4 risposte a “Equitalia e attentati: l’eccessiva pressione fiscale può legittimare la violenza?

  1. CI VUOLE CORAGGIO A MONTI SOSTENERE CHE PAGARE LE TASSE E’ UN DOVERE, QUANDO DA PARTE DI CHI CI AMMINISTRA SI VEDONO SOLO RUBERIE E FRODI. E’ ORA CHE GLI ONESTI CITTADINI SI RIBELLINO A QUESTO SCHIFO E CHE FACCIANO SENTIRE LA LORO PROFONDA INDIGNAZIONE ANCHE NON PAGANDO LE TASSE, VISTO CHE FINO AD ORA SIAMO STATI SOLO NOI A PAGARLE ED A MANTENERE QUESTA CLASSE DIRIGENTE.

  2. Ciò che fa arrabbiare la gente è il senso di impotenza e presa in giro quando sei convocato per discutere con i funzionari dell’agenzia delle entrate, quando ti chiedono giustificazioni delle operazioni di prelievo o versamento sul conto corrente e tu diligentemente porti la documentazione e senza avere una risposta di accettazione o non accettazione motivata ti senti rispondere: o paghi oppure fai ricorso ma ricordati che le spese saranno a tuo carico anche se avrai una sentenza a tuo favore, fino alla Cassazione.
    Così non è uno stato di diritto, così significa adottare metodi “mafiosi”.
    Questa è stata ed è tuttora la mia esperienza.
    Grazie per l’attenzione e mi rendo disponibile a documentare quanto da me asserito.
    Saluti

  3. Il terrorismo non nasce dall’eccessiva pressione fiscale ..ma dalla mancanza di una politica del lavoro, non esiste uno statao senza lavoro e non esistono valori e principi.
    Sarà ma l’art.1 della nostra costituzione lo ricorda ” La Repubblica è fondata sul lavoro”..ma purtroppo chi deve rappresentarci in questa democrazia se ne è dimenticato…sono stati tutelati partiti ..e tutto quello che vi è intorno…invece andavano tutelate le imprese…è forse meglio un partito fallitto o un’impresa fallita?
    Il terrorismo quindi è figlio di una sofferenza sociale!

  4. Assolutamente no, la violenza non è giustificabile mai.
    D’altro canto l’eccessiva pressione fiscale, unita ad una forte percezione di ingiustizia sociale e di privilegio, ne può essere il motore.
    prova ne sia la rabbia generalizzata verso equitalia ed i suoi dipendenti che sostanzialmente non fanno che applicare le leggi.
    leggi per le quali semmai bisognerebbe chiedere conto ai parlamentari che a suo tempo le hanno votate consentendo i ben noti poteri.
    caro Banfi, la domanda è un’altra.
    perchè soprattutto gli enti locali , possono impunemente inviare ad equitalia richieste di esazione anche infondate, magari nulle per difetti di notifica o gia pagate etc etc senza che vi sia stata la doverosa attenta verifica preliminare?
    personalmente ricevetti una megacartella da 5000 euro con dentro un mare di debiti presunti relativi a tasse varie, multe, e quant’altro di vari enti, tra cui un ritardato pagamento irpef di 25.000 lire del 1991 (sono dipendente statale), un mancato pagamento ICI per totali 2200 euro (invece pagato), 2 mancati pagamenti tassa spazzatura di roma relativi ad anni in cui non ero piu residente. e via dicendo..
    è palese che nei comuni si preferisce buttar dentro di tutto e lasciare che sia il cittadino a effettuare i controlli (con grande difficolta e perdita di tempo)
    questo è a mio avviso il vero scandalo.

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