Bisonti impazziti

Che cosa unisce i pescatori arrabbiati di fronte a Montecitorio, gli autisti dei Tir che paralizzano il trasporto su gomma e i tassisti? Al di là degli specifici motivi di scontento e di protesta, è tutta gente che deve confrontarsi con la vera grande tassa, prodotta dal governo Monti nello sforzo (speriamo di successo) di salvare i nostri conti statali di fronte all’Europa: l’aumento della benzina.
E’ questo quello che sta accadendo nel nostro Paese.
Attanagliati dalla crisi economica, coloro che lavorano con i mezzi di trasporto, sono i primi a soffrire dell’aumento della tassazione statale sulla benzina.
E tuttavia in questi giorni di blocchi, di caos, di violenze e anche di disagi per i cittadini, due quesiti sorgono spontanei, come si diceva una volta: la tassa sul carburante non è forse ingiusta, perché pesa di più per le fasce deboli?
E tuttavia, seconda domanda: è giusto che i camionisti oggi (come i tassisti ieri) “ricattino” il Governo mettendo in ginocchio un intero Paese?

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