Rivoluzione?

Mi ha colpito molto stamattina un articolo di Ptere Gomez su Il Fatto quotidiano, riprodotti anche nel suo Blog. Gomez intervista un giovane che si presenta come Black Bloc, che attacca tutti, compresi gli Indignati e i Centri sociali e dice questo dei fatti di Roma di una settimana fa:

“Quando la storia compie un tornante, ci sono sempre dei moti di piazza. Sono anche questi ad accelerare o a far rallentare il corso della storia. Non so se è stata una vittoria, ma per qualcuno – specie per chi ha chiamato alla guerra per poi ricondurre il tutto a un democratico pascolo mirato a vendersi questa massa di cittadini belanti per qualche poltrona a sinistra del parlamento – beh, per loro è stata una sconfitta sonora. Per la rivoluzione e per chi la vuole, invece, è stata una giornata importante, vittoriosa, seppur con molti problemi, contraddizioni e limiti. E con tutta una serie di questioni che andrebbero ripensate. Di sicuro per tutti quelli che subiscono la violenza quotidiana della crisi, è stata una giornata di rivalsa.”

 

Che cosa ne pensate? Siamo davvero alla rivoluzione?

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

6 risposte a “Rivoluzione?

  1. Non penso che siamo alla rivoluzione. E spero che non ci si arrivi. Ciò che ho letto sopra esprime un modo di pensare abbastanza estremista. Viviamo in un momento molto delicato nel quale c’è crisi in ogni settore, quindi malcontento in ogni settore. Per questo qualunque ulteriore iniziativa di battere di cassa per ridurre il debito pubblico i politici la devono prendere prima di tutto su se stessi, e solo dopo sui semplici cittadini. Riguardo le baby pensioni prima di andare a toccare quelle di insegnanti e di altri lavoratori che ne hanno usufruito in un momento nel quale la legge lo permetteva, si deve disporre l’abbattimento delle mega pensioni che prendono i politci. Altrimenti il malcontento potrebbe montare come la panna ! E la sua domanda avere una risposta molto più negativa, purtroppo.

  2. Mi lego al commento di Angela Amber col quale concordo parte. Anch’io penso che non si sia ancora alla rivoluzione me che la nostra classe politica stia facendo di tutto per crearne le condizioni.

    I segnali sono secondo me:
    1 – la bieca resistenza trasversale a mettere prima di tutto in discussione i loro privilegi, il che non servirebbe come misura finanziaria ma come misura che ridesse loro un po di credibilità. Faccio presente che Il giorno 21 settembre 2011 è stata messa ai voti in parlamento una proposta di eliminare la regola per cui il vitalizio spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura. L’esito è stato:

    Presenti 525
    Votanti 520
    Astenuti 5
    Hanno votato sì 22
    Hanno votato no 498

    2-La difesa oltre i limiti della decenza dei sistemi clientelari. Ciò ha impedito la necessaria riforma che voleva accorpare province e comuni. E’ stato impossibile attuarla anche se avrebbe inciso su una voce di spesa di circa 18 miliardi di euro all’anno per i soli parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali, di zona, sindaci, assessori etc.
    Una riduzione del 20% porterebbe un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno, cioè il doppio di quanto lo stato avrebbe con la riforma delle pensioni di anzianità, che purtroppo sembra tornare di moda.

    3-La manifesta volontà di non tassare i grandi patrimoni

    4-La riluttanza a tamponare almeno temporaneamente il debito con cessioni del patrimonio dello stato, terreni, immobili e qui non comprendo quale interesse si cerchi di tutelare.

    4- Il fatto che si ipotizzi seriamente di riformare le pensioni con effetto immediato andando a colpire i lavoratori dipendenti il cui fondo INPS è in attivo, fregandosene degli effetti devastanti sui disoccupati e al solo scopo di fare cassa su categorie deboli.

    A fronte di questo atteggiamento cinico, irrazionale, comunque esiziale per l’economia nel lungo termine perché non rimuove le inefficenze dello stato che sono alla base del problema, arrogante, beffardo nei confronti dei cittadini, menefreghista, mirante solo al proprio interesse personale e di bottega, cosa resterebbe a un popolo se non la rivoluzione? Tenendo anche presente che la rivoluzione colpirebbe tutti, senza distinzioni e non solo alcune categorie. Credo che se i politici non cambiano strada (e purtroppo mi sembrano sufficientemente inetti da non farlo) il rischio sia molto grosso.

