letto l’articolo,non condivido il discorso prezzi perché in Italia una villetta singola di buona fattura a 1400 euro al mq e un utopia.Il mercato immobiliare anglosassone e nord americano e per il 70% composto da abitazioni in sostanza di compensato nulla a che vedere con prodotti tipo x-lam o blockhaus. Ho avuto il piacere di girare gli Stati Uniti,ma i quartieri inquadrati nei telefilm e nei film sono la netta minoranza devi proprio andarteli a cercare.Loro hanno un rapporto con la casa e uno stile di vita totalmente diverso dal nostro.i due mercati immobiliari non possono essere messi a confronto.La scarsa diffusione delle strutture in legno in Italia e dovuta a diverse circostanze.Primo,e può sembrare inverosimile,ma esiste la lobby del mattone composta da palazzinari e proprietari di cave estrattive e fornaci ecc.ecc.,con i loro rappresentanti che corrono in lungo e largo i corridoi dei palazzi del potere (spero di essermi spiegato).Secondo,la preparazione dei tecnici esempio geometri,architetti e addirittura ingenieri e totalmente insufficiente,si fermano a una conoscenza di tipo accademico, nella sostanza non hanno nessuna competenza concreta per costruzioni in legno.Terzo portare in esempio il dopo terremoto in Abruzzo come una formula di successo a mio parere e fuorviante.Le abitazioni costruite in fretta e furia hanno problemi gravi,anche se riconosco che ditte serie hanno eseguito interventi di qualità,ma si possono contare sulle dita di una mano.Poi se mettiamo il discorso culturale,la crisi,il parco immobiliare dell’invenduto e altre circostanze tutto gioca a sfavore della casa in legno.Che valutazione avranno nel mercato dell’usato fra 20 o 30 anni nessuno può dirlo.Ultimo fattore, anche le migliori tecnologie se applicate non correttamente vanificano il discorso qualità,e in Italia siamo i maghi del pressapochismo. Ho da qualche mese terminato la casa in x-lam dei miei figli,parto da una posizione di privilegio essendo un tecnico edile che bazzica quotidianamente da tre decenni abbondanti nei cantieri,ma possa garantire che mantenere la barra al centro per fare eseguire i lavori in maniera corretta a tutte le maestranze è stata veramente dura.Un Cordiale Saluto

  134. fotovoltaico Scrive:

    L’idea della casa fai da te sembra interessante. Perchè non provarla anche in Italia?

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