Monotonia e posto fisso

Ammettiamolo, ieri sera il presidente del Consiglio Monti a Matrix ha toccato un tabù: ha detto che il mito del “posto fisso” va sfatato. In materia di riforma del lavoro. Si è sollevata una polemica violenta, anche su Twitter. Come capita in queste occasioni. Che cosa significa tutto questo?

L’Europa ci chiede da tempo di realizzare più flessibilità nel mercato del lavoro, sia in entrata che in uscita. La stessa lettera di agosto di Trichet e Draghi parlava esplicitamente di “licenziamenti” e solo una polemica ingiusta attribuiva la volontà di riformare l’articolo 18 al singolo ministro Sacconi. Non era così. La realtà dell’economia globale ci pressa perché ci adattiamo alle nuove “regole”.

Faccio due considerazioni. La prima: sicuramente i nostri figli hanno già oggi meno garanzie di quante ne abbiamo avute noi entrando nel mondo del lavoro trent’anni fa. Abbiamo perso qualcosa? Di sicuro. E su questo fronte andiamo ancora a perdere, con grande probabilità…

Seconda cosa: troppa gente ha abusato di diritti conquistati dai nostri padri per fare i furbi. Quanti hanno smesso, di fatto, di lavorare appena ottenuto il contratto a tempo indeterminato? Oggi, quasi calvinisticamente, quella colpa si paga…

IN CHAT VENERDI 3 FEBBRAIO 2012
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3 risposte a “Monotonia e posto fisso

  1. Egregio Presidente Monti.
    Lei sta promovendo quello che i governi precedenti non hanno mai avuto il coraggio di fare a causa di un’appartenenza sul numero di elettori. Lei sta davvero stravolgendo (finalmente!!!) un sistema vecchio,marcio ed inefficiente che ha cresciuto la maggior parte dei giovani comodi, mantenuti, senza spirito di iniziativa ed attenti solo al posto fisso con una marea di diritti. Molti giovani sono dei veri e propri “parassiti del sistema” assunti in enti statali o multi utility dove, mi creda, l’unico loro pensiero è come poter gestire il tempo aspettando la fine dell’orario lavorativo giornaliero. Il giorno dopo uguale e cosi via……
    Parlare di Art.18, di cambiamento,di sfide per molti giovani e come se lentamente fossero trafitti da una spada perché essendo senza idee e spirito di iniziativa sono disorientati e spaventati.
    I miei genitori erano operai e quando io desideravo qualcosa trascorrevo le mie vacanze natalizie o estive a lavare i piatti nei ristoranti. Adesso possiedo due aziende. Ma quale giovane va a lavare i piatti?
    Quindi Egregio Presidente prosegua costantemente il Suo efficiente percorso e se sta usando più il bastone della carota vuol dire è giusto così.
    Con immensa stima
    Marco Lama

  2. per onore72: perche nn parliamo dei politi che invece di lavorare 15 ore al giorno (5000-10000 al mese minimo ) invece ne lavorano 10 ore in una settimana? Perche non parliamo di quei poilitici che oltre a non fare un cavolo rubano anche i soldi dei contribuenti? Lasciamo stare poi certi imprenditori. Io lavoro da circa 15 anni e lo sa quante volte pur facendo il mio mestiere (autotrasportatore) non ricevevo lo stipendio e quante volte ho fatto avertenza ma senza risultato perche i tempi solo lunghissimi o perche i sindacati se ne fregano!!!! Non è vero che i giovani non hanno iniziativa è assulutamente una cavolata colossale. Se ce un motivo per cacciarmi ok ma se non ce motivo perche devo essere licenziato? gia adesso lei potrebbe cacciarmi però solo se facessi qualcosa di sbagliato giusto o no? Oppure mettiamola cosi , passa l’articolo 18 ero dopo con le banche ce parlate voi, li pagate voi i notri mutui le rate della macchina ecc ecc , oppure vabbe togliete l’art18 però dopo invece di 100o-1200 dovete aumentare gli stipendi a 2000-2300 .

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