Scelta realistica

Alla fine, per fortuna, ha prevalso il realismo, suprema virtù della politica. Silvio Berlusconi ha dato il via libera al governo tecnico di Mario Monti, voluto con forza da Napolitano. Non ha ascoltato i tanti consiglieri scatenati nel gridare che la democrazia è stata scippata dai mercati, banalità un po’ fasulla e un po’ interessata.

 

Il suo “civile” (definizione di Veltroni) videomessaggio di ieri sera è stato coerente con le scelte degli ultimi giorni. Scelte responsabili, che riscattano tanti appannamenti degli ultimi due anni. Se il Cavaliere perdesse questa lucidità, davvero sarebbe assimilabile alla caricatura che ne hanno fatto i suoi avversari di sempre.

 

Ma Berlusconi appartiene, da ieri a tutto tondo, alla categoria dei leader responsabili, che fra il destino del Paese e quello della propria parte, sanno capire che è meglio scegliere il primo. Anche se può costare moltissimo. Oggi e magari domani nelle urne.

 

Berlusconi sa che la situazione è drammatica e non è un caso che nel suo mondo i primi a farlo ragionare siano stati gli uomini del fare, coloro che vivono a contatto con le imprese. Da Ennio Doris a Fedele Confalonieri. Qui non è in ballo una leadership partitica, né una contesa di Palazzo. In questi giorni è in ballo il destino del nostro Paese. Quando lo spread dei nostri titoli di Stato con quelli tedeschi arriva dov’è arrivato mercoledì, l’Italia è a rischio fallimento. Ma non per modo di dire.

 

Il Presidente Giorgio Napolitano ha detto giustamente che è il momento del “massimo sforzo di responsabilità”, riconoscendo la “correttezza” del comportamento di Berlusconi. Mentre si rischia di essere molto ingiusti verso l’ex presidente del Consiglio, che comunque ha capito la gravità della situazione pur non essendo mai stato battuto in Parlamento.

 

A Napolitano va dato atto di non aver mai sbagliato una mossa, dimostrando imparzialità e sincero attaccamento ai destini della nostra patria. Il comportamento del Capo dello Stato (fin dal discorso al Meeting di Rimini) è stato segnato dalla volontà di ricostruire una coesione nazionale indispensabile in tempi di una inedita “guerra mondiale” economica e finanziaria. Una coesione ora vero contenuto programmatico del tentativo di Mario Monti.

 

Stamattina la prima risposta. Quella dei mercati.

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2 risposte a “Scelta realistica

  1. Salve Dott. Banfi

    Lei quanto ci crede in tutto questo? parto con il dire: che alla meta della scorsa settimana,l’Italia era quasi stata dichiarata fallita!!!

    – il governo tecnico snello costerà 4,8 milioni di stipendi. il governo uscente costava 2,9 milioni

    – L’effetto Monti è solo una fantasia!!!,diciamo che lo spread era al 500, in 6 ore è cresciuto di 65 punti è tornato a livello Berlusconiano.

    Sono ancora fiducioso,ma lo dico solo per “inerzia” questa purtroppo è la realtà!!! alla befana non ci credo già da un bel po’!! da buon inteditore poche parole.

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