L’Italia è un Paese per vecchi?

In Italia dobbiamo lavorare di più e più a lungo. Lo dice il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Che ieri ha precisamente detto: “Lavorare di più, in più e per più tempo”. Perché? L’Italia è “un Paese anziano” e solo così possiamo uscire dalla crisi. Sostiene il Governatore. Ma viene subito da chiedersi: perché finora non si è mai detto che l’Italia andava incontro a dei veri e propri guai perché non aveva incentivato i giovani, le famiglie, la natalità?

Nella cultura popolare negli ultimi vent’anni si è diffusa l’idea che non fare figli e penalizzare la famiglia fosse sinonimo di modernità, emancipazione, progresso. Non era vero. Ed è proprio giusto ricordarlo nel giorno internazionale dalla donna. Oggi ci ritroviamo ad essere la nazione europea più vecchia e secondi in anzianità nel mondo solo al Giappone.

Dietro gli evoluti Belgio, Svezia e Francia, che invece crescono.

Allora, se Visco ha ragione nell’immediato, dovremmo tutti rilanciare la questione e chiederci (con la disoccupazione al 31 per cento fra i giovani): ma l’Italia è un Paese solo per vecchi?

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2 risposte a “L’Italia è un Paese per vecchi?

  1. Troppo spesso in Italia “Giovane” è sinonimo di “Immaturo”. Mentre “Giovane” è sinonimo di “Speranza” come sempre in Italia hanno capito alcuni, a partire da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Una speranza che può essere scintilla di molte cose, tra cui anche la famiglia. Con questo nuovo governo si vede qualche segnale in favore (ad es. apertura facilitata società) ma bisogna investire di più, specie sulle giovani famiglie!

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