Una bomba è una bomba

Gli atti terroristici che si susseguono contro Equitalia e le sue sedi vanno chiamati con il loro nome. Una bomba è una bomba e non esistono giustificazioni di alcun tipo e anche le parole di un leader politico anomalo come Beppe Grillo possono essere profondamente sbagliate. Da tempo estremisti di varia natura cercano di cavalcare la protesta contro la società statale (Equitalia è al 51 per cento dello Stato) che esige le tasse. E’ un lavoro odioso ai cittadini ma è terribilmente necessario, anche ad una democrazia, anche ad uno Stato di diritto come il nostro.

Sono diversi mesi che insistiamo sulla scarsa responsabilità di chi anima il dibattito pubblico in Italia. A forza di soffiare sul fuoco, ad ampliare il risentimento, a strumentalizzare l’indignazione si rischia di mettere in moto meccanismi difficilmente controllabili. Bisognerebbe che alcuni “cattivi maestri” di questi anni cominciassero a fare i conti con le loro responsabilità direte ed indirette. Bisognerebbe che l’esame di coscienza iniziasse subito e non quando ci scapperà qualcosa di più grave.