Declassati

Era fin troppo facile come previsione (leggi Post di ieri), sapevamo di essere sotto osservazione e adesso è arrivata l’ufficialità della notizia: l’agenzia di rating Standard and Poor’s ci ha declassato. Il nostro debito, secondo loro, è diventato meno solvibile. Se ce lo avessero detto un anno fa non ci avremmo creduto. Lo spettro della Grecia è molto vicino. Certo, le polemiche sono tante. La S&P è la stessa agenzia di rating che dava la ‘A’ alla Lehman Brothers mentre falliva. Ed è indubbio che i finanzieri americani hanno da mesi un interesse non proprio candido nel mettere in difficoltà l’euro e i suoi Paesi più deboli. E tuttavia il nostro debito è troppo grande e senza un cambiamento repentino rischiamo di andare davvero nei guai. La gente ancora non si rende conto delle ripercussioni delle perdite della nostra Borsa, delle nostre aziende sulla nostra vita di tutti i giorni. Ma saranno davvero pesanti. Oggi Tremonti ha annunciato un piano decennale per la crescita. Ma abbiamo bisogno di risposte politiche in tempi più brevi. Giorni, al massimo settimane.

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2 risposte a “Declassati

  1. Direttore Banfi, le consiglio questo articolo sul “credit crunch” de Linkiesta.it.
    http://www.linkiesta.it/credit-crunch
    Andando in banca in questo momento si scopre che sta per arrivare un’ondata di dichiarazioni di fallimento.Con conseguenti licenziamenti non coperti dalla C.I.G. e forse nemmeno dal TFR.

  2. Caro Banfi, lo so che farebbe paura, ma in trasmissione fare un parallelo tra la situazione greca di un anno fa e la nostra attuale, non sarebbe interessante? Soprattutto perchè, dato che è ormai chiaro che solo un governo autorevole potrebbe salvarci, chi ci mettiamo? Giannino? Resuscitiamo Craxi e la sua lira pesante?

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