Ai mercati non basta

Berlusconi lascerà il Governo e non si ripresenterà in caso di elezioni. Ma i mercati stanno reagendo a questa notizia in modo violentissimo e inedito. Mentre scriviamo lo spread coi titoli ha toccato il record spaventoso di 520 punti. Sono numeri da bancarotta. Ancora un punto percentuale e si supera tecnicamente il limite fissato dal neo governatore della Banca d’Italia.

Gli avversari di Berlusconi (fino a ieri sera in tv) scommettevano su mercati soddisfatti del finale di partita del Cavaliere. Invece succede l’esatto contrario.

Perché accade questo?

Secondo gli esperti che ho sentito stamane, si possono sostanzialmente dire tre cose:

1) Per gli stranieri non è chiaro quello che è avvenuto. Non bastano dimissioni annunciate. Anche perché secondo Wall Street e Bruxelles non c’è un leader politico credibile che si sta “scaldando ai bordi del campo”.

2) Il problema Italia non è Berlusconi, come hanno sempre detto i suoi oppositori e i giornali nemici.

3) L’obiettivo della guerra mondiale dei mercati (ricordate il paragone del Figaro?) è il sistema Euro, la politica della Germania (e della Francia). Per colpire loro prima hanno usato la Grecia, oggi “usano” l’Italia.

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3 risposte a “Ai mercati non basta

  1. Un governo, seppure criticato, è sempre un governo, e costituisce un punto fermo ed una stabilità politica. Questi sono giorni di passaggio nei quali non si sa ancora cosa succederà in Italia dal punto di vista politico, se andremo ad elezioni o se ci sarà un governo tecnico, e se il nuovo governo sarà in grado di avere la mentalità giusta per trovare e fare le soluzioni alla crisi, e come si comporterà la classe politica in genere. Che il problema Italia non è e non era Berlusconi è evidente, e da tempo. Il problema è la mentalità politica in genere, incapace di lavorare sinergicamente tra le parti per risolvere i problemi, mettendo per incapacità o convenienza gli interessi personali e di partito prima del bene del Paese. Ora la classe politica è ancora più frastagliata ed allo sbando, e questo da ancora più insicurezza ai mercati. Ora che Berlusconi si dimette, chi farà da parafulmine? Egli, per la maggioranza e per l’opposizione è un elemento aggregante. Se poi oltre a questo ci siano guerre economiche sotterranee contro l’euro non è escluso. Certo ci sono formule speculative. E’ per questo che ci vorrebbe una regolamentazione migliore nel settore bancario e finanziario europeo. Quindi è probabile che queste ipotesi siano tutte e tre valide. A.A.Pensword

  2. Al contrario di come tutti pensavano il problema non era Berlusconi, gli stranieri non sono stupidi e i mercati stanno attaccando un sistema e non un individuo, in Italia però è un classico basta guardare ciò che accade ad esempio nel calcio, la squadra non fa punti e si bruciano gli allenatori, mentre i giocatori che sono i veri artefici delle sconfitte restano al loro posto e guadagnano sempre di più. I tre punti che lei ha centrato sono indicativi, è il sistema Italia che non convince gli investitori, ed è ovvio che chi vuole colpire Germania e Francia e quindi l’Europa inizi dal basso, cioè dagli anelli deboli come Grecia Spagna e neanche a dirlo Italia. L’economia globalizzata sarà in futuro composta da poche potenze economiche forse due Cina e Stati Uniti con il bagaglio di qualche paese emergente, India e Brasile per esempio, l’Europa è troppo vecchia per reggere questo confronto.
    Ci attendono anni molto difficili, molto più difficili di Berlusconi.

    MZ

  3. Non sono un’esperta ma credo che un premier abbia comunque le sue colpe visto che rappresenta lo Stato. Sicuramente, come è stato detto, la colpa sarà soprattutto delle banche e di altri componenti del sistema ma lui e la maggior parte dei politici hanno pensato solo a fare leggi ad personam per salvarsi dalla prigione. E noi paghiamo!

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