Notizie asservite

C‘è una questione che trovo scandalosa nella polemica di oggi che è diventata drammatica sul cosiddetto caso Napolitano. Questa frase del procuratore capo Messineo detta al Corriere della Sera: “Il fatto che sia Panorama a pubblicare queste notizie esclude che possano essere uscite dalla Procura di Palermo”. Leggetele a rileggetela.

Significa che:

1) I Pm fanno uscire le notizie che vogliono.

2) I Pm delle Procure scelgono i giornali, sulla base di una stima politica, giornalistica, persino editoriale.

3) La violazione del segreto è tale solo se lo dicono i pm. Che infatti inquisiscono i giornalisti se pubblicano non notizie false, ma notizie a loro sgradite, anche se contenute nelle inchieste di cui sono titolari.

Sono tutte cose che i giornalisti sanno perfettamente. Non le dicono e non le ammettono, perché sono asserviti al potere della pubblica accusa (che non è la giustizia tout court ma una parte processuale in un Paese di diritto).

Non c’è dunque da meravigliarsi se un ex ambasciatore Usa parla del nostro sistema di accusa, dei nostri Pm come fossimo un Paese golpista e anti democratico.

Non dovremmo riformare davvero il nostro Paese e rafforzare una giustizia che non esiste più?

Che ne pensate?

 

Napolitano accerchiato. Voi che cosa fareste?

Stamattina il settimanale Panorama pubblica un lungo articolo in cui rivela il contenuto delle famose telefonate di Giorgio Napolitano con uno degli indagati della Procura di Palermo, Nicola Mancino. Sostiene che in quelle conversazioni il Capo dello Stato si sarebbe lasciato andare a veri e propri insulti nei confronti di alcuni Pubblici ministeri, nei confronti di Antonio Di Pietro, ex pm di Mani Pulite e leader dell’Italia dei Valori e nei confronti di Silvio Berlusconi.

Da destra (Belpietro su Libero e Feltri sul Giornale) e da sinistra (Il Fatto, con un editoriale anonimo di prima pagina) si chiede a Napolitano di rendere note queste telefonate. Conversazioni sulla cui riservatezza il Quirinale ha aperto un duro conflitto istituzionale coi giudici di Palermo davanti all’Alta Corte.

Secondo voi Napolitano dovrebbe far pubblicare davvero queste telefonate?

 

Grillo, fascista o no?

Benvenuti nella nuova versione del nostro blog: La Versione di Banfi, è online!!!
Come potete vedere, le due novità più grosse sono molto evidenti: potrete, per sempre rivedere ogni giorno la rassegna stampa della mattina (resteranno a disposizione quelle degli ultimi tre giorni), “Scelti per voi”, dove leggo i più importanti articoli della stampa italiana: e potrete anche rivedere e risentire le Interviste della Domenica, già trasmesse da Tgcom 24.

C’è dunque speranza per chi non si sveglia presto e alle 8.00 di mattina non è ancora davanti al televisore… Così come c’è per chi si è perso l’appuntamento domenicale delle 14.00.

Quale dunque migliore occasione per lanciare una domanda!

Pier Luigi Bersani dice che Beppe Grillo è un “fascista”, perché si augura la morte dell’avversario politico, perché non discute ma insulta, perché non vuole dialogo ma solo giustizia sommaria…

Voi che ne pensate? Diteci la vostra!


Referendum sull’euro

Il Ministro Enzo Moavero propone di consultare anche i cittadini italiani sul futuro dell’Europa. In particolare sulla cosiddetta “governance” dell’euro, la nostra moneta.

Non è un’idea sbagliata, secondo me. Il Governo Monti e le forze politiche dovrebbero davvero promuovere un referendum consultivo in cui chiedere agli italiani che cosa pensano del loro futuro continentale. Magari in autunno, prima delle prossime elezioni politiche.

Voi che cosa ne pensate?

La casa fai da te: perché in Italia no?

C’è un fenomeno sotterraneo che però si va diffondendo. Quello della casa fai da te. Numerose ditte nord europee (tedesche, ma anche lettoni e finlandesi) propongono delle case prefabbricate in legno, anti sismiche, anti incendio, ecologiche e cablate, pronte da essere montate ed abitate. Il prezzo è molto basso, perché si aggira sui 30 mila euro per una casa di 300 metri quadri, garage compreso.

E’ vero: una volta comprata la casa, bisogna pagarne il montaggio sul posto e la spedizione (che viene suio 2mila euro) . Inoltre, soprattutto, bisogna avere un terreno edificabile con la concessione edilizia e tutti gli impianti di urbanizzazione da allacciare (fogne, elettricità eccetera), tutte cose nelle mani del Comune dove si costruisce.

E tuttavia, a conti fatti, una casa di legno razionale e moderna, neanche lontanissima da una grande città, può venire a costare 100 mila euro… Il prezzo di un semplice box auto a Milano o a Roma… Continua a leggere