Una bomba è una bomba

Gli atti terroristici che si susseguono contro Equitalia e le sue sedi vanno chiamati con il loro nome. Una bomba è una bomba e non esistono giustificazioni di alcun tipo e anche le parole di un leader politico anomalo come Beppe Grillo possono essere profondamente sbagliate. Da tempo estremisti di varia natura cercano di cavalcare la protesta contro la società statale (Equitalia è al 51 per cento dello Stato) che esige le tasse. E’ un lavoro odioso ai cittadini ma è terribilmente necessario, anche ad una democrazia, anche ad uno Stato di diritto come il nostro.

Sono diversi mesi che insistiamo sulla scarsa responsabilità di chi anima il dibattito pubblico in Italia. A forza di soffiare sul fuoco, ad ampliare il risentimento, a strumentalizzare l’indignazione si rischia di mettere in moto meccanismi difficilmente controllabili. Bisognerebbe che alcuni “cattivi maestri” di questi anni cominciassero a fare i conti con le loro responsabilità direte ed indirette. Bisognerebbe che l’esame di coscienza iniziasse subito e non quando ci scapperà qualcosa di più grave.

 

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Una risposta a “Una bomba è una bomba

  1. Ha ragione quando dice che non bisognerebbe soffiare sul fuoco e che una bomba è sempre una bomba, con le conseguenze che può portare, e che i responsabili diretti ed indiretti di ciò dovrebbero riflettere. Ma tra i responsabili di questa reazione esagerata c’è anche lo Stato, e non perché richiede ciò che è giusto richiedere, ma perché non restituisce quando è giusto restituire o dare. Noi dobbiamo pagare subito le tasse ma i rimborsi tardano anni. E che dire dei numerosi suicidi di imprenditori che non riescono a pagare i loro debiti e dipendenti perché lo Stato non paga i crediti che loro hanno nei confronti dello Stato per i lavori fatti?. Certo, non è un motivo per mettere un bomba o per arrivare a gesti più estremi. Ma questa discrepanza è comunque un errore di fondo, una causa. Il mercato è lo stesso, e lo Stato non può essere insolvente dei suoi debiti, o pagare in ritardo. Ora sono previsti dei rimborsi, ma è proprio la procedura attuata finora che deve cambiare per il futuro. Non condivido certo le bombe, ma vorrei che l’esame di coscienza venisse fatto da tutti in modo da cercare le diverse cause che producono talvolta degli effetti sbagliati.

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