Meglio il carcere (anche per lui)

Che cosa è successo davvero alla Costa Concordia?

Il comandante Schettino, sebbene messo agli arresti domiciliari, appare ormai come un uomo spregiudicato e immorale. Le ultime indagini lo ritraggono con donne a bordo della Nave negli attimi prima dell’impatto con lo scoglio di fronte all’isola del Giglio. Oggi molti garantisti lo difendono perché grande è la rabbia della gente e fa giustamente paura la voglia di linciaggio. E tuttavia sarebbe stato meglio per lui e per noi che fosse tenuto in carcere.

L’altra evidenza ormai è quel buco di 68 minuti fra l’evento drammatico e le prime concrete misure per salvare i passeggeri. Che cosa accade in quella ora? Sicuramente c’è un fitto dialogo con l’armatore, al Costa Crociere. Una specie di “consultazione permanente”, come la chiamano gli inquirenti.

Qual è stata la posta in gioco del dialogo fra il Comandante e la Costa? Che cosa si sono detti?

Siamo allora sicuri che Schettino è l’unico vero colpevole di questa tragedia? Io penso proprio di no.