  3. dico solo che ifatti di Roma se pur rimarchevoli sono un serio campanello d’allarme. chi ha visto STRISCIA LA NOTIZIA di lunedi’ ha potuto vedere che al derby di LAZIO ROMA sono arrivate un sacco di auto BLU cariche di VIPS pubblici ( ministri parlamentari ecc) per vedre la partita. Ebbene a ben vedere i fatti di Roma non sono del tutto da condannare. Forse da condannare e’ il posto dove sono avvenuti i fatti. A MONTECITORIO dovevano andare . Forse se anch’io se ero li mi sarei scatenato benche’ sia di indole abbastanza mite. ma quando e’ troppo e’ troppo e vedere queste persone che ci prendono per il culo cosi’ la rabbia sale al cielo e se non c’e’ stato il peggio cio’ non e’ dovoto alle forze dell’ordine ma a un certo buon senso dei manifestanti. Comunque i nostri governanti se cosi’ si possono chiamare cambino rotta perche’ ho paura che se lor signori continuano ad andare avanti cosi’ proteggendo le BANCHE e rubando a piene mani le cose potrebbero peggiorare di molto e la Libia non e’ poi tanto lontano. meditate POLITICANTI

  4. Siamo in una staggione di cambiamenti epocali in tutto il mondo e quindi anche in italia, il mio parere e che è finita l’epoca dei privilegi e dei furbetti dei poteri forti ed assoluti, se ci stiamo avviando verso una rivoluzione be ne sono sicuro è solo questione di tempo se molti non sono scesi in piazza è perche si vede che ancora nonostante le lamentele resistono al contrario di molti altri italiani esasperati.
    Io li ho visti lor signori parlare degli italiani e la verità e che non hanno capito niente, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, la verità e che nessuno privilegiato o potentato rinuncerà al suo status squò facimelmente dall’alto dei suoi privilegi e poteri e nessun indigente, indignato, ingannato, deluso, amareggiato, arrabbiato, e senza prospettive per il futuro rinuncerà a protestare ed a combattere, va da se che lo scontro e inevitabile.
    Non credo più che le parole bastino per tenere buono il popolo italiano e non credo più che il popolo italiano voglia ancora parlare hai poteri sapendo che è come parlare con il vento gli puoi dire ciò che vuoi tanto da un’orecchio gli entra e dall’altro gli esce o ti annuiscono per darti ragione sul momento e poi fanno come sempre i fatti loro.
    Pultroppo questa è la spiacevole e sgradevole realtà di tutti i giorni di tutti gli intervistati da anbe due i punti di vista: I governanti rappresentati di qualunque schieramento politico o potere governativo ed il popolo Italiano martoriato sacrificato preso in giro abusato ormai stanco ed esasperato.

  5. Rivoluzione, una parola grossa troppo grossa per gli italiani che mai ne hanno messa in atto una nella loro storia, poi neppure sarebbe la strada giusta, quella della rivoluzione, è però necessario cambiare le regole della politica che a mio avviso NON deve essere un mestiere, chi si cimenta nella politica e lo fa per il bene comune, come servizio alla società, deve essere a termine, precario, il popolo è sovrano nella costituzione, ma di fatto sovrano non è perchè è necessario essere schierati sempre, o sei di destra o sei di sinistra o sei di centro, se non sei, sei anarchico insurrezionalista, black bloc.
    Berlusconi NON mi rappresenta, Bossi ancora di meno, Bersani neppure, Casini per carità, DiPietro no grazie, Rutelli, D’Alema e quanti altri, nessuno mi rappresenta per la loro ideologia, Comunisti diventati Capitalisti, Capitalisti sempre più Capitalisti, addirittura si vuole rifondare la DC, mi mancano Mastella e Andreotti, mi mancano Pomicino e DeMita.
    Nessuna rivoluzione ma un processo DEMOCRATICO che detti le regole alla politica, magari come in Svizzera dove i cittadini vanno alle urne molto spesso e decidono le loro sorti.
    Grazie dr. Banfi questo spazio è prezioso non se lo lasci sfuggire.
    MZ

  6. se aspettiamo che sti politici allora si che stiamo freschi. IO nn sono ne di dx ne di centro ne di sx perche secondo me a sta gente di noi nn glie ne frega propio niente ma niente di niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *